Formazione della band: elena f, Stefano Colosso, Blackjack, ramona, Carla, offender, fabry, ezio, alessandromorgillo, Lucia, ruggero solmi, paola castagna, Pamela Canali, Dominica Villa Balbinot, iltrenoavapore, antonella, vbinaghi, Ginevra.
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Archivio mensile:Agosto 2007
Eugenio Montale (1896-1981)
La Storia
La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l’ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell’orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
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Remo Bassini, Il quaderno delle voci rubate.
Remo Bassini, Il quaderno delle voci rubate, Vercelli, La Sesia, 2002.
Recensione di Elena F. Ricciardi
Un bar sotto i portici, nel cuore del paese fra Chiesa e Municipio, al crocevia di incontri e scontri delle piccoli grandi vite che fanno la storia di ciascuno di noi, di quelle storie che spesso, troppo spesso, in un piccolo paese, ma forse anche nei grandi condomini di città, diventano pettegolezzo; voci che girano incontrollate e che possono ferire fino ad uccidere. A Luca Baldelli però non interessa il pettegolezzo che pure il suo amico, il toscanaccio Lorenzini, di tanto in tanto ama gettare come le monetine tinnanti sul tappeto davanti al suonatore di fisarmonica nel freddo inverno, quasi un regalo “confidenziale” agli avventori e che pure ferisce la sensibile anima del taverniere dei nostri giorni. Continua a leggere
Bi-post / Sautet – Blixen
Da: Liste, di Ruggero Solmi
LISTA 9876
quiche, esergo, astensione, in extension, mi rivolgo al sentiero,
configgo, immergo, scuoto, salpo, scalpo, smunto, separo,
sono, in un ventre di vacca, basso, resupiscente, negativo, addomesticabile, come campana a morto, d’absolut vodka versato, nero, come scorrimento, di bande, accampabili qui, viaggio a londra, ricordo a inviti, papavero e memoria, my beautiful laundrette, appeal, look, jayaprakasn narayan, cromwell, wordsworth, fish & chips, goodbyte megabyte, lo ascoltassi, sylvester, utopia per topi, crimea alta, letteratura per bastimenti, marinai tedeschi, rum da m.lle claude, j’ai vu des arbres, que ne, retrouvarait, aucune botaniste, carne da macello, ultimo ribot, rimet, rimmel, rodari, rivera, river plate, sciagurato e disperato com’ero, whisky a taniche, lenti a flutti, sbraghi a falde, spenti a maglie, calci a culi, cavalcioni, cavalloni, redatti, che, fare, disse, io non io, vega torama, e luis vinicio, ghaled al bazim, indossa un tori,
su truppe di fiori, roridi ammenicoli, drag queens uccise, da pistole ad acqua, fori, la porta, a lame, casta, Continua a leggere
Una donna coi baffi
Sedeva tutta composta, nell’ufficio postale. Piccola, candida, ben curata. Sarà stata alta un metro e mezzo, centocinquanta centimetri di dignità malgrado gli anni. A occhio e croce doveva aver passato gli ottanta, o forse no. Non era facile stabilirlo. Il candore dei capelli poteva ingannare, come anche le rughe, che quando ci sono hanno sempre qualcosa da dire. Chi lo sa, questi anziani, quanto sono anziani. A volte sembrano al massimo cinquantenni, e invece hanno venti primavere di più. Altre volte dimostrano almeno ottanta anni, ma poi si scopre che sono appena andati in pensione. Ci giocano, con il tempo, che può essere con loro gentile o impietoso. Anche di questa, pur indiscutibilmente anziana, signora non si riusciva indovinare con certezza l’età. Continua a leggere
Sul senso dello scrivere
Pensando alla scrittura, si materializza davanti a me l’immagine di un uomo piegato su un tavolo. Solo lui, nella stanza. Un’immagine semplice ma che sa riassumerci molte cose. La distanza dal mondo, il raccoglimento, la dedizione, e, forse, anche il sogno, l’urgenza, la fede in ciò che sta facendo, la capacità di fare a meno del calore del mondo: almeno per il tempo che si trova lì. Continua a leggere
Breve lettera al Biondo
di Paola Castagna

Torno
da diversi giorni
non da un viaggio radioso
bensì dalla tana Continua a leggere
Jean Paulhan, poesia e mistero.
Articolo pubblicato su “Il Manifesto” del 17 agosto 2007, p.12.
Voglio immaginare un angelo, un persiano, un uomo caduto sulla terra da un altro pianeta che scopra all’improvviso – come è tipico di personaggi del genere – tutta la poesia francese, ma anche quella tedesca e inglese, dal XII al XX secolo, da Théroulde, o più semplicemente da Chenedoullé, fino a Paul Éluard. Ecco, all’incirca, ciò che potrebbe osservare: la poesia appare oggi una faccenda molto più seriosa di quanto non lo sia stata un tempo.
