Sono molto grato a Salvatore Silvano Nigro per aver ridato luce, con la sua curatela, a questa raccolta di saggi intitolata “Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” (pubblicato originariamente nel 1947 da Garzanti, a cura di Dino Terra, e oggi riedito da Sellerio).
Come si evince dal titolo, l’idea che sta alla base di questo volume è quella di consegnare una raccolta di testi, di saggi critici, sull’Italia dell’immediato dopoguerra; l’Italia, cioè, che si apprestava a riaffacciarsi al mondo dopo il diluvio del ventennio fascista e i disastri causati dalla seconda guerra mondiale.
Nella sua acuta prefazione Nigro ci presenta, intanto, la storia di questa avventura editoriale che ha coinvolto ben trentuno intellettuali (scrittori e giornalisti culturali), ciascuno dei quali ha avuto il compito di sviluppare riflessioni su varie tematiche, con l’obiettivo – per l’appunto – di tracciare un sommario dell’Italia che usciva dal ventennio del regime e dagli orrori della guerra. Giuseppe Ungaretti apre la raccolta indicando Continua a leggere
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Narda FATTORI – “Cambiare di Stato morire di natura”. Recensione di Luigi Paraboschi
Cambiare di Stato
morire di natura
di Narda Fattori
ed. CFR- Poiein
E’ questo il quarto libro che ricevo -grazie alla sua cortesia ed amicizia- da Narda e confesso che mi sono occorse diverse letture abbastanza ravvicinate
nel tempo per non lasciarmi coinvolgere troppo dalla iniziale emotività e mettere quindi sotto controllo il desiderio di attaccarmi al telefono per inviarle banali parole di incoraggiamento, anziché alla scrivania per redigere un giudizio che, come al solito, non vorrà essere critico sul piano estetico ma cercherà invece di essere un po’ esplicativo, ammesso che i versi di Narda abbiamo bisogno di essere interpretati, e non, come invece penso, condivisi ed amati, perché a me sembra che la sua poesia possa essere considerata tra le più incisive dei nostri anni. Continua a leggere
Letture amiche (con sorpresa): Chiedi scusa alla guerra, di Alessandro Morbidelli
Per la serie letture amiche oggi parlo di un libro speciale, che mi sento onorata di aver letto così precocemente. In che senso precocemente, viene da chiedersi? Lo spiegherò in seguito. Intanto vanno detti titolo e autore. Si tratta di “Chiedi scusa alla guerra”, di Alessandro Morbidelli.
Il romanzo è il seguito del fortunato noir del 2010 “Ogni cosa al posto giusto” pubblicato da Robin Edizioni, ma in qualche modo può essere letto anche come libro a sé. I riferimenti alla storia precedente si spiegano in parte nel dipanarsi della trama; io però consiglierei la lettura di entrambi, nell’ordine di scrittura. Continua a leggere
CLAUDIO GIUNTA, “SOLOVKI”, BOOKaBOOK
di Marino Magliani
Conoscete questa iniziativa?
http://www.bookabook.it/campaigns/solovki
A me l’ha fatta conoscere Enzo Fileno Carabba, narratore fiorentino col quale ci scambiamo letture e idee e col quale chissà se un giorno riusciremo a scrivere una cosa sui nostri territori, in progetto da tempo. Quando sono andato a guardare il link e ho letto il nome di Claudio Giunta, ho pensato al caso. Giusto ieri, con lui – che insegna all’Università di Trento e si occupa, tra l’altro, di Medioevo e delle rime di Dante, ed è autore, con Giovanna Silva, di un libro raro e splendido, Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda, (Humboldt in coedizione con Quodlibet) – si parlava del Grande Nord. Non sono mai stato in Islanda, la conosco solo attraverso gli articoli di Giorgio Vasta, e la lettura di Islandia, di Josep Rivera che a suo tempo ho rischiato di tradurre. Ma qui, attraverso Bookabook, Claudio Giunta, esce dalle sue rotte – ma non del tutto – e ci propone Solovki, “giallo incalzante e straniante, sospeso tra l’Italia di oggi – un paese precario e in bilico tra la ricchezza cafona dei genitori e la disperazione dei figli – e una Russia stracciona abitata dai fantasmi di un grande e tragico passato, tra gulag, poetici idioti e nostalgie di potenza.”
