Archivi categoria: Scritture

Entro a volte nel tuo sonno

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C’è uno scrittore – un poeta diresti – che scrive frammenti lirici, lasse di testo che hanno una consistenza piumosa e, a un tempo, abbondante. È Sergio Claudio Perroni – io lo conoscevo soprattutto come traduttore di Steinbeck – che ora pubblica, con La nave di Teseo, un bellissimo libro, Entro a volte nel tuo sonno (pp. 180, euro 12), una sorta di modernissimo Zibaldone di pensieri, più aderente alle piccole cose, più intimo ancora, un diario senza tempo che lo sguardo può scorrere in un senso e anche nell’altro, poiché la forza dell’insieme sta nello scorcio sempre inedito che ogni rigo getta sulla vita. Continua a leggere

Carlos Kleiber: diventare superflui per ritrovare il senso

 

musica assoluta

Bruno Le Maire è il Ministro dell’economia e della finanza in carica nell’attuale governo francese di Édouard Philippe. Ha scritto un breve romanzo dedicato alla figura di Carlos Kleiber che in Francia, pubblicato da Gallimard, si è aggiudicato il Prix Pelléas e il Prix de la Ville de Deauville, e che in Italia è approdato sui nostri scaffali, con l’editore genovese De Ferrari, grazie alla perseverante passione del traduttore e musicofilo Roberto Lana. Continua a leggere

Time machine: Cina, La geografia di Biagi, 1979

Succedono un sacco di cose quando si rimette a posto una biblioteca di cui da anni nessuno si occupava. Se poi la biblioteca è quella della Società Dante Alighieri di Auckland si finisce per ritrovarsi sommersi da volumi d’ogni argomento e provenienza, testi donati da studenti oramai defunti, membri del Comitato da tempo scomparsi, autori e pubblicazioni in cui non avevi o non avresti mai avuto modo di imbatterti.
E poi succede di dover fare delle scelte, scelte che spesso non si vorrebbero fare perché molti titoli sono stati superati dalla Storia o faticano a difendere il loro posto sugli scaffali o, più semplicemente, devono cedere spazio ad altri di più recente pubblicazione che hanno maggiori possibilità di interessare eventuali lettori.
E già, perché anche quelli – i lettori – sono divenuti specie rara, o nel migliore dei casi sono finiti dietro gli schermi illuminati di tablet e smartphone, e allora diventa quasi impossibile salvare tutto quando lo spazio è limitato e i volumi troppi: occorre fare delle scelte. Bisogna scendere a compromessi, fare sacrifici.
Così mi sono ritrovato tra le mani testi di cui avrei dovuto liberarmi, ma che faticavo a distruggere. Libri che già sapevo che non avrebbero interessato più nessuno, volumi destinati a prender polvere per chissà quanti altri decenni, ma ai quali avrei voluto dare un’ultima come dire… possibilità di lettura.
Ho deciso di farne una serie che intitolerò “Time machine”.
Il primo proviene dalla collana La geografia di Biagi, edita da Rizzoli e scritta ovviamente da Enzo Biagi, titolo CINA, 1979, di cui pubblico l’Introduzione chiarificatrice (meglio spiegarsi subito).
Come vedeva Biagi la Cina quarant’anni fa? Aveva previsto Continua a leggere

“Dimmelo se ti disturbo” di Eeva Karin Kilpi

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Una breve poesia di Eeva Karin Kilpi, scrittrice Finlandese che mi fa pensare ad Alda Merini. Trovo che questi brevi versi siano non solo intensi ma anche perfetti per augurarvi un 2018 pieno di vibrazione e baldanza 🙂
Li ho tradotti dalla versione svedese di Kerstin Holm-Lindqvist e Ulla-Mari Kankaanpää della raccolta “Canti d’amore”.

Dimmelo se ti disturbo

Dimmelo se ti disturbo,
disse mentre entrava,
ché me ne vado subito.

Non è che disturbi e basta,
gli risposi,
tu mi scaravolti l’esistenza.
Entra pure.

Poeticilibri #4

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Prosegue POETICILIBRI con il quarto appuntamento alla LIBRERIA BELGRAVIA di Torino in via Vicoforte 14/d, previsto per sabato 13 gennaio 2018 alle ore 17.30

15 minuti di tempo massimo per raccontare il proprio lavoro, poetare e convincere. Una selezione di autori per avvicinare i lettori alla poesia italiana contemporanea

Saranno presenti con i loro libri i poeti:

