Archivi categoria: Poesia

Ilaria Palomba, “Città metafisiche”

Recensione di Francesco Improta

Ilaria Palomba, Città metafisiche, Edizioni Ensemble 2020

Dinanzi a questa silloge, pubblicata da Ensemble (12€), sono rimasto folgorato ed esterrefatto. Folgorato dalla bellezza di questi versi, dalla luce abbacinante che emana da essi ed esterrefatto dinanzi alla loro perfezione. Tralasciando alcune prove giovanili (I buchi neri divorano le stelle) questa è la terza raccolta di poesie di Ilaria Palomba dopo Mancanza e Deserto e ne costituisce il suggello e al tempo stesso, come dice Gabriele Galloni nella bella e succinta prefazione, l’apertura verso nuovi orizzonti. La Palomba ha raggiunto un livello di concentrazione e di condensazione lirica diffi­cilmente immaginabile.  Ciò che di composito e di farraginoso l’urgenza del dire portava con sé viene qui completamente accantonato o si scioglie magicamente in un dettato lirico di straordinaria efficacia e resa artistica. Questa silloge nasce da un processo di prosciu­gamento e di politezza. Eliminato, come ho già detto, tutto il superfluo, prevalgono la brevitas alessandrina e al contempo la condensazione ungarettiana. Splendida sintesi di antico, nel senso di classico, e di moderno, che non può e non deve meravigliarci, vista la padronanza con cui maneggia coppie oppo­sizionali e a livello concettuale e a livello figurativo.

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Stefania Onidi, Archivio del bianco

Stefania Onidi – Archivio del bianco (Terra d’ulivi Edizioni, 2020)

di Fabrizio Bregoli

“Si viene al mondo senza intenzione”: si apre con questa affermazione perentoria la raccolta di Stefania Onidi, rimarcata dopo con una citazione da Mark Strand: “Not the life you wanted. / Not the life you had.” L’autrice ci pone immediatamente di fronte a una parola poetica lapidaria che tutto cerca tranne di essere equivoca; una parola allusiva ma al tempo stesso circostanziata, mai imprecisa o vaga. La scelta formale di Stefania Onidi punta soprattutto su componimenti brevi o brevissimi, in cui avviene un processo molto spinto di sottrazione semantica e di concentrazione verbale, con un verso libero spesso molto breve ma intercalato da misure più ampie con funzione esplicativa o per mettere a fuoco dettagli: tuttavia non c’è nessun intendimento ermetico né orfico, piuttosto una forma di reticenza che solo a sprazzi sente il bisogno di palesarsi, più spesso propende per eloquenti omissioni.

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Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio, di Massimiliano Bardotti e Gregorio Jacopini

di Luciana Argentino

Ci sono due cuori pulsanti, due anime vive e profonde nel libro di poesie “Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio” (Fara Editore, 2020) scritto da Massimiliano Bardotti e Gregorio Jacopini, ma quello che si dispiega sotto i nostri occhi sfogliandone e leggendone le pagine non è solo un dialogo a due, è un dialogo con l’universo intero e il suo mistero, la sua bellezza e le sue ombre oscure. E’ un dialogo con l’umanità tutta la cui bellezza e la cui ombra  ritroviamo anche in noi stessi e sono espressione vibrante di quell’inquietudine buona che spinge i poeti a scrivere.

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Casse di fuga. Il poeta ritrovato di Canetti

di Giuseppe Ferrara

Nella sua autobiografia, Elias Canetti [1] si mostra circondato dal fumo di un incendio. In un gioco di rimandi, tra finzione e realtà, si tratta del fumo dovuto ai libri che il protagonista del suo romanzo, Auto da fé [2], ha bruciato. Volendo calare il “gioco” nella cruda attualità, questo fumo “eliatico” potrebbe essere quello del recente incendio doloso alla libreria di Centocelle, La pecora elettrica, ma potrebbe anche rappresentare un falò metaforico dei libri scartati, esclusi, censurati: quei libri che non avrebbero il diritto di varcare le soglie delle biblioteche perché messi all’indice da sedicenti “commissioni cultura”, come sta accadendo nella città di Ferrara.