ROSSELLA MONACO: TRADURRE IL “TRIMALCIONE” DI F.S. FITZGERALD
di Giovanni Agnoloni
Rossella Monaco è la traduttrice di Trimalcione di Francis Scott Fitzgerald, edito da BUR in un volume che riporta anche la sua postfazione, mentre la prefazione è di Sara Antonelli, docente di Letteratura anglo-americana all’Università Roma Tre. Ho avuto il piacere di intervistarla.
1. Il tuo lavoro di traduzione su Trimalcione di Francis Scott Fitzgerald rivela una grande misura e una percezione della musicalità del testo. Come ti sei rapportata alla versione originaria del Grande Gatsby?
Come sappiamo, per F. Scott Fitzgerald la musica era molto importante. È stato più volte definito il “cantore dell’età del Jazz”, ma credo che le grandi orchestre, le ballerine dalle gonne corte che si agitavano negli shimmy o nei charleston significassero per lui molto di più della superficiale appartenenza a un determinato periodo storico e della sua cronaca. I vestiti con le frange, pensati per accentuare il movimento, il continuo scintillio dei gioielli e dell’acciaio delle automobili, dei ponti, dei treni, degli elementi naturali, hanno un senso che va oltre il loro essere semplici oggetti per Fitzgerald, oltre il loro essere simbolo di un’epoca e della modernità.
Nel testo ci sono moltissimi riferimenti a questi luccichii. Mi vengono in mente “la luce del sole che filtrava in mezzo alle travi metalliche creando un costante sfarfallio sulle macchine in movimento” e le varie descrizioni del paesaggio dalle automobili e dal finestrino del treno. Nei loro movimenti immutabili e definiti, ritmati. Continua a leggere
BAUDELAIRE E L’ESPERIENZA DELL’ABISSO
ESCE, PER LA NINO ARAGNO, LA PRIMA TRADUZIONE ITALIANA, E LA PRIMA EDIZIONE CRITICA, DELL’IMPORTANTE MONOGRAFIA BAUDELAIRIANA DEL POETA E FILOSOFO ESISTENZIALE RUMENO BENJAMIN FONDANE
Baudelaire e l’esperienza dell’abisso
di Luca Orlandini
“Ogni filosofia non è che un consiglio alla rassegnazione… Esprimere il raccapricciante, l’orribile, senza disprezzarlo, è un atto che va oltre la nostra idea di ‘sincerità’.” Fondane
“La mia saggezza è disprezzata quanto il Caos”, scriveva Rimbaud, poeta di cui Fondane si considerava un “petit frère”. E come un tempo per Rimbaud, un certo silenzio ha avvolto l’opera di questo maverick esistenziale, un abbandono provvisorio; ma a volte essi ritornano, a ricordare una verità non tanto occulta ma forse più necessaria della ricerca del Bene (“la morale è estranea al Bello”), poco frequentata, scomoda: “Il est évident qu’il n’a pas été donné a tous les philosophes d’éprouver les vérités pressenties par Dostoïevski, Shakespeare. Mais ceux-là même qui en ont eu l’intuition véritable ont reculé de peur devant l’impasse logique, devant ses conséquences redoutable. Aussi ont-ils, pour nous persuader, essayé d’habiles arguments. Le monde a plus des droits que les individus d’occuper la Providence.” (Fondane). Continua a leggere
Leggere J.K. Rowling senza passare da Harry Potter
di: Guido Tedoldi
Recensione de «Il seggio vacante», romanzo di Joanne Kathleen Rowling – 2012, Salani, pp. 553, € 22,00
Prima di questo romanzo non avevo mai letto niente di Joanne K. Rowling. In particolare, non avevo mai letto nessuno dei 7 romanzi del ciclo di Harry Potter, che lei ha pubblicato tra il 1997 e il 2007 e che sono diventati un fenomeno della cultura popolare con oltre 400 milioni di copie vendute nel mondo – successo di pubblico confermato dagli 8 film tratti da quel filone. Grazie a quelle cifre di vendita, la Rowling è diventata la donna più ricca d’Inghilterra, con un patrimonio superiore al miliardo di dollari americani (perlomeno stando a quello che dice la Wikipedia, qui il link in internet).