Sergio Donna (Torino) con le due opere in edizione bilingue italiano-piemontese “Sgnorete e Lusariòle” e “Ciameje nen Haiku”
Alessandra Corbetta (Como) con “Essere gli altri” (Lietocolle)
Carla Bertola (Torino) con “Ritrovamenti” (Eureka) e “Affetto affettato affitto” (Offerta Speciale Ed.).
Alberto Vitacchio (Torino) con “Il torpore dei gradini” (Eureka)
Alessandro Prusso (Genova) curatore di “El canto mayor”, antologia dedicata ad Alejandra Pizarnik
Carlo Molinaro (Torino) con “L’effimera commedia” (Miraggi)

Un evento ideato e condotto da Max Ponte
In collaborazione con la Libreria Belgravia Via Monginevro 44 bis e Via Vicoforte 14/d Torino. Tutti i libri saranno disponibili nel corso dell’evento e successivamente nello scaffale “Poesia”.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Pagina FB di Poeticilibri

Le gran voyage

di Stefanie Golisch

in memoriam Francesco Zaccaria (1930-2017)

Un uomo parte. A mani vuote, in mente un
romanzo da finire, ma non sa come. Ha
dimenticato il nome del suo cane d’infanzia
e non ricorda il viso di sua moglie da giovane.
Nella sua stanza suona sempre la stessa ora.
Il giorno è una domenica piovosa. Tante cose
si avrebbe potuto fare, ma è sempre troppo
presto. Le frasi rimaste pesano poco. Sono
stanco, ma non voglio dormire, ho sete, ma non
voglio bere. Ha sempre detestato le domeniche
e in particolare quelle piovose. Vorrebbe dire
la sua frase e chiudere in bellezza, ma quella
frase non c’è. Il suo romanzo finisce così. Con
il protagonista che si è appena alzato e che ora
si sta vestendo faticosamente

“TEMPO DI RISERVA” (inediti), di Silvia Rosa

QUELLA VOLTA

Quella volta che il sole
è caduto per terra
con uno sparo di voce
al centro al cuore
dentro la sua stessa luce
colpito forte, sembravano
lucciole le schegge
che mi cascavano tra i capelli
legati in un nodo,
sembrava la fine di un mondo

ma poi la vita riprende ? così dicono ?
solo meno luminosa e
un poco più fredda, scomoda,
la voce torna ai suoi silenzi
collusi con le ombre, torna
a non dire a dire a metà
a farsi lieve vento tra le nuvole
che da quella volta mi seguono
premurose, in fila

non ho capito se in un corteo funebre
o per darmi l’illusione di essere ancora
una sposa ancora la stessa di prima
? in attesa sempre ? ancora viva.

***

RELIQUIA

È così che ricordo il tuo corpo
? sole minuscolo ingoiato
da un cielo di lucciole e assenze ?
come candido marmo, una perla
screziata di buio per ogni silenzio
che custodisci con le mani di neve

Pochi giorni, le creste spampanate
dei soffioni turchini che si agitano
in questa distanza al rallentatore,
di paura in paura, e tu sei una statua
bellissima, terribile, senza occhi
né voce, reliquia del mio desiderio

Voglio tenerti ? un ossicino traslucido
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Il senso di Chiara per il licenziamento – la mobilitazione dei lavoratori museali torinesi

foto musei

Sabato 15 dicembre 28 lavoratori della Fondazione Torino Musei apprendono da un quotidiano di essere stati messi alla porta, insomma messi in esubero, fatti fuori, liquidati, gettati alle ortiche. Nello specifico si tratta di 13 lavoratori del Borgo Medievale di Torino, 6 della Biblioteca d’Arte della Gam, 6 della Fototeca sempre della Gam (Galleria d’Arte Moderna) e 3 del Museo della Resistenza. Fra questi fortunati “licenziandi” anche chi vi scrive, impegnato come rappresentante dei lavoratori. La vicenda si sviluppa poi in vari incontri in cui il responsabile principale è l’amministrazione pentastellata di Chiara Appendino che naviga in una condizione di inadeguatezza totale, in cui i risvolti variano fra Gadda e Kafka con interessanti esempi di schizofrenia politica. Il Comune di Torino è il socio principale di Fondazione Torino Musei (assieme a Regione e fondazioni bancarie), colui che è proprietario di immobili e che ha nominato il presidente della Fondazione Torino Musei Cibrario, ma evidentemente vorrebbe andare in letargo o darsi per morto oppure fuggire ad libitum in una scia di autoprodotti terremoti e lapilli. Continua a leggere

estremo, anacoretico cartiglio (inedite)

Andando per qualche via antica di Milano
di colpo rammento le parole di Raboni
sulla “sua” Sicilia conosciuta attraverso Cattafi –
e “in Sicilia, in Sicilia”, mi recito e dico, invano
forse, per le mie mute, inesauribili orazioni…
(9 maggio 2016)