Otto poesie di Antonio Sparzani
LV. La vecchia rima (19 gennaio 2003)
Sotto gli squadernamenti
di neve e di roccia
ho cercato un simbolo vero,
la metafora di un’emozione;
non ho trovato che una breve
traccia,
un fastello di luce,
una minuscola
particella d’amore:
la vita della superficie
mi sorprende a volte per la lieve
rilevanza,
e per la battente vicinanza
ai segreti del cuore. Continua a leggere
Archeologia delle fonti – di Francesco Marotta

Testi tratti da Poema dei doni – II, Archeologia delle fonti (2007)
“Quan em penso em nego: flama i cera”
(Joan Navarro)
“ma tra le macerie la lingua è sconosciuta”
(Mario Ramous)
1. Sotto un cielo in frantumi Continua a leggere
Yeats, Gonne & Branduardi: una poesia d’amore
Dedicata a Maud Gonne, eroina della Resistenza irlandese,
di cui Yeats era follemente innamorato.
La versione originale è del 1893. La traduzione italiana è di Luisa Zappa Branduardi,
moglie di Angelo Branduardi. Ecco a cosa mi aveva fatto ripensare
il post di qualche giorno fa intitolato Cogli la prima mela di Emilia Zazza.
E, a tal proposito, segnalo questo sito: Branduardi canta Yeats.
Per un’estimatrice di Branduardi quale io sono e per l’amore che mi lega all’Irlanda, non può non essere un Luogo, sia pure virtuale, che mi suscita emozioni infinite. In altre parole, un Luogo dell’anima. Continua a leggere
Elogia virorum illustrium
Tra i più bei libri italiani di sempre, anche se scritti in latino, figurano gli Elogia veris clarorum virorum imaginibus apposita, quae in Musaeo Ioviano Comi spectantur (Venezia 1546), che uniti agli Elogia virorum bellica virtute illustrium (Firenze 1551) formano il volumone Elogi degli uomini illustri, uscito alla fine del 2006 a cura di Franco Minonzio per i «Millenni» di Einaudi. È la prima traduzione integrale dei celebri Elogia o Ritratti di Paolo Giovio.
Paolo Giovio (1483-1552) era un tipo piuttosto eccentrico: medico, filosofo, vescovo, finissimo letterato e umanista, ma soprattutto grande amante e praticante del pettegolezzo più sfrenato. Nel 1538 iniziò la costruzione di una magnifica villa sul lago di Como, che nelle sue intenzioni doveva diventare Museo, ovvero luogo dedicato alle muse, aperto alla visita di amici e conoscenti. La villa comprendeva una galleria in cui erano esposti circa duecentocinquanta ritratti di celebrità antiche e moderne collezionati da Giovio nell’arco di tutta la vita. Gli Elogia furono inizialmente concepiti come cartigli destinati a illustrare questi ritratti.
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Angelini su “Nenio”
Eugenio De Medio, Nenio.
di Lucio Angelini
Vibrisselibri è una casa editrice “anfibia” sorta nel giugno 2006: cerca il nuovo e l’insolito attraverso una rigorosa (e gratuita!) opera di scouting, ne pubblica on line i frutti migliori, rendendoli leggibili e scaricabili (sempre gratuitamente) secondo la formula del copy-left) e proponendoli poi agli editori tradizionali per un’eventuale versione cartacea. Il sito è www.vibrisselibri.net.
Vibrisselibri è figlia di una febbre di mezza estate di Giulio Mozzi, che intendeva soprattutto lottare editorialmente contro la cosiddetta “logica del profitto”, dando visibilità a testi letterari ritenuti interessanti indipendentemente dalla “speranza di lucro” loro attribuita. Volontariato culturale bello e buono, da parte di tutti gli aderenti all’iniziativa: una sessantina di persone circa.
continua qui:
http://www.carmillaonline.com/archives/2007/08/002342.html#002342
Bi-post / Woody Allen – Jules Laforgue
“O piccola città, sei stata il mio solo amore, ma io ho già detto troppo. Da quando lei (Lei) è deceduta, io non vi ho più fatto ritorno, nè voglio averci più a che fare; non per sentimentalismo (quantunque il sentimentalismo non sia ciò che la gente vanesia crede) ma per un nonsocché che non ha un nome in nessuna lingua, allo stesso modo della voce del sangue”.
