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La prima poesia della notte

Ieri sera fu più facile scrivere e pensarti.

Adesso, nel fuoco dell’insonnia, provo

a fare gli scalini per arrivare

a bagnarmi nella luce

del giorno che dovrà venire.

È chiaro, la prima poesia della notte

non ha ancora un tema preciso.

Il figlio di un anno fa la tosse

ed io muovo la culla con un piede

per aiutarlo a dormire.

Scrivere è meglio che pensare, sembra

che il tempo non passi invano,

ma mentre scrivo

penso agli occhi gonfi che avrò domani:

devi sapere che non guardo mai i miei occhi

da vicino, ho paura di vedervi il sangue

e il tempo che fugge col suo bottino.

Ora il figlio più grande, vivo neppure

da tre anni, chiama sua madre nel sonno,

chiama e piange.

Dove stiamo andando

di Emanuele Kraushaar

Dove stiamo andando
con le mani
ci tocchiamo il viso
e vediamo le dita
e sentiamo il calore
e chiediamo perdono
al Signore.

Dove stiamo andando
lo dice una timida intrusione
come di voce socchiusa
come di abbraccio disteso
e circolare
come di vento che stira
le giornate
e ci ritroviamo già al domani.

Maestoso cammina chi vive il presente
dice questo è niente
poi guarda
il volo degli uccelli
vorticoso e chiassoso
come un’ira del selvaggio.

Alberto Casadei: “Poesia e Ispirazione”

di Luigia Sorrentino

Alberto Casadei nel suo saggio “Poesia e Ispirazione” (Luca Sossella Editore, 2009) indaga l’enigma originario dell’ispirazione. Quali sono i processi mentali che sono all’origine della poesia?
Alberto Casadei, compie un originalissimo percorso fra mito letterario e neuroscienze. Il discorso sull’ispirazione diviene, nel suo saggio, un ragionamento sulle connessioni tra linguaggio e attivita` psichica. ‘La poesia diventa – come lo stesso Casadei afferma – uno scarto del pensiero, necessario e urgente in quanto capace di rendere concepibile un’alternativa al reale’. Continua a leggere→

Di noi e del mondo

se d’improvviso una sera
pure in questa lieve e perenne
insofferenza ci guardassimo negli occhi
e negli occhi si trovassero le mani fuggendo
dentro vicoli e cortili fino a un bacio breve
o lungo avremmo fatto un buon uso
un uso semplice e profondo
di noi e del mondo.

Paolo Ruffilli: Il poeta che risveglia la coscienza civile

di Luigia Sorrentino

“Si fa il possibile/ per questa gente”/ ti dicono di noi,/ “per farla stare meglio:/ da bere e da mangiare/ piu` che sufficiente,/ e sonno quanto basta,/ le loro messe, i libri,/ ore di svago e di riposo.”/ Ma e` un altro, il nostro,/ differente stato/ inerte e doloroso.

Con questi versi che introducono “Le stanze del cielo”Paolo Ruffilli conduce il lettore nel territorio di un’antichissima paura: l’ossessione della perdita della propria liberta`.

Un’esperienza “carceraria” totalizzante, estrema e drammatica attraversa lo sguardo del poeta: “Grate e cancelli da ogni/ parte, intorno, tetri cortili/ dalle altissime mura.” Uno spazio angoscioso e angosciante con il quale l’io entra in relazione svelando un mondo “interno” ed “esterno” dal quale il lettore sembra di non poter piu` uscire. Continua a leggere→

Intorno alla tua bocca

intorno alla tua bocca

a un certo punto

arrivano le mie mani

la mia lingua i tuoi capelli

e vedo gli occhi

che si aprono in grandi sorrisi

luminosi

e l’anima che danza intorno

alle narici,

tutto quello che c’è sulla tua faccia

andrebbe mostrato

ai poveri di spirito,

le tue labbra da mostrare

a chi esce dai cinema

o dalle chiese

e anche a chi sta a casa

mezzo addormentato sui divani,

la tua faccia in cui compare

qualcosa che solleva la terra verso il cielo

qualcosa che abbassa il cielo

verso la terra.

