Su Il primo amore è in rete da ieri una interessante lettura di Giorgio Morale di Per soglie d’increato, l’ultima avventura poetica di Francesco Marotta.
Archivio mensile:Maggio 2007
Ghjacumu Thiers – da L’arreta bianca – poesia corsa
Poesia corsa – Ghjacumu Thiers – da L’arreta bianca (ed. Albiana) – con mio tentativo traduzione

Inviluppu
Porghju
a l’imprubabile distinazione
a maiò parte di u dubitu
è mi tengu
a lettera
a sgrisgita di a carta tagliva
In punta di a lingua
inziccata u brusgiulu
cusì mi tengu una stonda
a sincerità di isse parole
ch’o ùn ti aghju scrittu
Arsenici – di Marina Pizzi – 2007-
30.
alto o basso il numero della fila
quando in coda dorme la piramide
giungla-cometa di un amore dispari
ìmpari, iniettato, inadatto stato.
il perizoma è stato imposto al fiore
tutto calvario l’ordine del petto
indice al respiro pira all’arpa arsa.
31. Continua a leggere
Poker inedito
INCOMUNICABILITA’
Adesso
leggo solo
l’elenco telefonico.
Quando arrivo al mio nome
faccio il mio numero.
Risulto sempre occupato.
AVATAR, MON SEMBLABLE, MON FRERE

C’è un tizio che mando a spasso per la rete,
un viaggiatore senza l’affanno del passo
senza bagagli e rughe, un prosciutto senz’osso
consiste unicamente di parole
infilate sullo spiedo di uno stile.
Un rosario che implora:
assaggiatemi.
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Compleanno in maggio
di Adelmina Albini
Rose Ausländer
Il lillà mi tenta
al giuramento
sono un respiro
di maggio
Fiumi azzurri le vene
chi scorge la sua foce
Che parte
hanno le stelle
nel mio sogno
Nel prato di mughetti
consacrato
al riottoso toro Continua a leggere
Sanfredianina di Rosaria Lo Russo