“BUONA LETTURA” 3 – “IL MALE VENIVA DAL MARE” DI GIUSEPPE CONTE”
di Mara Pardini
Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
Giuseppe Conte è uno spirito sempre all’erta, dalle suggestive e liberissime conoscenze. Amante dell’avventura, del meraviglioso, dell’illuminazione acuta e fulminea attraverso cui sviluppa la capacità di comprendere i problemi della nostra civiltà, è la voce di una coscienza che sollecita quelle degli altri ad affrontare il mondo, con le sue tragedie e la sua bellezza.
Ne dà piena prova ne Il male veniva dal mare (Longanesi) dove, con le nuove sfumature del noir e della fantascienza, tocca argomenti attuali ed eterni: da un lato il degrado ambientale e sociale, la robotica, la biogenetica, la violenza sulle donne; dall’altro il rapporto tra l’umano e il non umano, l’oggettività e il sogno, il reale e il mito, la leggerezza e la pietrificazione.
Con lo sguardo rivolto ora verso Calvino, ora verso Ovidio e Whitman, Conte lascia scorrere i pensieri e racconta, attraverso un’epica avventura di mare, la storia di un mondo in affanno. Continua a leggere
La Via XX Settembre di Simonetta Agnello Hornby
Via XX Settembre si trova poco lontano dal teatro Politeama, nel cuore di Palermo. Proprio in questa via, nel 1958, lasciata Agrigento, la giovane Simonetta Agnello Hornby (all’epoca tredicenne), viene a vivere con tutta la famiglia. La storia di questi suoi anni, a partire da quel 1958, fino al momento in cui Simonetta decide di trasferirsi in Inghilterra, è raccontata tra le pagine di un volume – pubblicato di recente da Feltrinelli – che ha per titolo lo stesso nome della via citata.
“Un libro che”, rivela l’autrice, “nasce dal desiderio di onorare la memoria di mia madre e di mia zia Teresa, e di raccontare ai miei nipotini come era diversa la vita di un ragazza nella Palermo degli anni ’60. E dall’amore per Palermo”. Continua a leggere
ROBERTO VIGEVANI, INTERVISTA TRA LETTERATURA E VITA
di Giovanni Agnoloni
Roberto Vigevani, scrittore e pittore fiorentino nato nel 1939, è un autore di grande interesse, che la critica italiana – che pure, negli Anni Settanta, l’aveva scoperto grazie alla pubblicazione del suo primo libro, la raccolta di racconti Dalla pancia di un orso bianco (Adelphi, 1970 e poi, in riedizione accresciuta, 1992) – ha progressivamente dimenticato, lasciando in secondo piano quella che era ed è una voce di assoluto spessore nel panorama letterario italiano.
