di Stefanie Golisch
L’autunno è l’uomo dal naso molto lungo che ogni anno, alla fine di settembre, appare nella mia città, per qualche giorno lo vedo di qui e di là, sul ponte romano sopra il Lambro, sotto i portici, seduto su una panchina al parco, poi, a un certo punto, non lo vedo più, la prima volta l’ho visto in stazione, portava con sé due ombrelli e più valigie colorate, camminava senza fretta, potrei chiamarlo il viaggiatore, l’archetipo dell’inquietudine, la mia inquietudine, ma non voglio dargli un nome preciso, lo stavo già aspettando da qualche giorno, ed ecco, lunedì mattina, puntualmente, è apparso, l’ho salutato come si saluta un vecchio conoscente, lui non mi ha risposto, ma so che mi conosce, sa chi sono Continua a leggere


















