Archivi categoria: Scritture

I fiori della gratitudine – Poesie inedite di Enzo FERRARI

 

     GENOVA E I SUOI TETTI

In questo lento giorno
non è dato sapere
dove siano salute e felicità.
I tetti sono grigi dell’ardesia.
La salsedine si è fermata
alle finestre.
Tu già lontana
poni la mano stanca.
Sui rami carichi di frutti
rossi e maturi
pigramente indugia
il mulinello delle parole.

 

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Tolkien nella letteratura comparata

Ho da poco saputo, quasi per caso, che e’ finalmente uscita la raccolta in lingua inglese degli atti del convegno tenutosi nell’agosto del 2005 a Birmingham, in Inghilterra, per il cinquantenario de “Il signore degli anelli” (“The Ring Goes Ever On: Proceedings of the Tolkien 2005 Conference” – potete trovare dati piu’ dettagliati sulla pubblicazione su http://www.tolkiensociety.org/2005/proceedings/index.html). Continua a leggere

La polifonia del mondo – Viola AMARELLI

linda allison
(Linda Allison, The Coral Reef)

     (Da: Notizie dalla Pizia, 2005, e-book, www.vicoacitillo.net)

(la veggente)

So, i granelli di sabbia
la misura dei mari,
le direzioni d’aquile e di venti.
So dove l’ali di farfalle ogni momento.
So, l’urlo e il muto,
quello che è stato come ciò mai nato.
So, fatica di termiti
lucertole al salice inseguite.
So, che sapere non serve,
so l’infelice.

 

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(ut pictura, ut pictata terra) # 10 (fine)

10.

Nell’ordinanza e dominio dei colori,

concede eredità, rinunce

agli avi, ai successori,

s’apre ai muti

cori mattinieri del vallone,

millesima i dolori.

Il bastione delle soste

meridiane lo conserva

nelle tracce della cava a monte

e dell’altra, ignota.

Calcare ed arenaria sui portali,

fissa antri smussati,

sbrecciati, polvere senza peso

come il secolo.

Viktor Šklovskij, Zoo o Lettere non d’amore. Un ritrovamento

Devo decidermi a portare via gli scatoloni dalla casa dei miei, non posso più aspettare. Per anni, decenni, ho procrastinato, e la pila è diventata un grottesco monumento della mia pigrizia. Vecchi vestiti, oggettini, una collezione di pipe (e chi fuma più la pipa oggi?), penne e matite, ciclostilati ingialliti (i ciclostilati!). Soprattutto libri, la mia piccola biblioteca di ragazzo. I libri non invecchiano come i vestiti, non ingialliscono come i volantini e le rivistine ciclinprop. La loro carta con il tempo vira piuttosto sul tono latte panna delle latterie di paese – quando c’erano i paesi – piccole botteghe di bianco piastrellate, bottiglie di vetro, i contenitori di latta allineati sul pavimento, mestoloni, secchi e imbuti ramati, l’odore pieno che pareva depositare sul palato qualcosa di asprigno ma senza durezze. Anche i libri col tempo distillano un odore, ma tenue, un po’ dolce, come di pianta di vaniglia essicata. Depositano col tempo qualcosa. Le latterie sono andate, le biblioteche resistono. L’ultimo fronte. Continua a leggere

Anteprima Sud 12 – edito

 

Dodici Quando tutto manca

(considerazioni in margine al nuovo Sud, n°12)

 

Lo diceva spesso mia madre e più che l’annuncio di un problema era la proposta di una soluzione. Quando tutto mancava, infatti, ci stava sicuramente qualcosa d’altro a cui appigliarsi, sempre. Mancava poco per finalmente sbarcare il lunario. Ma con queste lune…La vera questione a differenza di quanto leggiamo sui giornali non è arrivare alla fine del mese, ma partire da quello successivo. Ci sono infatti strane regole in economia ma una rappresenta per i più un vero flagello e che si può sintetizzare con il seguente teorema. Quanto ci è dovuto arriva sempre dopo e quello che dobbiamo lo dobbiamo subito. E guai a protestare! Il vero nodo che spezza il pettine delle fluenti e rigogliose chiome del precariato è in quella fatalità, quando al momento della consegna del lavoro commissionato, e in cui si spera  di riscuotere, ci viene notificato dal nostro committente  che per accadere, accadrà,il pagamento, ma non subito.

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GARY, GARy, GAry, Gary, gary,…

GARY, GARy, GAry, Gary, gary,…

Io sono uno dei tre, ma sono anche tutti e tre.

Tre che sento familiari ed estranei, prossimi e lontani quanto lo sono io a me stesso. Questa foto vale una dichiarazione di poetica, l’indicazione di un’estetica possibile. Una mappa esistenziale monca, piena di vuoti e buchi, un terrain vague con poche tracce e pure ambigue: le macchie sulla maglia, la fissità del mimo, la curiosità-bimba.

