Dopo “Love, jazz and wine” edito da Progetto Cultura, Gloria Gaetano dà vita a “Ritorno all’isola”, un altro romanzo questa volta pubblicato da Zona Editrice nella collana Contemporanea e facente parte di una trilogia ideale, ancora in fase di ideazione.
Con generosità e spontaneità l’autrice ricostruisce più storie di vite, narra di incontri, luoghi, esperienze che hanno segnato l’esistenza di Giulia, figura di donna talmente viva e palpitante da essere indimenticabile, descritta e raccontata dalla figlia Mara. Continua a leggere
Archivi categoria: Recensioni
I LIBRI DEGLI ALTRI n.74: Le voci del silenzio. Paolo Valesio, “La mezzanotte di Spoleto”
Le voci del silenzio. Paolo Valesio, La mezzanotte di Spoleto, prefazione di Alberto Bertoni, Rimini, Raffaelli Editore, 2013
L’avventura di Napoleone in Russia, o della follia umana
di: Guido Tedoldi
Qualche riflessione intorno a «Marcia Fatale, 1812 Napoleone in Russia», saggio di Adam Zamoyski, Utet, 2013, pp. 486, € 20,00 (1ª edizione Usa, 2004).
I libri di storia possono essere concepiti come cronache delle imprese dei governanti. La Campagna di Russia di Napoleone del 1812, vista in tale ottica, è stata raccontata come una baruffa tra Napoleone imperatore dei francesi e Alessandro zar di tutte le Russie. Il loro scopo: spartirsi l’Europa, oppure prendersela tutta soggiogando militarmente l’avversario.
Lo storico statunitense di origine polacca Adam Zamoyski ha provato a guardare in un’altra direzione, compiendo una imponente ricerca d’archivio nei diari personali e nei resoconti pubblicati da centinaia di persone che a quella baruffa parteciparono a vario titolo e con vari ruoli, e che ebbero la sorte di sopravvivere per poterla raccontare.
Il risultato del suo lavoro è parecchio lontano dal solito resoconto ammirato di manovre militari impersonali e quasi artistiche. Perché in quella guerra morirono circa 1 milione di persone. Un milione di vite umane sacrificate praticamente per niente.
I LIBRI DEGLI ALTRI n.73: Giovani e già maledetti? Aa. Vv. “Toscani maledetti”
Giovani e già maledetti? Aa. Vv. Toscani maledetti, a cura e con un’ Introduzione di Raoul Bruni, Prato, Piano B Edizioni, 2013
_____________________________
.
Ventuno giovani scrittori under quaranta si allineano in ordine alfabetico in questo interessante volume antologico coordinato e introdotto da Raoul Bruni. Si va da Simona Baldanzi a Marco Simonelli in un’alternanza di storie più o meno lunghe (nel caso di Simonelli si riscontra l’eccezione di un poemetto narrativo) che intendono fare il punto su una generazione di “scrittori precari” e sulle loro potenziali variabili stilistiche e diegetiche.
Nella sua buona introduzione, Bruni dichiara esplicitamente di rifarsi alle intuizioni contenute in un ormai classico (quanto ormai non troppo facilmente reperibile) volume di saggi di Carlo Dionisotti[1]:
I LIBRI DEGLI ALTRI n.72: La tentazione e la lussuria. Donatella Bisutti – Alberto Schiavi, “Tentazione (Lussuria)”
La tentazione e la lussuria. Donatella Bisutti – Alberto Schiavi, Tentazione (Lussuria), prefazione di Wolfango Testoni, Piateda (Sondrio), CFR Edizioni, 2013
_____________________________
.
Questa breve quanto intensa plaquette di versi di Donatella Bisutti, impreziosita da una serie di disegni di Albero Schiavi, si apre con una dichiarazione sentimentale dal taglio categorico, forse aspro, forse intenerito dal dolore di vivere:
«Amo il mio amore. Amo il mio amore, non te che mi assomigli / ma lui guerriero che ogni volta / vince / con un colpo ottuso. / Non astuto, né abile: / violento, illuso»[1].
