Archivio mensile:Maggio 2019

Intervista a Simone Venturini


(Leggi l’articolo di Domenico Agasso Jr su Vatican Insider

La fonte della vita. L’eterno nascosto nell’anima è il titolo del nuovo libro di Simone Venturini, edito da Emersioni. Una guida rivoluzionaria alla ricerca della casa interiore dove rifugiarsi quando tutto sembra crollare e si pensa di aver fallito, come spiega l’autore.

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Al nuovo giorno

La fede è desiderio, come dice Agostino, e se desideri amare, stai già amando. Possiamo liberarci dai sensi di inadeguatezza, dallo scoraggiamento che ci prende pensando di esserne incapaci. Desideriamo? Stiamo amando. Il cuore esce dal gelo, si riscalda, rivive, al nuovo giorno.

Più di tutto

0gni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Gesù dice sul serio. Se vogliamo compiacerlo, possiamo fare qualcosa di bello e di buono al nostro prossimo. È una delle verità più difficili da capire e realizzare. Ma una volta compresa, ti cambia la vita più di tutto.

Far lucere. Poesia di Annitta Di Mineo

COPERTINA - Il Tempo non ha rughe

«Il dolore è luce perché ci costringe a vedere ciò che facciamo di tutto per evitare: il dolore.» Questa tagliente verità formulata da Giulia Niccolai nei suoi Frisbees ’88 mi accompagna da decenni, e si propone ora come sintesi di uno scarno volume di versi intitolato Il tempo non ha rughe. Le tre sezioni in cui la raccolta è strutturata (Tempo, Dolore, Infinità) sono infatti incentrate sull’indagine di un sentimento-evento quasi totalizzante, affrontato e sperimentato, esperito («Faccio / esperienza diretta degli eventi») fino al suo estremo limite. E se, come sempre accade, l’esperienza è anche o in prima istanza biografica con date, nomi e affetti familiari circostanziati che si intravedono tra i versi ciò che conta per il lettore è la dimensione universalmente condivisa, e non di rado astratta o metafisica, di una cognizione del dolore dagli accenti dickinsoniani, la Dickinson che sa attraversare oceani di dolore: «I can wade Grief…».
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Giornata

Pensiamo che Gesù si interessi solo delle grandi cose: questioni trinitarie, escatologiche, salvifiche. E invece no: come dice alla Bossis, non possiamo immaginare quanto sia sensibile alle piccole cose. È bello saperlo. Organizziamo meglio la giornata.

Vita nostra

di Stefanie Golisch

Lei è la donna che parla con la terra, almeno
così si dice. Vive al quinto piano e non ha
un orologio in casa. Non conta le ore e non si
sa come si chiama. Non accende mai la luce
e mangia ciò che le portano i piccioni. Non si
sa cosa fa di giorno, di notte, forse, dorme
come noi. In fondo al mare c’è vita si dice, ma
si fa fatica ad immaginarla, a pensare che in
qualche modo c’entra con noi Continua a leggere

Cosa manca

Gesù ci conosce. È la certezza primordiale, contemporanea all’altra: che ci ama. Due dati di fatto che dovrebbero bastare per cambiare una vita. Tutto ciò che accade è propedeutico a questa presa di coscienza: mi conosce, mi ama. Cosa manca per essere felici?

Fernando Guglielmo Castanar, “Il postino di Mozzi”

Intervista di Giovanni Agnoloni

Non è stato facile convincere Fernando Guglielmo Castanar, autore-curatore de Il postino di Mozzi (Arkadia Editore) a farsi intervistare. Uomo schivo, friulano doc, uno che per decenni ha fatto il postino sognando di diventare uno scrittore, e facendo la “posta” (è proprio il caso di dirlo) a Giulio Mozzi per poi sottrargli manoscritti e selezionare – come se fosse lui l’editor – le parti a suo avviso più interessanti. Alla fine di tutto, avrebbe formato un collage da sottoporre, forse a mo’ di vendetta, allo stesso Mozzi, che sarebbe diventato un libro con 29 coautori, tra cui il sottoscritto. Forse è per questo che ho qualche ritrosia a porgli delle domande, tuttavia la curiosità è troppa. Già, perché chi è Castanar? Anzi, cominciamo proprio così. Continua a leggere

Il test

Due che si amano si guardano negli occhi, si cercano. Il pensiero cade lì, si ferma, si riposa. Fai tante cose, ma pensi al momento dell’incontro, alla porta che si apre, alle parole che si abbracciano. Succede con Gesù? È questo il test a cui il credente dovrebbe sottoporsi.

Da sotto

Ed eccoci così, per festeggiare
questo tuo compleanno nell’eterno
trascorrere del tempo. Sei per me
sempre il Mario dei viaggi interminabili,
dei poveri perduti, della birra,
le pennette al salmone ed il risotto.
Ti aspetto ogni mattina mentre guardo
il sole che si affaccia alla finestra.
Auguri, amico mio, da qui, da sotto.

Posti

La vita è una questione di priorità e di precedenze. Chi sta al primo posto? A chi cedere il passo? La tentazione è quella di mettersi davanti: agli altri, e poi, persino a Dio. Ecco perché Gesù intima a Pietro: vai dietro di me, satana. A ognuno il suo posto: il primo è Cristo, se vogliamo scegliere la vita.

L’elenco degli averi (inediti)

*

Ci si accinse a un’intima guerra,
Ristretti al passo di un ballo empio,
Ci si spinse a nessun mare a nessuna terra
A disperanza di pace sullo scempio.

Di quanto non sappiamo ci dirà
Forse un infinito padre jonico,
Ci dirà una madre d’amore senza pietà,
Una carne un nulla un tempio laconico.

Ci si limita alle sante
Suppliche a un paesaggio,
All’ingresso del tempio,
Usciti dall’inverno,
Alle anime-pietre, alle anime-piante
Nel solito e abusato raggio,
Al cerchio, all’invenzione dell’eterno.

Da quello zero iniziale
Di natura, di viventi e umani,
Non il falso il vero
Il bene il male,
Ma il tratto sincero
Del latrare dei cani.

_

Insomma, si ha una somma senza fine
di luoghi della mente,  dei passi, dell’oblìo,  Continua a leggere

Chi sia

È facile giudicare: ci facciamo un’idea e diventa un pregiudizio. La legge del branco accentua il fenomeno in modo esponenziale: la vittima predestinata non ha scampo. Ma il vangelo insegna: non giudicare. Perché non conosci l’anima dell’altro. Perché, in realtà, non sai chi sia.

Domenico Vuoto. Come le nuvole

recensione di Gabriella Pace

Mentre i meteorologi si affannano fin dai primi dell’Ottocento a classificare le nuvole (cirri, cumuli, grumi, grappoli, nembi, strati, bianche e grigie) c’è chi invece solleva lo sguardo e prova a interrogarle, per mera necessità, o perché ha uno sguardo assoluto, sgombro da pregiudizi ed  esige risposte capitali proprio perché formula domande capitali. (“Prologo”).

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