Mariella e Francesco sono marito e moglie, ma da tempo non vivono insieme. Dopo il matrimonio l’omosessualità latente di Francesco è esplosa ed i due, civilmente, hanno deciso di rifarsi una vita, non senza continuare a sentirsi e qualche volta anche a vedersi.
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La forza di Nietzsche, di Vito Mancuso
Presso la Christian Marinotti Edizioni è uscito quest’anno un libro importante, ancorché breve e di lettura scorrevole: titolo Nietzsche e il cristianesimo, autore il grande filosofo tedesco Karl Jaspers (1883-1969), traduttore e curatore dell’edizione italiana Giuseppe Dolei. Nel 1937 Jaspers, in quanto marito di un’ebrea, era stato allontanato dall’università di Heidelberg dove insegnava da oltre vent’anni prima psicologia e poi filosofia, e l’anno dopo tenne una conferenza a Hannover sul tema, particolarmente caldo per quel momento storico, del rapporto tra Nietzsche e il cristianesimo. Continua a leggere
Vistocogliocchi

La portinaia
Mattina in una zona ad alta concentrazione di stranieri. Cammino verso la metropolitana. Si sente odore di detersivo per i pavimenti, forte, profuma di limone.
Vedo la portinaia, alza lo sguardo su di me, mi sorride come se mi conoscesse.
“Si devono essere uccisi, questa notte”.
La guardo stupita.
“Come?”.
“Dico… con tutto questo sangue”. Continua a leggere
Ciao Federica

Sono profondamente rattristato.
Una formula di rito per esprimere, in queste circostanze, tutta l’amarezza che un fatto del genere è in grado di suscitare.
Dico meglio: sono proprio incazzato, ecco ! Non è giusto andarsene cosi.
Non è giusto, immagino lo strazio della famiglia, per tutto il tempo, e in particolare da oggi, poco prima di pranzo, appena i media hanno dato la notizia del ritrovamento di un corpo, in un parco poco distante dalla famosa discoteca, a poco fa, intorno alle 19 quando dal legale della famiglia, sembra esser stata confermata la notizia che il corpo trovato sia proprio quello della povera Federica. Continua a leggere
Poesie inedite di Giacomo CERRAI

Aruspici
il cigolio dell’altalena
ossessivo, somiglia
al grido di uccelli che precipitano
nell’azzurro.
Chi siano non so
né importa. Solo
aria stanca, bambini
cittadini e madri
con un carico di fumo leggero
nei polmoni. Continua a leggere
Su una poesia di Robert FROST – di Antonio SCAVONE

