C’è qualcosa di più di un semplice interagire tra uomo e macchine (oltre che di un affascinante spettacolo visivo) nel cortometraggio Sparked: a live interaction between humans and autonomous flying machine realizzato poche settimane fa dal Cirque du Soleil in collaborazione col Politecnico Federale di Zurigo.
Lo spettacolo, al momento solo in video ma destinato a entrare presto nel repertorio del celebre circo di Montreal, vede dieci droni, ognuno dotato di una sorta di ‘personalità’ differente, dare vita a una coreografia interattiva nella quale uomo e macchine si muovono in sincronia.
L’inevitabile presenza sempre più invadente dei droni nella nostra quotidianità è cosa risaputa. Numerose compagnie (una su tutte Amazon) hanno già da tempo iniziato, per ora solo in via sperimentale, un servizio di consegna porta a porta che si avvale dell’utilizzo di droni, mentre in molti sport, uno su tutti il surf da onda, la possibilità di effettuare riprese in movimento dall’alto, a distanza ravvicinata e a basso prezzo, sembra aver rivoluzionato una volta per tutte la maniera di realizzare video. Quando l’utilizzo dei droni diverrà anche parte del gigantesco mondo della Fifa saranno in milioni ad assistere a una partita di calcio come in precedenza non avrebbero mai neppure saputo immaginare. L’utilizzo militare dei droni (come spesso accade si tratta di una tecnologia sviluppata inizialmente per fini bellici) ha nel giro di pochi anni reso concreto lo scenario fino a non molto tempo fa solo ipotizzabile di uno scontro tra robot ed esseri umani. Che ci piaccia o meno, un futuro considerato ‘fantascientifico’ è oggi Continua a leggere
José Mujica: “I poveri non sono coloro che hanno poco…”
“La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.”
“I poveri non sono coloro che hanno poco. I poveri sono coloro che hanno bisogno di molto.”
José Mujica – Presidente della Repubblica dell’Uruguy http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica
Intervista a Josè Mujica “talk to Al Jazeera”:
Guido Michelone intervista Cristina Rava

Il notturno scurissimo di Cristina Rava
A tu per tu con l’autrice del romanzo Dopo il nero della notte
Dopo il nero della notte è un libro che avvolge dall’inizio alla fine: come nei migliori romanzi di stile noir (o giallo, che dir si voglia) c’è sorpresa, intreccio, dramma, umorismo, tensione; ma anche, indirettamente, un discorso sul senso della vita (e della morte) che ha un profumo filosofico, visto che si tratta di un’opera di un’autrice coltissima, che sparge qua e là, fra le pagine, tra vittime e carnefici, anche una dichiarazione d’amore per i libri altrui, per la musica classica, per l’arte e il paesaggio della propria città (Albenga, in Liguria, dove sono ambientati quasi tutti i testi della Rava), oltre che per la buona cucina regionale. Di questo e altro parliamo con Cristina, in esclusiva per La poesia e lo spirito. Continua a leggere
60. L’ultima parola
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Più le promesse divenivano realtà, più cresceva l’azione del maligno, che si serviva d’interventi esterni e di pensieri che tendevano a incrinare le certezze e a far sorgere sospetti. Continua a leggere
Il cacciatore di gesti
“Mi interessa come la gente vive la vita di tutti i giorni. Sì, insomma, il modo in cui le persone trascorrono il tempo, le cose con cui lo riempiono. Non quelle grandi, i piccoli dettagli: la donna che stende i panni sul filo, alla vecchia maniera, rompendo con la convenzione dell’asciugabiancheria a gas, il movimento fluido delle sue braccia che sollevano le lenzuola, una molletta di legno tra i denti, l’ondeggiare del filo, carico di lenzuola gonfiate dal vento, in risposta al modo in cui la donna si alza e si protende verso di lui quasi in segno di saluto; un ragazzo al distributore di benzina che fa il pieno ai clienti, un piede sulla striscia nera del paraurti in gomma, la gamba che dondola con decisione su e giù mentre lui riempie il serbatoio, la macchina che si alza e si abbassa dolcemente, e intanto i suoi occhi si perdono a fissare un punto sull’orizzonte e lui si pizzica le macchie sotto le maniche della felpa verde. Sono un cacciatore di gesti. Catturo istanti e me ne prendo cura”.
Sto leggendo, in questi giorni, Episodi incendiari assortiti (una raccolta di racconti di David Means, pubblicata da minimum fax, 163 pag., 9 euro). Quello che avete appena letto è l’incipit dell’undicesimo racconto, Il cacciatore di gesti. Un attacco tanto denso di significato che non mi ha ancora permesso di andare avanti nella lettura del racconto: leggo e rileggo queste righe. Sarò in grado di procedere nella lettura?
Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi e la buona scuola per la Repubblica

