Bent to the earth di Blas Manuel De Luna (USA,1969)

They had hit Ruben
with the high beams, had blinded
him so that the van
he was driving, full of Mexicans
going to pick tomatoes,
would have to stop. Ruben spun

the van into an irrigation ditch,
spun the five-year-old me awake
to immigration officers,
their batons already out,
already looking for the soft spots on the body,
to my mother being handcuffed
and dragged to a van, to my father
trying to show them our green cards.

They let us go. But Alvaro
was going back.
So was his brother Fernando.
So was their sister Sonia. Their mother
did not escape,
and so was going back. Their father
was somewhere in the field,
and was free. There were no great truths

revealed to me then. No wisdom
given to me by anyone. I was a child
who had seen what a piece of polished wood
could do to a face, who had seen his father
about to lose the one he loved, who had lost
some friends who would never return,
who, later that morning, bent
to the earth and went to work. Continua a leggere

Pane

Per essere vivi, servono tre cose: la pace, l’amore e l’umiltà. Quando ne parlo, la gente annuisce: sente che lì c’è un segreto. Perché l’io va in direzione contraria: orgoglio, risentimento e antagonismi, il pane quotidiano. Un pane che avvelena, invece di nutrire.

VOCI: “Lockdown” di Andrea Gruccia

Voci, rubrica di poesia “partecipata” a cura di Francesco Sasso.

Leggere e condividere poesie in rete è molto bello. Questa nuova rubrica è aperta a tutti gli appassionati della poesia. 

Cosa cerchiamo? In La metrica italiana, Beltrami scrive «versificazione è un concetto tecnico, che riguarda i tipi di discorso dotati di certe caratteristiche formali, mentre “poesia” è un concetto estetico, sentito come diverso da quello di versificazione fin dalle più antiche teorie estetiche che hanno avuto importanza nella cultura occidentale» (Beltrami, 2011, p.13).

Noi cerchiamo la poesia con la p minuscola. Potete quindi segnalare nei commenti il vostro spazio poetico in rete o copiare/incollare una vostra poesia. Noi scegliamo e rilanciamo la poesia su queste pagine. (f.s.)

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Al di là

La vocazione dell’essere umano è superarsi. Tutto ciò che resta al di qua è destinato a perire. La morte è il destino di quanto non conosce l’oltre, il passare all’altra riva. Partire, rischiare sulla fede, sono i verbi che esprimono l’essere se stessi.

“L’isola dei topi”, Alberto Bertoni


La lingua

Come quel nonno mai incontrato
vedrai che morrò soffocato
da un nòcciolo di pesca

E tu soffocherai sulle mie labbra
lingua che parli la ferita
tragica e perversa,
romantica e vitale,
molto più grande
del mio corpo incapace di migrare
dove l’aria è della migliore
sfumatura verderame, Continua a leggere

Cosa fare

Cosa fare, in questo mondo? Abbiamo tante ambizioni e attività. Gli obiettivi ci incalzano, li inseguiamo o li perdiamo di vista, sempre con l’ansia di non avere tempo, di fallire. Chissà se capiremo mai che una cosa sola è necessaria: amare il prossimo per amore di Gesù. Solo lì c’è la gioia, lo Shalom.

Cuore


Annunciazione

di Rainer Maria Rilke

Tu non sei piú vicina a Dio

di noi; siamo lontani
tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare a te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.

Sono stanco ora, la strada è lunga,
perdonami, ho scordato
quello che il Grande alto sul sole
e sul trono gemmato,
manda a te, meditante
(mi ha vinto la vertigine).
Vedi: io sono l’origine,
ma tu, tu sei la pianta. Continua a leggere

Armi italiane all’Egitto

di Antonio Sparzani

Nell’anno 1990, presidente del Consiglio il divo Giulio (Andreotti), ministro di grazia e giustizia Giuliano Vassalli, socialista, fu approvata un’ottima legge, n° 185, sul controllo da parte dello stato della vendita di armi a paesi terzi.
L’articolo 1 di tale legge riguarda il controllo dello Stato e i suoi punti 5 e 6 suonano così:
5. L’esportazione ed il transito di materiali di armamento, nonché la cessione delle relative licenze di produzione, sono vietati quando siano in contrasto con la Costituzione, con gli impegni internazionali dell’Italia e con i fondamentali interessi della sicurezza dello Stato, della lotta contro il terrorismo e del mantenimento di buone relazioni con altri Paesi, nonché quando manchino adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei materiali.
6. L’esportazione ed il transito di materiali di armamento sono altresì vietati: Continua a leggere

Poesia italiana del XXI secolo

Franco Di Carlo è nato a Genzo di Roma nel 1952. Dal 1974 al 1980 ha insegnato Storia della Letteratura Italiana moderna e contemporanea all’università La Sapienza di Roma. Ha scritto numerose e variegate opere di critica su: Tasso, Leopardi, Verga, Ungaretti, Poesia abruzzese del ‘900, Pasolini, per citarne solo alcuni. Ha pubblicato varie opere poetiche: Nel sogno e nella vita (1979) con prefazione di G. Bonaviri; Le stanze della memoria (1987) con prefazione di L. Canducci e postazione di D. Bellezza e E. Ragni; Il dono (1989) con prefazione di D. Maffia e postfazione di G. Manacorda. Fra il 1990 e il 2001, numerose raccolte di poemetti. Nel 2002 è uscita la silloge poetica Il nulla celeste, con prefazione di Giorgio Linguaglossa. Sulla sua opera hanno scritto tra i più importanti autori e critici: lo stesso Pasolini,  poi, Luzi, Zanzotto, Sanguineti, Spagnoletti. Traduttore di poeti antichi e moderni,  ha curato la pubblicazione di inediti di Parronchi, Fracassi, Rippo, Landi. La sua ultima opera è La morte di Empedocle, Edizionio Divinafollia, 2019.