(dormiveglia)
Mio padre,
Con mia madre, conferma riconosce
L’origine la stirpe il nome
Di mia figlia che nasce.
Nomina di nuovo la terra e la casa.
Ritorna al cuore della mente,
Non so come.
(15.1.2017)

Tra le case, del molto che qui fu,
Resta qualcosa, forse, quasi un niente,
Un fregio una pietra cimino o poco più,
Quasi una disperata speranza della mente.
(30.09.2017)

Il senso deciso, ultimo delle cose, come un vento
Ladro, nascosto e feroce, con destrezza,
A un’ora qualunque, al preciso inatteso momento,
Così da smarrire il tempo in qualche brezza.
(4.11.2017)

A margine freddamente si tratteggia
La parola che c’è, il finto foglio,
La rinuncia abbozzata, in una scheggia
Di estremo anacoretico cartiglio.
(07.11.17)

S’infima l’inferno, interna, inverna-
Le s’insinua, inscena l’alpe eterna.
Vi si intravede come un Dio mendìco,
Morto per freddo, straniero, senza amico.
(30.11.17)

E dimmi, di ragione, io, chi sono io
a scrivere, in minuscolo, il nome di Dio?
e se tutto in minuscolo il mondo
tutti celasse i Nomi, in fondo in fondo?
(1.12.2017)

(contrade)
S’elevava calcarea la luce, da un pertugio
Aspro di mosto si apriva – ancora indugio –
Il mare delle vigne alla collina,
Appena sopra il sale, alla marina.

Sant’Elia, le Rocche, la Traversa,
Vi punge l’aria fine dell’inverno,
Peppino tra una salita una discesa
Nel sole di febbraio, arreso
Al peso dell’eterno.
(13.12.2017)

Julian Barnes e l’ossessione di essere arrivati ‘dopo’

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Graham Hendrik, docente di Storia alla London University, incontra a una festa Ann, giovane paracadutista con un passato da attricetta. Per lui è la donna ideale, lo rende capace di quelle splendide follie che quindici anni di matrimonio con Barbara hanno castrato. Il nuovo amore rappresenta, insomma, la svolta in un’esistenza in cui l’uomo ha “la vaga impressione di vivere già come un pensionato” perché nessun tradimento o frizzo – neppure la figlia Alice – riescono a suscitargli forti emozioni. Continua a leggere

Scrittori e Scrittura: intervista a Riccardo Gazzaniga

Sono sempre stata attratta dagli scrittori e dalle scrittrici, dal rapporto che ognuno di loro ha, più che con il libro che sta scrivendo, con la scrittura in generale. Mi incuriosisce molto capire se per loro scrivere sia un’ossessione, una necessità, un lavoro come un altro, una liberazione. Mi piacerebbe anche “spiare” la loro routine, capire se seguono uno schema, hanno un metodo o si lasciano guidare dall’ispirazione e in che modo.


Inizio questa serie di interrogat… ehm… interviste con un autore, Riccardo Gazzaniga, che seguo dal suo primo romanzo, A viso coperto, uscito nel 2013 per Einaudi Stile libero, dopo aver vinto il premio Calvino (massimo rispetto!). Il suo secondo romanzo, Non devi dirlo a nessuno, completamente diverso dal primo (il primo ambientato nel mondo degli ultrà e dei poliziotti, il secondo in un piccolo paese, Lamon, dove due fratelli imparano a essere grandi, fra paure e segreti) Continua a leggere

“Il giorno del Ringraziamento” – Capitolo 11

[Novella a puntate – testo e immagine di Monica Mazzitelli]

11.

Era davvero buona. Aveva una qualità diversa, come se ogni cosa fosse stata scelta fino alla selezione della molecola per essere perfetta, armoniosa, assaporabile. “La più buona torta di mele che abbia mai mangiato” aveva detto Samuel. “Sa di mamma” era stato il commento di Angela, che ne aveva presa una seconda fetta più piccola dopo la prima. Poi si era messa a tirarne su le briciole schiacciandole metodica con i rebbi. La testa le era crollata leggermente dentro le spalle e sembrava ancora più piccola così, nel suo liscio lucore. Non aveva più indossato il berretto dentro casa dopo i primi due giorni. Ora il suo sguardo era fisso nel piatto, più stanco che triste. Francesca si era girata verso di lei, appoggiandole una mano sulla spalla come una carezza, e le aveva sussurrato qualcosa all’orecchio. Angela aveva sorriso arricciando il nasino, restando con la testa incassata, poi si era sollevata sulla sedia, alzando il capo con la flessuosità di un cigno. Continua a leggere

Ti regalo una lucertola – di Max Ponte

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Ogni giorno faccio
delle tue foto le
mie edicole votive
le tue iridi
il tè verde
nel cingerti lontano
son chi si perde
ramingo e devoto
parlo e divago
al passato remoto
mostrami il tuo
giro vita i tuoi
esercizi in palestra
le cose più inutili
la tua maestra delle
elementari dove si trova
la tua buca della posta
chiudi gli occhi
apri le mani e guarda
ti regalo una lucertola

Max Ponte

***

Clicca qui per il blog personale

 

“Essere gli altri” di Alessandra Corbetta

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NEI FRAMMENTI
C’è una fortuna nella moltitudine:
tu non la vedi o non credi;
ma c’è una forza negli sprazzi
quando dell’intero solo il ricordo è ammesso.

