
A Gesù basta poco: un pensiero, uno sguardo fugace. Sarà Lui a trasformare il contatto in risveglio, l’incontro in sorgente di vita. A noi spetta quel poco, quel nulla donato, affidato all’amore.
Archivi autore: fabrizio centofanti
La parola ai poeti. Annelisa Addolorato
La poesia… dello spirito?!
La poesia è sia uno spiraglio di luce che un orizzonte illimitato di chiaroscuri. È un perpetuo ringraziamento che fa eco al vivere, al sentire, e si rifrange come onda sulla battigia di verso, universo, multiverso. Il testo poetico è come il tessuto leggero, l’abito sottile, la veste leggiadra, eppure scalda e ricopre, accoglie e modella; e diviene anche filtro per la luce, in ogni respiro si espande e condensa, sulla pagina, nel cuore.
Si arriva al limite del giorno, a percepirne nuovo afflato.
La poesia accompagna ed è accompagnata. Sorge e vive nel pensiero e nelle cose. È natura, alba, spirito.
La poesia è un’ancora leggera, di macramè e pizzo delicato, e anche acciaio e metalli nobili insieme. Ondeggia nella vita e nell’oceano dei pensieri. Tra studium, condivisione (senza la quale non esiste, come ci ricorda Aurora Luque, Premio Nacional de Poesía, Spagna 2022), conoscenza e sensibilità affini o distanti come catene montuose lontane. Una vista attenta all’altro, sguardi sottili che comunicano con parole e pensieri mai fermi. Altibajos della coscienza, specchio stabile, fluido fiume che sfocia in un mare senziente. Dialogo tra credo e storie personali, tra spiritualità e religione: i legami delle parole, con la musica incontrano l’anima e diventano poesia. Sicuramente con occhi e anima, meridiani energetici e mudra, mani giunte e sguardo che si alza, grato e spontaneo come il sorgere del sole, come l’onda che nasce e il vento che fa sorridere ogni gesto e oscillare con grazia ogni pianta. Continua a leggere
Metamorfosi
La parola ai poeti. Rita Pacilio


Attraverso la poesia mi educo e incoraggio a non temere la debolezza, ma, anzi, a farne una forza per rifondare la comunità dei viventi. La parola poetica si rigenera di continuo, con una forza che non si arrende: mi interrogo incessantemente sul tempo, sull’assenza, sulla compassione, sul perdono, sull’amore e sul dolore. Diverse, dunque, le tematiche sottese tra scienza e coscienza: la solitudine e la frustrazione dell’ammalato, l’indifferenza sociale, la dimenticanza correlata ad alcune patologie cliniche che mettono a dura prova quella parte del cervello che custodisce la memoria a breve e a lungo termine e, inoltre, l’amore, in tutte le sue forme, amore come vera e unica motivazione di vita: testamento simbolico e spirituale per l’umanità intera. Continua a leggere
Più grande
Regina
Martello e scalpello

“Un muratore che vuole edificare una casa innanzi tutto deve ben ripulire le pietre che vuole usare per la costruzione. Cosa che ottiene a colpi di martello e scalpello. Allo stesso modo si comporta il Padre celeste con le anime elette, che la somma sapienza e provvidenza fin dall’eternità ha destinate ad innalzare l’edificio eterno”.
C’è poco da aggiungere a queste parole che san Pio da Pietrelcina rivolge a un’anima da lui diretta. L’unico appello è a prenderne atto, seriamente.
Insieme
Luigi Maria Corsanico legge T. S. Eliot. 2
Arrivare
La parola ai poeti. Lucetta Frisa

Quante volte mi hanno chiesto cosa ne penso della poesia. Non ricordo più, ma ricordo di avere sempre risposto: non lo so. Ancora adesso -e sono passati tanti anni dalla mia prima poesia e dalle mie prime riflessioni sulla poesia– non sono in grado di dare una risposta, non sono in grado di dire nulla a proposito di questa domanda che continua a inquietarmi.
Eppure qualcosa devo dire. La poesia è stata ed è la mia vita, mi ha accompagnato sempre, mi ha consolato sia scriverla che leggerla. Quando non la scrivo mi sento senza colonna vertebrale, come perdessi me stessa, mi svuotassi, dimenticassi il mio nome, la mia stessa identità.
Se non ho saputo farmi conoscere, vincere premi,intrallazzare per ottenere qualcosa che giovi alla mia visibilità, almeno ho scritto davvero poesie, e per tanto tempo.. Questo filo non si è ancora spezzato, così mi consolavo Continua a leggere
L’appuntamento
Invano
Recensione di Giannino Piana a “La disciplina della nebbia”, di Massimiliano Bardotti
Massimiliano Bardotti, La disciplina della nebbia, peQuod, Ancona 2022, p. 81.
Ho vissuto per un lungo periodo a Novara immerso in una nebbia quotidiana, che iniziava a fine ottobre e si protraeva fino al termine di febbraio. Una nebbia fitta e umida, che penetrava dentro le ossa e creava nello stesso tempo un’atmosfera ovattata, intima, silenziosa, tale da favorire il raccoglimento e la meditazione. Anche la nebbia ha un suo fascino sottile! Essa impone tuttavia – come ci ricorda Massimiliano Bardotti in questa intensa e originale raccolta, che alterna a splendide poesie brani di alta prosa poetica – l’adozione di una particolare disciplina. L’attutirsi dei rumori e la scarsa visibilità suscitano disorientamento e impediscono di muoversi con speditezza, avendo a che fare con un muro apparentemente invalicabile. Continua a leggere
Crescita
Ricchezza e povertà
Compagnia
La parola ai poeti. Marcello Comitini.
Dicono che le mie poesie sono tristi, che dimentico felicità e speranza, che il mio motto “il disinganno prima dell’illusione” è una negazione del sentimento umano. Dicono che il mondo non è come lo vedo io. Ma com’è il mondo? Felice e ebbro? Felice e ebbro di una gioventù che esiste soltanto in chi è giovane di età, che peraltro non è perciò stesso felice.
Un mondo felice e ebbro della bellezza mostrata dalle pubblicità, una bellezza desiderata ma impossibile da raggiungere, anche per coloro che dicono pubblicamente d’averla raggiunta: ricatti e umiliazioni gravano sulle loro spalle. Continua a leggere














