Annamaria Ferramosca per Assunta Finiguerra

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PREMIO ISABELLA MORRA 2016–VI edizione dedicata ad Assunta Finiguerra

Giuria:Presidente onorario Guido Oldani – poeta, Presidente di Giuria e fondatrice del Premio 
Antonetta Carrabs – poeta e scrittrice, Giuseppe Langella – docente Università Cattolica di Milano e critico, Amedeo Anelli – poeta- critico letterario, Corrado Bagnoli- poeta, Elisabetta Motta – critico letterario,Salvatore Contessini -poeta ,Iride Enza Funari – poeta,Giulia Occorsio – poeta – pittrice
Paolo Pezzaglia – poeta – scrittore,Maria A. Cera Santoro – Presidente Associazione Lucana Magna Grecia,Ettore Radice – Presidente Associazione Mnemosyne – storico, Simona De Simone – docente. Continua a leggere→

Sei

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=bctjrnQ53C8&feature=youtu.be]

da qui

Scendere, scendere, non disperare
di andare oltre quel muro. Trattieniti
gli istinti che non sanno, decomponiti
in un precipitato d’attenzione,
disgrègati nel sangue dell’offerta,
che batte contro le pareti come
la chiamata inattesa di un Dio ignoto.
Distogliti dall’ultimo pensiero,
che bussa alla tua porta mascherato
da bene, da equilibrio, da giustizia.
Ricordati di me, che ti ho trovato
morto. Vai e fai lo stesso. Io c’ero.

Vitaliano Trevisan, Works

di
Roberto Plevano
9788806208066
Un lettore [1] potrebbe avvicinarsi all’ultimo lavoro di Trevisan, inaspettatamente corposo, tenendo a mente, e aspettandosi, quella sua capacità di porre la scrittura a contatto immediato con la realtà delle cose e dei fatti, così da penetrare negli interstizi, nelle pieghe, nei corpi incistati nel tessuto sociale e territoriale, così da illuminare, come sotto un riflettore, l’insolito, o ciò che per troppa consuetudine non si vede e non ha rilevanza nella vita degli uomini. Non ne sarebbe deluso.
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Nove nuove poesie di Beppe Mariano

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LIMPIDO E’ IL MARE…

Limpido è il mare, secondo secoli

di poesia. Dalla riva carezzo

con lo sguardo la sua distesa

e mi prolungo nel suo infinito.

Mi verrebbe voglia di citare versi

con romantico atteggiamento…

Ma so che appena oltre il mio

sguardo vi è un barcone pericolante,

stracarico di aggiogati per fame

e di qualche infame aggiogante. Continua a leggere→

V FESTIVAL PER LA LEGALITA’. “Questo non è un paese per onesti”

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Il Festival per la Legalità di Terlizzi (BA), città della diocesi che fu di don Tonino Bello organizzato dal Movimento Civico CittàCivile è giunto ormai alla quinta edizione: il tema di quest’anno è “Questo non è un paese per onesti”. Etica e Legalità quali infrastrutture invisibili per lo sviluppo del mezzogiorno.

Si comincia con una premiere il 29 giugno; a seguire la tre giorni classica, dal 7 al 9 luglio – i primi tre appuntamenti nel Chiostro delle Clarisse, in piazza Cavour, l’ultimo presso il Mat Laboratorio Urbano. La prima giornata sarà un tributo alla memoria di Felicia Impastato, madre di Peppino, protagonista della fiction Rai interpretata dall’attrice Lunetta Savino, che sarà l’ospite speciale della serata, presentata da Pasquale Vitagliano e Franco Dello Russo, presidente della Pro Loco cittadina. L’ultima giornata sarà dedicata interamente alla messa in scena dello spettacolo “civile” di Salvatore Cosentino, magistrato e autore.

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Guido Michelone intervista a Paolo Archetti Maestri (Yo Yo Mundi)

Archetti Yo Yo Mundi
Per Evidenti tracce di felicità, nuovo album di Yo Yo Mundi, gruppo folk-rock di Acqui Terme, ecco un’intervista inedita al leader Paolo Enrico Archetti Maestri, cantante, compositore, chitarrista, che qui racconta alcune vicende di un album molto poetico. Continua a leggere→

Due poeti. Pietro Amerio e Rudy Toffanetti

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di Riccardo Ferrazzi

Presso l’editore Aragno (nel cui catalogo figurano tre titoli del nostro indimenticato Roberto Rossi Testa) escono due libri di poesia che, in modi inconsueti, si distaccano dalla produzione corrente. Si tratta di Altre parole di Piero Amerio e Sul confine di Rudy Toffanetti, autori quanto mai diversi tra loro: Amerio è psicologo, professore universitario e saggista, che da sempre coltiva la poesia come otium letterario e cioè come impegno, rigoroso ma libero dai vincoli della vita quotidiana; Toffanetti è un giovane poco più che ventenne, alla sua prima pubblicazione. Continua a leggere→