La poetica di Caterina

Caterina coltiva un bel giardino.
sarebbe molto bello, perlomeno,
se non fosse un giardino
condominiale, mal recintato,
se le talpe i condòmini i vicini
non fossero un’incivile
marmaglia multietnica.
Di notte veglia, scrive poesie.
Ne ha tante, ripartite in varie aiuole
ordinate e catalogate:
queste per Dio, queste per la mamma,
queste erotiche e queste invece no.
Queste contro la guerra e queste (ahi quante!)
per lui, per l’altro, insomma per l’amore.
Un tempo se ne vergognava,
le teneva per sé, le concimava
ogni giorno con il disprezzo
dell’ultimo suo amante.
Ora, chissà perché,
le va offrendo ai passanti
in mazzi di foglietti scompagnati
strappati a mille quaderni. Caterina
è una pazza, una prodiga mendìca
che squaderna il suo cuore di fanciulla
nell’indifferenza del mondo.
Nei giorni di pioggia, ai semafori,
con in mano quei fiori appassiti,
si china sul parabrezza
e ti guarda. E’ ancora una bambina.
Ha occhi scuri e supplici di cane,
tristi come l’inverno.

Mariella Bettarini: a parole – in immagini

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Di Padreterni ce n’è uno solo

 

Di Padreterni ce n’è uno

solo e io non sono neppure

il suo angelo custode

che scenda per tirarti fuori

dalla buca nella quale sei caduto,

ma solo uno semplicemente,

il cui potere più grande è quello

di non averne e la cui più autentica

allegria quella

di stare a guardare il mondo

e dirne qualcosa tra noi Continua a leggere→

PRONTO SOCCORSO

ecco la visione: il mondo
è steso dentro un’ambulanza
e noi giriamo con lui
e ogni tanto proviamo a rianimarlo.
non ci è concesso di gioire
stare stesi sotto la corrente viva
che senza sforzo ci trascina.
è come se la morte fosse diventata
l’aria naturale della vita
e noi premiamo su ogni cosa
come si preme il petto
a chi si è fermato il cuore.
eccolo, batte ancora,
ma poi si ferma, si ferma di nuovo
e ancora qui a premere
e mentre lui riparte
ci fermiamo noi.

Marina Pizzi – Un inedito

muro-pericolante

*****

perno di soqquadro nomea del rantolo

notaio del coma, cecità.

invano cercando il numero civico.

se s’intovaglia lo spreco delle briciole

anche le lucciole perdono la luce

con le domande cremisi del cuore.

in te vivesti il simbolo del sangue

questa vestina illogica del verso

da qui al gendarme che ti dette carcere.

tutta sbilenca passeggia la lezione

di non capire zero né addendo.
[da L’inchino del predone, 2008]

10 poesie per 9 nodi – di Aldo Riboni

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Aldo e io non ci conosciamo. Siamo stati nella stessa stanza, nelle stesse stanze, *insieme* un giorno a Firenze, a dicembre. Quanto era umida l’aria quel giorno, sembrava di respirare l’Arno. Ho camminato fino a Porta Romana e lì ho comprato dei tulipani. Incartati nel foglio di giornale se ne stavano un po’ miseri, ma poi la mia amica li ha sistemati in un vasetto che aveva proprio quel rosa e quel bianco e tutto è sembrato perfetto. Continua a leggere→

