Frammenti di Cinema # 59

Ci sono i remake e i sequel. Poi, sono arrivati i prequel, gli spin-off e i reboot. Infine, più modestamente, ci sono i film fotocopia, ovvero che hanno la stessa trama. Ma senza intenzione alcuna, almeno in apparenza. Clamoroso è il caso che riguarda Checco Zalone e Aldo Baglio. Nel 2020 il primo fa di nuovo il botto con Tolo Tolo. Il film parla di migrazioni e varia disumanità. Questa volta gli spettatori scoprono che la trama, come si dice in questi casi, fa riflettere. Infatti, escono dal cinema delusi. Un anno prima, Aldo, di Aldo, Giovanni e Giacomo, esordisce da solista in Scappo di casa di Enrico Lando. Continua a leggere

Combattere il nazismo da dentro? Arriva Planck

di Antonio Sparzani

Max Planck (1858-1947)

Vi riscrivo qui l’esatto seguito di quanto scrive Heisenberg dopo aver dato conto del dialogo con lo studente:

Il mio visitatore si alzò per andarsene; lo trattenni offrendomi di suonare l’ultimo movimento del concerto di Schumann. Egli accettò volentieri, e quindi ci congedammo da buoni amici.
Nelle settimane successive, le interferenze della politica nella vita universitaria si fecero via via intollerabili. Levy, un mio collega di matematica, perse il posto malgrado i suoi meriti di guerra. Ciò suscitò un’indignazione tale – soprattutto tra i colleghi più giovani: ho in mente ad esempio Friedrich Hund, Karl Friedrich Bonhoeffer e il matematico B. L. van der Waerden – che pensarono di dare le dimissioni e di far pressione sugli altri colleghi affinché facessero altrettanto. Prima però di fare un passo tanto grave decisi di chiedere consiglio a qualcuno più anziano di me e di cui potessi fidarmi completamente. Presi quindi un appuntamento con Max Planck e andai a trovarlo a Berlino, al Grünewald.
Planck mi fece entrare in un soggiorno un po’ cupo, ma comodo e piacevolmente antiquato: mancava solo, per completare il quadro, un lume a olio sul tavolo. Planck mi sembrò molto invecchiato dall’ultima volta che l’avevo visto [si tenga presente che Planck era nato nel 1858, dunque aveva 75 anni, n.d.r.]. Le rughe si erano fatte più fonde sul suo viso fine e ben modellato; sorrideva a stento, di un sorriso doloroso. E sembrava terribilmente stanco.

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Sul libro di Annelisa Addolorato ‘GUARDANDO LA MAR. Il nostro Chi’,

di Sofia Stucchi
Il libro, Anne, Annelisa, che emozione.
Il testo è bellissimo, è un bellissimo prodotto, tu e Stefano Donno, avete lavorato benissimo, il lavoro editoriale è pregevole e di un’altezza poetica in cui mi ci trovo bene. Ho letto tra le tante la tua prima poesia, come ricorre (spesso questa allusione e ricerca importante della madre), come hai usato e usi gli aggettivi “speziale” (in una poesia successiva), immagini, torsioni ma rigorose e classiche, riconosco parte degli autori a cui ti ispiri e citi, e anche alcuni che non appaiono espressamente, ma ricordano a me un percorso, mi ricordi, a tratti, nel modo netto e lucente, di usare la parola, la Achmatova, (per me che l’ho adorata e l’adoro è un complimentone) specie di alcune poesie giovanili, ma hai una voce netta, integra, poetica forte, tutta tua, che mi ha sempre parlato molto negli anni, dacché ti ho letto.