Il terreno morale

di
Roberto Plevano
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§ Il terreno morale

Mio nonno ha fatto la campagna d’Africa. Che state a pensare? Che ha levato in alto le insegne, il ferro, il cuore, a salutare dopo quindici secoli la riapparizione dell’Impero sui colli fatali di Roma? No, niente di tutto questo, mio nonno era un uomo con la testa salda sulle spalle, partì per l’Africa, ufficiale medico alpino, spinto da un senso (accezione 2) di cameratismo per i suoi commilitoni, mica perché qualcuno canticchiò di tirare diritto, e fare quel che è detto e scritto (la retorica dell’epoca, i piccolo-borghesi tirano dentro la pancetta e gonfiano il petto). Presto capì quello che era evidente, e prese la sua parte: dal ’43 fu a fianco del suo amico “Maurizio”, Ferruccio Parri. Al funerale di mio nonno, la prima corona fu portata dall’ANPI. C’è da essere orgoglioso della mia famiglia.
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Dodici libri per Festa della Musica

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di Guido Michelone

Nel 1982 viene promossa in Francia una Fête de la Musique grazie al Ministero della Cultura, allora condotto da Jack Lang, che invita tutti i musicisti (professionisti e amatori) a suonare il 21 giugno per le strade e sulle piazze di ogni città a celebrare anche il solstizio d’estate e il giorno più lungo dell’anno. Continua a leggere→

maggie and milly and molly and may

Maggie, Milly, Molly and May rough bild

di e.e. cummings

maggie and milly and molly and may
went down to the beach (to play one day)

and maggie discovered a shell that sang
so sweetly she couldn’t remember her troubles, and

milly befriended a stranded star
whose rays five languid fingers were;

and molly was chased by a horrible thing
which raced sideways while blowing bubbles: and

may came home with a smooth round stone
as small as a world and as large as alone.

For whatever we lose (like a you or a me)
it’s always ourselves we find in the sea Continua a leggere→

Lettera a uno studente

di Stefanie Golisch

Caro C ,

recentemente mi hai raccontato che sei venuto in Italia dalla Costa d’Avorio quando avevi 10 anni.
Ovviamente, non l’hai scelto tu, ma i tuoi genitori – nella speranza, immagino, di aprire delle migliori prospettive future per te e tua sorella.
Ti ho conosciuto due anni fa, in prima superiore: un ragazzo vivace, già una personalità inconfondibile, l’unico studente che poneva delle domande – cosa che secondo la mia non proprio breve esperienza, avviene assai raramente nella scuola italiana che sembra produrre programmaticamente studenti muti, amorfi, pronti a divorare indistintamente tutto quello che passa il convento per poi rigettarlo nel momento opportuno della verifica. Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Michelangelo Zizzi

Zizzi
Mi parli brevemente di questo nuovo progetto di Scuola di Poesia?

La Scuola Pound vive da due anni ed è alla sua seconda edizione: Si
tratta di voler fare la migliore Scuola di poesia in Italia, il
corrispettivo della Holden di Baricco, ma persino meglio: perché è
difficile diffondere tecniche di poesia, ma è possibile conoscere da
vicino i Maestri e stare con loro: Ho pensato a questo: di ritrovare i
Maestri \ amici, conoscerli da vicino e perdere ogni provincialismo ed
ogni ‘falsa’ ambizione, riconoscendo i propri valori, le proprie
qualità. Continua a leggere→

CRESTOMAZIA 21: Gyula Illyés, “Fantasma”

FANTASMA

Stamani, l’aria è di vetro:
stupito, cammino attraverso un muro di cristallo
e un altro muro,
perché tu veda ? anche se
di sera il mio cuore si incrina ?
com’è semplice
vivere un miracolo
vivere ancora.

