
Dovremmo imparare a registrare i favori di Dio, le attenzioni che quotidianamente ci raggiungono dall’alto, o dal profondo. Solo così la nebbia si dirada, e s’indovina il cielo oltre le nuvole.
La voce degli ultimi. Solo la speranza salva il futuro
Non si può fare turismo tra i poveri, non si può andare a visitare il mondo dei poveri, non lo si può andare a guardare e a studiare, non lo si può mantenere a distanza. O si va dentro quel mondo con una grande speranza, veicolata dalla solidarietà, identificandosi il più possibile con la gente che lo popola, oppure meglio non andarci, perché la voragine che si è creata tra noi e loro è un’evidente conseguenza di società impostate in modo sbilanciato: l’incontro con loro diventa subito l’immagine plastica di questo sbilanciamento. Continua a leggere
Gli occhi in cielo
Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio – IX Edizione

Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio
Poeti “liberi” e poeti “protetti” in dialogo
Il Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio è un’iniziativa unica perché aperta, in due apposite sezioni, Vita di scienza e d’arte e L’ozio degli attivi, alla poesia di autori noti o esordienti, così come a quella di persone ospiti di strutture protette. Quest’anno, fino all’11 febbraio, sono aperte le iscrizioni alla nona edizione. Il bando è pubblicato sul sito www.mantovapoesia.it.
I testi dei vincitori, dei segnalati e di coloro che riceveranno riconoscimenti speciali verranno inclusi in un volume edito da Gilgamesh Edizioni (Antologia – Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio – IX edizione). Il libro, dotato di regolare codice ISBN, avrà distribuzione editoriale a livello nazionale. La raccolta poetica, suddivisa nelle due distinte sezioni, sarà corredata da riflessioni critiche. Il volume verrà promosso sui principali siti web tematici e sarà inoltre inviato a quotidiani, riviste, critici, biblioteche.
Domenico Pelini legge Joseph Brodsky. 8
Altezza
Intervista a Stefano D’Arrigo (Interzona)
Via Crucis
Lettura da “L’organista di Mainz” di A. Chimenti
Una mia lettura dalla nuova antologia di racconti di Andrea Chimenti, di cui ho avuto il piacere di scrivere la postfazione!
Il pessimismo del sognatore
Otto racconti che narrano storie completamente diverse tra loro – e che si svolgono tra epoche antiche e futuro – ma tenuti insieme da una tonalità precisa, un’atmosfera novecentesca che ha il respiro dei grandi narratori di cui la nostra generazione di baby boomers si è nutrita, generando il nostro DNA letterario, la cifra invisibile del nostro stile. In questa tonalità ci sentiamo a casa, sentiamo il sapore dei Libri, quelli che ci hanno cresciuti. Buzzati, in primo luogo, con il suo senso solenne della narrazione ma anche la sua capacità fabulistica e l’introduzione dell’elemento del fantastico come dimensione ulteriore – quasi come una coloritura – senza esserne un obiettivo o un fine. Continua a leggere
La parola ai poeti. Rosa Salvia
Cos’è la poesia? Un interrogativo che intriga, inquieta. Credo che essa prenda forma da una dialettica (irrisolta) tra tentativo di colloquio, visione e congedo.
La visione come estremo ‘prestito’ dantesco, come possibile eredità da raccogliere.
Scrive Eugenio Montale nel suo saggio “Dante ieri e oggi”: “Il nostro mondo non conosce più visioni, ma il mondo di Dante è ancora quello di un visionario”, p. XIX.
Prendendo spunto da queste preziose parole, la poesia è come una rigorosa disciplina spirituale che nasce in un silenzio attraverso cui la parola diviene forma privilegiata del viaggio interiore, del complesso viscerale intreccio vita-morte: non si possono fuggire le ombre, né imbrigliare gli echi da ripercorrere fino alla fonte. È dunque una via di fuga verso il territorio del mistero, l’unico luogo in cui possiamo ritrovare il senso della nostra vita perché tutto matura / per lontane arie di suono / ma a portata di mano. Continua a leggere
Le foglie
La parola ai poeti. Annalisa Rodeghiero
Credo che la poesia sia un modo di essere al mondo, un destino, un ritorno. L’ho sempre sostenuto, si può essere poeti senza scrivere poesia ma non si può scrivere poesia senza averla nell’anima, senza possedere uno sguardo poetico sulla vita. La poesia scritta è qualcosa che accade e, paradossalmente, a volte può sottrarre poesia alla vita, essendo, la poesia, nettare e veleno insieme, qualcosa di ustionante come l’amore, come sa essere la bellezza, come è la ricerca della verità. In me scrivere poesia, senza sapere da quale mondo inconoscibile si scrive, è diventato necessità e a volte preghiera ma è anche dipendenza con la conseguente sofferenza da mancanza, la violenza muta della parola quando vuol diventare verso e non riesce, come diceva Cristina Campo. Ma questo è il non-luogo in cui ho scelto di abitare o meglio, in cui mi sono trovata ad abitare in quella che si può definire una seconda vita, con tutto ciò che implica essere in una vita moltiplicata fuori dal tempo ma che al tempo deve necessariamente rapportarsi. Continua a leggere
Dove finisce
Lia Albricci, Una storia di guerra e d’amore
Per Pina, amica luminosa e amatissima,
che ha combattuto guerre terribili,
amava profondamente la terra dove era
nata, e questa storia le sarebbe piaciuta.
