
1.
Esistono anche larghi cappelli con le falde:
riparano, rischiarano incarnati chiari
che raggiungono la spiaggia, calda
ma non del tutto, nell’antico dei mari, procedono
sulla frangia di spuma a piedi nudi;
talora una si volta, lancia un segno, e in quell’ultimo o primo
tra i saluti è il regno dello smarrito, del nascosto
della dimenticanza, nell’accenno di danza
del camminare, sul mare.
Saluta, quel volto chiaro, da una lontananza
che, pure, all’occhio, è l’immaginare dell’infinito,
guizzo dell’estro e attesa all’armonia,
e osa sfidare, silhouette, ove sia sia …
2.
Da quella schiera felice talora nell’aria, a nuoto
una si congeda, e per poco giunge, accosta, dice e non dice,
perché parlare è troppo, o gioco vuoto,
e sorride, e una mano sulla spalla
poggia , sosta a dire ch’è sicuro
il giorno, in questa camminata
a valle delle colline, sul mare passato e futuro.
Ritorna poi alla frotta di compagne
che la spiaggia traversano nella luce,
ritorna poi alla vita che s’accompagna
e a ogni curva del mondo che ama, che ricuce.
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