Daniel Pennac – Chagrin d’école

di Antonio Consoli

Daniel Pennac ha vinto con Chagrin d’école, edito da Gallimard, il Prix Renaudot 2007, romanzo autobiografico in cui l’autore racconta la sua adolescenza, o meglio i suoi anni d’“adolescent installé dans la conviction de sa nullité”.

Daniel Pennacchioni (vero nome dell’autore), nasce a Casablanca, Marocco, nel 1944. Afflitto da una disortografia cronica e da un’incapacità assoluta di apprendere le regole della matematica e dell’inglese, nel piccolo Daniel si fa largo la certezza di essere senza futuro. Scrive, in Chagrin d’école, che quei disturbi adolescenziali continueranno a perseguitarlo per molto tempo, manifestandosi nell’angoscia della pagina bianca e in una certa dose di ipocondria. Continua a leggere→

Poesia e Asilo # 9 – Milo De Angelis

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Telegramma

La finestra è rimasta come prima. Il freddo
ripete quell’essenza idiota di roccia
proprio mentre tremano le lettere di ogni parola.
Con un mezzo sorriso indichi
una via d’uscita, una scala qualunque.
Nemmeno adesso hai simboli per chi muore.
Ti parlavo del mare, ma il mare è pochi metri quadrati,
un trapano, appena fuori. Era anche, per noi,
l’intuito di una figlia che respira
nei primi attimi di una cosa. Carta per dire
brodo e riso, mesi per dire cuscino. Gli azzurri mi chiamano
congelato in una stella fissa.

[da Distante un padre, Mondadori, 1989]

Del buio e del silenzio

di Mauro Baldrati

nero.jpgIn questi giorni ho in lettura lenta Pessimi Segnali di Enzo Fileno Carabba (Marsilio black 2004), una scoperta piacevolissima nel mondo, per me un po’ misterioso, della scrittura italiana. Notevole per ritmo, ironia, coraggio. Il narratore lavora come obiettore di coscienza nella sede della Croce Rossa di un paese della Valdarno, un luogo surreale popolato di persone-mostri, quasi dei rettili alieni (in realtà non vi è nulla di soprannaturale – per ora – tutto viene giocato sottolineando certi aspetti grotteschi o violenti delle personalità, tutto dipende dalla visione). Un ragazzino, Augusto, per uno stupido incidente ha perso la vista, l’udito e l’uso della parola. Il narratore è impressionato e attratto da lui, lo porta in giro, si perde in fantasie sulla sua capacità di controllare le piene del fiume ecc.
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Attenzione Uscita Operai

di Savio Loquace

Mai nome di collana fu più azzeccato di quello che da alcuni anni contraddistingue la principale peculiarità della casa editrice milanese NoReply. Parliamo della collana “Contagi”, nella quale musica e letteratura si sposano spesso alla perfezione, qualche volta in maniere più insolite, sempre all’insegna di un messaggio: il libro è morto, viva il libro.
Che gli amanti della carta stampata stiano però calmi: nessun funerale è stato ancora annunciato. Molti alberi continueranno a cadere, molte librerie continueranno a lavorare.
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Viva la revoluciòn!

Dividere la Storia in periodi è un esercizio temerario: basta un minimo di sguardo critico per accorgersi che gli avvenimenti ai quali assegnamo la funzione di spartiacque sono pressocché privi di significato. È poi così importante la deposizione di Romolo Augustolo? Il viaggio di Cristoforo Colombo, che pure ha portato caffè, cacao, patate, tabacco e pomodori, ha cambiato la civiltà? E la stessa Storia, nasce con l’invenzione della scrittura?
Se proprio non si vuol fare a meno di individuare dei periodi, bisognerebbe almeno scegliere avvenimenti che hanno influenzato i secoli successivi. Continua a leggere→

