Giacomo Sartori, Fisica delle separazioni

di Roberto Plevano

Il titolo dell’ultimo libro di Giacomo Sartori suggerisce imparzialità scientifica, epistemico distacco, come da predilezione per titoli asciutti, quasi etichette su referti e alambicchi delle sue esperienze narrative e poetiche. L’icasticità risponde a un bisogno di rigore stilistico. Come pochi scrittori contemporanei, Sartori è capace di plasmare prosa e verso adattandoli a temi e oggetti del testo, scegliendo lessico, locuzioni, costrutti a seconda delle necessità narrativa, e pure il suo stile è personalissimo e inconfondibile. Più che di stile dell’autore, nel caso di Sartori si dovrebbe parlare di autore di stili, capace di concretizzare la sua ricerca letteraria (Sartori, da buon ricercatore, sa che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, ed esaminare, verificare, controllare) in prove narrative assai diversificate: la scarna asciuttezza della prosa di Cielo nero, la lingua drammatica e fredda in Rogo, lo humor e la satira sociale di Sono Dio e Baco, in cui, caso raro tra gli scrittori italiani, Sartori lavora alla costruzione di un immaginario letterario poco vincolato alla centralità del soggetto individuale e si allarga all’intero dell’esperienza umana: la vita, il clima, l’ambiente.
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Talent scout. Daniele Benzi


di Alberto Fraccacreta

Daniele Benzi, Una mente piena

«Un’analisi globale dell’interiorità […], lo studio del proprio essere»

*

Barriere

[…]

Edifichiamo barriere attorno a noi di continuo, certe volte senza nemmeno rendercene conto. Ostacoli costituiti da apprensioni che ci affliggono e che si fanno sentire quando è il momento di partire per un viaggio. 

Siamo consapevoli di essere limitati data la nostra natura umana. In essa sono insiti, infatti, dei limiti invalicabili. Per esempio sappiamo bene che, rovesciandoci addosso dell’acqua bollente, provocheremmo al nostro corpo dei danni potenzialmente irreparabili. La nostra resistenza fisica, per quanto elevata possa essere, non ci permetterebbe di uscire del tutto illesi da un evento simile. Si tratta appunto di barriere legate a ciò che siamo, le quali ci accomunano tutti.  Continua a leggere

Liberi


Cosa ci impedisce di donarci a Cristo? Ne abbiamo paura? È l’unico che ci ama totalmente. Temiamo di perdere qualcosa?  Solo da Lui arriva quello che cerchiamo. Preferiamo altro? Siamo liberi di rovinarci la vita: ma chi ce lo fa fare?

Colore


Che cos’è l’uomo, perché te ne curi, il figlio dell’uomo, perché te ne dia pensiero? Il salmo 8 ci ricorda chi siamo, quale e quanta fragilità dimori in noi. Eppure il cielo si posa su questa povertà, la magia del suo colore ci trasforma.

Assiomi kitchen sulla poesia e altro a cura di Giorgio Linguaglossa

La poesia è fare il giro del giorno in ottanta mondi

(Anonimo romano)

 

La poesia è una maschera riuscita per non far scorgere il volto dell’autore

(Maria Rosaria Madonna)

 

È difficile per me dare un giudizio sui miei testi; forse li definirei delle tragicommedie

(Petr Štengl) Continua a leggere

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. Presentazione al tempio


Festa della Presentazione di Gesù al Tempio

Festa dell’Incontro

(2 febbraio)

Libere riflessioni su   Lc 2,22-40

La Legge di Mosè prevedeva (Levitico 12,2-4,8; Es. 13,2,11) che il primogenito di ogni coppia appartenesse al Signore e a Lui dovesse essere offerto, con una offerta rituale.

La coppia, poi, avrebbe potuto “riscattare” il figlio con l’offerta di animali, in proporzione al proprio stato sociale. Per la condizione di Giuseppe e Maria era prevista l’offerta di due tortore, in “riscatto” per il figlio. Continua a leggere

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Prima o poi


Gesù è presente in noi: questo è il senso del vivere. Finché non ne prendiamo coscienza, ci agitiamo sul palcoscenico del mondo accumulando delusioni, anche nei maggiori successi. Pensiamo di aver bisogno d’altro, ma prima o poi c’imbattiamo in Chi cerchiamo davvero.

La parola ai poeti. Giovanni Nuscis

Ho iniziato a scrivere intorno ai vent’anni.  Poesie e racconti. Ero soprattutto lettore appassionato di narrativa (in particolare di quella tedesca, russa e francese). A quel periodo risale la lettura di Rimbaud, Verlaine, Baudelaire, Majakovskij, Pasternak; e di Goethe, di cui mi incuriosiva anche la grandezza di genio eclettico, la sua lunga e produttiva esistenza monumentale. 

Intorno ai quarant’anni la scrittura di poesie è diventata invece preminente, iniziando anche a collaborare con note di lettura con riviste soprattutto on line (prima tra tutte Italia Libri).  Continua a leggere

Da ora


Siamo peccatori, davanti a Gesù: lasciamo che il Suo Sangue cada su di noi e compia l’opera che solo a Lui è possibile: salvarci. Lo capiremo di là, probabilmente, ma è importante presentirlo già da ora.

La parola ai poeti. Flavio Ferraro

Percepire è riconoscere ciò che soltanto ha valore, ciò che soltanto esiste veramente. E che altro veramente esiste in questo mondo se non ciò che non è di questo mondo?

                                                                                                          Cristina Campo

 

Noi viviamo in un mondo dove l’incessante proliferazione di immagini impedisce la visione. Lo spazio è divenuto un mero aggregato di segni irrelati, di significanti senza significato: una sorta di schermo opaco, un buco nero nel quale corpi ed oggetti collassano. L’individuo postmoderno è colui che guarda per non vedere: per non vedere, in definitiva, quel nulla che lo circonda e che la società del simulacro – dove la simulazione sostituisce la realtà fino a divenire più reale di ciò che imita – tenta in ogni modo di nascondere. Ebbene la poesia, oggi più che mai, deve opporsi a tutto questo, e deve restituire alla parola (e all’immagine, perché il poeta pensa per immagini) la capacità di creare delle fenditure in questa cappa di insignificanza che ci opprime. Continua a leggere

Gino Rago, Storie di una pallottola e della gallina Nanin.

Gino Rago, Storie di una pallottola e della gallina Nanin, Ed. Progetto Cultura,

Roma, 2023, pp. 87, 12 euro

(con Saggio introduttivo di Giorgio Linguaglossa)

 

Brani tratti dal saggio introduttivo Verso un nuovo paradigma di Giorgio Linguaglossa

 

Verso un nuovo paradigma della poiesis Continua a leggere

Esercizi dell’attesa per futuri padri, di Antonino Pintacuda

Ci sono libri-soglia e libri-mondo, libri che ti spalancano nuovi pensieri, come la luce del sud che, indolente, filtra dalle vertebre di una serranda abbassata nel meriggio per sfuggire alla canicola.
Questo libro l’ho aspettato mentre mio figlio cresceva nel grembo di mia moglie, mi ha accompagnato nei nove mesi in cui una nuova vita veniva a trasformare la mia. Continua a leggere