Archivi categoria: Recensioni

I LIBRI DEGLI ALTRI n.63: Poesia per continuare a sperare. Enrico Maria Di Palma, “Dalla parte di Huáscar”

Enrico Maria Di Palma, Dalla parte di HuáscarPoesia per continuare a sperare. Enrico Maria Di Palma, Dalla parte di Huáscar, Piateda (Sondrio), CFR Edizioni, 2012

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di Giuseppe Panella

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Huáscar era il fratello di Atahualpa e legittimo erede al titolo di Sapa Inca, il sovrano assoluta del popolo degli Incas. Rifiutandosi di spartire il territorio del regno con lui, andò incontro a una disastrosa sconfitta nel corso di quella che gli storici battezzarono successivamente come “la guerra dei due fratelli” (anche se, in realtà, Atahualpa era figlio di una madre non di sangue reale diversa da quella di Huáscar, pur discendendo anch’egli direttamente dal re Huayna Cápac, morto di vaiolo mentre andava alla ricerca degli spagnoli guidati da Francisco Pizarro che ne erano stati i portatori e che poi avrebbero conquistato sanguinosamente e ferocemente il territorio abitato dal popolo inca, massacrandolo nella sua quasi totalità).

Atahualpa vinse ripetutamente e in maniera schiacciante le sue battaglie contro l’esercito, che pure era superiore numericamente, del fratellastro Huáscar. Questo non gli servì, comunque, a molto successivamente dato che il suo regno fu brutalmente interrotto dall’arrivo degli Spagnoli e, nonostante il nuovo Sapa Inca avesse riempito d’oro la sala del trono fino al punto indicatogli da Pizarro, la sua condanna a morte fu egualmente eseguita.

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Centofanti diventa se stesso

Diventare se stessi
di Guido Michelone

Può uno scrittore diventare se stesso? Quando si tratta di Fabrizio Centofanti la risposta è sicuramente affermativa, per quanto, come sempre, problematica, indagatrice, sofferta e al contempo densissima di fede cristiana e ragione civile: lo è in questo nuovo sforzo letterario, così come in ogni sua precedente opera. Continua a leggere

Il presente perpetuo di Lorenzo Poggi

Lorenzo Poggi
di Augusto Benemeglio

1. Il Qoelet

C’è un tempo-orale/pieno di tuoni e fulmini/e c’è un tempo per il silenzio.
C’è anche il tempo dei pianti e dei sorrisi/sulla tela raffazzonata della vita.
(Lorenzo Poggi)

Una poesia che sembra presa dal Qoelet, il libro della Bibbia più enigmatico ( e pericoloso) che ci sia. Mi ricorda l’ultima voce di un uomo che con la sua tristezza insanguinò il vento. E allora tutti gli angeli persero la vita. Fuorchè uno, ferito, con le ali mozze. E quell’angelo divenne il poeta. Continua a leggere

DODICI NUOVI LIBRI PER LE VACANZE NATALIZIE

libri
di Guido Michelone

Il periodo delle vacanze natalizie è forse il migliore per godersi la lettura in santa pace: il momento di riflessione di fede attraverso la compagnia di un nuovo libro, accanto a familiari e parenti, , può costituire un momento di svago, relax, tranquillità. Le scelte sono infinite anche tra i freschi titoli presenti nelle librerie cittadine o facilmente ordinabili in rete. Ecco qualche amichevole consiglio per acquisti da regalare o tenere per sé. Continua a leggere

La bellezza secondo i mass media. Due libri-dvd a confronto

about Face COPERTINAdi Guido Michelone

Da qualche anno l’editore Feltrinelli, grazie alla collana Real Cinema, offre un’interessante prospettiva culturale, proponendo in cofanetto un libro e un dvd, in cui il primo fa da supporto al secondo, nel senso che il film – di solito documentario, un genere oggi finalmente rivalutato – è il piatto principale: Continua a leggere

Quello strano tipo di Jo Spatacchia

di Giovanni Tortelli

Alcune copertine di Alessio Giurintano (da jospatacchia.it)

Alcune copertine di Alessio Giurintano (da jospatacchia.it)

Jo Spatacchia non è un personaggio artificioso. E’ uno di noi, sistemato nell’anonimato di una vita qualunque, di una strada qualunque di una qualunque città del nostro tempo, che l’Autore Vieri Tommasi Candidi ha presentato in un e-book arricchito – è il caso di dirlo – dai disegni di Alessio Giurintano, dalle illustrazioni di Nilo Australi e dalle musiche di Sergio Borghi.

