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Per Gaja e la sua mamma

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Ma ora è il momento 
di mettersi a dormire 
lasciando scivolare il libro che 
ci ha aiutati a capire 
che basta un filo di vento 
per venirci a guidare 
perché siamo naviganti 
senza navigare 
mai. 

 

Ti siamo vicinissimi, Gaja, amica nostra carissima.

 

Sorprese

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Domani ho il ritiro per le prime confessioni.
Utilizzerò la parabola del padre misericordioso, anche sapendo che:
non c’è il pentimento (il giovanotto torna perché ha fame);
non c’è il proponimento (vuole fare il mercenario);
non c’è l’accusa dei peccati (il padre non lo lascia parlare);
non c’è la penitenza (si organizza subito la festa).
Quel che resta del sacramento, insomma, è il peccato (perché tocca a noi, che non cambiamo mai).
Mi chiedo se non si tratti, anche, di una cura preventiva.
Domani dirò ai bambini di confessarsi ricordando questo: Dio è una persona piena di sorprese.

Marino Magliani, Elio Lanteri: un dibattito al Gabinetto Vieusseux

Testo introduttivo e filmati di Giovanni Agnoloni
Foto di Mauro Baldrati

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Il 29 aprile, al Gabinetto Vieusseux, presso Palazzo Strozzi (Firenze), si è tenuto un incontro sul tema “Viaggio tra il paesaggio e la memoria”, incentrato sui due romanzi “La tana degli Alberibelli” di Marino Magliani (ed. Longanesi) e “La ballata della piccola piazza” di Elio Lanteri (ed. Transeuropa). Continua a leggere→

Per un intero viaggio

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“Vuoi vedere che ce la faccio anche stavolta?”.
Dicevi sempre così.
Perché non ce l’hai fatta, questa volta? Perché m’hai lasciato qui da solo?
Come la trovo una persona come te?
Dove vado, ora, a sbattere la testa?
Solo tu potevi sopportare, per un intero viaggio, un adolescente innamorato che voleva sentire soltanto una canzone, sempre e solo quella, sempre e solo quella.

In un futuro aprile

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Supplica a mia madre

E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini

Tre giorni

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Dopo tre giorni di massacro mi chiedo cosa resti, di tutto questo.
In fondo, sono quattro turni di prime comunioni.
Un incubo, con la febbre alta.
Se almeno nascesse qualcosa da questo seme, da questa febbre assurda dell’amore.

Davide Sapienza al Trento Film Festival

Vi segnalo questo intervento dello scrittore Davide Sapienza per il Trento Film Festival: tema, il Grande Nord, la sua natura e il suo spirito, davanti alle sfide poste dalla modernità. Il servizio video è a cura della Web Tv di Trento Festival 2009. Continua a leggere→

Vada giù, vada giù

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Verrà un giorno in cui solo i belli avranno diritto di vivere.
Il mondo sarà una superficie levigata su cui più nulla farà attrito.
Supplicheremo di vedere un volto insignificante, un brutto muso, ma l’orizzonte sarà vuoto e muto, come una stanza di obitorio.
Solo allora sarà chiaro che la verità era nel rovescio delle cose; che attraverso le contraddizioni, le crisi, le ferite si entrava nella vita.
Ma sarà troppo tardi: la velina sculetterà un’ultima volta, poi tutto precipiterà nel nulla.