Il prossimo 2 ottobre la LIP (Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica) verrà ripresentata pubblicamente, a Roma, alla presenza di parlamentari di diversi schieramenti politici, sindacati, associazioni, movimenti e giornalisti. La LIP nasce dal mondo della scuola, è stata discussa e sottoscritta da oltre 100.000 persone, presentata in Parlamento da un gruppo di senatori di diversi Gruppi come disegno di legge rispettivamente 1583 al Senato e 2630 alla Camera. Quale differenza con la “Buona Scuola” di Matteo Renzi (vedi qui), calata dall’alto, annunciata con un filmato, oggetto di un questionario a risposta chiusa in cui non è possibile esprimere dissenso. Facciamo nostro l’invito di Marina Boscaino “Che i Presidenti della Camera e del Senato intervengano per garantire che la proposta di legge di iniziativa popolare (LIP), formalmente presentata da parlamentari di diversi gruppi politici (PD compreso) sia portata al confronto con la proposta governativa in modo da consentire all’opinione pubblica un corretto e democratico confronto“.
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Avrei ricordato tutto quello che avevo visto
Sono passati quasi venticinque anni dal giorno in cui la moglie di Jerzy Kosinski lo trovò nella vasca da bagno del loro appartamento di Manhattan col capo chiuso in un sacchetto di plastica.
Lo scrittore polacco naturalizzato statunitense era saltato agli onori della cronaca letteraria nel 1966 con The Painted Bird (L’uccello dipinto, 1967) il libro che lo avrebbe reso famoso nel mondo fino a fargli valere il National Book Award nel 1969.
Da quel momento in poi Kosinski fu indicato come uno dei più promettenti scrittori americani del dopoguerra e due dei suoi libri successivi, Steps (Passi, 1969) e Being There (Presenze 1973) divennero dei veri e propri classici (da Being There venne anche tratto un film di grande successo con Peter Sellers): l’autore comparve spesso in televisione, partecipando anche a The Tonight Show di Johnny Carson, recitò nel film Reds di Warren Beatty, presentò un Oscar per la miglior sceneggiatura e venne più volte messo sulla copertina del New York Times Magazine.
Ma la sua reputazione di grande Continua a leggere
59. La nave
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Era un percorso di avvicinamento: come quando la nave vede appena una striscia di terra, all’orizzonte, e un po’ alla volta riconosce i campi, le colline, le macchie colorate dei paesi. Continua a leggere
RETE PADRONA, di Federico Rampini
L’abbiamo scritto altre volte. Ogni rivoluzione ha i suoi pro e i suoi contro: anche quella digitale. Federico Rampini lo sa benissimo, avendo grande consapevolezza di tutto ciò che riguarda gli aspetti meno nobili dell’evoluzione tecnologica. Ne parla abilmente nel suo nuovo libro: “Rete padrona. Amazon, Apple, Google & co. Il volto oscuro della rivoluzione digitale” (Feltrinelli, p. 278, € 18): «tutti promettono, all’inizio, di inventare un capitalismo nuovo. Disdegnano il profitto. Finché scopri che stanno creando una società diseguale quanto il vecchio capitalismo newyorchese. Perseguono gli stessi disegni egemonici, monopolistici».
Non è un saggio incentrato sul tecno-scetticismo, questo di Rampini (il quale peraltro tiene a precisare che, anche a suo giudizio, gli aspetti positivi della rivoluzione digitale superano comunque quelli negativi). Al tempo stesso, però, occorre puntare il dito su alcune distorsioni che sono profonde, in alcuni casi perfino inquietanti. Continua a leggere
Inventario minimo. Cinque inediti di Nazim Comunale
Dichiarazione
Prendo atto
che la mia vita oggi
é un fascio di fradicie sterpi
e le vespe ci fanno nido,
un rosario di tasche sfondate
e letti sfatti,
di giorni dal respiro troppo corto
o smagato.
58. Retaggi
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Il dialogo, in quei giorni, verteva sull’amore di Dio e sul dolore necessario per accoglierlo: saremmo riusciti a conciliare i due poli del Progetto? Continua a leggere
Così stanno le cose. Il Salento del Professor Virgilio
1. La morte di Virgilio
No, amici lettori , non è il Salento che vide Publio Virgilio Marone tornando dalla Grecia in quel lontanissimo giorno di un settembre di fuoco, col sole a picco, senza ombre, fiumare asciutte, terra gialla di stoppie ,rintronata dal frinire ossessivo di cicale scoppiate ( “ogni notte scoppiano tra i rami cigolii sanguinari”); quello fu un Salento nero , pieno di occhi di luna e strisce di lutto , in cui il mantovano trovò la parola chiusa , che diventa morte, trovò la sua lenta fine (Hermann Broch , nel suo libro ,“Morte di Virgilio”, immagina una lunga agonia di diciotto giorni). Continua a leggere
57. La roccia
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da qui
Venne il giorno della verità, invocata da entrambi, perché le profezie ricevute si avveravano l’una dopo l’altra, in un succedersi logico di eventi, ma rimaneva un nodo che nessuna preghiera o sacrificio erano mai riusciti a sciogliere e che rischiava di portare il Progetto al fallimento: l’impasse nella nostra relazione, così consolidata da non lasciar intravedere vie d’uscita. Continua a leggere
I LIBRI DEGLI ALTRI n.96: Il palio dei buffi. Ugo Cornia, “Il Professionale”
Il palio dei buffi. Ugo Cornia, Il Professionale, Milano, Feltrinelli, 2012
Cornia non si smentisce: anche Il Professionale (che reca come sottotitolo Avventure scolastiche) è un “palio dei buffi” (per riprendere il titolo di una celebre raccolta di racconti di Aldo Palazzeschi).
Il protagonista (che scrive in prima persona e che potrebbe essere – anche se poi non lo è – lo stesso autore) nel 2001 si licenzia dalla scuola dove insegna perché non ce la fa più ad alzarsi presto, percorrere chilometri su chilometri in automobile per andare a insegnare ancora semiaddormentato e stanco dopo aver fatto tardi la sera e, inoltre, non ha tanto bisogno di guadagnarsi da vivere avendo a disposizione un po’ di milioni delle vecchie lire guadagnati con i diritti d’autore e con tre premi letterari. I mesi successivi al suo licenziamento volontario saranno di grande incertezza: nonostante sia scappato dalla scuola che gli sembrava una gigantesca trappola in cui era caduto quando si era iscritto e aveva iniziato a frequentare la Facoltà di Filosofia con lo scopo precipuo di insegnare (e lo aveva anche dichiarato a chi glielo aveva chiesto), della libertà che ne aveva ricavato, alla fin fine, non sembrava importargli moltissimo, tanto più che, mentre tornava a casa dopo essersi dimesso, aveva investito un cane anche se non aveva avuto colpa nell’incidente:
“BUONA LETTURA” 6. “RICETTE PER OGNI STAGIONE.CON LE ERBE E I FIORI DELLE ALPI DEL MARE”
Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
Ricette per ogni stagione di Libereso Guglielmi (Edizioni Zem) è un vero e proprio libro “da assaggiare”, perché rimanda i sapori e gli odori della zona compresa fra la Riviera dei Fiori e le Alpi del Mare. Una zona che offre una grandissima varietà di specie botaniche e che rappresenta un crocevia sulla strada delle migrazioni vegetali.
Dopo aver raccontato della sua scelta vegetariana, in Ricette per ogni stagione il giardiniere di Calvino ci presenta la “sua” cucina, quella “povera”, che utilizza i fiori, gli scarti dell’orto, le foglie e il fusto delle erbe spontanee, e che rispetta la stagionalità dei prodotti. Continua a leggere
provocazione in forma d’apologo 274
Pochi istanti prima di morire, stringendomi più forte la mano, la mia cara compagna ha mormorato: “Adesso devo andare, se posso ti scrivo, a presto”, parole che mi hanno stupito visto che fino ad allora era stata lucida, ma che subito dopo si sono un po’ perse nel vortice di dolore e di incombenze di quei giorni tremendi.
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56. Il suo saluto
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La verità si rivelò. Fu come chiudere il cerchio, dopo due anni di prove e di dolori. Continua a leggere
Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: competizione e povertà per tutti