L’«evento Jo Spatacchia» è importante perché segna l’esperienza singolare dell’inserimento della prospettiva metafisica nel genere della narrativa elettronica . E con eccellenti risultati, dal momento che l’Autore muove il suo protagonista tutto sul piano dell’essere, attento però a non abbandonarlo a se stesso in un labirinto di psicologismi, ma inserendolo in un contesto fatto di colpi di scena degni dei migliori racconti d’azione la cui origine sta, però, in un’altra dimensione.

Non più domande e turbamenti che nascono e si concludono nel cerchio della realtà fenomenica, ma che vanno invece ad incidere sul carattere del protagonista, quindi sulla sua essenza, che è poi esistenza, secondo il canone metafisico. Continua a leggere

La Lucania di Nunzio Festa

di Marino Magliani

BasilicataL’ultima volta che ho dialogato col poeta e scrittore Nunzio Festa, figlio della Basilicata di Scotellaro ed erede di una tradizione che incontra la paesologia di Arminio e la beat anti-yankee, (sempre su questo blog), era appena stato pubblicato per le edizioni Senzapatria il suo romanzo breve Farina di sole. Invece adesso è uscito il suo Basilicata. La Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida narrata coi luoghi e il resto, presso le edizioni Golena/Malatempora, già egregiamente presentato tra l’altro dalla nostra Rosa Salvia.

MM: Solitamente nella tua prosa e nella tua poesia, il luogo d’origine, lo spazio di resistenza ed esistenza ha un ruolo molto importante. Ma adesso hai scelto di entrarci pienamente per descriverli. Anche se lo fai spostandoti rapidamente da un punto all’altro della carta geografica lucana, come vedremo. Perché hai sentito quest’esigenza?

NF: Innanzitutto per un estremo atto d’amore per la madre originaria. Sostenuto dal racconto per immagini e giudizi, passami il termine, su pezzettini fascinosi della Basilicata. Pezzi di terra e bellezze già attraversati da artisti e intellettuali, spesso descritte, perfino, e adesso pronte al turismo di massa, oltre che a quello di qualità oppure, diciamo, non invasivo in quanto molto più rispettoso dei posti. Però allo stesso tempo so e “dimostro” che si tratta di pezzi di terra e bellezze, naturali e artistiche, oggetto e soggetto di speculazione, e a volte speculazione rapace. Bellezze che si fanno tavola tante volte imbandita, insomma, per interessi soltanto particolari. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.62: L’amore ai tempi della band. Alessandra Farro, “Il bianco il nero e il jazz”

Alessandra Farro, Il bianco, il nero e il jazzL’amore ai tempi della band. Alessandra Farro, Il bianco, il nero e il jazz, Napoli, Tullio Pironti Editore, 2012

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di Giuseppe Panella

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Melissa, detta Say dai suoi compagni di avventura musicale, è la voce solista di The Pleasure, un gruppo di indie rock che nutre ambizioni professionistiche e sembra avviato verso la strada del successo. Della band fanno parte Matteo, il batterista, che ne è l’anima musicale e anche quella imprenditoriale, Elice, una polistrumentista, figlia di un hippie ormai attempato e cresciuta nella più piena libertà di idee e di costumi e un francese, Jacques Perreaut, che è l’oggetto (non tanto) oscuro del desiderio delle ragazze del gruppo. Melissa vive in un appartamento con la sorella Debora, una pubblicitaria che si prende cura di lei con affetto e un pizzico di ironia, anche se spesso sembra ben disposta a farsi travolgere dalle avventure un po’ ingenue e un po’ maliziose della ragazza.