Boomerang – di Marino Magliani & Franz Krauspenhaar

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boomerang, ecco, ti dicessero cosa sei, ti dicessero te ne vai e lascia un oggetto, diresti un boomerang, nato per tornare, tornavi da prima di essere, essere in una continua curva che tornavi, e tornavi per ripartire, per dirti no, non mi terrete qui, torneró fino alla fine e oltre, torneró per sempre, non so se torneró da dove mi metterete, ma sulla strada del ritorno sí, sarai boomerang, questo sarai, Continua a leggere→

La Compagnia del Libro

libri.jpgLa Compagnia del Libro, il nuovo programma culturale di Sat2000, è
finalmente on line con tutte le sue risorse. E ovviamente torna Premier
Book, il gioco lanciato nella trasmissione Al Top e che continuerà a
dispensare premi in buoni-libro anche quest’anno. Da oggi è possibile
iscriversi andando sul sito www.lacompagniadellibro.tv. e cliccando sullo
spazio “PremierBook”.

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Staffarda – di Dario De Albertis

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Attraversate dalla luce,
le geometrie perfette di una vetrata
riflesse sullo scuro intonaco della parete adiacente
perdono contorni e consistenza materica,
Ma finestra e riflesso ci appaiono ora un tutt’uno,
come uniti da cardini
e sembrano alludere
ad una porta che solo nella penombra
si rivela.

UNA SCOPERTA, SALVATORE MATINA

TECNICA RASCHIATA SU TELA

Ho iniziato a dipingere nel 1993 da autodidatta, utilizzando la tecnica degli oli. Con il tempo e tanta passione, ho acquistato una discreta preparazione. Dopo una serie di esperimenti, sono riuscito a “sperimentare” una mia “tecnica”, un modo personale di concepire e “creare Arte”. Lavorando di “carta vetrata e punte d’acciaio”, ho iniziato ad esportare a “grattare” il colore monocromatico per fare emergere l’immagine e “scolpire la materia sulla tela”.
Salvatore Matina

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MULIER DOLOROSA di Valter Binaghi

donna alla finestra

“Dio conta le lacrime delle donne”
(Detto tradizionale ebraico)

E’ perchè
Conosci l’affanno
E i muscoli spezzati dalla corsa
E’ perchè vivi ovunque
E in nessun luogo
E’ perchè uno solo davvero ti ha avuta
Ma la carezza svelava l’artiglio
E l’antico amante a cui sfuggivi
Scatenava dietro di te
I cani del rimorso
E’ perchè i tuoi sonni sono brevi
E le tue attese senza volto
Che io busserò alla tua porta
Stasera (vieni ad aprire!)
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L’infinito nel finito (appunti)

Di Letterio Cassata

1. Il titolo
Assai significativo, nel titolo, il passaggio – non documentato dalle edizioni critiche – dall’iniziale maiuscola («L’Infinito») negli autografi (quello conservato a Napoli, AN, e quello conservato a Visso, AV) e nella prima pubblicazione a stampa, nel periodico milanese «Il Nuovo Ricoglitore» (NR25) e nell’indice dell’edizione bolognese dei Versi del 1826 (B26i) – attraverso il tutto maiuscolo («L’INFINITO») di B26, dell’edizione fiorentina dei Canti del 1831 (F) e di quella napoletana del 1835 (N) – alla minuscola («L’infinito») negl’indici di F (Fi) e N (Ni); analogamente in Ni, per XIV, da «Alla Luna» (Fi) ad «Alla luna», per XVIII da «Alla sua Donna» ad «Alla sua donna» e per XIX da «Al Conte Carlo Pepoli» ad «Al conte Carlo Pepoli» (come già negli autografi). L’iniziale maiuscola, con la sua funzione ipostatizzante, implicava, nominalmente, l’assolutezza trascendentale dell’idea astratta; la minuscola ne dichiara l’immanenza, la relatività. Continua a leggere→

Francesco Dalessandro

APRILE E GLI ANNI

*

Sì, è vero, accadde. In un giorno già lontano:

quella data segnò il tempo e divise la storia.