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Poesia italiana del XXI secolo

Silvia Rosa è nata a Torino nel 1976, dove vive e insegna. Laureata in Scienze dell’Educazione, ha frequentato il Corso di Storytelling della Scuola Holden (2008/2009). È vicedirettrice del blog “Poesia del Nostro tempo”, dove si occupa tra l’altro delle rubriche “Confine donna: poesie e storie d’emigrazione” e “Scaffale poesia: editori a confronto”, ed è redattrice di “NiedernGasse”, dove cura le rubriche “L’asterisco e la Margherita”, firmandosi con il nome di Margherita M. e “Fuori banco: cronache dalla scuola degli ultimi”. Collabora con il blog Margutte e fa parte della redazione di “Argo annuario di poesia”. È tra le ideatrici del progetto “Medicamenta: lingua di donna e altre scritture”, che propone una serie di letture, eventi e laboratori rivolti a donne italiane e straniere, con le loro narrazioni e le loro storie di vita. Ha intervistato e tradotto alcuni poeti argentini, dando vita al progetto Italia Argentina ida y vuelta. Incontri poetici, pubblicato nel 2017 in e-book (edizioni Versante Ripido ? La Recherche). Tra le sue pubblicazioni: le raccolte poetiche Tempo di riserva (Giuliano Ladolfi Editore 2018), Genealogia imperfetta (La Vita Felice 2014), SoloMinuscolaScrittura (con prefazione di Giorgio Bàrberi Squarotti, La vita Felice 2012).

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Gian Piero Stefanoni, Il tuo sacerdote

a tutti i consacrati- uomini e donne- a me cari

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– Nessuno verrà a separare i vivi dai morti                                                                            se questo regno non avrà fine.

Cristina Alziati

IL TUO SACERDOTE

a Don Antonio

Sostieni il tuo sacerdote,

non è facile stare alla presenza

nella custodia del senso.

La parola nella sua lingua rischia la regola

che un abile buffone restituisce

nella forma separata dall’uomo.

Resta col tuo sacerdote,

sii sacerdote nel ministero anche della sua luce.

Passa da una solitudine accesa

la trasmissione che viene dalla notte,

il gemere di Dio alla sua nuova nascita.

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Poesia italiana del XXI secolo

Stefano Modeo è nato a Taranto nel 1990. Vive e lavora come insegnante a Ferrara.“La Terra del Rimorso” (ItalicPequod 2018) è la sua opera prima. Alcune sue poesie sono state pubblicate su: L’Ulisse, Versodove, Poetarum Silva, Poesia di Luigia Sorrentino, il blog di Roberto Deidier, Poeti e Poesia, Poesia del nostro tempo, Atelier, il blog di Poesia del Corriere della Sera.  Compare nell’antologia Abitare la parola – Poeti nati negli anni ’90 (Ladolfi editore 2019). Fa parte della redazione della rivista di poesia Atelier e collabora con il blog di letteratura Nazione Indiana.

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CRESTOMAZIA (novità): Hai Zi, “Un uomo felice. Poesie scelte 1983 -1989”

Hai Zi, Un uomo felice. Poesie scelte 1983 -1989, a cura di Francesco De Luca, Del Vecchio Editore 2019, € 16,50

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di Francesco Sasso

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Prima di iniziare la mia breve analisi delle poesie di Hai Zi, devo fare i complimenti all’editore. L’impaginazione, la copertina, il frontespizio, l’immagine del poeta all’interno del libro, la mappa finale: l’oggetto libro è di rara bellezza.

Chi è Hai Zi? Il 26 marzo 1989 il poeta Hai Zi si uccide facendosi travolgere da un treno. Ragazzo prodigio, a soli quindici anni viene ammesso alla più prestigiosa università cinese, a diciannove anni inizia ad insegnare. Solitario, spirito semplice, conduce una vita da eremita. Ama scrivere di notte e perdersi nella natura di una Cina ancora rurale. Scrive tanto in pochi anni, soffre per amore e si dedica interamente alla poesia. Vien voglia di abbracciarlo e dirsi suo amico. Hai Zi cresce negli anni della Rivoluzione culturale e muore a pochi giorni dal massacro di Piazza Tian’an men.

In mare: «Tutti i giorni son giorni in mare/  povero pescatore/ grumi di carne come una fune maldestra/ lanciato sulle onde/ vuole afferrare terre lontane/ oggetti luminosi/ anche solo i finti sorrisi del sole/ ma afferra solo assi di legno marce:/ capanne, barche e bare/ dorsi di pesci migrano in branchi/ senza fine e senza inizio/ della giovinezza solo si può dire/ quanto sia fragile». (pag.27).

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Poesia italiana del XXI secolo

Federica Galetto nasce a Torino nel 1964. Poetessa, scrittrice, artista collagista, traduttrice, appassionata di lingua e letteratura inglese e americana. Nel luglio 2010 pubblica per i tipi di Lietocolle Editore la sua prima raccolta poetica “Scorrono le cose controvento” e nel 2011 l’e-book “Silent is the House” (bilingue, Inglese-Italiano), l’e-book “Nell’erba il punto”, La Recherche, 2012 – Poesia, “Stanze del nord”, Onirica Edizioni, 2012 – Poesia, “Assorta la corda vira”, Exosphere Plaquettes 2013-Poesia, la raccolta di racconti “Fuori nevicano rose gialle” scritta con Simonetta Sambiase , 2013, “Improvvisa luce”, Plaquette di traduzioni di testi di Dante Gabriel Rossetti, L’Arca Felice 2013, la silloge Traducendo Einsamkeit, Terra d’Ulivi 2014, il romanzo “Anouk”, flower-ed 2017, la silloge La neve e la libellula, Terra d’Ulivi 2019.

