Archivi categoria: Poesia

Agota Kristof

a cura di Barbara Pesaresi

da CHIODI – ed. Casagrande

traduzione di Vera Gheno e Fabio Pusterla

I paesaggi più belli

I paesaggi più belli sono costruiti di sera dietro a 

treni in fuga

le lune più belle

in questi momenti cadono nel lago

eppure ogni assoluzione viene da te sotto

le tue palpebre stanche e dalla severità

dei tuoi baci custodi della nostra pallida solitudine

ti fermi sempre rivolto verso di me

anche nei giorni caduti

nel pozzo buio del mutismo

e nei minuti depredati della luce

qui dove i fiumi erodono le rive silenti

e domani saranno invecchiate le case

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Iosif Brodskij, Poesie

a cura di Barbara Pesaresi

“Poesie”, ed. Adelphi

a cura di Giovanni Buttafava

da Ninnananna di Cape Cod

ad A. B.

VIII

Metti in serbo per le stagioni fredde

queste parole, per le stagioni dell’ansia!

Come il pesce sulla sabbia, l’uomo sopravvive:

se si strascina agli arbusti e s’alza

su gambe incerte e storte e va, come un rigo dalla penna,

nelle viscere stesse della terra.


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Il tempo innocente di Rosa Salvia


                                         di Andrea Galgano 

L’esergo di Tommaso Landolfi, posto all’inizio di questo intenso volume di Rosa Salvia, Tempo innocente, apre e abita queste linee, in cui la precisione, l’istante denso e sfrondato non si dispone attraverso una instabile assertività, bensì con un dispiegamento di innocenza.

L’«ultima tule» di Landolfi si protrae fino agli abissi dell’essere, all’agone della nullificazione, alla impareggiabilità demiurgica e, infine, all’oscuro rovescio delle cose.

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Ornithology 51. Eliot

ELIOT.jpg

Cape Ann

Oh svelto svelto svelto, ascolta svelto il passero canoro,
Il passero di palude, il passero astuto, il passero vespertino,
Nell’alba e nel crepuscolo. Segui la danza
Del cardellino d’oro a mezzogiorno. Lascia la scelta
Al pettirosso gorgheggiatore, allo scontroso. Saluta
Con stridulo fischio la nota della quaglia, il piccolo fagiano
Che saltella sui cespi dell’alloro. Segui il piede
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Un altro tempo. Wystan Hugh Auden ?

traduzione Nicola Gardini

ed. Corriere della Sera

a cura di Barbara Pesaresi

***

Appoggia, amore, il tuo capo assonnato…

Appoggia, amore, il tuo capo assonnato

umano sul mio braccio senza fede;

in cenere riducono le febbri

e il tempo la bellezza individuale

dei bambini pensosi, e la tomba

mostra quanto sia effimero il bambino:

ma fino all’alba dentro le mie braccia

che la viva creatura s’abbandoni,

colpevole, mortale, ma per me

quella che sola ha intera ogni bellezza.

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Breve storia di noi

di Stefanie Golisch

Questa storia è di tutti, delle badanti russe con i denti
d’oro e gli stivaletti rossi che fanno colazione nei
giardinetti, dell’uomo con il gatto a macchie di iena che
abita davanti alla figliale di Zara, di chi sa dove andare
e di chi non lo sa, dei ragazzi che si fanno nella piazza
deserta, di chi cammina come se volesse chiedere scusa
per essere nato e di chi riempie il palco da protagonista
subito, della donna che di casa non esce mai e di chi
conta il tempo per non perderlo, di chi ha una storia da
raccontare e di chi si accontenta del solito gelato, davanti
alla stazione dimorano gli indecisi, uno è appena arrivato
e l’altro non vede l’ora di partire, c’è chi dorme e c’è chi
canta e c’è chi predica la fine del mondo da sempre, c’è
l’uomo sul ponte che ride a più non posso e in fondo alla
via che porta non si sa dove c’è il bambino mendicante,
ci guarda come se volesse chiedere qualcosa, ma non sa
come e ad ogni modo, noi non sapremmo rispondere,
facciamo finta di niente come al solito, ma lui c’è, non
molla, non ha paura di noi

Il quadro è di Ernesto Treccani: Il popolo dei volti