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Archivi categoria: Poesia
Luigi Maria Corsanico legge Federico García Lorca. 25
Ornithology 53. Yeats

I cigni selvatici a Coole
Gli alberi sono nella loro bellezza autunnale,
I sentieri del bosco sono asciutti,
E l’acqua nel tramonto d’ottobre
Specchia un cielo immobile;
Sull’acqua traboccante fra le pietre
Cinquantanove cigni stanno.
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Agota Kristof

a cura di Barbara Pesaresi
da CHIODI – ed. Casagrande
traduzione di Vera Gheno e Fabio Pusterla
I paesaggi più belli
I paesaggi più belli sono costruiti di sera dietro a
treni in fuga
le lune più belle
in questi momenti cadono nel lago
eppure ogni assoluzione viene da te sotto
le tue palpebre stanche e dalla severità
dei tuoi baci custodi della nostra pallida solitudine
ti fermi sempre rivolto verso di me
anche nei giorni caduti
nel pozzo buio del mutismo
e nei minuti depredati della luce
qui dove i fiumi erodono le rive silenti
e domani saranno invecchiate le case
Continua a leggereLuigi Maria Corsanico legge Fabrizio Centofanti
Ottavio FATICA. Vicino alla dimora del serpente.

Fin dove potrà spingersi
uno che come te
stretto l’antico patto
è in libertà sulla parola? Continua a leggere
Ornithology 52. Uliana
Signa
I pochi passeri per poche briciole
avventuratisi sul davanzale
innevato mi hanno lasciato un loro
cuneiforme tutto da decrittare,
o forse un senso più semplicemente
letterale: Fa freddo e abbiamo fame.
Iosif Brodskij, Poesie

a cura di Barbara Pesaresi
“Poesie”, ed. Adelphi
a cura di Giovanni Buttafava
da Ninnananna di Cape Cod
ad A. B.
VIII
Metti in serbo per le stagioni fredde
queste parole, per le stagioni dell’ansia!
Come il pesce sulla sabbia, l’uomo sopravvive:
se si strascina agli arbusti e s’alza
su gambe incerte e storte e va, come un rigo dalla penna,
nelle viscere stesse della terra.
Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 7
Il tempo innocente di Rosa Salvia

di Andrea Galgano
L’esergo di Tommaso Landolfi, posto all’inizio di questo intenso volume di Rosa Salvia, Tempo innocente, apre e abita queste linee, in cui la precisione, l’istante denso e sfrondato non si dispone attraverso una instabile assertività, bensì con un dispiegamento di innocenza.
L’«ultima tule» di Landolfi si protrae fino agli abissi dell’essere, all’agone della nullificazione, alla impareggiabilità demiurgica e, infine, all’oscuro rovescio delle cose.
Continua a leggereOrnithology 51. Eliot

Cape Ann
Oh svelto svelto svelto, ascolta svelto il passero canoro,
Il passero di palude, il passero astuto, il passero vespertino,
Nell’alba e nel crepuscolo. Segui la danza
Del cardellino d’oro a mezzogiorno. Lascia la scelta
Al pettirosso gorgheggiatore, allo scontroso. Saluta
Con stridulo fischio la nota della quaglia, il piccolo fagiano
Che saltella sui cespi dell’alloro. Segui il piede
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Luigi Maria Corsanico legge san Paolo
Un altro tempo. Wystan Hugh Auden ?

traduzione Nicola Gardini
ed. Corriere della Sera
a cura di Barbara Pesaresi
***
Appoggia, amore, il tuo capo assonnato…
Appoggia, amore, il tuo capo assonnato
umano sul mio braccio senza fede;
in cenere riducono le febbri
e il tempo la bellezza individuale
dei bambini pensosi, e la tomba
mostra quanto sia effimero il bambino:
ma fino all’alba dentro le mie braccia
che la viva creatura s’abbandoni,
colpevole, mortale, ma per me
quella che sola ha intera ogni bellezza.
Ornithology 50. Bertolucci, Fortini

Attilio Bertolucci, La capanna indiana
III
Dov’è volato l’uccello che nell’ora
più calda ti è passato sopra
alto, e i pali, i tronchi giovani
di gaggìa che ti formano, capanna
deserta, si sono rigati di freddo
un attimo nella quiete del sole?
Giorgio Stella, A post di est

Per Patrizia Vicinelli,
una rotonda, severa, a Bologna la ricorda.
*****
Latrice piana, tempo di butterata latrante in fiera
e ortica di Natale – la vedi? la torcia bifronte
radica la nuda seria. E l’ombra si torce.
Breve storia di noi
di Stefanie Golisch
Questa storia è di tutti, delle badanti russe con i denti
d’oro e gli stivaletti rossi che fanno colazione nei
giardinetti, dell’uomo con il gatto a macchie di iena che
abita davanti alla figliale di Zara, di chi sa dove andare
e di chi non lo sa, dei ragazzi che si fanno nella piazza
deserta, di chi cammina come se volesse chiedere scusa
per essere nato e di chi riempie il palco da protagonista
subito, della donna che di casa non esce mai e di chi
conta il tempo per non perderlo, di chi ha una storia da
raccontare e di chi si accontenta del solito gelato, davanti
alla stazione dimorano gli indecisi, uno è appena arrivato
e l’altro non vede l’ora di partire, c’è chi dorme e c’è chi
canta e c’è chi predica la fine del mondo da sempre, c’è
l’uomo sul ponte che ride a più non posso e in fondo alla
via che porta non si sa dove c’è il bambino mendicante,
ci guarda come se volesse chiedere qualcosa, ma non sa
come e ad ogni modo, noi non sapremmo rispondere,
facciamo finta di niente come al solito, ma lui c’è, non
molla, non ha paura di noi
Il quadro è di Ernesto Treccani: Il popolo dei volti
Luigi Maria Corsanico legge Gabriele D’Annunzio. 2
Franca Mancinelli, “Libretto di transito”
di Giuseppe Ferrara
Libretto di transito [1] è il titolo dell’ultima raccolta poetica di Franca Mancinelli pubblicata nel 2018 dalla casa editrice Amos. Continua a leggere
Vitagliano e Artioli alla Libreria Belgravia di Torino
Testamento di Joaquín Giannuzzi (Argentina,1924-2004)
Testamento
Hijas mías, este
es es sueño decisivo de papá. Pidan silencio.
El ruido del mundo ya es bastante
para su edad y su juicio. Que su resto de luz
cese con dignidad. Su corazón bombea
pesadamente. La realidad se atasca
en las arterias del cerebro. Él está
clínicamente terminado, el ser
universal y privado huye de sus ojos. Continua a leggere





