Gesù ripete le stesse cose, perché non smette di amarci. Ci chiede fiducia, perché può darci ciò che ci manca. Sarà per noi quello che avremo creduto che sia. Per ottenere, dobbiamo ritenerci nulla, mentre Lui è tutto. Desideriamo solo il Regno del Padre, e si chiarirà ogni cosa.
Come dice Luigia Sorrentino, il primo verso è un avvertimento ma è anche, in qualche modo, un avvenimento – “La poesia è un lunghissimo addio”, un addio interminabile, che non può tacere se non per sfinimento, se non nella morte. La poesia insomma, proprio cantando “lo smisurato addio” e denunciando l’inumano, tiene viva fino alla fine la speranza di una vita ‘alta’. Tra le presenze di questo poemetto mi ha colpito particolarmente quella ondivaga di Dio. Continua a leggere→
C’è un tesoro a cui possiamo attingere: la comunione dei santi. Nell’amore, tutto è comune: è proprio rinunciando, che si ha; è rinnegando, che ci si ritrova. Posso dire con s. Agostino: “Tardi ti amai, bellezza tanto antica e tanto nuova”, o con suor Faustina: “Gesù, confido in Te”. Non ci sono barriere nell’amore, salvo quella che separa dal male.
Sono solo un anello del grande dubbio, fragile, l’unità per me è effimera; ma uno sciame di esistenze della mia morte risorge e il vero nome che porto è: ondeggiamento.
Perciò, arcuato sotto i tempi, svolgo un lungo tessuto dall’erba delicata alla fronte pensante e la bionda successione di forme, salendo di sole in sole, nella vastità della vita riversa un passato.
Dall’onda che viaggia, dalle acque eterne prendo la veste di coloro che muoiono, e rigenerato, e agile, corro – sottile brivido – per sale orgogliose o umide caverne…
E così, sulle Terre tagliandomi vaste porte verso i ritmi immensi della mente, un giorno, porto all’Alta Bilancia il mio ricco peso di tante esistenze e di altrettante morti.
Tutti i bambini sono stati piccoli cittadini collaborativi e meritano il massimo dei voti. La classe docente guardi ai piccoli con il sorriso di chi appunta scherzosamente una metaforica medaglia sulla maglietta dei propri allievi, quasi a chiudere un brutto periodo di sofferenza collettiva. Per adesioni: [email protected]
Un appello: 10 in pagella a tutti gli alunni della primaria
di Giovanna Lo Presti
È mai possibile che ai maestri delle primarie non sia corso un brivido lungo la schiena dopo aver letto l’Ordinanza che regola lo svolgimento degli scrutini finali? Continua a leggere→
Chissà perché l’essenza della vita, che è il colloquio amoroso con Gesù, è così sconosciuta. C’è tanta pubblicità di cose inutili, ma di questo, chi ne parla? Forse bisogna scriverlo ogni giorno, gridarlo sui tetti. O forse bisogna pregare perché, finalmente, si scopra l’acqua calda.
Le cosiddette “teorie complottiste” hanno un destino strano, direi paradossale: quanto più vengono tacciate di essere fake news, tanto più le evidenze presenti nella realtà le confermano. La notizia che ha catturato la mia attenzione, è stata data da un canale televisivo d’informazione piuttosto noto, euronews, ed è questa: Eric Larsen, che guida Biohax Italia, è in attesa dell’approvazione delle autorità sanitarie e del Ministero della Salute. Prevede di poter impiantare i chip sottocutanei in circa 2.500 soggetti a Milano e Roma nei primi sei-otto mesi.
In un post di non molto tempo fa, su questo stesso blog, accennavo alla realtà del microchip in Svezia, prospettando la concreta possibilità che -prima o poi- si potesse presentare anche nel nostro paese. Non avrei mai immaginato, però, una tempistica così fulminea!
Come negare che tutto sta andando nella direzione di un controllo sempre più serrato della nostra privacy? E davvero la sicurezza, che riguardi la salute o l’aspetto sociale, vale più della libertà? La nostra società sta andando incontro ad una trasformazione radicale, e le nostre vite con essa. Farsi qualche domanda può contribuire, se non altro, a vivere con più consapevolezza, per non arrivare alla fine della corsa e, guardandosi indietro, rendersi conto di non aver vissuto, ma di essersi lasciti viverre.