Reso immortale dal romanzo di Vasco Pratolini, il quartiere di San Frediano si trova “di là d’Arno”, vale a dire nella parte sud della città. Un tempo rione popolare, negli ultimi anni ha definitivamente perso il suo charme di vecchio borgo fiorentino per diventare un’ambita zona residenziale. La tradizione assegna alle giovani nate e vissute in questo quartiere una fama di ragazze schiette, “dai facili costumi”.
“Sanfredianina“, pubblicato all’interno della raccolta omonima nel Quinto quaderno di Poesia Italiana (Milano, Crocetti, 1996), con prefazione di Antonello Satta Centanin (alias Aldo Nove) e mai più ristampato può essere visto come un raccordo essenziale nella ricerca della “poetrice” (poeta&attrice) fiorentina. I temi dell’adolescenza e del rapporto con la città natale (che verranno poi ripresi e sviluppati con differenti soluzioni formali nelle compagini successive) sono già presenti in questa “passeggiata campaniana” nel quartiere natìo, dove l’io poetante (ri)percorre, col cane al guinzaglio, strade e vicoli della propria memoria. [M.S.]
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Reflections (2) – Milano
“dove vai?” mi chiedeva mia madre
solcata dalle rughe della paura,
“ancora non so”, le rispondo ( dopo vent’anni )
da guitto di circonvallazione,
sempre un casino Piazzale Lodi
sino al prossimo semaforo
e gli attimi ti consumano le mani,
anche il volante si deteriora!
da “La vita indiretta” di Marco Rossari
*
Guardare la televisione
di mattina è mettere
la sciolina alla
disperazione, una discesa
illiberale attaccàti
al tubo catodico
del gas. Nel garage
le faccione dei vip
preparano la combustione
del polmone.
Che è d’acciaio, marca Philips. Continua a leggere
Milton Nascimento, la voce del Minas Gerais
Vi voglio parlare di un musicista che amo moltissimo, Milton Nascimento. Nasce nel 1942 a Rio de Janeiro ma viene adottato da una famiglia del Minas Gerais, uno stato molto particolare – si potrebbe dire proprio a sé- del subcontinente brasiliano. Se dovessimo cercare un’anima della musica brasiliana, un’anima che possa racchiuderle tutte in un abbraccio affettuoso, ritmico, a volte drammatico e sofferto, a volte melanconico, a volte proprio dolente, a volte gioioso, sempre coinvolgente, dovremmo cercare- e quindi trovare, come un tesoro – la grande anima di Nascimento. Continua a leggere
Lingua falena balena…
Carie
Mio zio, che mi aveva in cura da anni e che da anni faceva il dentista o come diceva lui si occupava di denti in modo professionale, mi disse che avevo una carie in questo modo: “Hai una carie: non curi i denti: hai una carie spaventosa: ci passerà il vento in questo buco: questo buco si ingrandirà e ti inghiottirà con il suo male”.
Arsenici – di Marina Pizzi – 2007
18.
rorida alla fronte la porta della morte
questo bigiare finalmente
dal palo dell’arresto alla cuccagna
19.
atti del vandalo l’eclissi
far di dedalo il vuoto se
se convenuta appena la scarlatta
madre del parto la sorte
scura del padre senza dove Continua a leggere
le parole
La sofferenza non si misura, non si pesa, non si vende, rimane dov’è, ti fa compagnia, oggi al cimitero pensavo che avevo voglia di morire, oggi avevo voglia di morire, ma non ero io, ero in me con la mia voglia, ero in me che non morivo, sto scrivendo male, sto cercando di scrivere male, sto cercando di non scrivere come scrivo sempre, lascio zampillare le parole in altro modo, ma ormai il solo è segnato, cerchi di piegare le frasi in un altro senso, ma lo stile torna, si rialza, si rimette dritto al centro della pagina, ormai lo stile è come la tua sofferenza, te lo sei scavato dentro, non ti lascia più, puoi solo farlo tacere, solo in questo modo ti lascia, ma appena torni a parlare il tuo stile ritorna, ritorna la tua sofferenza, qualunque cosa dici è per soffrire, anche dire una barzelletta ti fa soffrire, non hai più modo di parlare senza stile, e dunque senza sofferenza, il tuo stile non ti lascerà mai più, è andata così, nessuno ne ha colpa, non sai quante parole ti restano, non ti resta la vita, ti restano le parole, non ti restano i giorni, ti restano le frasi che ancora non hai scritto, questo non si capisce, questo fatto che le frasi sono l’unico luogo in cui ha luogo la tua vita, le frasi sono le tue vene, le tue ossa,il tuo sguardo, tu guardi il mondo con le parole, tu ti muovi quando si muovono le parole, ti fermi quando si fermano le parole, non hai tempo per altro, quando cerchi altro non trovi nulla, tu ormai puoi cercare o farti cercare solo dalle parole, è andata così, sta andando così anche adesso.
da “QUI DA NOI”, di Zena Roncada
Non più
Settembre di giorno è ancora l’estate, di sera e di notte non più.
La civetta lo dice, vicina alla casa.
Di notte l’odore di ciancia batte nei vetri.
E’ di zolfo dolciastro e di altro.
Della barbabietola ha solo il fresco di cetriolo maturo.
Racconta la fabbrica che c’era.
Coi suoi rumori (o clangori) secchi e ritmati, andava e andava: zampettio di cingoli e luci, e operai nascosti chissà dove a sudare.
A sentire l’odore, viene voglia di cercare i vapori, o almeno le strie dei carri, per terra, o la gente ai cancelli a guardare ‘sto circo da poveri, che non costa niente.
La fabbrica è spenta, da tanto.
Tana di gatti, che la notte colano lungo i muri, senza rumore, come miele dal vaso.
L’odore viene da lontano, portato dal vento.
Perché anche i luoghi hanno fantasmi, a saperli annusare.
Ci son storie fatte d’odori che restano in gola come carta vetrata.
Vi invito a leggere l’intero e-book di Zena Roncada:
Qui da noi, ( Feaci Poesia )
Mi ringrazierete.
Terre di confine – poesia in musica a Castel di Lama (AP)
Parte venerdì 11 maggio la rassegna di poesia in musica TERRE DI CONFINE che si svolgerà presso l’associazione Babazuf di Castel di Lama (AP), in Piazza delle Libertà, e presso il museo ARTE ON, in Via De Gasperi. La rassegna, patrocinata dal comune locale e organizzata dalla stessa associazione, vedrà esibirsi, in una scenografia corredata da una esposizione permanente di fotografie di Fabrizio de Fabiis, alcuni dei più promettenti poeti locali, già conosciuti in ambito nazionale, assieme a giovani musicisti che li accompagneranno nelle letture, in vere e proprie “performances”. Continua a leggere
Intervista ad Achille Maccapani
Achille Maccapani, funzionario, saggista, narratore, milanese interista, e fermiamoci qui, sceglie, inseguendo l’amore, la riviera ligure, quel lembo estremo, terra di confine, tanto caro a Francesco Biamonti e non solo. Raccontaci qualcosa di te, Achille, le tue passioni musicali, che so molto forti, quelle letterarie.
la tribù della sala giochi
Nino Zichella non fa un lavoro preciso, è sempre inserito in qualche progetto pilota.
Nino Franciosi ha fatto la scuola per diventare tecnico della produzione di pacchetti turistici multimediali.
Elena Franciosi mi ha detto che ha preso la qualifica di estetista ai sensi della legge 1/80, art. 3 comma 1 lettera a. Ancora non ha aperto lo studio. Per allenarsi si occupa della bellezza delle sue amiche.
Vito Vesce vuole fare il ludotecario.
Carletto Chirico andò in India. Si era messo in testa l’idea di diventare un vegetale. Al ritorno al paese smise di lavarsi per non perdere le vitamine.
Provocazione in forma d’apologo 17
I due soli scampati dal naufragio sulla scialuppa litigavano aspramente per ogni cosa, ma specialmente per la rotta da tenere.
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Ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri.

Ritratto del dolore – tecnica mista su tavola
cm 100 x 70 – Gian Ruggero Manzoni 1998
Conoscendo io stesso il dolore, so venire in aiuto agli infelici. (Virgilio)

