di Kika Bohr

Giugno 2002: condivido uno spazio alla “Casa degli Artisti” di Milano, una bellissima struttura dell’inizio del Novecento costruita apposta per gli artisti della città. Però abbiamo problemi di infiltrazioni di acqua dal soffitto. Il tetto è piatto e per ovviare al problema dobbiamo ricoprirlo con una guaina catramata di protezione. Il materiale costa e abbiamo anche bisogno di un professionista capace di saldare a caldo la guaina di cui servono molti metri quadri. Come fare a finanziare tutto ciò? Continua a leggere
Archivio mensile:Settembre 2020
Appunti

Naturalmente è controcorrente, è disdicevole parlarne, per i più, da tenere nascosto, come fosse una colpa. Eppure è così chiaro: siamo come il bruco che striscia sulla terra, in attesa di mutarsi nella farfalla dai colori magici, libera, felice. Dobbiamo gioire per la nascita alla vita nuova. Così dice il Cristo alla Bossis. Prendiamo appunti.
Buona lettura 23: “Il sogno babilonese”, di Enzo Barnabà
“Buona lettura” è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
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Buona Lettura 22: Enzo Barnabà, Il sogno babilonese (Infinito Edizioni)
Ci sono luoghi carichi di stupore, dove i muri parlano di personaggi spesso stralunati e storie dilatate nel tempo.
Luoghi sfumati nella misura del racconto e del mistero, capaci di ospitare tanto il reale quanto, appunto, l’inatteso.
Tra questi si colloca una villa divenuta poi chateau sul confine tra Italia e Francia, il cosiddetto “Chateau Grimaldi“, protagonista de Il sogno babilonese di Enzo Barnabà (infinito Edizioni).
L’autore ripercorre le trasformazioni della primitiva torre anti-barbaresca nella sobria casa mediterranea del medico inglese James Henry Bennet che, nel 1895, dopo aver acquistato alcune fasce a Grimaldi, nell’estremo ponente di Liguria, trasforma le “rocce spoglie” e “la vecchia torre in rovina” in luoghi verdeggianti, dando vita ad un primo esperimento di acclimatizzazione di piante esotiche, tripudio di fiori e alberi di ogni specie e colore. Continua a leggere
Giselda Pontesilli, Novalis o Europa

LA LUCE DEL PENSIERO. NOTA PER GISELDA PONTESILLI
di Matteo Veronesi
Questa nuova raccolta di Giselda Pontesilli (degna erede del singolare classicismo della «Scuola Romana» degli anni Ottanta, legata a riviste come Braci e Prato Pagano, che rivisitò, con esiti di rara limpidezza e preziosa, ricercata naturalezza, l’antica poetica dell’ars celare artem, di una fluidità e di un nitore tutt’altro che ingenui, e anzi nutriti da un paziente labor limae, ed esito di una laboriosa e sofferta sublimazione e purificazione dell’esperienza e della parola) è degnamente suggellata da versi di assoluto valore, forse fra i più alti ed essenziali della poesia italiana degli ultimi anni.
Memoriale
Poesia italiana del XXI secolo


Luigi Cannillo, poeta, saggista e traduttore, consulente editoriale, è nato nel 1950 e vive a Milano. Ha pubblicato, tra le sue raccolte di poesia più recenti, Cielo Privato, Ed. Joker, Novi L. (Al), 2005, e Galleria del Vento, Ed. La Vita Felice, Milano, 2014. È presente, come poeta, curatore o con interventi critici, in antologie e raccolte di saggi. Ha curato recentemente con S. Aglieco e N. Iacovella Passione Poesia -Letture di poesia contemporanea (1990-2015), Ed. CFR, Milano, 2016. È stato redattore della collana Sguardi dell’Editore “La Vita Felice” e codirettore della rivista La mosca di Milano. Collabora alla rivista internazionale “Gradiva”, Olschki Ed, New York/Firenze.
Continua a leggereAvido

Non sono le labbra che devono pregare, dice Gesù a Gabrielle, ma è il cuore che necessita della Sua presenza. È questo che bisogna coltivare, e non si fa, a causa di una semplice abitudine. E mettersi nelle Sue braccia, sperimentandone tutta la dolcezza? È perché è grande che il Cristo ci raggiunge. Il Suo desiderio è avido di noi.
I SICILIANI ricreati da Ambra Stancampiano

“I pesci spada parlano in greco antico. Lo credevano i nonni dei nostri nonni e, parlando a loro volta in greco antico o nelle varianti del greko calabrese, attiravano con formule ben precise i pesci spada alla portata dei loro luntri o delle torrette di guardia che si usavano ancora prima“, (Nota a COLAPESCE)
e, ancora,
“ La prima volta che mi sono seduto qui è stato per un atto di ribellione. Volevo voltare le spalle alla mia casa e, soprattutto, a mia madre, che m’impediva, con le sue lagne e i suoi malesseri immaginari, di lasciarla per vedere il mondo.
In preda all’ira sbattei l’uscio del nostro povero bugigattolo e mi fermai sull’unico scalino tra la porta e la strada, a respirare piene boccate d’aria di mare e libertà.
Subito fui investito da uno sgomento che non avevo calcolato: il mondo, che mi sembrava allora tanto accattivante, era davvero enorme. Da dove dovevo cominciare? Destra? Sinistra? Oppure dritto davanti a me, verso la spiaggia?
Sentii il bisogno di fermarmi per prendere una decisione così importante, perciò mi misi a sedere sul bisòlo con un sospiro, fissando la strada.“, tale l’incipit di una prosa (Sul bisòlo), che, spezza in quattro sezioni, trasversalmente informa un intero libro, con una chiusa di tale tenore “Dal mio angolino, sempre immobile, ho osservato il mondo muovermisi intorno, e ho scoperto un segreto che ha riempito la mia intera vita: il mondo puoi anche vederlo passare mentre tu resti fermo in un punto, come l’ago di un compasso“. .
I due estratti-ex ergo precedenti sono solo due passi esemplari della scrittura visionaria e realistica di Ambra Stancampiano, giovane narratrice messinese, Continua a leggere
Le vostre gioie
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 30
Quello che è
Credo, di Raffaela Fazio
Insostituibile

Gesù vuole che lo guardiamo, perché guardando Lui, vediamo noi stessi, la vera immagine del Suo progetto, ciò che eternamente siamo nel volere santissimo della Trinità. Guardami, guardati, dice a Gabrielle dall’ostensorio: un invito rivolto anche a noi, perché attingiamo alla fonte unica e insostituibile di vita.