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Giovanni Enriques

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In tempi in cui si è fatto un gran parlare di Adriano Olivetti e del contributo da lui dato al successo e alla modernizzazione di un’Italia che poi non seppe (o non volle) seguirne le indicazioni, fa un gran piacere vedere come l’editore Hoepli abbia deciso di dare spazio anche alla storia di una delle personalità che di quel successo, come di altri successivi, fu partecipe e corresponsabile. Continua a leggere

Essere tra le lingue #7: NELVIA DI MONTE

di Manuel Cohen

Per fortuna degli autori e per gioia dei lettori, esistono, rari, premi letterari tesi a valorizzare i vincitori editando le raccolte premiate. Nelvia Di Monte (1952) di recente ha beneficiato di ciò, aggiudicandosi il ‘Premio Ischitella-Pietro Giannone 2010’ per la poesia nei dialetti d’Italia, premio che ha provveduto a stampare Dismenteant ogni burlaz, interamente scritto nella lingua friulana, nella varietà parlata a Pampaluna, paese da cui la nostra proviene; quindi, il ‘Premio speciale alla carriera Elsa Buiese 2011’, che ha stampato la suite, Nelle stanze del tempo, contenente testi in lingua e in dialetto. Continua a leggere

Le lezioni di comicità di Matteo Andreone

lezioni di comicvità COPERTINA
di Guido Michelone

Incontro con l’attore, regista, drammaturgo, della risata
Il suo nuovo libro a Roma il 19 dicembre

Così, a bruciapelo chi è Matteo Andreone?
Sono un formatore d’azienda con un passato recente (che ogni tanto ritorna) di attore, autore, regista e docente di teatro. Ho iniziato a studiare teatro alla fine degli anni ‘80, frequentando il Centro Teatro Attivo di Milano poi, negli anni successivi, ho lavorato per diverse compagnie teatrali italiane prendendo parte, come autore, attore e regista, a svariate produzioni. Dal 1996 mi sono avvicinato al mondo del cabaret e della stand-up comedy. Nel 2001 sono tra i fondatori dell’Accademia Nazionale del Comico, per la quale ho diretto la sede di Milano fino al 2013. In Accademia ho avuto la fortuna di collaborare con la maggior parte degli attori e autori comici italiani e contribuito a formare decine di giovani leve, oggi diventati molto popolari.

Lei è anche molto noto come didatta
Dal 2005 mi occupo di formazione e sviluppo delle risorse umane, utilizzando l’umorismo applicato alle relazioni sociali e alle dinamiche professionali. Continua a leggere

IL TERZO SGUARDO n.48: Vent’anni di attesa. Aa. Vv. “L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Archivio storico”, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo

Aa. Vv. L’evoluzione delle forme poeticheVent’anni di attesa. Aa. Vv. L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Archivio storico, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, Napoli, Kairós Edizioni, 2012

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di Giuseppe Panella*

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Scrive Ninnj Di Stefano Busà nella sua Introduzione alla voluminosa antologia che lo vede curatore insieme ad Antonio Spagnuolo:

«Diciamolo subito che non esistono due linguaggi: uno per la Poesia surreale, magico, ermetico, inaccessibile ai molti, e uno feriale, per i comuni mortali. La poesia può vibrare ovunque in maniera naturale, anche nelle lasse di un’espressione lontana dall’ipertrofia delle metafore o dalle ambiguità emergenti dall’inconscio, dagli assurdi e dagli arbitrii delle avanguardie a ogni costo. E “per ogni costo” s’intenda anche quello di inquinare il linguaggio, impoverirlo e strumentalizzarlo in modo deleterio e anarcoide. D’altra parte bisogna riconoscere che il linguaggio comune non è certo meno efficace di quello colto, o immaginifico, che, anzi, il suo fondo realistico-logico, sentimentale può essere ben compreso, ma notevolmente più apprezzato, ammettiamolo, sarà il linguaggio ricco di ambivalenze, di metafore, di tensioni allusive proprie di una discorsività che ha varianti emozionali ricercate e volutamente sensazionali, »[1].

