L’essere umano è una belva, amano dire a Hollywood. E invece i fatti dicono il contrario

 

 

di: Guido Tedoldi

 

Nel dicembre 2006 il presidente del Messico, Felipe Calderón, dichiarò guerra ai narcotrafficanti del suo Paese. Da allora ci sono stati 80?000 combattenti caduti, e altri 30?000 messicani sono scomparsi senza che ne venisse più ritrovato il corpo.

Mentre questa mattanza si verificava, i sociologi scoprivano che l’umanità sta vivendo l’epoca meno violenta della storia. Il tasso di omicidi in Europa ha raggiunto un picco massimo intorno al 1450 con circa 75 ammazzati ogni 100?000 abitanti, e poi c’è stata una progressiva diminuzione fino agli 0,85 per 100?000 di oggi.

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Centofanti diventa se stesso

Diventare se stessi
di Guido Michelone

Può uno scrittore diventare se stesso? Quando si tratta di Fabrizio Centofanti la risposta è sicuramente affermativa, per quanto, come sempre, problematica, indagatrice, sofferta e al contempo densissima di fede cristiana e ragione civile: lo è in questo nuovo sforzo letterario, così come in ogni sua precedente opera. Continua a leggere→

15. Se non fosse

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Fra traumi e lotte, conflitti e tensioni insopportabili – a vivere coi santi si finisce impelagati in un mare di guai, comunque sia -, s’insinua una strada in riva al mare, piena di stelle, dove l’unico lampione è una luna chiara come il sole, che si confonde coi fari abbaglianti delle auto a mano a mano che le Ceres fanno effetto. Continua a leggere→

Il tempo

[youtube=http://youtu.be/xLquEK6m0o8]

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Il tempo ha senso solo se riempito
di Dio, penso nel giorno degli auguri.
Con lui la corsa folle di orologi
sempre troppo rapidi, o inceppati
da sogni e fallimenti inevitabili,
diventa un fiume calmo che si abbraccia
col mare, ogni momento, non soltanto
alla fine del viaggio. Chi capisce,
non teme più la fuga della vita:
la vive e basta, sempre, faccia a faccia.

Nina Cassian ( Romania, 1924): Tre poesie

boubat neige

Temptation

Call yourself alive? Look, I promise you
that for the first time you’ll feel your pores opening
like fish mouths, and you’ll actually be able to hear
your blood surging though all those lanes,
and you’ll feel light gliding across the cornea
like the train of a dress. For the first time
you’ll be aware of gravity
like a thorn in your heel,
and your shoulder blades will ache for want of wings.
Call yourself alive? I promise you
you’ll be deafened by dust falling on the furniture,
you’ll feel your eyebrows turning into two gashes,
and every memory you have – will begin
a Genesis. Continua a leggere→

PITTURE NERE n.6: Il cane

Gaetano Vari, La condizione umana. 2011, Cm 60x120, olio e acr. su tela

Gaetano Vari, La condizione umana. 2011, Cm 60×120, olio e acr. su tela

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di Lorenzo Muratore

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Quello di Marino non è il cane di Ulisse. È sì un cane vero, ma talmente inseparabile dall’ironia, da divenire una più nera pittura: dapprima è come il sogno di un Prigioniero che sa che anche la libertà del salto possibile è troppo rischiosa: la rete è troppo alta.

L’ultimo cane che il padrone aveva seppellito era morto proprio impiccato a quel modo; nel salto.

Di solito per portare a perdere i cani, il padrone sceglieva qualche paesetto dell’entroterra…

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Il presente perpetuo di Lorenzo Poggi

Lorenzo Poggi
di Augusto Benemeglio

1. Il Qoelet

C’è un tempo-orale/pieno di tuoni e fulmini/e c’è un tempo per il silenzio.
C’è anche il tempo dei pianti e dei sorrisi/sulla tela raffazzonata della vita.
(Lorenzo Poggi)

Una poesia che sembra presa dal Qoelet, il libro della Bibbia più enigmatico ( e pericoloso) che ci sia. Mi ricorda l’ultima voce di un uomo che con la sua tristezza insanguinò il vento. E allora tutti gli angeli persero la vita. Fuorchè uno, ferito, con le ali mozze. E quell’angelo divenne il poeta. Continua a leggere→

Nord-Sud Europa: note di viaggio

Nord-sud Europa: note di viaggio in compagnia di Stéphane Hessel e di Alexis de Toqueville
di Marina Torossi Tevini

Viaggiare è strappare almeno per un po’ le radici da un luogo – abitudini ripetitività conforto che una vita che si ripete fornisce – e lasciarsi scivolare sul mondo. Al mattino ti ritrovi in un altro ambiente, ripeti le tue abitudini con delle variazioni, fai la tua passeggiata, fai colazione, cerchi una nicchia per scrivere e pensare. Ma non è la solita passeggiata Continua a leggere→

12. Il suo problema

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Nella solennità di Cristo Re, l’angoscia cresceva più che mai: mi chiedevo perché la liberazione tardasse ad arrivare. Mi tornavano in mente le parole dell’omelia della mattina: il potere di Cristo è il potere dell’amore. Continua a leggere→

PITTURE NERE n.5: Marino Magliani, “Il collezionista di tempo”

Marino Magliani, Il collezionista di tempoMarino Magliani, Il collezionista di tempo, Sironi ed., 2007, pagg. 204, € 12,90

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di Lorenzo Muratore

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Mi rendo conto che in questa fuga tra gli scritti di Marino Magliani ho trascurato la pagina più sontuosamente spigliata ed evasiva: quella sul sonno della Liguria, che punisce, con le sue gocce preziose di silenzio, tanto la dolcezza triste che la sfida di chi ha avuto delle visioni celesti.

