Archivio mensile:Maggio 2007

Manila Benedetto

Gretchen

Sono nata dalla parte di sotto,
nel doppiofondo di un reparto neuropatico
rotta dall’inizio,
nell’oscurità di una via, con la dottrina,
i peccati,
le preghiere
di un nuovo dio da regolare.
Spaccandomi le ossa sulle assenze mai capite,
con nuovi Faust e Romei per farmi deludere,
ho spezzato la corda che non s’è mai chiusa,
col bisturi psicotico di chi non arriva.
E’ che la vita è già tutta piena,
nella pancia della balena vivono solo i figli di Adamo ed Eva.

Allora reggetemi le budella voi che c’avete il dizionario
e lo sapete usare, reggetemi le budella
prima che le baratti con un tradimento.
Voi, barbari.
Voi, tra le cosce della saggezza.
Voi, assedianti

Reggetemi le budella con i vostri dizionari.

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All’ombra del dubbio – di Elio Copetti

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Vorrei proporre alla vostra attenzione questo mio testo, scritto in preparazione ad un evento la cui realizzazione concreta è ancora incerta e, ad essere del tutto sinceri, non così essenziale. Pur emergendo da un contesto locale, esso va a rapidamente toccare dei temi molto generali, che forse stimoleranno qualche vostra risposta che andrei volentieri a considerare, tenendone conto nelle future revisioni. Vi lascio dunque i miei riferimenti:

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Intervista A Beppe Sebaste

Un grande scrittore, Francesco Biamonti, diceva: la mia vita è da cancellare, i miei natali non contano nulla. Eppure quando di se stessi si può dire che poco più che ventenni, e negli anni Ottanta, si è esordito in narrativa, fondando addirittura una casa editrice, ecco, qualcosa da raccontare si ha. Continua a leggere→

Cesare Pavese (1908-1950)

Il vino triste

La fatica è sedersi senza farsi notare.
Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate
e ritorna la voglia di pensarci da solo.
Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,
ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo
esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro
(l’uomo solo non può non pensare al lavoro)
ridiventa l’antico destino che è bello soffrire
per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano
a mezz’aria, dolenti, come fossero ciechi. Continua a leggere→

Don Luisito Bianchi (di Remo Bassini)

Don Luisito Bianchi compie 80 anni. E io – cosa mai fatta in vita mia: mai andato a feste di compleanno, io – domenica sono andato all’Abbazia di Viboldone dove, in gran segreto, lo hanno festeggiato. In gran segreto, perché se don Luisito l’avesse saputo c’era il rischio di una sua fuga. Don Luisito, che ha scritto un capolavoro (La messa dell’uomo disarmato) e un libro-testimonianza sul suo essere prete in fabbrica (Come un atomo sulla bilancia) ha basato la sua vita sulla gratuità.

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Cristina Annino: un’eternità di scrittura

Qualche tempo fa ho messo in rete alcune poesie di Cristina Annino, una poetessa singolare e straordinaria rimasta misteriosamente “nascosta” nel panorama delle patrie lettere da troppi anni. In seguito in alcune mail le ho chiesto del soggetto maschile nei  suoi testi e soprattutto della sua vicenda editoriale. La sua risposta è talmente cristallina e forte già di per sé che non ha bisogno di filtri ulteriori.

L’io maschile potrebbe forse spiegarlo uno psicanalista. Io so soltanto di averlo usato naturalmente fin dall’infanzia. Tutto qui.

Per quanto riguarda il silenzio, diciamo, che mi circonda, è imputabile a fatti di due misure. Una mi riguarda come scelta, una no. Quando uscii con Einaudi nel 1984, Fortini si impuntava (così mi scriveva personalmente) affinché uscissi da sola: Walter Siti, curatore dell’antologia, preferiva farmi prima conoscere da un pubblico di lettori più vasto e poi pubblicare una raccolta poetica interamente mia. Decisione disastrosa perché Einaudi si sfasciò, Siti uscì dalla redazione,ecc,ecc. Continua a leggere→

IL ’68, MALATTIA INFANTILE DELLO SPIRITO

68

Se mi guardo indietro, tra le cose belle e brutte di quegli anni, e mi chiedo cosa mi abbia veramente fatto male (nel senso di allontanarmi dalla pienezza della vita e della realtà, dal vero incontro con la persona umana), credo che sia proprio il carattere inconsapevolmente gnostico che l’ideologia della contestazione giovanile aveva in sè.
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Attorno ad un pamphlet anticlericale

«Personalmente, da professore di greco e latino, provavo una certa simpatia per il retaggio cattolico, che mi pareva abbastanza vicino all’ideale umanistico. Amo i monasteri, adoro l’arte italiana moderna, piena di Madonne. Ma non sopporto più le odiose ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana. Soprattutto non riesco a capire come mai queste continue provocazioni siano tollerate dalla popolazione…» (Luigi-Alberto Sanchi)