(W.Allen – Manhattan / J.Laforgue – Il miracolo delle rose)
“Lettere a un giovane poeta” Rainer Maria RILKE
Egregio signore,
la sua lettera mi è giunta solo alcuni giorni fa. Voglio ringraziarla per la sua grande e cara fiducia. Poco altro posso. Non posso addentrarmi nella natura dei suoi versi, poiché ogni intenzione critica è troppo lungi da me. Continua a leggere
Cartolina #1
Taormina, cartolina gentile,
generosa bomboniera in aprile,
al primo caldo sanno le turiste
nordiche esilità del cuore
agli occhi di galli immaginari.
A noi, che nell’imprevista domenica
vaghiamo per il vuoto litorale,
l’ascesa alla tua luce,
all’aria tua molle e disposta,
l’anima attarda in una pace
inattesa, da secoli composta.
Ma non ci arrestiamo:
c’inerpichiamo, ingordi
d’una felicità da cuore in gola,
in su, verso Castelmola.
p.s. questi versi risalgono al 1980 e sono apparsi nella raccolta “Pause” (1992)
Apollo e Efesto di Luciano

Efesto.
Hai visto, Apollo, il bimbo di Maia nato poco fa, come è bello, come sorride a tutti e mostra già che riuscirà qualcosa di veramente buono?
Apollo.
Qualcosa di veramente buono quel bambino, che quanto a malizia, Efeso, è più vecchio di Giapeto?
Efesto.
E che male potrebbe fare, se è appena nato?
Gardo Mongardo: un Ulisse dei nostri tempi
Qualcuno ha scritto che questo libro è antilirico. Non è vero: non solo è lirico, ma pure epico; anche se è l’epica di un Ulisse, la poetica a volte un po’ cupa di un uomo solo.
Gardo Mongardo è un Odisseo lanciato ormai oltre le Colonne d’Ercole, che cambia pelle al cambiar dei contesti (ricco tra i ricchi, povero tra i poveri, umano tra gli umani, mostro con i mostri; e poi ancora clochard a Parigi, ridotto alla nuda vita in Brasile, brillante sulla Croisette di Cannes, abile giocatore, spiantato peone e molto altro ancora): un accorto flâneur che rovista e abbandona i cul-de-sac della vita brusco e disilluso. Perché, in fondo, quest’uomo ha delle regole: stordirsi e lasciarsi andare – naufragare più volte, addirittura – ma perdersi mai, ché nel suo io restano fermi alcuni punti, pochi ma forti come acciaio. Dunque deriva solo apparente (perché è la corrente della vita che porta via il recalcitrante, non il suo volontario abbandono), e invece presenza e fedeltà a se stesso, a un io che sa resistere come il migliore degli amici nei momenti peggiori. Ulisse, del resto, non era così? E l’Odissea non è ancor oggi l’accattivante sceneggiatura di un viaggio tra isole abitate da maghe ammaliatrici che tutto trasformano in sesso e in porci, ma pure di finte Venezie e autobus transamazzonici e angoli di Cuba dove ci si può imbattere in un amore intenso e brevissimo? Non è il romanzato multiverso popolato da sparuti ciclopi, da divinità umanizzate (amici o nemici, certo), da mille altri naufraghi che per la strada s’acquistano e si perdono? E questi attracchi, al tempo della globalizzazione cos’altro sono se non il mondo di un’impossibile medietà, montagne russe che possono ribaltarsi soltanto nel senso verticale delle condizioni materiali di vita, cielo e fango?
E dire che un sussulto, all’inizio, l’ho avuto, quasi un moto di indignazione: ché mi era parso – ecco, ci risiamo, mi sono detto – il solito libro del cinicone che sembra abbia tanto vissuto e invece non ha visto una mazza, e che gioca pure a far lo sbandato. Continua a leggere
14 uomini (La madre al figlio & La giostra)
Oggi 15 agosto : ritrovamento al largo di Lampedusa, in acque maltesi. Sarebbero 14 i corpi individuati da un aereo Atlantic della Marina Militare. Sei i corpi già recuperati.
PALERMO – Una motovedetta della Guardia di Finanza ha recuperato sei cadaveri in mare a 50 miglia a sud di Lampedusa. Fanno parte del gruppo di 14 corpi di clandestini individuati da un aereo Atlantic della Marina militare in una zona di ricerca e soccorso (Sar) di competenza maltese. Nello specchio d’acqua dell’avvistamento si sono diretti anche la corvetta Chimera della Marina militare e un pattugliatore della Guardia Costiera. Al momento dell’avvistamento, i clandestini indossavano i giubbotti salvagente. Solo in un secondo momento l’equipaggio sull’aereo Atlantic ha capito che si trattava di cadaveri. A raccogliere l’allarme sono state la Guardia Costiera e la Finanza, che hanno dirottato nella zona una motovedetta e un guardacoste.