L’amore è visto interamente come lotta, conflitto, forse dolore, forse violenza cieca e senza scampo, sicuramente non la métis, l’astuzia dell’antico greco Ulisse, piuttosto la rievocazione e il ricordo della pénia di Eros che, povero e irsuto, tuttavia irretisce, strazia, convince, affascina, trattiene.
BAUDELAIRE E L’ESPERIENZA DELL’ABISSO
ESCE, PER LA NINO ARAGNO, LA PRIMA TRADUZIONE ITALIANA, E LA PRIMA EDIZIONE CRITICA, DELL’IMPORTANTE MONOGRAFIA BAUDELAIRIANA DEL POETA E FILOSOFO ESISTENZIALE RUMENO BENJAMIN FONDANE
Baudelaire e l’esperienza dell’abisso
di Luca Orlandini
“Ogni filosofia non è che un consiglio alla rassegnazione… Esprimere il raccapricciante, l’orribile, senza disprezzarlo, è un atto che va oltre la nostra idea di ‘sincerità’.” Fondane
“La mia saggezza è disprezzata quanto il Caos”, scriveva Rimbaud, poeta di cui Fondane si considerava un “petit frère”. E come un tempo per Rimbaud, un certo silenzio ha avvolto l’opera di questo maverick esistenziale, un abbandono provvisorio; ma a volte essi ritornano, a ricordare una verità non tanto occulta ma forse più necessaria della ricerca del Bene (“la morale è estranea al Bello”), poco frequentata, scomoda: “Il est évident qu’il n’a pas été donné a tous les philosophes d’éprouver les vérités pressenties par Dostoïevski, Shakespeare. Mais ceux-là même qui en ont eu l’intuition véritable ont reculé de peur devant l’impasse logique, devant ses conséquences redoutable. Aussi ont-ils, pour nous persuader, essayé d’habiles arguments. Le monde a plus des droits que les individus d’occuper la Providence.” (Fondane). Continua a leggere
UNA JACQUERIE TRA LE PAGINE DEL LIBRO DI MARCO PALLADINI, “ATTRAVERSANDO LE BARRICATE. POESIE”
Una jacquerie tra le pagine del libro di Marco Palladini, Attraversando le barricate. Poesie, Robin Edizioni, 2013, pp.179, € 12,00
______________________________
.
Attraversando le barricate è l’ultimo libro di poesie pubblicato da Marco Palladini. Il libro è edito per i tipi di Robin Edizioni, Boca (NO), 2013. I testi sono così raggruppati: SPIRITO DEL TEMPO (11 POESIE), STRETTAMENTE PERSONALE (6 POESIE), BALLANDO NEL SOTTOMONDO (17 POESIE), MusikalMusa (12 POESIE), (NO)BODY ART (12 POESIE), EROS PRO NOBIS (13 POESIE).
A lettura ultimata non spiace pensare a queste poesie di Marco Palladini, raccolte sotto il titolo Attraversando le barricate, come dei rivoltosi in assetto jacqueries. Una jacquerie che, come suggerisce il gerundio “attraversando”, è un “mentre” in azione, e ciò sia temporalmente sia spazialmente. L’attraversamento, infatti, non è solo un’azione temporale; è anche un movimento che buca i vari sbarramenti dello spazio civilizzato, quello che un certo modello di vita svitalizzata continua a porre per perpetuare se stesso e a ignominia di ogni cosa e valore alternativi. Attraversando le barricate, quelle (gli sbarramenti) che sono i pilastri del mondo del disamore e della violenza, innalzati per difendere e imporre il suo potere di classe e le devastazioni del caso, ha un soggetto agguerrito; è un collettivo che agisce come un insieme di pugili – le poesie – che mettono a segno i colpi sulle “barriere”. Allora i corpi dei caduti, implosi e colpevoli, facendo cumulo su se stessi, si elevano come le rovine di una fortezza abbattuta dalla jacquerie poetica.