*

Caro Luigi,

qualunque discorso sopra la Chiesa cattolica, sebbene di stampo squisitamente laico, non potrà mai essere un discorso esclusivamente politico: in gioco vi sono fattori di maggiore rilievo come la cultura e la natura antropologica della nazione italiana e della futura confederazione europea. Leggo con interesse il tuo forte pamphlet, “Italia senza papa”, ben scritto e “necessario” come ogni posizione netta e socraticamente violenta. Ancor più necessario, mi azzardo a pensare, per la cultura cattolica stessa, che non per le schiere radicali cui idealmente ti rivolgi. Continua a leggere→

Michele Mari, da Cento poesie d’amore a Ladyhawke

L’etere che uccideva il cervo volante
lo conservava intatto su un letto di bambagia
nella scatolina d’alluminio
delle vecchie professoresse di scienze

Così
mentre il nostro amore si spiegava
bruciando in pochi mesi ciò che richiede anni
ne ho fissato ogni volatile istante
a futura memoria
e nondimeno
il ricordo più forte resta un suono
di elitre ronzanti

*
(Einaudi, 2007)

Amelia Rosselli, da Sleep: Poesie in inglese

too vast a promontory for may sight
is this hill of belief: too vast
a thought you hide from my sight
this hill which slopes.

too strange a coincidence, your hand
on mine.
*
troppo vasto un promontorio per la mia vista
è questo colle di fede: troppo vasto
un pensiero che nascondi alla mia vista
questo colle che declina.

troppo strana coincidenza, la tua mano
sulla mia.

(traduzione dall’inglese di Emmanuela Tandello, Garzanti, 1992)

Bukowski, secondo me.

… Siamo andati a visitare la cattedrale, mi ha abbastanza impressionato, era una costruzione architettonica fantastica, siamo entrati e stava piovendo un po’ (fuori), e dentro puzzava un po’ di piscia, e l’interno era più stupefacente dell’esterno, saliva e saliva e mi ha fatto quasi desiderare di potere accettare il Dio dei cristiani invece dei miei 17 minuscoli dèi protettori perché un grande Dio mi avrebbe aiutato a superare un mucchio di porcherie e di terrore e di dolore e di orrore, Continua a leggere→

Expasse

L’expasse al re, non sempre riesce.
Il semaforo talvolta è giallo, sempre di notte.
“Senti…” “Ma che ti prende?”
Questo senso di poco spazio,
neuroni nel recinto.
“Hai voglia di passeggiare?”
Leggo qualcosa di Marinetti.
Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
Zaff Tumb Tumb
Zaff Tumb Tumb
Zaff Tumb Tumb
Venite signori della guerra
voi che costruite i cannoni
voi che costruite gli aeroplani di morte
voi che costruite le bombe
voi che vi nascondete dietro i muri
voi che vi nascondete dietro le scrivanie
voglio solo che sappiate
che posso vedere attraverso le vostre maschere
Tambourine man, le maschere non cambiano,
sono più siliconate, passiamo le carte!

undecent/indecente di Charles Bukowski

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brisk, brisk, brisk./bullets and lives./shot.//as the blackbird/sits on the/wire.//as department/store neckties/wait to be sold.//as you think of/something/as nothing/thinks of you.//the kite floats/in the wind/and the mad-/man/is right.

*

ritmo, ritmo, ritmo./vite e pallottole./uno sparo.//mentre il merlo/siede/sul filo.//mentre cravatte/aspettano d’essere vendute/ai grandi magazzini.//mentre tu pensi/a qualcosa/mentre niente/pensa a te.//l’aquilone vola/nel vento/e la ragione/è del/pazzo.

(traduzione di Enrico Franceschini, da La canzone dei folli. Poesie II, Feltrinelli, 2007, 5a ed.)

Lorenzo Calogero

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Lorenzo Calogero non è stato in campo di concentramento come Celan, non ha conosciuto, come Celan, Cioran Gadamer e Heidegger, ma io penso che sia al suo livello, uno dei più grandi poeti del ‘900. Lo penso da tanti anni, feci la mia tesi di laurea su di lui nel 1982, e ne parlai a lungo con Amelia Rosselli, che si considerava sua allieva.

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Appello per Leopardi

Il 14 maggio è apparso su Il primo amore un appello per favorire la traduzione dello Zibaldone di Leopardi in inglese.

Lo ripropongo, perché mi sembra una occasione che dovrebbe mobilitare la cultura italiana.

Come dice Franco D’Intino, “Leopardi è un genio del calibro di Goethe e di altri autori universalmente conosciuti, ma non è entrato nel canone internazionale dei fondatori della modernità. Continua a leggere→