Dovremo mettere da parte orpelli e protezioni, tirar via la scialbatura sempre: anche se il muro sotto è pieno di crepe, difformità, zone umide e screpolature. Rinunciare al ritocco e al rimbocco, all’abbellimento stolto da photoshop, quello che usiamo quotidianamente ad uso del prossimo: per farci gradire, per essere ben accetti, omaggiati, stimati, riveriti. Persino amati, talvolta. Continua a leggere

In Itinere – Agostino CORNALI

     Poesie inedite di Agostino Cornali

Agostino

              per Agostino Cornali (1957-1978)

Saltano gli schemi, stanze chiuse
(insopportabile il freddo delle maniglie)
e subito tre fischi dal corridoio.

Ci vuole coraggio a tornare qui
anni dopo la fine della partita
e trovare ante sfondate, vetri rotti
dalle pallonate, odore di cavolfiore
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PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 82

Quando andavo a scuola c’era un compagno di classe che in greco e filosofia se la cavava come chiunque altro, ma in più aveva un grandissimo occhio e due mani d’oro; cosicché, quando prendemmo la maturità, invece d’iscriversi all’università andò a bottega. Gli anni passarono e ci perdemmo di vista.
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(ut pictura, ut pictata terra) #2

8.

Con una treccia materna taglia

l’impasto familiare di seme e sangue,

campane per l’allarme dai ladri

che dalla palma attentano alla casa.

La cassapanca nell’ombra

è sovrastata dal quieto ritratto della sabbia

sul volto del figlio, dalla rabbia dei torti

inaugurati, dalle attese di una luce intera.

 

9.

Gelo di verità ai vetri stende

una tela di schiuma per le dita.

Il selciato di mastri scalpellini,

forse provenienti da altre valli,

e poi svaniti come un popolo

di voci, di vesti zingaresche,

conserva la nota del clarino

del soldato appiedato, da un oltralpe

di fame di un paesaggio.

Connettivismo 3: intervista a Marco Milani

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Eccoci al terzo appuntamento con il Connettivismo. Oggi intervistiamo Marco Milani, scrittore, editore e webmaster di DOMIST.net – Letteratura e Pace – Progetto Letterario Internazionale (www.domist.net). Marco, intervenuto in compagnia di Sandro Battisti e Giovanni De Matteo al terzo appuntamento del “La penna del Magnifico”, è, con loro, tra i fondatori del Connettivismo e, insieme a Battisti, l’ideatore di NeXt, rivista che diffonde la creatività fantascientifica portata avanti da questo movimento. Continua a leggere

Poesie di Roberta CASTOLDI

                        Testi tratti da: Roberta Castoldi, Il bianco e la conversazione, Genova-Milano, Casa Editrice Marietti, 2007.

     senza figure

mi ricordo le cose, qui
sì, ma altre
con l’aria che passa a fianco
come intravedere

perché vedere è le quantità

se puoi portarmi via da lì
stendermi più in basso
che possa passare.

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PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 81

Assistito dal critico d’ordinanza, in una bella sala ahilui troppo vasta, uno dei nostri poeti assettatuzzi legge i suoi preziosi parti davanti a venticinque lettori… no, magari: davanti ai soliti quattro gatti.
Che questa volta sono cinque: in ultima fila, fra una selva di sedie vuote, siede un giovanissimo e arruffatissimo gatto nero che, senza perdersi una parola dell’assettatuzzo e del critico, sembra prendere appunti su una sua cartuccella o pizzino.
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Fenomenologia di un buco nero

di Alessandro Ansuini

 

“La poesia tiene in un pugno
Quello che la narrativa custodisce
In un grattacielo.”

Anonimo

“La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili.”
William Burroughs

Una polaroid. La giri con la mano. C’è una data. Guardi di nuovo la fotografia. Non hai mai scelto nulla di tutto ciò. Fuori piove. La temperatura si è abbassata. L’inverno. Metti su un disco di John Cage. Appoggi la polaroid dove l’hai trovata. Sopra una pila di cose poco umane. Continua a leggere

PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 80

Stamattina entrando in ufficio mi sono subito reso conto che c’era qualcosa di diverso. Guardando meglio ho notato che un angolo della scrivania era tutto sbocconcellato, e che, dalla medesima parte, quasi metà della mia poltroncina in finta pelle, dopo più di trent’anni di tacito e apprezzato servizio, mi aveva lasciato senza dare preavviso.
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La mano tronca – Ferruccio MASINI

(Da: Ferruccio Masini, La mano tronca, Bari, Dedalo Libri, “Collana Bianca”, I ed., 1975)

Mio giorno
che ti disseti nell’ombra tagliente del pietrisco
nella vertigine delle più alte torri
sei quel poco che mi fu concesso
per elevarmi fino alla mia statura
e scavare la terra e far crescere il grano
Gli anni che si distillano nei tuoi silenzi
sono un filo impalpabile a cui si sostiene il mare
la forma del vento la conchiglia sonora della tua piccola
eternità Continua a leggere

Massimo Sannelli, da Prometeo

 

[*pausa: stanchezza e crollo di Prometeo*]

quanto è grande la luce
del cielo, io la supplico.
quanto è veloce l’aria
sulle ali, io la supplico.
e supplico anche il mare
e la terra, che è madre
di ogni vita, e invoco
il sole il sole l’occhio
che vede tutto il mondo.
sole, terra, cielo, mare
guardate cosa soffro
per mano degli dèi:
eppure [*pausa*] sono un dio. Continua a leggere