I LIBRI DEGLI ALTRI n.71: La ricerca disperata della parola. Gabriele Lastrucci, “Bruciante fiore di vive”
La ricerca disperata della parola. Gabriele Lastrucci, Bruciante fiore di vivere, Prato, Claudio Martini Editore, 2013
_____________________________
.
Arricchito da una cospicua sezione di testi scritti a ridosso della lancinante esperienza rappresentata da La Rosa Murante e da Ora-Mai, redatti di getto nel 2012, Bruciante fiore di vivere può essere considerata come la summa dell’attuale fecondo periodo di scrittura di Gabriele Lastrucci (allo stesso modo era accaduto per Contro-verso del 2011, che pure raccoglieva tutta la produzione lirica dello scrittore realizzata fino a quel momento).
In Oltre: Luna-Park, la sezione più significativa della nuova stagione di Lastrucci, i temi topici e l’esplosione linguistica di La Rosa Murante acquistano ulteriore e più densa specificazione poetica e si trasformano in un tentativo di lettura di ciò che è riuscito ad andare oltre il muro della difficoltà di vivere (l’impossibilità, l’indecidibilità, l’angoscia e la gioia bruciante dell’esistenza) alla ricerca di una realtà che gli permetta di sbloccare una situazione di stallo quale era quella che si era prodotta con l’Ora-Mai che chiudeva l’insieme dei testi precedenti:
Leggere J.K. Rowling senza passare da Harry Potter
di: Guido Tedoldi
Recensione de «Il seggio vacante», romanzo di Joanne Kathleen Rowling – 2012, Salani, pp. 553, € 22,00
Prima di questo romanzo non avevo mai letto niente di Joanne K. Rowling. In particolare, non avevo mai letto nessuno dei 7 romanzi del ciclo di Harry Potter, che lei ha pubblicato tra il 1997 e il 2007 e che sono diventati un fenomeno della cultura popolare con oltre 400 milioni di copie vendute nel mondo – successo di pubblico confermato dagli 8 film tratti da quel filone. Grazie a quelle cifre di vendita, la Rowling è diventata la donna più ricca d’Inghilterra, con un patrimonio superiore al miliardo di dollari americani (perlomeno stando a quello che dice la Wikipedia, qui il link in internet).
Guido Michelone intervista Gianni Biondillo

Quest’anno Gianni Biondillo festeggia un decennio esatto di attività letteraria; lo scrittore milanese quarantottenne, già noto come studioso di architettura (con numerose pubblicazioni specialistiche), esordisce nella narrativa nel 2004 con Per cosa si uccide, facendo via via seguire i sei romanzi Con la morte nel cuore, Per sempre giovane, Il giovane sbirro, Nel nome del padre, I materiali del killer, oltre antologie di racconti e saggistica di varia natura. Nel 2013 invece, quasi ad anticpare il decennale, escono ben tre libri: il racconto per l’infanzia Il mio amico Asdrubale, il racconto lungo Nelle mani di Dio e soprattutto il nuovo romanzo Cronaca di un suicidio, di cui è l’Autore stesso a parlare durante e dopo un incontro in libreria (per i quali si ringraziano i giovani scrittori Alessandro Barbaglia e Gianluca Mercadante). Continua a leggere
Maria Allo, Al Dio dei ritorni
Maria Allo è una delle voci più intense, vitali e addolorate del nostro sistema letterario, ma riesce anche a conservare una magia sottile, pensosa, a volte anche ironica.