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Luce

Non dobbiamo aver paura di dare: nella vita spirituale, più si dà, più si guadagna. Se siamo luce, diamo in abbondanza, e resterà la luce. Bisogna farne esperienza, è la legge più importante.

Lirico terapia. Rainer Maria Rilke.


da
Sonetti a Orfeo

1,3

Un dio lo può. Ma un uomo, dimmi, come

potrà seguirlo sulla lira impari?

Discorde è il senso. Apollo non ha altari

all’incrociarsi di due vie del cuore.

 

Il canto che tu insegni non è brama,

non è speranza che conduci a segno.

Cantare è per te esistere. Un impegno

facile al dio. Ma noi, noi quando siamo?

 

Quando astri e terra il nostro essere tocca?

O giovane, non basta, se la bocca

anche ti trema di parole, ardire

 

nell’impeto d’amore. Ecco, si è spento.

In verità cantare è altro respiro.

E un soffio in nulla. Un calmo alito. Un vento.

La poesia è un’arte difficile, divina. Come dirlo meglio di Rilke? I versi scritti dal genio sembrano far parlare da sola la realtà.

Per sempre

Gesù è al servizio, perché ama. Come possiamo non servire anche noi? Il destinatario del servizio è sempre Lui, che attira nell’amore tutto ciò che non fa resistenza. Raggiunto quel cuore e da quel cuore, tutto è puro. Tutto vale per sempre.

La settima figlia

di Stefanie Golisch

La settima figlia

C’era una volta una donna che aveva sette figlie.
La prima faceva il pane dei re, era bianco dentro e croccante fuori ed era il pane più buono del mondo.
La seconda parlava con gli animali. Addomesticava le scimmie e di notte, i leoni si mettevano ai piedi del letto.
La terza era molto bella. Non faceva altro che pettinarsi tutto il giorno.
La quarta aveva il dono della parola. Quando parlava si smetteva di litigare. Il marito cornuto abbracciava la moglie con affetto, il figlio perdonava sua madre.
La quinta era una giardiniera. Ovunque andasse, la terra cominciava a fiorire. Era lei che comandava la pioggia.
La sesta era una domatrice di cavalli. Non aveva paura di nulla.
Soltanto la settima figlia non aveva nessun talento. Aveva paura dei cavalli di sua sorella, il suo pane non lievitava e quando prendeva la parola, nessuno l’ascoltava.
Allora si sedette per terra, prese un legno e cominciò a disegnare dei cerchi nella polvere e mente disegnava, i cerchi si trasformarono in facce, capanne e animali selvaggi. Dimenticò completamente il tempo e se ne accorse soltanto quando venne la madre insieme all’intero paese per vedere cosa facesse. Uomini, donne e bambini guardavano in silenzio il lavoro di un lungo pomeriggio. Si riconobbero, ma non si piacquero e quindi distrussero con la punta del piede tutti i cerchi, lasciando la ragazza sola nella polvere.
Questa donna ha sei buone figlie, disse a gente, ma la settima non sa fare altro che dipingere cerchi nella polvere.

Da: Stefanie Golisch: Vermeers Blau (1997)

VOCI: “Pin” di Anna Salvini – inedito 2020

Voci, rubrica di poesia “partecipata” a cura di Francesco Sasso.

Leggere e condividere poesie in rete è molto bello. Questa nuova rubrica è aperta a tutti gli appassionati della poesia. 

Cosa cerchiamo? In La metrica italiana, Beltrami scrive «versificazione è un concetto tecnico, che riguarda i tipi di discorso dotati di certe caratteristiche formali, mentre “poesia” è un concetto estetico, sentito come diverso da quello di versificazione fin dalle più antiche teorie estetiche che hanno avuto importanza nella cultura occidentale» (Beltrami, 2011, p.13).

Noi cerchiamo la poesia con la p minuscola. Potete quindi segnalare nei commenti il vostro spazio poetico in rete o copiare/incollare una vostra poesia. Noi scegliamo e rilanciamo la poesia su queste pagine. (f.s.)

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Come se

Il “come se” è potente. A volte è l’unico strumento, quello capace di rimettere in moto un auto in panne. Come se fossi libero, sicuro, pieno di energie. E subito qualcosa si allinea a questa convinzione. Anzi, alla memoria.

VIII Edizione del Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo”

Il Comune di San Mauro Castelverde (PA) in collaborazione con il periodico culturale l’EstroVerso indice l’VIII Edizione del Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo” per promuovere e riportare all’attenzione di stu­diosi e appassionati di poesia l’opera dello scrittore maurino Paolo Prestigiacomo (San Mauro Castelverde, 1947 – Roma, 1992).

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