Intervista a Valerio Magrelli

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Cliccare sull’immagine per vedere l’intervista
di Luigia Sorrentino
16 gennaio 2009
Valerio Magrelli, nato a Roma nel 1957, è uno dei poeti più originali dell’ultima generazione. Fin dalla sua prima raccolta ‘Ora serrata retinae’, Magrelli si manifesta come una delle voci più raffinate della poesia italiana contemporanea. Partendo dalla ricerca della visione esatta – ‘dal confine della percezione’ – ma anche dalla visione deformata e deformante della realtà, il poeta raggiunge l’umoralità, l’ironia, che, anche nel vivere quotidiano, accende la riflessione filosofica, politica e civile. Magrelli, che insegna letteratura francese all’Università di Pisa, lo abbiamo incontrato a Fabriano, in occasione della prima edizione di Poiesis, il Festival di poesia curato da Francesca Merloni. ‘Nature e venature’, la sua seconda raccolta di versi, ha vinto il Premio Viareggio 1987. Continua a leggere→

“Premio Internazionale Mario Luzi” – IV edizione 2008/2009

Un Premio di poesia che guarda al futuro
Anche una sezione per la poesia inedita


Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica

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Dopo il grande successo delle scorse edizioni torna nuovamente il “Premio Internazionale Mario Luzi” (http://www.marioluzi.it) che apre ufficialmente il suo nuovo bando pubblico articolato in sei sezioni: Poesia edita, Saggio edito, Poesia internazionale, Benemeriti della Repubblica, Poesia inedita e Poesia per le scuole. Continua a leggere→

Premio letterario «La città dei Sassi»

Bando (09/01/2009 – 30/04/2009)

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE LIBERALIA,
in collaborazione con ALTRIMEDIA EDIZIONI,

promuove la IV Edizione del:

PREMIO LETTERARIO
“La città dei Sassi”

Portale internet: http://www.liberalia.it

1. DESCRIZIONE DEL CONCORSO
Il Premio letterario “La città dei Sassi” è rivolto ad autori di opere inedite.

Esso comprende 3 sezioni a tema libero:

? narrativa (romanzi o silloge di racconti inediti)
? poesia (silloge inedita)
? saggistica (tesi di laurea/saggi/ricerche)

e 2 premi speciali:

? Premio Speciale “La città”.
Questo premio, per il quale è prevista una unica opera vincitrice, è dedicato a tutte le opere (poesia, narrativa, saggistica) aventi come oggetto ‘la città’ in tutte le sue espressioni: la quotidianità e la straordinarietà di una vita spesa tra le strade, i vicoli, gli angoli di una metropoli; i punti di riferimento e i destabilizzatori sociali ed emotivi; la ricchezza e la povertà dei sobborghi e dei quartieri residenziali; l’integrazione e l’emarginazione nella frenesia di giorni troppo lunghi o troppo corti; la vita di periferia e il perenne desiderio di evasione; la delicata e pulsante passione, la contraddizione, le speranze e le inquietudini, i sogni nella storia degli uomini dentro la storia e sotto il cielo di una città; i parchi, i musei, la metropolitana, le opere degli uomini; i suoni, gli odori, i colori, le immagini che popolano il fluire degli eventi che si susseguono nel micromondo metropolitano.

? Premio Speciale Fidas Basilicata Donatori di Sangue
Questo premio, per il quale è prevista una unica opera vincitrice, è dedicato a tutte le opere (poesia, narrativa, saggistica) aventi come oggetto la solidarietà in tutte le sue espressioni, che siano un omaggio alla cultura del dono e dell’empatia, dell’altruismo e della vicinanza all’altro.

Il bando completo qui.

UNITA’ DI LUOGO, di Carlos Vitale

(Testi di Carlos Vitale, tradotti dallo spagnolo da Marino Magliani)

I

Nozioni di realtà
Occorrono troppe vite per farne una.
Eugenio Montale

Il cacciatore si apposta
Misura tempo e distanza
Il bersaglio succede alla morte
ed è la morte Continua a leggere→

Cristina Campo

La tigre assenza

da Passo d’addio

For last year’s words belong to last years language
and next year’s words await another voice.


*
Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.

Trema l’ultimo canto nelle altane
dove sole era l’ombra e ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.

E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bacca già stilla il sapore
dei sorridenti addii. Continua a leggere→