(Robert Frost 1874-1963)
A minor bird
I have wished a bird would fly away,
And not sing by my house all day;
Have clapped my hands at him from the door
When it seemed as if I could bear no more.
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Massimo Sannelli. Prometeo (da Eschilo). Inizio
EFESTO
contro la mia volontà e anche contro
la tua volontà dura oggi ti lego
con catene durissime alla vetta:
è sterile, senza le voci umane
e senza ombra. il sole ardente qui
sa umiliare il fiore della pelle,
e lo farà. Continua a leggere
L’avanguardia del declino: Arte e incultura a Napoli
di Franz Haas
(dalla “Neue Zürcher Zeitung” – Feuilleton – 21 Giugno 2008)
Erano animati da nobile idealismo i cinquanta allievi di un liceo milanese che volevano offrirsi come volontari nella guerra contro l’immondizia a Napoli, dove però il nobile gesto è stato definito una buffonata e ufficialmente rifiutato. Anche lo scrittore Raffaele La Capria ha accennato stancamente alla notizia, commentando che sempre quando si tratta di Napoli tutto viene subito “un po’ troppo drammatizzato”. Ma è fuor di dubbio che il vero dramma levi il suo fetore fino al cielo in molte zone della città, soprattutto nei quartieri meno esclusivi, oppure là dove non è arrivata la mano protettrice di un boss della camorra. Anche se il nuovo governo ha appena aperto una discarica sotto il controllo della polizia, il problema è ancora lontano dal suo superamento, soprattutto nella tentacolare periferia urbana – come dimostra il recentissimo grido di aiuto che si è levato da Ercolano (l’antica Herculaneum). Si sarebbe “sull’orlo del collasso”, secondo il sindaco della cittadina stretta tra il Vesuvio, la metropoli e il mare. Continua a leggere
Uso corretto della preposizione “da”
Alcuni così detti scrittori di vaglia – non sappiamo se per puro “snobismo linguistico” o per scarsa conoscenza delle norme che regolano la nostra madre lingua – adoperano la preposizione ‘da’ in modo improprio, per non dire errato, confondendo le idee linguistiche ai giovani studenti che, attratti dal “nome” dello scrittore, prendono per oro colato tutto ciò che la grande stampa “propina” loro. Continua a leggere
Far nulla (da Thomas Bernhard)
a cura di Roberto Plevano
(da Thomas Bernhard, Auslöschung. Ein Zerfall, trad. it. Estinzione, a cura di A. Lavagetto, Adelphi, pag. 40-41)
I miei genitori, per citare un altro esempio del contrasto che li opponeva a mio zio Georg, odiavano il cosiddetto far nulla, perché non riuscivano neanche a figurarsi che un uomo di pensiero non conosce affatto il far nulla e non può affatto permetterselo, che un un uomo di pensiero vive nella massima tensione e con interesse sommo proprio quando, per così dire, rende omaggio al far nulla, perché loro non sapevano che farsene del loro effettivo far nulla, perché nel loro far nulla non accadeva effettivamente nulla, perché loro in verità e in realtà non erano affatto in grado di pensare, figurarsi di condurre un processo intellettuale. Continua a leggere
“Era mio padre” di Franz KRAUSPENHAAR
“Dopo anni quando ci ripensi capita che vorremmo proprio acchiapparle le parole che ha detto certa gente e la gente stessa per chiedergli quello che hanno voluto dirci… Ma se ne sono proprio andati!… […] Bisogna allora continuare la strada da soli, nella notte. Abbiamo perso i veri compagni. Non gli abbiamo fatto la domanda giusta, quella vera, quando c’era tempo.” (Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte).
Ma se “quella gente”, metti caso, era nostro padre, altro sarà il sentimento, il rimpianto per la domanda non fatta, per il gesto incompiuto “quando c’era tempo.” (“Vago nella nebbia dei ricordi. Cerco una risposta, senza alcuna certezza che questa risposta arriverà.”) Continua a leggere
Ippolito Pizzetti: Robinson in città
Per il mio compleanno, qualche mese fa, una mia amica d’infanzia mi regalò Robinson in città – vita privata di un giardiniere matto [RCS Libri, Milano 2006, ristampa della precedente edizione Archinto] di Ippolito Pizzetti.
Da tempo possiedo la garzantina di piante e fiori da lui curata, senza che mai finisca il piacere di consultarla, piacere che va ben oltre l’interesse per le piante, dati i continui sconfinamenti nei territori delle lettere, delle arti, della musica, e delle scienze. Ma questa sorta di diario per brevi quadri è proprio un’altra cosa. È la cronaca di brandelli di vita vissuta e pensata nell’intimità di una casa e nell’intimità di una mente aperta sì, e molto, alle sollecitazioni che la natura offre, ma anche a tutto quanto di più umano è riuscito in una vita a crearsi intorno uno spirito così libero e così autonomo come quello di Pizzetti. Continua a leggere
Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia
Dopo Viaggio nel cratere (Sironi, 2003) e Circo dell’ipocondria (Le lettere, 2006), Franco Arminio manda alle stampe Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia (Laterza, 186 pagine, 10,00 euro), un libro che segnerà in profondità le sorti della grande letteratura di “strapaese”, e le sorti della letteratura per frammenti, antiromanzesca e antiborghese (“Il paesologo non ama il narrare disteso, ma la smania aforistica, la frase singola, spaiata” scrive Arminio nel piccolo zibaldone finale dove, tra l’altro, ci sono immagini e intuizioni di superba bellezza: “Tre luoghi aperti nelle mattinate dei paesi: il bar, il Comune, il cimitero”; “Quasi ogni mattina vado a trovare qualche paese come si va a trovare un vecchio zio, vado a vedere che faccia ha, a che punto è la sua malattia o la sua salute. Vado per vedere un paese, ma alla fine è il paese che mi vede, mi dice qualcosa di me che non sa dirmi nessuno”, ecc.). Continua a leggere
Interzona #13: le diverse idee di letteratura (Alberto Asor Rosa)
Trascrivo una puntualizzazione di A. Asor Rosa su come si rapporti la pratica della lettura (e della critica) alle diverse idee di letteratura:
Se la letteratura verrà considerata come prodotto sociale, noi cercheremo in essa il predominio della rappresentatività (fedeltà, tipicità, aderenza, verosimiglianza) rispetto a un determinato contesto sociale. Se la penseremo come prodotto della storia delle idee, in essa ci sembrerà prevalente il meccanismo in base al quale l’organizzazione formale di una data ideologia produrrà (o dovrebbe produrre…) strutture testuali coerenti con la Weltanschauung dell’autore.
Gli architetti a convegno
Premessa. La categoria degli architetti è quella che più di tutte si trova, suo malgrado, al centro del mirino, per la presunzione di colpevolezza circa il dissesto del paesaggio, urbano e non, del belpaese.
In questi giorni si celebra il loro congresso mondiale in quel di Torino. Queste convention, garantiscono la possibilità di scambiare, contaminare, culture e prassi progettuali diverse proprio grazie alla diversità delle provenienza di molti dei convenuti. Su un punto, però, costoro sono tutti d’accordo: l’Italia sta messa maluccio.
Ciao Jim Morrison
Capriccio sopra l’orgoglio
L’orgoglio, il più ambiguo fra i caratteri, virtù e tara accusate anche da Cristo. Dignità se amor proprio, ma nefasto se opposto dell’umiltà; ubriacatura dell’ego e specchio maligno del fiore di narciso, o rosso del papavero sulle gote che dicono No, ma ugualmente rubino sulla gota della rosa quando altera dice Sì. Virtù e tara della timidezza, problema relazionale, affermazione di solitudine, l’orgoglio della vetta, di quella pecora che divenne aquila. Solo io, e la morte mi fa un baffo. Solo io, e la tigre mi divora ma io le rido sulle zanne. Continua a leggere
Una tranquilla giornata criminale
Come sarà la vita in Italia quando saranno sospesi i processi per decine di reati? Un racconto firmato dall’autore di La giostra dei criceti e Sangue Marcio .
di Antonio Manzini
Avevo appena finito di massacrare mia moglie sbattendole la faccia contro lo stipite della porta (1) quando la vicina suonò il campanello di casa mia. Le aprii, voleva sapere il perché di tutto quel bordello. La presi a ceffoni e me la scopai seduta stante sulla poltrona di nonna buonanima (2) che tengo in ingresso per ogni evenienza. Le strappai la borsa (3) e uscii di casa rilassato per affrontare la mia giornata di lavoro quotidiano. Dentro la borsa solo venti euro. ‘Sta pezzente. Buttai tutto nel cassonetto.
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“Qualchi palora ncapu a l’anima” di Wislawa Szymborska / Marco Scalabrino
L’anima nuatri ci l’avemu di tantu in tantu;
nuddu mai ci l’avi di cuntinu.
Li jorna e l’anni
ponnu passari comu nenti senza di idda.
A li voti
si ferma p’un pizzuddu
nna la carusanza; Continua a leggere
Il valore matematico dello Strega

Stasera, in diretta da Villa Giulia, conosceremo il nome del vincitore dell’edizione 2008 del Premio Strega: la prima targata Tullio De Mauro, prestigioso successore di Anna Maria Rimoaldi.
Ricordiamo molto bene le polemiche relative alla premiazione dell’anno scorso: Mario Fortunato, secondo classificato, in diretta Rai, e proprio nel corso della votazione, dichiarò al microfono di Giovanna Zucconi di non apprezzare il libro di Niccolò Ammaniti (il vincitore “annunciato”).
Qualcuno disse: Eh, il premio Strega non è più quello di una volta! Continua a leggere