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diventare Fabrizio

fabrizio centofanti
di Antonio Sparzani

Voglio parlare di Diventare se stessi di Fabrizio Centofanti (Effatà editrice, 2013, 173 pagine, € 12), perché è un libro che mi ha preso per mano e mi ha condotto alla fine senza permettermi di distrarmi e nello stesso tempo senza mai darmi un punto fermo, a cui attaccarmi; sì, qualche frase isolata buttata lì senza parere, ma che dice molto più di quel che sembra, e invece un continuo inseguimento di sé, mai davvero raggiunto. Continua a leggere

I LIBRI DEGLI ALTRI n.61: Il cammino del cinabro: aspetti poco noti dell’opera di Julius Evola. Alberto Henriet, “L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggio esoterico del barone Julius”

Alberto Henriet, L’uomo che cavalcava la tigreIl cammino del cinabro: aspetti poco noti dell’opera di Julius Evola. Alberto Henriet, L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggio esoterico del barone Julius, presentazione di Gianfranco De Turris, Chieti, Solfanelli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Su Julius Evola, sulla sua esistenza di “esule in patria”, sulla sua attività artistica e teorico-filosofica, esistono ormai innumerevoli testimonianze[1] e una fitta letteratura di ricostruzione e di recupero delle sue posizioni teoriche ed etico-politiche. Dell’uomo e della sua opera è stato detto e scritto tutto e (praticamente) il contrario di tutto. Ma il denso e contenuto libretto di Alberto Henriet ha il pregio di puntare, finalmente, in direzioni altre rispetto alla polemica politica e all’esaltazione di determinati aspetti di una tradizione culturale cui Evola appartenne certamente (ma con molti distinguo). Henriet si è provato a drammatizzare visivamente la vasta e articolata opera dell’autore di Il cammino del cinabro trasformandola in una serie di quadri vasti e significativi sui quali riuscire a dipingere con le parole le sue affermazioni più provocatorie e le sue proposte teoriche più suggestive, scegliendo per farlo le sue opere più note e più adattabili ai propri fini narrativi.

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Renata Morresi, Bagnanti

Renata Morresi, Bagnanti
di Nadia Agustoni

L’isola di Lampedusa con le spiagge dove sbarcano i migranti apre la nuova raccolta di poesie di Renata Morresi, Bagnanti.

Il suo narrare, anche in questo secondo libro, ha immagini nitide, in alcuni casi da sequenza cinematografica, come nella vista dall’alto dei piloti d’elicottero che cercano superstiti in mare. Continua a leggere

Bamboccioni? No, arresi. E cocciuti nella loro resa.

 
di: Guido Tedoldi

Recensione de «La resa», romanzo di Fernando Coratelli – Gaffi, 2013, pp. 410, € 16,90
 
Questo romanzo racconta l’oggi di una generazione, quella dei trenta-quarantenni, e racconta l’oggi di una città, Milano. E lo fa con la ragion veduta dell’autore, Fernando Coratelli, che è nato nel 1970 e parla delle persone che conosce e che incontra nella vita di tutti i giorni, nel posto che frequenta ogni giorno. Per farlo ci impiega un tot di pagine, in molte delle quali sembra che i componenti della generazione raccontata vogliano realmente impegnarsi per cambiare il mondo – per quanto possibile in meglio a seconda delle sensibilità personali di ognuno. Invece, quando si arriva alla fine… si realizza ciò che fin dal titolo era evidente. Si arrendono tutti. E nel caso in cui qualcuno continui a combattere, be’, non se la passa tanto bene.

