[Is. 25,6-10a; Mt. 22,1-14]
“Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto, finché non trovi in te il suo riposo”
Così, s. Agostino.
Che altro è l’invito alla festa di nozze, se non questa inquietudine da cui siamo abitati?
Ad ognuno è rivolto l’invito. Ognuno lo percepisce e lo intuisce. Non c’è data, non c’è ora, ma l’invito alla festa è talmente presente che anima, in un modo o nell’altro, tutto lo svolgersi di una vita.
La consapevolezza di questo invito, poi, accende il desiderio. Qui è il discrimine di un’esistenza: acconsentire a questo desiderio o farlo tacere. Accettare l’invito o respingerlo, o far finta di nulla. Continua a leggere


