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Il futuro in una stanza. Dialogo letterario dentro e oltre la pandemia

Ha davvero senso un libro sulla pandemia? Uno fra i tanti, dunque, se non l’ultimo, uno in più. Per onestà, devo essere franco, il dubbio e la domanda sono ineludibili. Da subito, si pone una questione di legittimazione del testo e del libro. Contro questa diffidenza iniziale il primo passe-partout sono gli autori. Daniele Maria Pegorari, questa volta in coppia con sua moglie, Valeria Traversi, non mi lasciano indifferente. Poi, come dovrebbe essere per ogni libro, la chiave di volta è la lettura. Man mano che passo da un capitolo all’altro di questo Dialogo letterario dentro e oltre la pandemia (Stilo Editore, 2020), scandito da sei parole chiave, mi rendo conto che il Coronavirus con questo testo c’entra molto relativamente, resta fuori come pre-testo su come la nostra umanità sta mutando dentro un tempo del tutto nuovo, costruendo così una civiltà inedita. Scrive Daniele, sotto la voce Scienza, “in questa alternativa tra la paralisi dinanzi ad una verità indecifrabile e la rassegnazione ad un destino deciso altrove  si consuma oggi la crisi di rapporto fra scienza e democrazia. (…) E’ un’esperienza che precede le nostre parole e ad esse chiede non solo di essere testimoniata, ma soprattutto di essere trasformata in altro, nella speranza di creare anticorpi dell’intelligenza pronti a vigilare su attacchi più insidiosi. Per ragionare come se occorre l’immaginazione e di questo sono specialisti gli scrittori.” Ecco che accanto all’invocazione alla scienza, nella consapevolezza dei suoi limiti, si rinnova lo struttura costituzionale e la funzione terapeutica della letteratura.

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Quotidiana poesia in giardino: intrecci di voci

Quotidiana poesia in giardino: intrecci di voci

Intrecci di voci poetiche martedì 13 ottobre 2020 alla Casa delle Donne di Milano, Via Marsala 8, dalle 17 alle 19. Nicoletta Buonapace, Laura Canevali, Dorinda Di Prossimo e Marilena Salvarezza presentano le loro poesie e ne parlano con Angela Giannitrapani del gruppo Libr@rsi. Continua a leggere→

Mamre: nel segno dell’ospitalità, di Raffaela Fazio

[Affresco nell’Abbazia di Pomposa]

(Genesi 18,1-15)

L’accoglienza è vita. Non occorrono tempi solenni o momenti straordinari: il luogo in cui avviene è il quotidiano. E l’atteggiamento che la prepara è una quieta vigilanza.

Abramo non si trova né all’interno, né all’esterno della sua casa. Siede sulla soglia, che simboleggia il luogo per eccellenza dell’incontro. Egli è vigile ma anche sereno. È in armonia con ciò che lo circonda. Essendo l’ora più calda, riposa: concilia il suo ritmo a quello della natura.

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Poesia italiana del XXI secolo

Biagio Cepollaro è nato a Napoli nel 1959. Poeta e artista visivo, vive a Milano. E’ stato co-fondatore della rivista Baldus (1990-1996) e promotore del Gruppo 93, attualmente redattore della rivista il Verri.  Poesia: Le parole di Eliodora, Forum Quinta generazione, 1984. La trilogia “De requie et natura”: Scribeide, Manni, 1993; Luna persciente, Mancosu,1993 e Fabrica, Zona, 2002. Versi nuovi, Oedipus, 2004; Lavoro da fare (2006), Dot.com Press, 2017. La trilogia “Il poema delle qualità”: Le Qualità, La Camera Verde, 2012;La curva del giorno, L’arcolaio, Forlì 2014 e Al centro dell’inverno, L’arcolaio,2018. Un suo romanzo, La notte dei botti, scritto nel 1997 è uscito nel 2018 con Miraggi.

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Silvano TREVISANI, Le parole finiranno, non l’amore.

Esprime positività e speranza il titolo che Silvano Trevisani ha scelto per il suo libro di poesie di recente uscita da Manni Editori, nella collana Occasioni. Proprio mentre questo tempo, per crescente accelerazione e moltiplicazione mediatica, farebbe temere invece l’esatto contrario: le parole si moltiplicheranno, si ridurrà l’amore. Ma questo libro rivela da subito consapevolezza culturale, storica e generazionale. Continua a leggere→