Ci sono finestre che non si accendono più, e rane che tacciono; e il mare è tutto quel buio…

Sarebbe stato possibile correggere il destino?

Forse, quando da un altro mondo una voce ti avesse avvertito.

Marino Magliani non rinunzia mai all’Almanacco. Egli ti dice che “il 3 agosto” alla tal ora.

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Muore un poeta, in die nativitatis domini nostri

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Fernando Bandini ci ha lasciato. Dovevi andartene proprio il giorno di Natale, eh? Eri l’ultimo dei grandi vecchi di queste contrade: Neri Pozza, Goffredo Parise, Luigi Meneghello, Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern… Avete ben seminato. Qualcuno, i fiori in mano, si fermerà un poco a parlare con te.
Ciao Fernando.

Poesia scritta a Praga (Dietro i cancelli e altrove, Garzanti 2007)

Mi piacerebbe essere sepolto
a Mala Strana
in uno di questi silenziosi giardini
dove viene a svernare la cincia oltremontana
 
Che mi giacesse accanto
mia moglie innamorata di ponte Carlo
Il ponte è a pochi passi anche se solo
nel giorno del Giudizio potremo attraversarlo
 
Verrebbe a farmi visita
l’ombra di Halas quando muore il giorno
Abitava qui attorno, m’insegnerebbe
Il nome della prima stella
 
Ma Azneciv città che ha i suoi corvi
e i suoi golem pretende le mie ossa
Ci sarà qualcuno che si ricordi
di Bandini? Che sopra la sua fossa
 
rechi i fiori che amo (aquilegie, asfodeli)
e si fermi un poco a parlare con me?
Perché il mio cuore era di re
ma non avevo un regno né fedeli

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Natale e quale

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da qui

Potessimo vedere più lontano
delle luci che da giorni attraversano
in lungo e in largo la nostra città.
Potessimo sentire che la voce
che conta non è quella d’improbabili
e stolide illusioni. Se cantassimo
sulle note del vento che c’ispira
da dentro, avrebbe senso intasare
la rete di messaggi. Se parlassimo
la lingua degli ultimi, resteremmo
meno soli a fare notte fonda,
in attesa di un’alba che non viene.

Love story

eduard  boubat

Love story

Lunedì sera.
Cinque persone in un vagone della metropolitana.
Uno comincia a parlare,
gli altri giocano con il cellulare.
Siediti accanto a me.
Mi chiede il mio nome,
gli dico un nome e aggiungo: stanca.
Anche lui dice un nome.
Sei fermate ancora.
E’ andato a teatro, ma si è annoiato a morte.
Mi chiede se faccio la contabile e
si scusa subito.
Dice che nessuno è contento della propria vita.
Io si invece.
Lui: non ci credo.
Chiudo gli occhi, la vie, la vie, quelle connerie la guerre…
Riapro gli occhi.
Chiede se qualche volta possiamo bere un caffè insieme.
Dico che non ho mai tempo perché devo volare.
Dice che mi farà un paio di ali.
Rispondo, grazie.
Mi alzo.
Capolinea.

Stefanie Golisch
La foto è di Eduard Boubat.

DODICI NUOVI LIBRI PER LE VACANZE NATALIZIE

libri
di Guido Michelone

Il periodo delle vacanze natalizie è forse il migliore per godersi la lettura in santa pace: il momento di riflessione di fede attraverso la compagnia di un nuovo libro, accanto a familiari e parenti, , può costituire un momento di svago, relax, tranquillità. Le scelte sono infinite anche tra i freschi titoli presenti nelle librerie cittadine o facilmente ordinabili in rete. Ecco qualche amichevole consiglio per acquisti da regalare o tenere per sé. Continua a leggere→

“Bruciate i libri!”, il benessere di quei brividi

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di Max Ponte

10 dicembre 2013, un post su Facebook fa il giro del web, è la libreria stessa a scriverlo: «Alcuni manifestanti della protesta dei “Forconi” (un piccolo gruppo di giovani, probabilmente studenti, ndr) un’ora fa sono entrati alla libreria Ubik di Savona, urlando davanti ai clienti “Chiudete la libreria !! Bruciate i libri!!” Continua a leggere→

10. Fidati

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da qui

L’amore, dicevo. Pensai spesso, in quell’anno, a cosa mi convinse a imbarcarmi in un’impresa imprevedibile, rinunciando a una vita più normale: la nostalgia dello Spirito, che una volta assaporato, lascia in bocca un gusto che nulla può eguagliare. Continua a leggere→

Nichita Stanescu, Il senso dell’amore

Nichita Stanescu
di Augusto Benemeglio

1. Al parco Stanescu di Bucarest.
Se vi capita di andare a Bucarest (la città bella, la città della gioia), in un mattino d’autunno, “quando il sole è un’aria piena di uccelli/ che volano ala nell’ala”, chiedete del parco intitolato a Nichita Stanescu , uno straordinario poeta che ci ha lasciato un’opera vasta e intensa, uno che dà corpo al pensiero del nostro tempo, ma che non rinnega la poesia di Arghezi e Blaga, di Barbu e Voiculescu, un poeta intenso, luminoso, bellissimo, nato a Ploiesti, mezzo rumeno e mezzo russo, per via di madre, che è insorto contro l’anchilosi e l’inerzia che minacciava di morte la creazione lirica di poeti nati nel terzo decennio, sotto la dittatura comunista, uno che è stato capace di rifiutare il dogmatismo ideologico, l’enfasi patriottarda e la requisitoria politica , uno che ha rivendicato i diritti della poesia ad accogliere tutti gli aspetti della nostra situazione esistenziale che resta problematica e drammatica, insidiata dal dolore, dalla solitudine e dalla morte. Continua a leggere→