Inizialmente scoperto da Giorgio Manganelli, che lo segnalò alla casa editrice Adelphi con una sua lettera che sottolineava l’alto pregio della sua scrittura, Vigevani, nella sua prima opera, offre un campionario di situazioni, personaggi e stili grotteschi e paradossali, percorso e motivato da un’esigenza intima di ricerca nelle e tra le contraddizioni dell’esistere. Si sente gravare leggera – mi sia consentito l’ossimoro – sul suo stile la grande tradizione mitteleuropea e russa, che – come Raoul Bruni ha ben sottolineato in una recensione dell’unico saggio dedicato allo scrittore fiorentino (Paradossi e ironia nella narrativa di Roberto Vigevani, di Ivano Pierantozzi, edito da Nicomp nel 2010) – Vigevani ha assorbito attraverso la lettura approfondita di autori come Franz Kafka, Robert Walser, Fedor Dostoevskij e Nikolaj Gogol, solo per citarne alcuni. Continua a leggere
9 libri per me posson bastare? – recensioni
di Max Ponte
Ho fino ad ora incontrato pochi intellettuali, critici o scrittori o lettori che siano, che sostengano la folle idea di recensire tutto, sebbene nei tempi che la vita ci conceda. E con tutto intendo l’insieme di ciò che viene indirizzato al diretto interessato come novità editoriale ma anche come pubblicazione in rete (blog e siti). Dicevo fra questi pochi intellettuali c’è Lucia Dell’Aia, critico letterario, che la pensa esattamente come me: leggere ed esprimersi sul lavoro che ci viene inviato personalmente, qualsiasi esso sia, senza fare scelte di indifferenza, è una forma di rispetto nei confronti dell’alterità e allo stesso tempo un lavoro letterario militante. Sulla mia scrivania da qualche tempo sono presenti 9 libri di vario genere (questa volta non solo poesia) ed è giunto il momento di scrivere. Il mio giudizio come sempre è sintetico ed è un’indicazione, un commento nel mare magnum della produzione libraria, una nota al quale segue una voto diretto all’opera in questione. Per chi desiderasse inviarmi libri o suggerimenti la mia email è [email protected] Continua a leggere
Letture amiche: L’uomo che voleva farsi strega, di Francesca Garello
Per la serie Letture amiche, oggi voglio parlare di un insolito libro di racconti: L’uomo che volle farsi strega, di Francesca Garello, Homo Scrivens editore, pubblicato nel 2013. Che sia insolito, credo che basti il titolo a supportarlo: qui ci troviamo di fronte a racconti molto strani… Insomma, si sa che è difficile parlare di una raccolta di racconti, forse mi spiego meglio chiacchierando dei singoli brevi testi che essa racchiude e che, lo ammetto, mi hanno divertita da matti. Continua a leggere
Letture amiche: “L’acqua tace”, Pelagio D’Afro
Mi fa piacere riprendere una vecchia abitudine persa solo per mancanza di tempo, non per mancanza di volontà o di materiale. L’abitudine, mantenuta per anni, di mettere nero su bianco le mie impressioni di lettura. Alcuni libri, infatti, non lasciano niente dopo la parola fine. Altri invece fanno pensare. Alcuni divertono, altri commuovono. Talvolta, pescati nell’immane offerta di questi anni, pur essendo stati graditi si finisce con lo smarrirne la memoria, ed è un peccato. Me ne sono resa conto quando un’amica mi ha chiesto di parlarle di un paio di romanzi che, come io stessa le avevo detto, mi erano piaciuti molto. Sì, però, a raccontarli… quasi non ricordavo più niente, a parte il fatto che mi erano piaciuti. Un po’ poco, certo. Ecco perché, tempo permettendo, vorrei riprendere questa sana abitudine. Una volta che hai scritto, la memoria resta (scripta manent, dicevano gli antichi) e se qualcuno domani mi chiedesse un parere su qualcosa che ho letto potrei rimandarlo al… link apposito. Continua a leggere
“EQUATORIA”, DI PATRICK DEVILLE
Recensione di Vincenzo Maria Oreggia
Equatoria
Patrick Deville
pp. 360
traduzione di Roberto Ferrucci
15,00 euro
Galaad Edizioni, 2013
Scrittore cosmopolita, per cui è impossibile separare esperienze personali e memorie legate ai luoghi instancabilmente attraversati, Patrick Deville, in questo romanzo nervoso e controllato, accurato nell’arditezza della composizione e viscerale nell’impeto che mantiene ovunque tesa la scrittura, affonda lo sguardo nel cuore dell’Africa centrale, lungo quell’anello di foreste e maestosi fiumi che si estende per migliaia di chilometri tra l’Atlantico e il Pacifico e ha dato appuntamento, in un convegno di spettacoli terribili e fantastici, a celeberrimi esploratori, avventurieri d’ogni genere e ambizione, eccentrici filantropi.