“siamo terra ferita di uno stesso paese
unico e molteplice turbine
tra le rovine
decomposta polvere dentro
le parole”. Continua a leggere
Il tuo non esserci è vero più del tuo mancarmi
Ho iniziato a leggere questi racconti di Emiliano Gucci, lo ammetto, con qualche pregiudizio. Di Gucci ho letto i romanzi: i primi due, oggi ahimè di difficile reperibilità, bellissimi, scritti con un polso svelto e una gran facilità nel raccontare senza peli sulla lingua, con dentro echi di scrittori a me cari, tipo John Fante o un grandissimo, purtroppo sconosciuto ai più, come il grossetano Daniele Boccardi; gli ultimi due di romanzi, L’umanità, pubblicato da Elliott, Nel vento, pubblicato da Feltrinelli, storie di grande impatto e durezza che narrano di esistenze messe di fronte a prove durissime, libri che lo collocano tra le voci da ascoltare con grande attenzione. Continua a leggere
I LIBRI DEGLI ALTRI n.70: Il “gioco a nascondere” di Francesco De Napoli. Francesco De Napoli, “Carte da gioco. Trilogia dell’infanzia” ; Francesco De Napoli, “Welfare all’italiana. Epigrammi”

Il “gioco a nascondere” di Francesco De Napoli. Francesco De Napoli, Carte da gioco. Trilogia dell’infanzia, Venosa (Potenza), Osanna Edizioni, 2011 ; Francesco De Napoli, Welfare all’italiana. Epigrammi, Cassino (Frosinone), Mondostudio Edizioni, 2011
_____________________________
.
Sono queste le due facce di Francesco De Napoli: da un lato l’epigrammista che sferza e satireggia una società profondamente malata come quella italiana, dall’altro il poeta che si accinge a rievocare la sua infanzia con nostalgia struggente e tenero ricordo del passato.
Del primo scrive bene il bravo prefatore Domenico Cara:
«Francesco De Napoli sceglie intanto, per il sicuro coinvolgimento, l’allusione come categoria del suo pensiero, finge – tra le varianti programmate – il divertimento, ma è azione che giunge dall’ombra di una vita da scriba (senza poteri né perversa vendetta), scrupolosa, sincera, necessaria, come un dovere di vita privata e collettiva nel contingente. Trovo formidabili le sue sapienti sferzate rifilate – e intagliate – adottando un metro misuratamente elastico, vedi la bruciante chiusura “Spaghetti welfare” dell’epigramma che dà il titolo alla raccolta, uno sberleffo pregno di virulenza ineccepibile che restituisce alla loro reale dimensione umana certe esaltazioni deviate del mondo della celluloide (“spaghetti western”), scadute a esagitati fenomeni di in/costume. L’obiettivo primario è spingere la sperimentazione linguistica – non un semplice “gioco di parole”–, condotta direttamente sul parlato, oltre ogni riduttiva e alienata significazione, facendone deflagrare le becere contraddizioni interne con un’im/ mediata capacità di trascrizione»[1].
Cristina Bove, Una per mille
Il romanzo di Cristina Bove inizia descrivendo L’uomo nero. L’uomo nero è anche il titolo del primo capitolo-racconto. Ogni capitolo porta, almeno nell’indice, come titolo, le prime parole del capitolo stesso. Un procedimento tipico della poesia. Cristina Bove è poetessa e scultrice, manipola la materia dei pieni e dei vuoti, e anche il linguaggio del romanzo modella luci e buio. Continua a leggere
“BUONA LETTURA” 3 – “IL MALE VENIVA DAL MARE” DI GIUSEPPE CONTE”
di Mara Pardini
Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
Giuseppe Conte è uno spirito sempre all’erta, dalle suggestive e liberissime conoscenze. Amante dell’avventura, del meraviglioso, dell’illuminazione acuta e fulminea attraverso cui sviluppa la capacità di comprendere i problemi della nostra civiltà, è la voce di una coscienza che sollecita quelle degli altri ad affrontare il mondo, con le sue tragedie e la sua bellezza.
Ne dà piena prova ne Il male veniva dal mare (Longanesi) dove, con le nuove sfumature del noir e della fantascienza, tocca argomenti attuali ed eterni: da un lato il degrado ambientale e sociale, la robotica, la biogenetica, la violenza sulle donne; dall’altro il rapporto tra l’umano e il non umano, l’oggettività e il sogno, il reale e il mito, la leggerezza e la pietrificazione.