(Traduzione di Umberto Albini)

da “La vela inclinata”, Edizioni S. Marco dei Giustiniani, Genova, 1980


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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Omaggio alla Catalogna (nei giorni di San Vito)

 Il giorno di San Vito è da ricordare non solo per il ballo. Suggerisco un libro di Joze Pirjevec, oggi purtroppo introvabile Per gli slavi è un giorno drammatico. Nel loro calendario, che è quello giuliano, corrisponde al 28 giugno, secondo il nostro calendario gregoriano. E se è drammatico per gli slavi, lo è stato anche per l’Europa. Solo che noi abbiamo perso la memoria di questo limes geografico e ideale tra l’occidente cattolico e riformato e l’oriente ortodosso. Il 28 giugno 1914 vennero assassinati l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, erede al trono dell’Impero Austro-Ungarico, e sua moglie la Duchessa Sofia a Sarajevo. E’ questo il casus che farà scoppiare la  prima guerra mondiale. Il 28 giugno 1990, la nuova Costituzione Croata elimina ogni legame con il popolo serbo alla base del rinato stato di Croazia. Fu il primo atto di sfaldamento della Yugoslavia. La Germania, alla faccia dell’Europa, non perse tempo. Riconobbe per prima l’indipendenza di Slovenia e Croazia.

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MARCO CANDIDA, “TROVA IL TUO PECCATO”

Estratti dal romanzo Trova il tuo peccato, di Marco Candida (Edizioni Della Goccia, 2016)

Trova il tuo peccatoPatrick mi telefona dicendo che farà tardi a causa di lavori in corso in autostrada. Non è la prima volta che succede. Per rassicurarmi (ed evitare scenate da parte mia, lo so) rimaniamo collegati su Skype per un’oretta buona. Posso così verificare con i miei occhi che Patrick sia effettivamente in macchina, in macchina sia solo e che ci sia una lunga fila di automobili davanti a lui. Bisogna ammettere che le nuove tecnologie sono un toccasana. Da un lato a causa delle nuove tecnologie le coppie scoppiano in continuazione, ma esiste anche un uso delle nuove tecnologie che consente a una coppia di durare molto più a lungo senza che il rapporto si logori o evolva in qualcosa di aberrante. Dopo un’oretta il mio cellulare si è scaricato, ma tanto ormai Patrick ci metterà un quarto d’ora a essere a casa. Posso stare tranquilla.
Rincasa alle nove di sera. Continua a leggere→

47. Apocalypse now

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Più passava il tempo, più capivamo che il Signore manteneva le promesse: già quattro anni prima aveva fatto intravedere il percorso in cui ci avrebbe accompagnato, passo passo. Ci sentivamo liberati dai pesi che avevano da tempo bloccato o deviato le energie, impedendoci di attingere insieme alla sorgente della vita. Passando attraverso rinunce e sofferenze era emersa la vera identità, pronta per i nuovi scenari di cui parlavamo apertamente, quando si presentava l’occasione. La reazione era spesso la stessa: un’alzata di spalle, un sorriso di condiscendenza, un’istintiva rimozione di un’idea considerata scomoda. Eravamo troppo avanti, nella nostra avventura, per lasciarci scoraggiare dai rifiuti; anzi, il confronto col Vangelo ci convinceva interiormente che questo era lo stile del Cristo, il suo pensiero contrario a ogni moda, a ogni legge del branco, aperto coraggiosamente al volere insindacabile di Dio.
Ogni tanto provavamo a immaginare i possibili effetti di una guerra: preso atto del dramma che avrebbe devastato il nostro mondo, emergeva la speranza – la certezza – di un’epoca nuova, che dalle grigie macerie di una civiltà al declino, avrebbe fatto risplendere il Progetto originario, la creazione nella forma concepita dal Padre. La nostra intesa, dopo tanta angoscia, diventava la caparra di un dono che avrebbe rinnovato la faccia della Terra.

SUL TAMBURO n.19: Donatella Giancaspero, “Ma da un presagio d’ali. Poesie”

Donatella Giancaspero, Ma da un presagio d'aliRIMUOVERE IL SUPERFLUO. Donatella Giancaspero, Ma da un presagio d’ali. Poesie, Milano, La Vita Felice, 2015

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di Giuseppe Panella

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“Rimuovere il superfluo” dal dettato lirico e linguistico sembra la parola d’ordine di questo prezioso libretto di versi che distilla il percorso poetico di lunghi anni di riflessione di Donatella Giancaspero:

«Eppure vorremmo / rimuovere / tutto il superfluo / da noi stessi, raschiare via / ogni vanità / e la finzione, / che oscura l’animo / e ci fa vili, / soli / nella vita. // Vorremmo possedere / il nucleo / primigenio del cuore, / cellula intatta, / da cui rinascere / così chiari ed essenziali, / come lo spazio / che si rinnova infinito / nella tua mente / e si fa luce in movimento, / si fa suono, vento… // e strada, / ancora strada / da percorrere» (p. 55).

Quella di cogliere “il nucleo primigenio del cuore” è l’aspirazione poetica all’impossibile, all’impervio, all’assoluto, è volontà di cedere al rilievo infinito dei sentimenti che si propongono così come sono, senza scorie e senza compromessi, come sensazioni pure e incoercibili.

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