L’opera più africana di Deville, che ha lunga confidenza con un Continente dove ha viaggiato e vissuto per anni, conoscendone disastri e fascinazioni, miracoli e orrori presenti e passati, si sviluppa come un grande mosaico di storie, un affresco mirabilmente composito di biografie o accadimenti rimarchevoli che svelano parentele e sorprendenti richiami l’uno con l’altro, proliferando come un dedalo di scene leggendarie e vivissimi fantasmi attorno al cammino dello scrittore. È questo il modo in cui il viaggiatore contemporaneo, nomade operoso armato di taccuino e curiosità insaziabile, fondendo diario personale e memorialistica di casi umani straordinari, nonché plasmando una prosa di stigmatizzante forza evocativa e centellinato, lirico nitore, giunge a una sua originale forma romanzo. Continua a leggere
“BUONA LETTURA” 2 – “IL PARTIGIANO DI PIAZZA DEI MARTIRI” DI ENZO BARNABÀ
di Mara Pardini
Buona lettura è uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina, ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
È un libro che racchiude tante vicissitudini, le une intrecciate alle altre, come in un gioco di rimandi: la storia di Ciro, il siciliano che combatte i nazisti e che il 17 marzo del 1945 finisce impiccato a Belluno; la vicenda del movimento di liberazione nel Nord Italia; le peripezie di un ?glio alla ricerca del padre.
È Il Partigiano di Piazza dei Martiri (Infinito edizioni) il nuovo libro di Enzo Barnabà, un fine lavoro di ricerca con indosso la fresca veste del romanzo.
L’autore ci regala una storia liberamente ispirata alle vicende di “Ciro” – la cui reale biografia viene presentata in fondo al libro – dove le esperienze vissute dai personaggi concorrono a delineare il profilo dello stesso Barnabà, narratore ormai maturo e non più solo linguista o storico.
Perché se è vero che il racconto poggia su ricerche, documenti e testimonianze, tanto da presentarsi come una cronaca viva in cui non mancano lo spirito storico e critico, è altrettanto vero che Il Partigiano di Piazza dei Martiri si avvale di un’efficace struttura narrativa, di un godibilissimo intreccio e di uno stile chiaro e preciso, che facilita il lettore nel prendere subito parte ai casi dei personaggi. Continua a leggere
“Bruciate i libri!”, il benessere di quei brividi
di Max Ponte
10 dicembre 2013, un post su Facebook fa il giro del web, è la libreria stessa a scriverlo: «Alcuni manifestanti della protesta dei “Forconi” (un piccolo gruppo di giovani, probabilmente studenti, ndr) un’ora fa sono entrati alla libreria Ubik di Savona, urlando davanti ai clienti “Chiudete la libreria !! Bruciate i libri!!” Continua a leggere
Quello strano tipo di Jo Spatacchia
di Giovanni Tortelli
Jo Spatacchia non è un personaggio artificioso. E’ uno di noi, sistemato nell’anonimato di una vita qualunque, di una strada qualunque di una qualunque città del nostro tempo, che l’Autore Vieri Tommasi Candidi ha presentato in un e-book arricchito – è il caso di dirlo – dai disegni di Alessio Giurintano, dalle illustrazioni di Nilo Australi e dalle musiche di Sergio Borghi.
L’«evento Jo Spatacchia» è importante perché segna l’esperienza singolare dell’inserimento della prospettiva metafisica nel genere della narrativa elettronica . E con eccellenti risultati, dal momento che l’Autore muove il suo protagonista tutto sul piano dell’essere, attento però a non abbandonarlo a se stesso in un labirinto di psicologismi, ma inserendolo in un contesto fatto di colpi di scena degni dei migliori racconti d’azione la cui origine sta, però, in un’altra dimensione.