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“ALCAZAR. ULTIMO SPETTACOLO”, DI STEFANIA NARDINI

di Giovanni Agnoloni

AlcazarSembrerebbe un “romanzo di altri tempi”, Alcazar. Ultimo spettacolo di Stefania Nardini (Edizioni e/o). Non solo per la collocazione storica degli eventi (è ambientato nel 1939, nella fase immediatamente precedente la Seconda Guerra Mondiale), ma anche per lo stile, carico di sonorità musicali e assonanze estetiche che sono proprie della cultura e della “visione del mondo” di quel periodo.

È, sicuramente, un romanzo storico, o come tale è facile percepirlo. Tuttavia, è un libro intrinsecamente moderno. Non solo perché l’autrice è una donna molto addentro alle dinamiche umane e sociali del nostro tempo, ma perché affronta tematiche universali e sempre attuali. Una su tutte: le discriminazioni di genere, visto che uno dei protagonisti, Gino Santoni, in arte Cordera, soubrette di riviste teatrali, è un omosessuale che deve tenere nascoste le proprie inclinazioni e che – si teme, proprio per questo motivo – scompare misteriosamente da Marsiglia, dove la sua compagnia sta tenendo uno spettacolo durante tutta una stagione, dopo aver rifiutato le avances di un gerarca fascista che l’aveva scambiato per una donna.

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“BUONA LETTURA” – “SACRIFICIO”, DI GIACOMO SARTORI

di Mara Pardini

Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

SacrificioSacrificio di Giacomo Sartori è una storia di questi tempi, tutta giocata su sentimenti di speranze deluse, grigiore e desolazione.
Marta, Diego, Katia, Frank, Anna e Roberto – un gruppo di ventenni in un’opprimente valle trentina – si trovano a fare i conti con un episodio solo a prima vista chiaro e immutabile, perché capace di innescare il sentimento di dolore sotteso alla storia: la morte di Andrea, avvenuta durante il folle attraversamento del greto di un fiume in piena, a bordo di un fuoristrada, in una notte di pioggia.
Per scherzo, per noia, per una stupida scommessa.

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.60: Un poeta senza tempo ma in attesa del mondo a venire. Giacomo Leronni, “Le dimore dello spirito assente”

Giacomo Leronni, Le dimore dello spirito assenteUn poeta senza tempo ma in attesa del mondo a venire. Giacomo Leronni, Le dimore dello spirito assente, postfazione di Massimo Morasso, Novi Ligure (AL), Puntoacapo, 2012

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di Giuseppe Panella

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Ha ragione da vendere Massimo Morasso quando sostiene che Leronni, pur essendo “un poeta al passo con i tempi”, è in realtà un poeta che si misura con un tempo che non c’è e che forse ci sarà nel futuro remoto, sospeso nel suo linguaggio assorto e minimale in “un limbo infralinguistico”:

«Perché è ben vero, per fortuna, ma in un altro senso, più profondo, che Leronni è un poeta al passo con i tempi. Per buttar giù due nomi d’oggi, oltre a un ossificato Bigongiari, mi ricorda per esempio certo Cagnone e certo Cappi, l’ultimo, il più “originario”, per qualità analitica e respiro metafisico. Ma Leronni è al passo con i tempi, ci tengo a specificarlo, come lo è o dovrebbe esserlo ogni poeta in grado di fare i suoi conti con il tempo del segreto che attraversa sottotraccia l’accadere, restituendone i geroglifici al vaglio delle potenze dell’anima. Questo prezioso neonato Le dimore dello spirito assente lo testimonia in modo inequivocabile» (pp. 142-143).

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Murakami e Wada e i ritratti (in jazz)

murakami JAZZ copertina
Un nuovo libro giapponese dall’incontro fra un romanziere e un pittore

di Guido Michelone

Murakami è oggi forse il maggior scrittore giapponese, anche in Italia noto per i quattro romanzi Norwegian Wood, L’arte di correre, Kafka sulla spiaggia, 1Q84 (tutti usciti da Einaudi), ma soprattutto è da sempre risaputa la sua passione per il jazz, su cui spesso imbastisce interi libri come A sud del confine a ovest del sole, in parte autobiografico, partendo da una canzone di Nat King Cole; Continua a leggere