Archivio mensile:Agosto 2007

Al Caffè

 

Il Caffè della Poesia ha due tavolini sempre occupati.

Si trovano agli angoli opposti della sala.

 

Nell’angolo est è seduto un uomo che mordicchia il cannello di una pipa spenta, si fa portare caffè e te, davanti ha un grosso quaderno e nella mano destra una penna a sfera, sul tavolino sono sparsi fogli e foglietti di varia foggia e colore, numerati, con personaggi, scene, ipotesi di sviluppo della trama. Continua a leggere→

Tuttaviéno o nondivìa

gaja_simpson.pngC’è una parola, in particolare, che da qualche giorno mi risuona nella mente.
Una congiunzione che ha valore avversativo, che introduce un contrasto, un’opposizione.
Non un aggettivo – che, incastonato al posto giusto e al momento più opportuno, può dar sapore a un periodo e disegnare una gamma di eloquentissime sfumature [mi piacciono gli aggettivi, devo impormi di non pescare a piene mani dai miei preferiti, quando scrivo] – e nemmeno un avverbio [i suffissi in –mente appesantiscono troppo il periodo, mi diceva uno degli editori per cui ho lavorato e per il quale ho tradotto Black Juice, sorprendente raccolta di racconti di Margo Lanagan].
Una congiunzione. Una misera congiunzione [da qui in avanti m.c.], sinonimo di “tuttavia”, o anche di “nondimeno”.
Eppure. Ebbene sì, mi piace.
Mi piace la doppia bilabiale che è quasi un’esplosione. Mi piace – da amante delle patate – quella specie di allusione finale al purè. Mi piace perché, alle mie orecchie, suona più spontanea di un tuttavia o di un nondimeno che mi ricordano uno degli editori per cui ho lavorato e che non allargava mai troppo la bocca quando parlava, quasi temesse di veder crollare il meraviglioso impianto che il chirurgo plastico gli aveva costruito sulla pelle.
Eppure è più sbarazzina, più désengagée. Continua a leggere→

“La poesia del teorema di Pitagora” di Roberto PARACCHINI

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“Non ho difficoltà a immaginare un’antologia dei più bei frammenti della poesia mondiale in cui trovasse posto anche il teorema di Pitagora”, afferma Wislawa Szymborska, premio Nobel per la letteratura in “Letture facoltative” (Adelphi). E a chi domandasse scandalizzato il “perché?”, la poetessa risponde che “lì c’è quella folgorazione che è connaturata alla grande poesia, e una forma sapientemente ridotta al termini più indispensabili, e una grazia che a non tutti i poeti è stata concessa”.

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Reclusioni #3 – di Marina Pizzi

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estate il mito delle statue
del mare reso al secchiello
della maretta dentro la conchiglia
del molo all’infinito della zattera di cielo
vestirci di un grappolo di uva
vederci dietro una tenda
pronuba dell’ombra stenta
che dà silvano il sole
cruento altrimenti
venuto a spegnerci la vista
lo sguardo al guado solo per granello.

(Agosto 2007)

Emile Faguet, Contro l’oscurità.

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da “Il Manifesto”, giovedì 23 agosto 2007, p.12.

[Da un grande critico e scrittore francese una arringa rivolta a demolire quegli autori che tramite giri di frase, inversioni di senso e un certosino lavoro di sostituzione di parole pertinenti con termini oscuri, ottengono l’ambito risultato di trasformare frasi chiare in espressioni sibilline].

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Clemente Rebora – da Pensieri in Le poesie, Garzanti, 1988

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Ogni vero poeta (e pochissimi sono) – e a lui si aggiunga ogni artista, o semplicemente artefice, ché veramente al Divino Creatore dovremmo riservare la qualifica di Artista – è unitotale, sia pur ristretta di numero l’opera sua; egli ha in proprio il suo non comunicabile genio personale innestato nell’elemento unanime e perenne della cultura e della civiltà del suo tempo; per cui, questo elemento universale – e quanto più è purificato d’ogni ingombro contingente – lo fa diventare un classico.

13 ottobre 1956

Caduta di un gigante

di Mauro Baldrati

cover-gardini-rid.jpgNelle mani giuste di Giancarlo De Cataldo è il secondo romanzo in cui m’imbatto in un ritratto di Raul Gardini (Ilio Donatoni). L’altro è Il ritorno a casa di Enrico Metz di Claudio Piersanti (ing. Marani). Nel secondo il personaggio viene rappresentato con ammirazione, l’ing. Marani è un imprenditore outsider, un gigante anticonformista che fa proposte industriali che mettono a soqquadro l’establishment (per esempio Gardini propose di utilizzare un derivato della soja, di cui era grande produttore, come additivo per la benzina); nel primo appare in tutta la statura tragica di chi, mosso da grande ambizione, forse da un’ansia di paragone col Fondatore della dinastia, del quale ha sposato la figlia, si impegna in un gioco pericoloso, più grande di lui (accordi-ricatto con Cosa Nostra).
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Bi-post / Bresson – Bunuel

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“Non riesco a capire l’ossessione che alcuni hanno per dare una spiegazione razionale a immagini spesso gratuite. La gente vuole sempre la spiegazione di tutto. È la conseguenza di secoli di educazione borghese. E per tutto quello per cui non trovano spiegazioni ricorrono in ultima istanza a Dio. Però, a cosa gli serve? Dopo dovranno spiegare Dio”.