Era aprile era un giorno di sole dopo il freddo

e la pioggia. In un luogo ben vivo nel tempo:

i suoi piedi toccavano il suolo lo stesso che tutti

tocchiamo indossava un vestito simile ad altri

vestiti di altre donne lo sguardo pungeva

e i capelli cadevano al vento: il tempo sfogliava

calendari non scordava un minuto camminava

nel tempo era il tempo concesso alla mia ansia

era un verdetto di chiare di semplici parole.

Quel che disse che lei disse, oh in una lingua

con grammatica e storia, era vero ma sembrò

menzogna se ancora non ci credo non ci credo…

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Ti amo, tu legge la più soave

rilke.jpgRainer Maria Rilke

Ich liebe dich, du sanftestes Gesetz

Ich liebe dich, du sanftestes Gesetz,
an dem wir reiften, da wir mit ihm rangen;
du großes Heimweh, das wir nicht bezwangen,
du Wald, aus dem wir nie hinausgegangen,
du Lied, das wir mit jedem Schweigen sangen,
du dunkles Netz,
darin sich flüchtend die Gefühle fangen. Continua a leggere→

Un contributo letterario tra Alessandria e il Mediterraneo

Cari amici,

Vi propongo oggi degli estratti dei libri di viaggio di Marco Grassano, scrittore alessandrino nato nel 1961, specializzato in Lingua e Letteratura Spagnola e grande conoscitore della letteratura portoghese.

Appassionato degli autori della classicità e grande amante della buona tradizione letteraria italiana, Marco trova nel tema della natura e del paesaggio il filo conduttore della sua creatività, ispirata anche al modello di lirismo ambientale di Francesco Biamonti, che ha avuto il privilegio di conoscere. Continua a leggere→

Al lettore. Per una seconda “scuola di poesia”, di Massimo Sannelli

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Se tu mi leggi, ora, è perché sei un lettore di blog. Quindi sei un mio simile mio fratello lettore *ipocrita* – noi ci conosciamo, bene, da tempo; forse non personalmente, ma forse sì. Siamo pochi. Forse appartieni ad un establishment (forse hai seguìto gli ultimi passi in vita di Siciliano… forse chiami De Angelis per nome…); ma non credo; in ogni caso, un membro dell’establishment non commenta un blog (cogli l’ironia, però – almeno; caro Satana, una pupilla meno irritata!). Ma se non sei parte dell’establishment; se sei un autore più o meno autoprodotto, e autopromosso; e io mi rivolgo a te; tu mi chiedi di ricominciare la «scuola di poesia». Va bene. Ma io devo chiederti: che cosa sei disposto a sentire? e a perdere? Per esempio: un nome; il tuo nome; non urlato [mio simile, lo sai: il tuo nome sei tu: non hai quasi altro, in questo giro stretto; sei un cercatore di visibilità, legittima; ma non capisci che il tuo corpo, il tuo accento, la tua dizione, il tuo abbigliamento, le tue azioni e *i tuoi testi* sono invendibili. Che cosa accadrebbe, se ti dicessi: hai ventotto anni, trenta, trentacinque – e per te è *già* finita? Risponderesti: chi credi di essere? Ma io ti chiedo: chi sono io, *per te*? tu puoi rinfacciarmi molte cose, a ragione; ma non l’assenza di una storia] Continua a leggere→

Scrittura Creativa Lezione n 2

Nella prima lezione abbiamo affermato che il primo lettore di un libro è l’autore stesso, il primo interlocutore è colui che si accinge a dirci qualcosa. Abbiamo anche detto che in un certo senso l’autore deve imparare ad uscire da se stesso per affrontare la scrittura. Uscire da se è in qualche modo una necessità che permette di ampliare la comunicazione profonda con la moltitudine che noi siamo, con i mondi che possiamo generare. E’ l’atteggiamento creativo per eccellenza. Quest’atteggiamento, che potremmo definire esplorativo, si pone con forza soprattutto nel discorso narrativo, dove l’uscire da sè prende una forma estremamente precisa: voce che parla e occhio che guarda. Narrare presuppone la presenza di un narratore, ovvero un medium, potremmo dire anche uno strumento, un personaggio che si rivolge al lettore. Ma quali mezzi ha il narratore per rivolgersi al lettore?

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