di Gianni Fumagalli
L’ISPETTORE PROVINCIALE
La visita dell’Ispettore Provinciale alla scuola elementare del nostro paese, nella seconda metà degli anni cinquanta, suonava come l’annuncio imminente di un monarca. Era stata preparata con quella stucchevole scrupolosità che allora caratterizzava l’avvento di un’autorità. Per noi bambini era poco più di un fastidio dovuto, il pegno minimo da pagare alla gerarchia del potere, ma da sbrigarsi il più in fretta possibile e da procrastinare giusto il tempo per soddisfare una vaga curiosità. Bisognava, per prima cosa, regolare le emozioni di tutti noi, spiritelli indomabili, molto poco educati al rispetto delle regole in presenza di persone importanti: silenzio e compostezza come condizioni preliminari, alzare la mano per chiedere la parola, intervenire moderatamente e in modo pertinente – meglio sarebbe che parlassero i più bravi e con domande concordate, non si sa mai! Continua a leggere

















