
di Giorgio Stella
Passaparola la finestra è
dentro il muro
la candela
accesa
qui non è
festa
La Candelora passa l’ala del Santo
al turno del golf
Continua a leggere

di Giorgio Stella
Passaparola la finestra è
dentro il muro
la candela
accesa
qui non è
festa
La Candelora passa l’ala del Santo
al turno del golf
Continua a leggere

1.
Voi infiniti specchi scritti, ritratti esatti, voi date entusiasmate dalla martellante arte attuale, voi infinite lingue antiche, ferite dove sto per fiorire. Voi sismi e stemmi e nomi, monologhi, metronomi, libri ebbri oggi, cieli di epicentri battenti, racconti dei compiti e dei corpi, lettere perfette dell’incidente di sempre, Dèi dove crei e sei, letterature di tutte le notturne nature distrutte, formule e fortune, scosse sconosciute. Voi individui indicibili, volti vinti, verbi visti, celebri cieli vivi dei pericoli infiniti, accecanti acciai apparsi, contagi contemplati, compleanni dei cieli immutabili. Voi soli sconvolti dei corpi, sussulti eccelsi, alti traumi salvi, nomi di spasmi e armi, strati delle stragi. Continua a leggere

a cura di Barbara Pesaresi
da Emily Brontë – Poesie
ed. Einaudi
a cura di Ginevra Bompiani
Sono felice quanto più lontana
sospingo la mia anima dalla casa di argilla
nella notte spazzata dal vento e dalla luna,
e per mondi di luce l’occhio vagabonda –
Quand’io non sono e nessuno accanto –
né terra né mare né cieli puliti –
ma solo spirito che erra nell’aperto
e percorre l’immenso, l’infinito.

Una morte dolce
Da questo desiderio di morte
Chi mi libera – Signore.
Ho sentito per la strada
Qualcuno che mi chiamava. Continua a leggere

Il pavone
Tocca terra con le piume
e sembra, se fa la ruota, più bello
ma in verità mostra implume
il sedere questo uccello.
Le paon
En faisant la roue, cet oiseau,
Dont le pennage traîne à terre,
Apparaît encore plus beau,
Mais se découvre le derrière.
di Stefanie Golisch
Fuori dal tuo sonno ti ho atteso, eri non laddove pensavo che
fossi, ma nemmeno laddove non pensavo che fossi, sapevo
che non ti avrei trovato da nessuna parte, non aveva senso
continuare ad aspettarti ovunque, ma speravo che un verso
come fuori dal tuo sonno ti avrebbe chiamato in vita, eppure,
mi sono sbagliata, non ci si trova dentro un verso se prima
non ci si trova fuori, laddove, appunto, noi due non ci siamo
mai trovati, a dire la verità, sono stata io ad inventare quella
persona da attendere fuori dal suo sonno, non suona male,
vero? perché fa pensare al sonno come la condizione naturale
del nostro essere uomini, e, se fosse davvero così, se davvero
potessimo essere stanchi senza sentirci in colpa, troppo stanchi
per combattere, per chiacchierare, per chiarire le cose una volta
per tutte, se davvero fosse la stanchezza la cosa più bella di te,
di me, allora forse non avrei atteso invano dentro e fuori dal
tuo, dal mio sonno, non avrebbe avuto nessuna importanza,
saremmo stati insieme così leggeri da non accorgerci
nemmeno
L’immagine è di Fritz Winter

Matteo BIANCHI
FORTISSIMO
MINERVA (2019)
(Con nota di Giancarlo Pontiggia e Cinzia Demi)
6 GENNAIO
Spesso non misuriamo quanto ci siamo allontanati e viviamo a vista d’occhio. Forse per quella stupida possibilità di ritorno, di riabbracciarci e perdonarci insieme, per-donare. Non diamo peso alla speranza. Quando muoiono, però, è l’abbandono. Non c’è ragione che menta. Continua a leggere

di Iole Chessa Olivares
Natale 2019
Forse non viene NATALE…
La stella cometa
errando nello stupore
s’ interroga: fermarsi
o attendere una chiarità suprema?
Chissà!
Nella guerra per l’apice
aspra arrogante
NOI
vanamente sfuggiamo a NOI
in devianti frantumi, lacerazioni
sempre affamati,
mai sazi di mondo.
Ah! paglia e paglia e paglia
per non sentire
per non vedere
ma la zanzara sale, vive con NOI
forza gli argini d’ogni vena
inferno richiama e perduto paradiso
sanguinando
fa saltare il lucchetto al cuore
trascina la spina dal rogo alle stelle.

Magie quotidiane
Il miracolo di un interruttore che accende la luce in una stanza buia.
La meraviglia di un rubinetto che fa sgorgare acqua, anche calda.
La potenza di un fornello che si accende e da fuoco per cucinare.
L’accoglienza di un materasso con le coperte, le lenzuola e i cuscini.
La sorpresa di un frigorifero aperto ricolmo di cose da mangiare.
Il confortante chiacchierare delle caffettiere e delle pentole.
L’avventura che i libri sul comodino promettono e mantengono.

Oche selvatiche
Non devi essere buono.
Non devi camminare in ginocchio
per cento miglia nel deserto in penitenza.
Devi solo lasciare che il tenero animale del tuo corpo
ami ciò che ama.
Dimmi della tua disperazione, la tua, e io ti dirò della mia.
Mentre il mondo va avanti.
Mentre il sole e i cristalli della pioggia
Continua a leggere
di Stefanie Golisch
a Gianni Fumagalli (1950-2019), scrittore
Un uomo se ne va con in tasca una mela e
un coltello, non si sa mai, un uomo se ne
va, la sua storia finisce qui, compiuta, non
compiuta come tutte le storie, un uomo se ne
va, dice ci vediamo domani per non dire non
ci vediamo più, è stato bello raccontare le
vostre storie, la mia ora la porto con me, non
pensate di sapere chi sono stato, sono stato
tutto quello che voi pensate più qualcosa che
non si sa, è stato bello stare con voi, vi saluto
tutti, ma ora devo andare
a cura di Giovanna Menegùs

Santa Lucia, al dì s’arcrìa e la neva s’aturtìa
La mano d’argento del salice
aprisse la porta del cielo.
Airone ha portato con sé
questi giorni ossuti
e Caio con la sua vita.

“Una parola muore appena detta: dice qualcuno./ Io dico che solo in quel momento comincia a vivere”. Emily Dickinson