Una storia di guerra e d’amore
di Lia Albricci
Siamo spettatori. Di questa ultima guerra che stiamo vivendo troppo vicino e troppo lontano sappiamo quasi tutto. Abbiamo mappe, foto aeree, rappresentazioni grafiche precise al millimetro. Conosciamo il numero dei proiettili usati e l’aspetto tecnologico degli strumenti di distruzione più innovativi e brutali. Sappiamo di ogni bombardamento in tempo reale, delle perdite umane e logistiche, vediamo le immagini delle città distrutte e delle fosse comuni, vediamo le file dei profughi alle frontiere, vediamo i morti nelle strade, vediamo sui volti la paura e il dolore, la fierezza o la disperazione. Vediamo ancora una volta l’umanità che fa paragoni col proprio passato e si appresta a cancellare il futuro. Continua a leggere
Un’ora con Alfonso Gatto (Interzona)
Tre meno meno, di Maurizio Cortese
Non sapevo che mio cugino avesse scritto un libro: me ne accorgo con sei anni di ritardo. È il segno di uno scollamento più ampio dal mondo dei parenti, dovuto a una molteplicità di cause, per lo più indecifrabili. L’idea sarebbe quella di vedersi, confrontarsi, arricchirsi dei reciproci talenti (c’è perfino un annuale D’Ascia day – dal cognome del mio nonno materno – a cui non ho mai la fortuna di partecipare), ma tra il dire e il fare c’è di mezzo l’A1, con i tanti caselli della vita. Il libro di Maurizio è diventato, perciò, il pretesto per recuperare, in una volta, tutto il tempo perduto: gli abbracci mancati, le condivisioni agognate e risucchiate nel vortice spietato degli impegni. Non è un libro perfetto, ma i piccoli nei sono ampiamente compensati dalla freschezza del racconto, dagli acuti improvvisi – commoventi o comici – che sorprendono il lettore quando meno se lo aspetta.
Poesia italiana del XXI secolo

Angela Greco AnGre è nata a Massafra nel 1976. Ha pubblicato un titolo in prosa e diversi titoli di poesia tra i quali Ananke, Ladolfi, 2021, introduzione di Fabrizio Bregoli e Aiguiller, Ladolfi, 2022, sono i più recenti. Presente in antologie, siti e blog è ideatrice e curatrice del lit-blog Il sasso nello stagno di AnGre (https://ilsassonellostagno.wordpress.com/); commenti e note critiche ai suoi lavori sono reperibili all’indirizzo https://angelagreco76.wordpress.com/. Continua a leggere
Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro. Il peccato del mondo
di Lucio Brandodoro
Il peccato del mondo
[Gv 1,29-34 ]
L’indicazione di Giovanni Battista non deve essere apparsa molto chiara a chi ascoltava. Erano abituati ad annunci di remissione dei peccati, ma nessuno aveva annunciato che era arrivato Colui che toglie il peccato.
Credo che sia ben altra cosa parlare di peccati (al plurale) e di peccato (al singolare).
Naturalmente non è questione di numeri.
Peccati, al plurale, si intendeva come trasgressione ad una norma, che poteva essere trasgredita più volte. E ogni trasgressione ad una o più norme era un peccato. Più trasgressioni, più peccati. Continua a leggere
FABIANO D’ARRIGO, “RICORDI DI VIAGGIO”
FABIANO D’ARRIGO, RICORDI DI VIAGGIO, LUCCA, TRALERIGHE LIBRI, 2022
di Antonio Lovascio
.
Da Eraldo Affinati ad Alessandro D’Avenia, per finire a Paola Mastrocola: scopri i libri degli scrittori-insegnanti più amati del momento. Abilissimi nel coniugare passione per l’insegnamento e amore per la scrittura, hanno pubblicato opere che parlano ai giovani con grande successo. A questi possiamo aggiungere anche intellettuali di casa nostra che per una vita sono saliti in cattedra con tanta umiltà ed ora, senza aspirare ad eccellenze letterarie, vogliono condividere non solo con gli ex allievi ma con la realtà che li circonda le emozioni che hanno provato con i viaggi, che per eccellenza rappresentano la metafora della vita. Continua a leggere