Gesù vuole che gli parliamo, perché Lui ha tutte le risposte. Unirsi vuol dire anche questo: conversare, lasciare che le parole s’intreccino, diventino una frase comune, che il Cristo porta al Padre. Tanto più nell’ultimo momento, in cui non avremo certezze né di qua né di là: sarà l’abbandono del Golgota, il momento della fiducia estrema, quella che accede alla salvezza.
Sì, anch’io l’ho visto il genio che arriva sul palco in carrozzina, quell’angelo della musica vera trascinato dalla sua chioma nera il volto pallido, e tuttavia acceso, nella luce che arde nei suoi sguardi L’ho visto con la sua gioia umana che esplode tra le labbra delle galassie e nell’avvenire dei contrabbassi che chiudono le fila degli strumenti.
Il Cristo raccomanda alla Bossis di essere semplice, di non avere che un pensiero: amare Dio. Le ricorda che non può entrare in lei senza alimentarla: è come un libro, che accresce ogni volta la sapienza, la conoscenza dell’amore, che è esperienza. Bisogna portargli i peccatori: in paradiso si vedrà quante luci, senza saperlo, abbiamo acceso.
Guido Michelone dialoga con l’autore sul nuovo romanzo
È fresco di stampa, dopo la quarantena del Coronavirus, il sesto romanzo di Gianluca Barbera, editore, saggista e da poco esponente celebrato di una rinata narrativa di viaggi e avventure, che, proprio grazie a lui, sta vivendo una seconda giovinezza, dopo i fasti dei narratori britannici e americani (e in parte anche italiani) di fine Ottocento.
Gesù dice a Gabrielle di unirsi a Lui nella preghiera per i peccatori, in una comunione di intenzioni, gesti, parole, come quando Lui ha conversato con la Samaritana, al pozzo di Sicar. Fare tutto in unione: una grande potenza d’amore, il cui fondo misterioso è insondabile.
Il cinema ha messo spesso eros e sesso al centro delle proprie visioni. Per sedurre lo spettatore, per raccontare un’epoca, oppure per esprimere un’esperienza personale rispetto alla realtà e al vissuto. Anzi, queste motivazioni quasi sempre si sono intrecciate indissolubilmente. Il cinema stesso è un’esperienza unica, personale e collettiva allo stesso tempo. E’ anche un’esperienza, a suo modo, erotica. “Sono John Wilmot, il secondo conte di Rochester, e non ho alcuna intenzione di piacervi!” Si presenta così il personaggio storico interpretato da Johnny Depp ne The Libertine (2004) di Laurence Dunmore. Siamo nel XVIII secolo, l’esistenza erotica del conte finisce per essere un’avventura di dissipazione. Egli viene letteralmente consumato dalla sua stessa avidità fisica. Siamo lontani dal sentimento di alienazione che la modernità ha prodotto sugli individui. Qui la crisi si trova al polo opposto, della presa di possesso del proprio corpo dopo l’eclissi medievale. E’ quasi una scoperta infantile, stupita, ingorda, senza regole, né pensiero. L’illuminismo è agli albori. Spetterà a Casanova mettere ordine in questo campo, inaugurare una dottrina, scrivere un canone.
Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Oggi vi proponiamo una sua video-lettura di alcune settimane, nel pieno della quarantena, per ricordarci da dove veniamo e dove non vogliamo tornare: Giovanni Boccaccio, Decameron, novella quarta della quinta giornata, detta “La novella del lusignuolo“.
Gesù ha bisogno del nostro affetto, per dimenticare le sofferenze terrene. Mi commuove la confidenza che Lui fa a Gabrielle, perché conferma la mia convinzione che l’amore fra Dio e l’uomo implichi questa reciprocità, questo mutuo bisogno. Cielo e terra tendono a toccarsi, finché non saranno del tutto uniti, in paradiso.
Gesù chiede a Gabrielle di aspettare, prima di parlare o agire, per consultarsi con Lui. Dice che molti lo dimenticano, e che farebbe tutto per l’anima che lo cerca, che lo chiama. Prendiamo l’abitudine di non essere troppo frettolosi. Aspettiamo quel momento che gli permette di dire la Sua, che è sempre la migliore.
Esce per Nerosubianco Edizioni la nuova raccolta dei Commenti grafici
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