Temiamo, spesso, di aver perso tempo, ma con Gesù niente problemi: è un Maestro nel recuperarlo.
Archivi autore: fabrizio centofanti
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 66
Sicurezza
E se rileggessimo… di Enrico Grandesso. Lettere dal Sahara, di Alberto Moravia
È una minima ma… rinfrescante soddisfazione, nelle giornate torride dei mesi estivi del XXI secolo, leggere qualcosa di chi stava in luoghi ancora più caldi e assolati – e magari non aveva sottomano un gelato, un Estathé (hahaha) o una birra a consolarlo. Sarò sincero: è in parte anche con questo spirito innocuamente guascone che ho riletto, in agosto, i reportages giornalistici di Alberto Moravia, usciti sul “Corriere della Sera” e poi pubblicati dal suo editore storico Bompiani come Lettere dal Sahara nel 1981 – con un seguito in Passeggiate africane nel 1987. Continua a leggere
Fede
MIchele Ranchetti
Slanci
Considerazioni sulla parabola del figliol prodigo
La parabola del figliol prodigo, narrata nel Vangelo di Luca (15:11-32), appartiene di fatto al patrimonio culturale dell’occidente, così come altre figure letterarie quali Ulisse, Amleto, Faust, riconosciuti simboli universali della natura umana, nella sua ricerca di un significato che oltrepassi il puro accadere dell’esistenza mortale.
Il sacerdote salesiano Mario Steri (Cagliari, 1952) ha dedicato ad essa un corposo volume (Il padre lontano?, edito da Ignazio Pappalardo), che propone non tanto un commento esegetico, quanto una riflessione teologica intesa a coglierne il valore sapienziale, come rappresentazione simbolica delle vicende umane attraversate dai temi della colpa, del tradimento, del perdono. Continua a leggere
Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro
Sicurezze
(copertina di La Faille di B. Rinkel)
«In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.» [Lc. 14,25-33] Continua a leggere
Sufficiente
Prima dell’estate e del tuono, di Luca Pizzolitto
Introduzione di Gianfranco Lauretano a Prima dell’estate e del tuono, ultima raccolta poetica di Luca Pizzolitto, edita da peQuod nel settembre 2025.
Cosa possiamo opporre noi alla morte, dato che “è nel gemito della carne il morire”? Ci sono poeti che fanno discorsi, la prendono larga, raccontano per farci toccare la luce che hanno visto: Montale ne I limoni. Altri che arrivano subito al dunque, come se vivessero una continua, simultanea illuminazione dell’immenso. Ma è anche il passaggio che ha compiuto Cesare Pavese dal primo libro, narrativo e discorsivo, alle estreme poesie, un conterraneo di Luca Pizzolitto; in entrambi gli autori non c’è verso subordinato, immagine che stia su un gradino inferiore, bensì tutto è paratattico, come le note che si susseguono su uno spartito. Siffatta materia, dunque, sostanzia la poesia di questo libro, caratteristica ancor più in evidenza rispetto all’opera precedente. Continua a leggere
C’è un solo modo per essere felici
C’è un libro a cui tengo più degli altri. Il titolo salta sùbito agli occhi, e non necessita di sottolineature; è il sottotitolo che va valorizzato: “C’è un solo modo per essere felici”. Fu una sorta di illuminazione, d’intuizione profetica. Ho sperimentato lo spirito in un modo molto intenso, e ho scoperto, in séguito a questo, la mia vera identità. È lì che trovo la mia vita, nel ricordare progredendo, come ha detto qualcuno. Tutto il resto è sviamento, dispersione. Cerchiamo sempre la via. In Calabria, vicino a un faro, c’è un santuario dedicato a Santa Maria Odigitria, Colei che indica il cammino. E il cammino è unico per ogni singola persona. C’è un solo modo per essere felici. Mi raccomando: non perderlo per strada.
Ezra Pound
da La quinta decade dei cantos Siena – Le riforme leopoldine
XLV
Contro l’Usura
Con usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v’è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l’Annunciazione dell’Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa, ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà straccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
la lana non giunge al mercato
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio
CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l’usura, spunta
l’ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si fe’ con usura
Duccio non si fe’ con usura
né Piero della Francesca o Zuan Bellini
né fu “La Calunnia” dipinta con usura.
L’Angelico non si fe’ con usura, né Ambrogio de Praedis,
Nessuna chiesa di pietra viva firmata: Adamo me fecit.
Con usura non sorsero
Saint Trophime e Saint Hilaire,
Usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte e artigiano
tarla la tela nel telaio, nessuno
apprende l’arte d’intessere oro nell’ordito;
l’azzurro s’incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
Usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane drudo,
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra i giovani sposi
CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
Carogne crapulano
ospiti d’usura.
N.B. Usura: una tassa prelevata sul potere d’acquisto senza riguardo alla produttività, e sovente senza riguardo persino alla possibilità di produrre. (Onde il fallimento della Banca dei Medici.)
Raffaela Fazio. Madre di cieli e nude cave
Madre di cieli e nude cave,
di intarsi esposti e vene non viste
sia reso lieve e terragno
il tuo nome
si ramifichi il segno
ci fecondi la tua volontà.
Oggi e domani
dacci in dono le tue labbra
fatte di luci di piogge
che non conosciamo
Smuovi in noi la ruota
dall’acqua che ristagna
nel solco finto.
Non darci vergogna
o rimpianto
né paura
di essere il tuo sogno:
creatura.
Luce nel buio
Vladimìr Holan
Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 65
La poesia prima della fine del (o di un) mondo, a cura di Rita Pacilio. Lorenza Auguadra
Fiducia
Giorgio Stella. La betoniera
LA BETONIERA (nell’anno di grazia) – Betoniera, / che giri e rigiri / l’arco di porcellana, / che nessuno / stop è un NO al nord / e alle volte / il ciclo di rito / si fa’ nido in te, / lasciaci pregare / l’occhio aperto / quando l’altro è chiuso / (quando un occhio / era aperto / e l’altro chiuso.) – il carnevale è una corazza ci ricordi… / la razza // nel cuneo della forma! (Giorgio Stella, 27/08/2025) –












