Intervista a Cristina Bove

di Raffaela Fazio

Cristina, cosa è venuta prima, la tua arte figurativa o la tua poesia? Da cosa sono nate? 

Ho cominciato a disegnare da piccola, prima con pastelli e matita, poi colori ad olio e tante altre tecniche nel corso della mia lunga vita fino all’attuale computerArt in cui mi cimento elaborando sovrapposizioni di miei dipinti e di soggetti ugualmente da me fotografati.
Contemporaneamente mi sono occupata anche di  scultura, di scrittura con racconti brevi, un romanzo pseudobiografico, e soprattutto poesie.   

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Regali

 

Senza Dio siamo niente, ci vuole poco a capirlo. Basta nulla a spazzarci via, come non fossimo esistiti. E i pregi, i talenti? Sono doni del Benefattore: il segno che, amandoci, ci copre di regali.

CRESTOMAZIA: “la vita inizia con lacrime e cacca” di Gabriele Frasca

“la vita inizia con lacrime e cacca” di Gabriele Frasca

la vita inizia con lacrime e cacca
súbito segue nanna mamma e cocco
incalza poi morbillo bava e mocco
la trottola il tamburo e il rompi e spacca
poi crescendo l’amica e la baldracca
su cui si ficca l’appetito sciocco
e già disposto a divenir pitocco
al giovane ogni voglia pare fiacca
adulto poi diventa tutto un trucco
da scapolo lo attira ogni donnaccia
sposato si converte in mammalucco
da vecchio imbiacca e tutto si rinsecca
ma solo che la morte lo disfaccia
quello che lascia paga e ciò che pecca

(da Gabriele Frasca, Rimi, Einaudi 2013)

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Musica


Siamo fatti per la santità, anche se la cosa non ci piace. Più la sentiamo lontana, più vuol dire che le nostre corde sono sensibili ad altri spartiti, ad altre melodie. Dovremmo cominciare a impratichirci con la musica di Dio.

La direzione

Gesù ha sofferto: non solo nella passione, ma in tutto l’arco della vita. Ciò dimostra che non c’è amore senza sofferenza, non c’è dare che non implichi un perdere, non c’è dono esente dal perdono. La direzione è segnata, non resta che percorrerla.

“Cosa rimane”, di Rita Pacilio

Recensione di Francesco Improta

Rita PacilioCosa rimane, ed. Augh! (collana “Frecce”)

Quasi in contemporanea con Pretesti danteschi per riflettere di sociologia (Guida editore 14 €), Rita Pacilio approda in libreria con Cosa rimane (Augh, collana “Frecce”, 13 €), a testimonianza della sua vena prolifica e poliedrica. Si tratta di un romanzo e rappresenta la prima prova narrativa della scrittrice beneventana, non potendosi definire tali, a dispetto della loro veste prosastica, Non camminare scalzo e L’amore casomai e avendo privilegiato in passato altri generi letterari: poesia, teatro, saggistica e persino il canto. Continua a leggere

Lirico terapia. Giovanni Giudici, Preliminare di accordo.

Preliminare di accordo

giugno 1968

 

Tuttavia un minimo d’impostura è necessario mi disse.

La verità non coincide con la saggezza.

Stanno contro il disordine alcune regole del gioco.

Sii grato al rituale. La verità ti divora.

 

Hai ragione si aspettava che rispondessi.

Recitiamola pure la farsa del ragionevole.

Anch’io ripeterò che tutto non si può avere

pronto a morire purché non crolli il letto dove muoio.

 

Ma anche per me era l’ultima occasione che restava.

E prima di sottoscrivere solo chiedevo se in cambio

dell’accettare quel molto di finzione che diceva

un minimo di verità sarebbe stato compatibile.

Giovanni Giudici tocca leve sensibili e, diremmo oggi, politicamente scorrette. Qui il tema è quello di una verità negata, al punto che è possibile sperare solo in un minimo residuo, un livello di semplice sopravvivenza. Al lettore cogliere lo spessore del dramma, che diventa universale.

Stagioni

Le stagioni passano lente, in ritmi impercettibili. Così è l’amore, che richiede la pazienza del contadino e l’entusiasmo dell’esploratore: la calma di chi attende e la passione di chi sboccia.

Lirico terapia. Maria Luisa Spaziani, La via Crucis.

La via Crucis

La bronchite stanotte mi trasforma

in una quercia carica di neve.

Crocifissa alla terra con radici

di debolezza e brividi,

sento i rami che grevi si curvano

sotto il peso di mille cristalli.

Conobbi un giorno un ragazzetto, molto

piú malato di me. Continua a leggere

Mangiare

Mangiare Gesù, tenerlo con sé per tutto il giorno, è il miracolo dell’Eucaristia. Ci sarebbe da chiedersi cosa ci portiamo appresso, nel viaggio della vita, su quale cibo facciamo affidamento. Finché il cielo non sorge nel cuore, la terra gli nasconde la luce.

Lirico terapia. Anna Achmatova, Venezia


Venezia

Colombaia dorata sull’acqua,

tenera e verde struggente,

e una brezza marina che spazza

la scia sottile delle barche nere.

 

Che dolci, strani volti tra la folla,

nelle botteghe lucenti balocchi:

un leone col libro su un cuscino a ricami,

un leone col libro su una colonna di marmo.

 

Come su di un’antica tela scolorita,

il cielo azzurro fioco si rapprende…

ma non si è stretti in quest’angustia,

e non opprimono l’umido e l’afa.

Come parlare di Venezia? Come definire l’indefinibile? La Achmatova lo fa da par suo, con risultati che ciascuno di noi può giudicare secondo i suoi parametri.

Mi ami tu?

C’è una domanda più importante di tutte, quella che, come si dice, taglia la testa al toro. Inutile farsi le altre se questa non ha preso il primo posto, se non è quella che conta. È la domanda rivolta dal Risorto a Simon Pietro, sulla riva del lago: Mi ami tu?

Poesia del XXI secolo

Lidia Riviello è nata a Roma, Autrice e conduttrice di programmi radio e tv (Radiotre, Radiodue,  Rai Tre , Rai Uno, La7, Sky) collabora con quotidiani, riviste e blog . Idea, cura e organizza eventi e festival  di poesia e arte in Italia e all’estero a partire dal 1994 collaborando con la redazione  della rivista bilingue ‘Italian Poetry’ curata da Gian Carlo Ferretti e Carlo Bordini. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio (NOUBS, 1998) a cui seguono L’infinito del verbo andare (2002, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, nota di Carla Vasio),Neon 80 (ZONA, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio A. Delfini 2007)  Ritorno al video (2009), Sonnologie (ZONA, 2016, nota introduttiva di Emanuele Zinato.)  Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, giapponese, spagnolo, sloveno, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011) e in numerose altre antologie e riviste italiane e straniere.  Citiamo, tra le riviste : Nuovi Argomenti, Alfabeta 2, Il Verri,  Poesia, OR ( Los Angeles press, a cura di Paul Vangelisti), il sito della nuova poesia italiana ‘Un autre poésie italienne’ a cura di Ada Tosatti,  Doppio Zero, Semicerchio. Tra gli altri, hanno scritto sulla poesia e presentato il suo lavoro: Edoardo Sanguineti, Andrea Cortellessa, Valerio Magrelli, Nanni Balestrini.

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