Punti “forti” della “Buona Scuola” sono merito e valutazione, ma proprio questi lasciano più sgomenti: un insegnante dovrebbe pensare così: “in questo istituto mi trovo bene, non è lontano da casa, lavoro bene con le mie classi… però non riesco ad avere l’aumento di 60 €. Sai cosa? Potrei chiedere il trasferimento in un’altra scuola, magari più lontana, dove iniziare tutto da capo, ma che sia piena di insegnanti mediocri con pochi crediti”… Come perplessi lascia la recente Direttiva sulla Valutazione: una ennesima “grida manzoniana“: si parla di valutare il 10% delle scuole ogni anno. Per valutare l’intero sistema nazionale occorrerebbero quindi 10 anni: la scuola X potrebbe essere valutata una prima volta nel 2016 e una seconda nel 2035!… Su vivalascuola di questa settimana ne fornisce una analisi Carlo Salmaso. Continua a leggere
55. Il mare, il male.
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da qui
Venne il giorno della verità, in cui decidemmo di guardarci dentro al di là di paure e resistenze. Continua a leggere
L’Arcadia di Lauren Groff

Un bellissimo romanzo sulla gioventù americana
di Guido Michelone
Arcadia è il nome di una comune hippy o meglio dell’enorme dimora al centro di un vasto territorio incontaminato tra boschi, laghetti, foreste, torrenti, dove, alla fine degli anni Sessanta, si insediano alcune decine di giovani fricchettoni, decisi a trasformare i vecchi ruderi in un’autentica ‘Città del Sole’. Continua a leggere




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