Forse per questo
io amo stare dentro i frammenti:
perdonami
per questo tutto
che non posso volere
interamente.

da “Essere gli altri” di Alessandra Corbetta (LietoColle)

***

Alessandra Corbetta è nata a Erba il 4 dicembre 1988. È dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media e collabora come Web/Social Media Master e come Content Writer con La Casa della Poesia di Como. Ha scritto per la rivista culturale Alfabeta2. Per Flower-ed ha pubblicato la monografia poetica “L’amore non ha via” e per Silele Edizioni il romanzo “Oltre Enrico (Cronistoria di un Amore sul finale)”. Scrive di poesia, società e cultura per il blog Tanti Pensieri e di New Media per il giornale online Gli Stati Generali. Per il blog Menti Sommerse dirige la rubrica poetico-letteraria “I Fiordalisi”.

Per info sul libro
Il sito dell’autrice

Metafore, teatri della memoria ed effetti di nebbia nell’Isola del giorno prima di Umberto Eco (quarta parte)

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La sistematicità delle corrispondenze consente alla metafora di sfumare in una più generale somiglianza che assume la forma d’una grande simpatia universale. L’intero meccanismo metaforico può essere un’immagine dell’universo ermetico [1]. Fa parte di questo discorso un elemento dal quale dipende anche buona parte della struttura del romanzo, ovvero la ‘polvere di simpatia’ o unguentum armarium, un impiastro in grado di mettere in collegamento, di ‘porre in simpatia’, appunto, due oggetti anche molto distanti tra loro. Eco stesso richiama quanto Goclenius dice a proposito di questo magico unguento in Synarthrosis Magnetica (1617): Continua a leggere

“Le facce del fiume”. Clemente Castelli e le sue sculture

Testo introduttivo e intervista di Oreste Verrini

C’è un piccolo borgo in provincia di Lucca, nel comune di Piazza al Serchio, fatto di sassi. Sassi per costruire le strade, per costruire le case e per abbellire. Non è inusuale, camminando in quelle stradine, incontrare un signore alto, di bianchi capelli, che con fare dinoccolato, passeggia. Siamo a Nicciano, in Garfagnana, e il signore è Clemente Castelli. Postino di professione e scultore per passione, ha abbellito il borgo di statue in arenaria. Ognuna di esse racchiude una storia, una leggenda, un desiderio.
Così l’ho conosciuto, camminando nel borgo. E sempre camminando ho conosciuto le sue opere e poi la sua storia. Non poteva rimanere ancora nascosta. Meritava di essere raccontata. Ad aiutarmi in questa avventura, Angelica Polverini, storico dell’arte e docente d’Accademia. Assieme abbiamo cercato di raccontare Clemente e il suo mondo. Le Facce del Fiume, Tarka Edizioni, è il risultato di questo lavoro. Continua a leggere

Poesia e preghiera


È un libretto prezioso questo “Poesia e preghiera”, redatto da Edoardo Albinati, Sauro Albisani, Francesco Dalessandro, Gianfranco Palmery, Giovanna Sicari e Domenico Vuoto, che si confrontano su un tema inesauribile, per certi aspetti insondabile, e forse proprio per questo concentrato in quaranta, intense pagine. Continua a leggere

alcune “tristi verità” di Ambra Stancampiano

Ambra Stancampiano è una giovane scrittrice messinese, qui in veste di aforista, epigrammista in prosa, epigrafista, calligrammista,etc. Vi proponiamo una scelta di quelle che l’autrice stessa chiama “tristi verità”: soprattutto nude ed irriducibili visioni della realtà (Enrico De Lea).

***
#1
Crescere vuol dire confrontarsi con tristi verità.

#4
I veri sognatori non sono gli utopisti o gli idealisti, ma coloro che sperano di trovare la carta igienica nei bagni pubblici.

#7
La madre dei beoti è sempre incinta. Peccato che la Beozia non esista più, quindi sono tutti in giro a rompere i coglioni agli altri.

#8
Essere una brava persona è un’autovalutazione del tutto soggettiva.

#11
Cleopatra è stata un grande regina, finché nella sua vita non sono entrati Cesare e Marcantonio.

#12
Ognuno crede di aver ragione e
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