Non più domande e turbamenti che nascono e si concludono nel cerchio della realtà fenomenica, ma che vanno invece ad incidere sul carattere del protagonista, quindi sulla sua essenza, che è poi esistenza, secondo il canone metafisico. Continua a leggere
La Lucania di Nunzio Festa
di Marino Magliani
L’ultima volta che ho dialogato col poeta e scrittore Nunzio Festa, figlio della Basilicata di Scotellaro ed erede di una tradizione che incontra la paesologia di Arminio e la beat anti-yankee, (sempre su questo blog), era appena stato pubblicato per le edizioni Senzapatria il suo romanzo breve Farina di sole. Invece adesso è uscito il suo Basilicata. La Lucania: terra dei boschi bruciati. Guida narrata coi luoghi e il resto, presso le edizioni Golena/Malatempora, già egregiamente presentato tra l’altro dalla nostra Rosa Salvia.
MM: Solitamente nella tua prosa e nella tua poesia, il luogo d’origine, lo spazio di resistenza ed esistenza ha un ruolo molto importante. Ma adesso hai scelto di entrarci pienamente per descriverli. Anche se lo fai spostandoti rapidamente da un punto all’altro della carta geografica lucana, come vedremo. Perché hai sentito quest’esigenza?
NF: Innanzitutto per un estremo atto d’amore per la madre originaria. Sostenuto dal racconto per immagini e giudizi, passami il termine, su pezzettini fascinosi della Basilicata. Pezzi di terra e bellezze già attraversati da artisti e intellettuali, spesso descritte, perfino, e adesso pronte al turismo di massa, oltre che a quello di qualità oppure, diciamo, non invasivo in quanto molto più rispettoso dei posti. Però allo stesso tempo so e “dimostro” che si tratta di pezzi di terra e bellezze, naturali e artistiche, oggetto e soggetto di speculazione, e a volte speculazione rapace. Bellezze che si fanno tavola tante volte imbandita, insomma, per interessi soltanto particolari. Continua a leggere
Essere tra le lingue #7: NELVIA DI MONTE
di Manuel Cohen
Per fortuna degli autori e per gioia dei lettori, esistono, rari, premi letterari tesi a valorizzare i vincitori editando le raccolte premiate. Nelvia Di Monte (1952) di recente ha beneficiato di ciò, aggiudicandosi il ‘Premio Ischitella-Pietro Giannone 2010’ per la poesia nei dialetti d’Italia, premio che ha provveduto a stampare Dismenteant ogni burlaz, interamente scritto nella lingua friulana, nella varietà parlata a Pampaluna, paese da cui la nostra proviene; quindi, il ‘Premio speciale alla carriera Elsa Buiese 2011’, che ha stampato la suite, Nelle stanze del tempo, contenente testi in lingua e in dialetto. Continua a leggere
“ALCAZAR. ULTIMO SPETTACOLO”, DI STEFANIA NARDINI
di Giovanni Agnoloni
Sembrerebbe un “romanzo di altri tempi”, Alcazar. Ultimo spettacolo di Stefania Nardini (Edizioni e/o). Non solo per la collocazione storica degli eventi (è ambientato nel 1939, nella fase immediatamente precedente la Seconda Guerra Mondiale), ma anche per lo stile, carico di sonorità musicali e assonanze estetiche che sono proprie della cultura e della “visione del mondo” di quel periodo.
È, sicuramente, un romanzo storico, o come tale è facile percepirlo. Tuttavia, è un libro intrinsecamente moderno. Non solo perché l’autrice è una donna molto addentro alle dinamiche umane e sociali del nostro tempo, ma perché affronta tematiche universali e sempre attuali. Una su tutte: le discriminazioni di genere, visto che uno dei protagonisti, Gino Santoni, in arte Cordera, soubrette di riviste teatrali, è un omosessuale che deve tenere nascoste le proprie inclinazioni e che – si teme, proprio per questo motivo – scompare misteriosamente da Marsiglia, dove la sua compagnia sta tenendo uno spettacolo durante tutta una stagione, dopo aver rifiutato le avances di un gerarca fascista che l’aveva scambiato per una donna.

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