Con lo sguardo rivolto ora verso Calvino, ora verso Ovidio e Whitman, Conte lascia scorrere i pensieri e racconta, attraverso un’epica avventura di mare, la storia di un mondo in affanno. Continua a leggere
Fil rouge, il romanzo epistolare di Alessando Seri
(di Enrico De Lea)
“Fil rouge – Le lettere segrete di Yvette Mirabeau”, di Alessandro Seri (Vydia editore, 2013, disponibile anche in formato e-book), rappresenta il segno, per l’autore (oltre che narratore, assai intenso poeta e critico, nonché efficace organizzatore di cultura nelle Marche), di una scommessa creativa vinta, quella di un genere letterario – il romanzo epistolare – oggi all’apparenza inconsueto, eppure favorevolmente inattuale, per la storia narrata attraverso un epistolario e per il fascio di valori, emozioni, temperie storica che attraversa. Continua a leggere
I LIBRI DEGLI ALTRI n.69: C’era una volta la fantascienza… Renato Pestriniero, “La fattoria globale”
C’era una volta la fantascienza… Renato Pestriniero, La fattoria globale, Chieti, Solfanelli / Tabula Fati, 2012
_____________________________
.
Renato Pestriniero è attivo nel campo della letteratura di anticipazione fin dal 1958 quando pubblicò i suoi primi racconti in Oltre il cielo, la rivista di Cesare Falessi che riuscì a operare prodigiosamente in un settore che appariva (come, in effetti, fu) ostracizzato nell’ambito della letteratura ufficiale e considerata di livello più elevato in quanto appartenente a un livello da ritenersi “inferiore” ad essa sia per contenuti che per qualità stilistica.
Un suo racconto del 1960, Una notte di 21 ore, uscito sul n. 61 (1/15 giugno) della rivista di Falessi, ha conosciuto una fortuna straordinaria dopo la sua utilizzazione come soggetto di un film, Terrore nello spazio, girato da Mario Bava nel 1965.
Robert Louis Stevenson, Una vecchia canzone.
Le fiorentine Edizioni Clichy propongono per la prima volta in Italia un inedito del grande letterato scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) dal titolo Una vecchia canzone: si tratta di un racconto lungo o romanzo breve che esce a puntate nel 1877 sulla rivista ‘London’ alla maniera dei feuilletons allora di moda; i pezzi non vengono firmati e solo un casuale ritrovamento di una pagina autografa nel 1982 fa sì che l’attribuzione al testo allo scrittore di Edimburgo possa ritenersi certa e definitiva. Continua a leggere
Dave Van Ronk o Llewyn Davis: un libro e un film
Quanta realtà o quanta fiction nel pur bellissimo film dei fratelli Coen dal titolo A proposito di Davis Ecco che in aiuto giunge puntuale l’autobiografia di Dave Van Ronk dal titolo Manhattan Folk Story pubblicata dalla BUR di Rizzoli per l’occasione, quasi in concomitanza con uscita del lungometraggio medesimo (non a caso il tomo di oltre 400 pagine in vendita ha pure la faccetta con la locandina del film). Continua a leggere
I LIBRI DEGLI ALTRI n.68: Ancora un manoscritto… Francesco Recami, “Il segreto di Angela”
Ancora un manoscritto… Francesco Recami, Il segreto di Angela, Palermo, Sellerio, 2013
_____________________________
.
Al centro del terzo dei romanzi che andranno a comporre il ciclo dedicata alla Casa di ringhiera (e del quale sono attesi almeno altre due apparizioni nel corso dei prossimi anni) c’è un manoscritto in cui viene narrata la storia parossistica e avventurosa dell’ex-professoressa Angela Mattioli, una delle inquiline dell’immobile milanese e al momento compagna di letto di Amedeo Consonni.
Non si tratta, come di consueto, di un manoscritto autografo “dilavato e graffiato” come quello che costituisce il punto di partenza dei Promessi Sposi di Manzoni o del testo di un Anonimo Lombardo (come nel caso della splendida quanto parodica narrazione contenuta nel romanzo di Alberto Arbasino uscito nel 1959) ma di un manoscritto firmato con nome e cognome anche se contiene parti censurate e tra parentesi quadra apposte da parte del suo curatore nei punti in cui il racconto si arricchisce di particolari piuttosto scabrosi.