(Robert Bresson – Diario di un curato di campagna / Luis Bunuel – Da un’ intervista rilasciata nel 1962 dopo aver vinto il premio della critica al Festival di Cannes con L’angelo sterminatore)

Il Celan di Tonino Pintacuda

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Poesia e verità in Paul Celan
di Tonino Pintacuda

La prima volta che ho letto le poesie di “Atemkristall” di Paul Celan, io la poesia l’ho vista. Proprio davanti agli occhi mi si è presentata una scena completa e compiuta d’impareggiabile bellezza. L’ho ottenuta mischiando quello che mi porto dietro nella mia comprensione del mondo, la mia valigia di necessari pregiudizi, per dirla con Gadamer. C’era dentro Charlie Chaplin nella FEBBRE DELL’ORO che per rimediare una tazza di caffè simula un congelamento, ci ho messo pure qualche scena dalla COMPAGNIA DELL’ANELLO e ho chiuso il tutto dentro una di quelle bocce che vendono nei negozi di souvenir, quelle con la neve dentro che basta girare per veder nevicare sul Colosseo o sulla Torre Eiffel.

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Diverse re-interpretazioni

Mimmo Cuticchio
Mimmo Cuticchio è un puparo. Nel suo teatro in via Bara all’Olivella, a Palermo, mette in scena il repertorio tradizionale del teatro dei pupi: Orlando, Rinaldo, Gano di Magonza…
Ma quando è lui a salire sulla scena Mimmo è un Mangiafuoco buono: con la sua barbona grigia ammalia con la dolcezza ironica del dialetto palermitano cuntando e interagendo con i suoi pupi, fuoriusciti dall’anima delle storie, docili emanazioni della sua voce.
Ne “La riscoperta di Troia” Cuticchio torna su un tema che gli è caro, quello dei poemi omerici. Continua a leggere→

Passeggiata neozelandese

spiaggia1.jpgdi Gaja Cenciarelli
[questo racconto è stato pubblicato su Sinestetica il 9 marzo 2007]

Scendere non sembra difficile. Ci sono dune a perdita d’occhio che digradano fino alla spiaggia con qualche ciuffo di vegetazione qua e là. C’è l’Oceano Atlantico davanti alla riva (la sola idea scardina porte blindate che fino a qualche minuto fa ho pensato inespugnabili, piantate nel terreno della mia anima). La spiaggia mi sembra infinita, un concetto inesprimibile. Macchie marroni distese sulla sabbia (mi accorgerò solo dopo che si tratta di leoni marini).
Sono arrivata in Nuova Zelanda due giorni fa. Quando, sull’aereo, la hostess ha avvisato che stavamo per atterrare all’aeroporto di Christchurch, io avevo le cuffie alle orecchie: ascoltavo The Ghost of Tom Joad. Cantavo sommessamente e, sentendo quelle parole diffuse dalla cabina di pilotaggio, i miei occhi sono diventati liquidi.
In a cardboard box neath the underpass
Got a one-way ticket to the promised land

Al momento di scendere dall’aereo mi sono guardata intorno come se stessi lasciando una casa che mi aveva resa felice.
Grazie per aver volato con Emirates. Continua a leggere→

Le fiabe di Lucio Angelini

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Leggere, che libridine!

Ovvero Quel bruttocattivo di papà Cacciari, Edizioni Libri Molto Speciali, Venezia, 1999.

di Elena F. Ricciardi

Ci sono mondi secondo Angelini in cui tutto gira al contrario. Il sole nasce … a ovest direte voi! Embè no ! Troppo facile! Il sole, per Angelini, nasce a Sud e poi rimane fermo mezza giornata se gli va; se invece ne ha voglia, girella fra stella e stella fino a sera e gira in spirali rettangolari, in cerchi ortogonali all’ipotenusa della luna, che spesso strabuzza gli occhi e sbuffa, perchè è un po’ pigra e preferirebbe non dover ruotare e circumnavigare come un carillon impazzito intorno a quel sole strambotto e irrequieto, per rette parallele che regolarmene a un certo punto s’incontrano provocandgli un deragliamento.

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