Archivio mensile:Maggio 2009

Il giornalismo d’inchiesta a Marsala (8,9,10 maggio 2009): diritto di “resistenza all’oppressione”

Scarpinato

Foto di Renato Polizzi. A sinistra (Teatro Impero): Pino Corrias, Marco Travaglio, Antonino Ingroia, Roberto Scarpinato (al centro), Bruno Tinti, Luca Telese, Peter Gomez.

di Antonino Contiliano

Grande è il disordine sotto il cielo,
ma la situazione è ottima?
Mao
La situazione è disperata, ma
bisogna essere decisi a cambiarla
Lautréamont

Perché a ciascuno secondo bisogni, possibilità ed elogio della follia. Solo due parole senza mercato e non tornarci più: Continua a leggere→

Intervista a Tiziano Scarpa, di Ade Zeno

scarpa

Uscito nell’autunno 2008 da Einaudi, l’ultimo straordinario romanzo di Tiziano Scarpa mette in scena la storia di Cecilia, giovane orfana confinata tra le mura dell’Ospedale della Pietà di Venezia in cui trascorre le giornate a suonare il violino, e le notti a scrivere lettere destinate a una madre mai conosciuta. Oscura e inquieta, la quotidianità della ragazza sembra destinata a esaurirsi negli incubi della sua anima persa e rassegnata, fino a quando l’arrivo di un eccentrico insegnante di violino chiamato Antonio Vivaldi solcherà l’inaspettato punto di svolta in grado di farle trovare la strada per la libertà. A pochi giorni dalla notizia della candidatura di Stabat Mater al Premio Strega, ripropongo la breve intervista che gli feci per Liberazione, pubblicata il 2 novembre 2008.


Continua a leggere→

Ans(i)a – di Lisa Sammarco

ich werde dir sagen

( Nella stanza le donne vanno e vengono
parlando di Michelangelo) T.S. Eliot

Non so se fosse solo un sogno strano o la molestia
di un pensiero al buio:
il titolo mi annunciava
che sulla base del consumo degli incontri
degli affetti e si sospetta addirittura degli amori
era scaduto il termine di ogni notizia,
che si attendevano fatti nuovi
nuove guerre, il risvolto non previsto della morte,
al più presto
una catastrofe naturale che riaccendesse il gusto
della miseria, gli animi, e gli ascolti o
che almeno si ristabilisse l’ordine bi-polare
dei pro e i contro le teorie
ma soprattutto – l’istante era già vecchio-
perché s-caduto dalle pagine
quello che c’è
già non esiste, e dunque, intanto
si poteva tornare tutti a dire come di poesia
e a far finta di essere felici.

[Immagine: Franz Krauspenhaar – Ich werde dir sagen – da “Il diario di una ragazza perduta” di Georg Wilhelm Pabst- 1929]

«Le tre Erre», un racconto.

magritte_dominiodi Gaja Cenciarelli

[Questo racconto è stato scritto alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, e pubblicato sulla rivista «Carta»].

Il televisore funziona ininterrottamente da circa cinque anni, l’uomo si muove con levità, tra la cucina economica e il tavolo. La stanza è ancora al buio. Le trasmissioni della notte lo hanno squassato. Da qualche anno a questa parte, lo splendido, variegato, labirintico, creativo gheriglio del suo cervello ha cominciato ad assumere via via l’aspetto di uno pneumatico liscio che scivola sui problemi più scabrosi, che non ha attrito sulla strada dei pensieri.
La tuta Snellex vi garantisce un fisico tonico e giovanile. Non aspettate: chiamate subito il numero verde 800-xxx-yyy.
L’uomo fissa lo schermo con occhi cerchiati di nero. Sono anni che non dorme più. Anni che non riposa. Non ha voglia di accendere la luce, di rassegnarsi a vivere un’altra giornata di nani e ballerine, di donne che parlano la lingua ovattata e farfugliante di chi non ha più alcuna sensibilità alle labbra e non può concedersi il lusso di articolare chiaramente le parole (pena la scucitura a divinis). Donne i cui seni prorompenti sembrano volersi staccare e trascinarsi dietro la pelle del viso e del collo, su cui sono stati apparecchiati occhi e naso, come una tovaglia tirata via di colpo. Donne e uomini: tutti giocattolini made in Taiwarcorland. The going is easy, man. Continua a leggere→

Tre poesie per tre donne

IMG_1976


commesso

a Nadya Andjoman (1980-2005)

così la pioggia sanguina laggiù:

frantumi da fessure craniche

in pieno giorno

una comincia a morire dalle mani

l’altra dai piedi

e l’altra ancora dal suo grembo

in una mattina di maggio

sillaba dopo sillaba si spezza

nella sua bocca

nessun grido

in nessun orecchio

colpito

prima che la parola lo trovi

tra pugni e sassi

il sangue a terra

pulisce, straccio in bocca,

l’altra

silenzio poi

faccenda commessa

nessuna parola

in nessuna  gola

la porta chiude dietro di sé

la muta testimone

Continua a leggere→

STORIA CONTEMPORANEA n.8:Dall’Olanda con amore. “La Tana degli Alberibelli” di Marino Magliani

alberibelligrandeNegli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P.)

