Tutto

Gesù ha bisogno del nostro povero cuore. Come possiamo rispondere alla grandezza del Suo amore? Donandogli tutto di noi stessi: Lui vuole la totalità. Non c’è segreto più grande di questo. Totus tuus, vale per Maria, vale per Gesù. Niente rimanga nostro. 

La poesia della settimana. Federico García Lorca

Meditazione prima e ultima

Il Tempo
ha il colore della notte.
Di una notte tranquilla.
Sopra lune enormi,
l’Eternità
è ferma sulle dodici.
E il tempo si è addormentato
per sempre nella sua torre.
Siamo ingannati
da tutti gli orologi.

Il Tempo ha già
orizzonti.

Da Suites, in Federico García Lorca, Poesie, Milano, Fabbri Editori, 1997, p. 117.

L’Unico

Gesù ha bisogno di noi più di ogni altro: è il desiderio più intenso, il desiderio di un Dio. Si è fatto Uomo, ha chiesto la compagnia di Pietro, Giacomo, Giovanni. Ci invita ogni giorno a desiderarlo, a cercarlo, a dirgli il nostro amore: è l’Unico veramente indispensabile, che resta per sempre. Che aspettiamo? 

Tra le braccia

Gesù significa Dio salva: desidera salvare i peccatori, convincerli che Lui è perdono, e che solo standogli accanto troveranno la gioia, non nelle abitudini del male. Gabrielle dovrà annunciare tutto questo, insistere a spiegare che il Cristo è come un padre che tiene il bambino tra le braccia, perché non si faccia male. 

La seconda porta, di Raul Montanari

di Riccardo Ferrazzi

Raul Montanari torna in libreria con questo romanzo che segna un cambio di passo sostanziale nella sua poetica. Raul è sempre lui, ma nel romanzo tutto è nuovo: la tematica, gli snodi narrativi, e anche lo stile, riposato, elegiaco, introspettivo.

Il protagonista non è più un uomo d’azione, senza scrupoli ma con una sua dirittura morale, come nei precedenti romanzi. Milo Molteni è uno come noi, che si mette nei guai per una specie di “buon cuore” naturale, normale, senza estremismi, e anche un po’ per curiosità, per incoscienza. Proprio come potrebbe capitare a noi.

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Nello Spirito

Gesù dice a Gabrielle di scorgerlo negli avvenimenti quotidiani, perché Lui è il direttore. La esorta ad amare questa direzione, ad attendere con gioia il momento dell’incontro: finale, anzi, iniziale, con l’entusiasmo dell’agnello che saltella nella valle. Certo, perché è con noi, per noi; ma è percepibile solo nello Spirito. 

La prospettiva

La città ideale, di Anonimo (1470-1490)

di Sabrina Trane

La prospettiva lineare è un sistema basato su precise regole matematiche che, nel XV secolo, alcuni artisti italiani hanno individuato attraverso diligenti studi. Brunelleschi per primo comprese che, per dare una rappresentazione verosimile dello spazio, era necessario adottare un punto di vista fisso. E alla fine lo trovò.

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Un nuovo ordine alle porte?

di Serena Fioris

Scorrendo i titoli dei quotidiani di questi ultimi giorni, colpisce la ricorrenza degli articoli sul Nuovo Ordine Mondiale. Il Sole 24 Ore titola: Nasce un nuovo ordine mondiale, sotto il segno dell’incertezza. Gli fa eco Avvenire (organo ufficiale dei vescovi italiani), che con fare esortativo scrive: È il momento di gettare le basi per un nuovo ordine mondiale.

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La lotta

Fare tutto per piacere a Gesù: è questo che aiuta a cambiare, perché è un criterio personale. Lui fa tutto per noi, ma non ce ne accorgiamo. Basterebbe partire da qui: lottare in delicatezza, suggerisce il Cristo alla Bossis, come l’Angelo e Giacobbe. È Dio che fornisce le armi. 

La poesia della settimana. Eugenio Montale

L’estate

L’estate crociata del gheppio pare ignota
ai giovinetti arbusti quando rade fugace.
E la nube che vede? Ha tante facce
la polla schiusa.