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Poesia italiana del XXI secolo

Luca Pizzolitto nasce a Torino nel 1980, città dove attualmente vive e lavora come educatore professionale. Da quasi vent’anni si interessa ed occupa di poesia. Nel 2008 vince il Premio Arezzo Poesia; nel 2014 si classifica primo al Concorso Letterario Internazionale Città di Moncalieri (“Una disperata tenerezza”, Ladolfi). Nel 2019 vince il Premio Internazionale Città di Latina (“Il tempo fertile della solitudine”, Campanotto). Nel 2021 è finalista al Premio di Poesia Onesta e Premio Prato Poesia (“La ragione della polvere”, peQuod). I suoi ultimi libri pubblicati sono: L’allontanarsi delle cose, Ladolfi, Il silenzio necessario, Transeuropa, Dove non sono mai stato, Campanotto, Il tempo fertile della solitudine, Campanotto, Tornando a casa, Puntoacapo. Con la casa editrice peQuod ha pubblicato, nella collana Rive: La ragione della polvere (2020) e Crocevia dei cammini (2022). Da fine 2021 dirige la collana di poesia portosepolto, sempre per conto della casa editrice peQuod.

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La voce degli ultimi. La trascendenza

La fede è il dono che mi mantiene continuamente aperto al nuovo e alla trascendenza. Quest’ultima non è innanzitutto una tensione verso Dio, quanto piuttosto spinta interiore irrinunciabile di ogni essere umano ad andare sempre oltre, a non rimanere solo al di qua, ma a guardare anche al di là dei confini della storia e della realtà – là dove hanno casa i sogni e le utopie – e dunque, per la fede che si rende esplicita in tanti, anche verso Dio.  Continua a leggere

La cravatta, di padre Elia Spezzano


Ricordo bene la cravatta rossa
Con lo stemma dell’Aquila in vista,
Che mettevo andando alle feste
Eleganti, ai nostri compleanni.
Sempre quella, (non ne avevo altre)
Me l’aveva regalata Armando.
La portavo con un certo orgoglio
Volevo far colpo sulle ragazze.
Eravamo più giovani allora,
Inesperti, entusiasti, la vita
Ci sembrava un gioco un po’ strano
Che scandiva tutto il nostro tempo.
Siamo molto cambiati da allora,
Forse no. Ora nuovi orizzonti
Si delineano al nostro sguardo,
E qualcuno lo abbiamo raggiunto.
La vita, questo gioco un po’ strano
Scandisce ancora i nostri giorni.
Siamo un po’ folli, un po’ poeti,
E c’è del grigio sui nostri capelli.
Chissà che cravatta indosseremo
Alla festa che tutti ci attende.

[Ai miei amici di gioventù, particolarmente a quelli del Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto].

Due poesie kitchen di Francesco Paolo Intini e Giorgio Linguaglossa

 

Due poesie kitchen di Francesco Paolo Intini e Giorgio Linguaglossa, Commento di Marie Laure Colasson

 

Francesco Paolo Intini

Un Cappotto Taglia 110 per Beethoven

Flex e il violinista si piantano sul balcone.
All’aereo che passa mandano un saluto ultravioletto

È giorno di cieli rotti e rifacimenti in nero.
Mattonelle scendono sugli abeti, riempiono i cortili
Un passero rovista nel riciclabile. Manca un led alla rabbia finale.

Il potere si concentra in un motore poi passa di mano in mano
Ma non saprà dirci, con tutta evidenza,
Cos’è quest’allegrezza nel fil di rame.

Si tratta di prolegomeni. Quello che accadrà ai nervi.
Se interroghi una scocca il parafango brandisce dubbi.

Dentro l’uovo cresce un velociraptor: TRRRRRR…
Spaccherà il guscio dell’Europa
Cosa vuoi che sia un trapano?

Toc..Toc… fa l’inizio di un bussare alla serranda:
che ci fanno i Cristi nella banda?

C’è sempre il lancio dal quinto piano
Previsto per il 15 dicembre.

Si aprono i lapsus e nel fuggi-fuggi dei violini
Beethoven azzanna un violoncello:
per i figli-dice- quelli che verranno.

Sulla bacchetta spunta una rapa
tra le orecchiette, le acciughe al sale
e patacche d’oro da inghiottire all’alba. Continua a leggere

Simboli


Consoliamo Gesù nei momenti della Sua Passione: imprimerà il Suo Volto nell’anima, come sul velo della Veronica. I simboli guidano. Maria è la symballousa, colei che mette insieme: ci insegna i segreti dello Spirito.