di GiuseppePanella

8. Dall’Olanda con amore. Marino Magliani, La Tana degli Alberibelli, Milano, Longanesi, 2009

«La prima fucilata rade / la fiorita di rosmarini e scope. / Il tempo di caccia in questi luoghi alti sul mare / lacera il sonno antico, storna il guardiano di rovine, / falcia da un anno all’altro il branco. //

Abituati a una vita meno piena / e manchevole di calore e luce, / mi dico, tieni a bada l’amarezza. // Resisti, reggi il filo ancora teso / tra grado e grado della febbre eterna, / sorridi, porta a compimento l’opera. // Mentre colpo su colpo / la pendola degli anni / scandisce il tempo d’un addio, // mentre il volo ad ali ferme del nibbio / si tiene alto, mentre il cane punta / e l’uccello snidato s’alza a volo / e fila contro il tiro d’imbracciata, // mentre l’uomo teme, / mentre va incontro al suo male / e si dibatte tra viltà ed ardire »

(Mario Luzi, “Spari” in Dal fondo delle campagne, 1969)

Continua a leggere→

Una proposta al venti per cento

di Lucilio Santoni

L’Italia mantiene un residuo, sempre più precario, di democrazia, di legalità, di libertà, di intelligenza, di dignità, grazie solo a un venti per cento di italiani. E diciamocelo senza falsi nascondimenti: grazie a noi venti per cento. Un noi generico ma, per noi che ne facciamo parte, ben definito e riconoscibile. Continua a leggere→

Nei flauti-ossa dei bambini uccisi

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=sfF6-TkAnBM&feature=related]

da qui

Se i profeti irrompessero
per le porte della notte,
lo zodiaco dei dèmoni
come orrida ghirlanda
intorno al capo,
soppesando con le spalle i misteri
dei cicli cadenti e risorgenti,
per quelli che da tempo lasciarono l’orrore.

Se i profeti irrompessero
per le porte della notte,
accendendo di una luce d’oro
le vie stellari impresse nelle loro mani,
per quelli che da tempo affondarono nel sonno. Continua a leggere→

Un consiglio a “papi”: censura la Bibbia, è sovversiva e anche un po’ volgare

immigrati gommone

immagine da qui

di Erri De Luca

Il prossimo, lo straniero, l’altro: che farsene è l’ordine del giorno di un paese fragile di nervi. La geografia d’Italia è spudoratamente spalancata agli sbarchi e alle invasioni. Oltre alle mille miglia di coste, le Alpi, anziché sbarramento, sono servite da scivolo di eserciti verso le vallate. Popoli, schiere, epidemie, espulsioni, pellegrinaggi hanno premuto con più vigore di oggi sul sistema nervoso e immunitario degli antenati. Continua a leggere→

“Salvatore Di Marco poeta e letterato” di Marco Scalabrino

Salvatore_Di_Marco[1]

“Ho sempre sentito il fascino del dialetto e le sue suggestioni nell’approccio con un linguaggio carico di suoni inediti e di significati nuovi.” Così Salvatore Di Marco su di sé.
Poeta, storico della letteratura e della cultura siciliana, Salvatore Di Marco, Monreale (PA) 1932, si può definire, appunta Tommaso Romano, “un esponente della cultura militante”. Continua a leggere→

Fiera del libro di Torino – incontro su Slowbookshop e I blog e l’industria culturale.

Manifesto_slowbook_Torino_09_web

GIOVEDÌ 14 MAGGIO

Sala Professionali – padiglione 5 – ore 16.30

Slowbookshop.org, il primo farm market italiano dell’editoria

e I blog e l’industria culturale: modelli a confronto e nuove prospettive

a cura di Transeuropa

Intervengono
Giulio Milani (editore) e Franz Krauspenhaar (scrittore) Continua a leggere→

Cose e uomini dimenticati e no

DSC_0168

al cane Neruda

– voglio fare con te

ciò che la primavera fa con il ciliegio –

Pablo Neruda

Chi suona le campane?

Non è lo spirito del racconto, ma Giorgio che mi ha procurato l’enorme chiave dell’antica chiesa di Sostila, dedicata alla Madonna della Neve. Suonano le campane nell’aria primaverile su questo paese abbandonato da oramai mezzo secolo e il loro grave suono non chiama più nessuno nel freddo grembo dell’improbabile Dio. Con meravigliosa indifferenza il tempo ha divorato parole, amori, peccati, desideri e fatiche di ieri. Rimaste sono soltanto le grezze case di pietra, contenitori di uomini e di sogni. Continua a leggere→

Patrizia Valduga ai Giovedì di Turro

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami…
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domani, sgominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Giovedì 14 maggio, ore 21.30, Circolo Arci Martiri di Turro, via Rovetta 14, Milano. Ingresso gratuito. PUNTUALI, LA SALETTA E’ PICCOLA.