Forse nel guizzo argenteo della trota
controcorrente
torni anche tu al mio piede fanciulla morta
Aretusa.

Ecco l’omero acceso, la pepita
travolta dal sole,
la cavolaia folle, il filo teso
del ragno su la spuma che ribolle –

e qualcosa che va e tropp’altro che
non passerà la cruna…

Occorrono troppe vite per farne una.

Eugenio Montale, L’estate (Le occasioni), in Ossi di seppia, Le occasioni, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 199.

In direzione ostinata e contraria

Io sono lo stesso Cristo che è in cielo, cerca di essere la stessa che sarai più tardi, dice Gesù a Gabrielle. Qui ci sono segreti decisivi. Dobbiamo credere, anche se tutto dice contro. Dobbiamo pensare alle cose di lassù, alla beatitudine che attende. Dobbiamo, come Abramo, sperare contro ogni speranza. Viaggiare, insomma, sempre e comunque, in direzione ostinata e contraria. 

sapete cosa mi manca di più

di Sofia Cavallari

sapete cosa mi manca di più?
mi manca tutto ciò che ritenevamo troppo faticoso, stancante o che davamo per scontato, mi mancano le corse la mattina per non perdere l’autobus, la paura di essere sempre in ritardo, la colazione mancata o fatta di fretta, la sveglia che suona in ritardo e che ti fa preparare velocemente. mi manca l’autobus pieno di gente, di cui ci lamentiamo tanto, ma dove spesso incontriamo gli amici e ci fermiamo a parlare e quasi ci scordiamo di scendere alla nostra fermata, mi manca la strada mezza addormentata la mattina per andare a scuola con le amiche, dove posso raccontare quello che mi è successo la sera prima e farmi quattro risate, o sfogarmi o arrabbiarmi e insultare il mondo, mi mancano le scale stancanti del Mosè e la mia piccola classe in cui entravo e potevo abbracciare tutti e urlare il mio ‘buongiorno’, giusto per svegliarli e vederli sorridere, mi mancano i compiti in classe in cui ci mettiamo d’accordo con i compagni per copiare, le chiacchierate all’intervallo, scendere per prendere la merenda, le battute sui prof e i litigi con loro, l’ansia pre-interrogazione e la soddisfazione di prendere i bei voti o di recuperare una materia, mi manca l’assembramento fuori dalla scuola e gli spintoni per uscire che ti fanno quasi cadere, mi manca aspettare l’autobus con le mie amiche e tornare a casa e trovare il mio cane a cui sono mancata e mi salta addosso, un pasto pronto e meritato dopo una giornata a scuola, spesso stancante e difficile, ecco, mi mancano Continua a leggere

L’effetto dell’incontro

Gesù sceglie. Si sceglie i Suoi. Come satana ha i suoi agenti, così anche Lui manda a diffondere il messaggio, un messaggio di gioia. Invita la Bossis a ricordare le reazioni dei guariti, sulle strade della Palestina. Questo è l’effetto dell’incontro, questo bisogna annunciare agli affaticati e agli oppressi della storia. 

Quell’amore che è un nido, o forse una persona

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di: Guido Tedoldi

(dopo la lettura di «Tutto per amore», romanzo di Catherine Dunne, Guanda, 2011, pp. 358, € 18)

Per le donne l’amore è un nido, da condividere con una certa persona. Per i maschi l’amore è una persona, e non importa dove lei sia: si va e la si raggiunge.

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“Tropaion” di Raffaela Fazio (puntoacapo Editrice, 2020) Nota di lettura di Stefania Di Lino

“Se il vinto è colui che muore e il vincitore chi uccide, con questo confessandomi vinto, mi istituisco vincitore” (Pessoa, L’educazione dello stoico, ed. Einaudi 2005, trad. di Luciana Stegagno Picchio, p.77).

“I vincitori non sanno quello che perdono” (Gesualdo Bufalino, Calende greche (1992), ed. Bompiani 2009, Milano, p. 178)

“Prenderai quel cuor di cinghiare e fa’ che tu ne facci una vivandetta la migliore e la più dilettevole a mangiar che tu sai; e quando a tavola sarò, me la manda in una scodella d’argento” (Giovanni Boccaccio, Decamerón, 1349/1353)

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