
Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Sono queste le domande che ci collocano sempre al punto giusto, nell’arco della vita. Ecco perché Gesù ci rassicura: Io sono il Primo e l’Ultimo, l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine. Niente crisi d’identità, per noi figli di Dio.
Alida Airaghi, Juvenilia
Inaspettati, insospettati,
ho trovato dei versi
in un libro non più aperto
da tempo immemorabile.
Perché oggi inservibile:
sulle lotte operaie
degli anni settanta.
Li avevo nascosti, timorosa
ragazza colpevole
di nutrire sentimenti borghesi.
Stridevano pudichi
e innamorati, tra analisi
puntuali di politologi marxisti,
di duri intellettuali,
economisti puri.
Innocui, indifesi
e forse indifendibili,
provavano a sfuggire
la prosa del reale.
Infantilmente, inutilmente,
era il mio modo
di medicare il male.
Poesia italiana del XXI secolo

Sonia Caporossi è nata a Tivoli nel 1973, musicista, poetessa, prosatrice, critica letteraria e saggista. Ha pubblicato numerosi libri. Tra gli ultimi ricordiamo il saggio critico Le nostre (de)posizioni. Pesi e contrappesi nella poesia contemporanea emiliano-romagnola, con E. Campi, Bonanno, Acireale 2020; la curatela su G. Leopardi, L’infinita solitudine. Antologia ragionata delle poesie, Marco Saya 2020; la raccolta di monologhi filosofici Opus Metamorphicum, A&B Editrice 2021; la trilogia poetica Taccuino dell’urlo, Marco Saya 2020, finalista al Premio Montano 2020; Taccuino della madre, Progetto Cultura 2021; Taccuino della cura, Terra d’Ulivi 2021. Dirige per Marco Saya Edizioni la collana di classici italiani e stranieri La Costante Di Fidia. Collabora con Poesia Del Nostro Tempo, Versante Ripido, Bibbia d’Asfalto e col festival Bologna In Lettere. Ha diretto per molti anni Critica Impura e Poesia Ultracontemporanea. Il suo blog personale è disartrofonie. Vive e lavora nei pressi di Roma.
Santi
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È arrivato il momento di scrivere un libro. Sì, in aggiunta a quelli già in cantiere. Più vado avanti negli anni, più mi accorgo che la mia vita si comprende così, nelle pagine in cui metto nero su bianco la verità che si rivela. Grazie a Dio, non ho bisogno di modelli a cui adeguarmi. Questo ho imparato: la scrittura dev’essere libera, altrimenti è finzione di finzione, buona solo a rimpinguare le casse di case editrici a caccia di sfoghi narcisistici. Dopo tanto cammino, mi accorgo di non avere bisogno di conferme: m’innamoro sempre più di una luce che è dentro, la perla preziosa del Vangelo, quella per cui il mercante decide di vendere tutto, quella per cui, alla fine, non è più mercante. Dev’esserci qualcosa che ti cambia in modo radicale: non sei più quello di prima; sei raggiunto da una luce d’altri mondi, che rinnova l’essere dalle fondamenta. Questo libro ha lo scopo di causare, in chi legge, lo stesso colpo di reni con cui vincere una corsa che sembrava persa. Si tratta di lasciare da parte ciò che dentro di noi lavora contro, di riattivare quella che Gesù chiamava la sorgente che zampilla per la vita eterna. Avete mai visto una sorgente? È uno spettacolo speciale: si ha la sensazione che lì ogni cosa ricominci, come se tutti gli errori fossero azzerati. Ecco: questo è il libro per chi non ha mai trovato la chiave della vita, per chi pensa di aver sbagliato tutto e di dover ripartire da capo. “ In origine non era così”. È vero ciò che sta all’inizio. Il resto è conseguenza.
La cosa più gradita
Due poesie inedite di Roberto Rossi Testa
Ho ricevuto da Lidia Ajassa due poesie inedite di Roberto Rossi Testa, scritte nel tempo dell’attesa, in preparazione del passaggio. Non c’è niente da aggiungere, se non ricordare, ancora una volta, lo spessore di un uomo e di un poeta che ha saputo andare controcorrente, insieme con la sua compagna, senza mai cedere ad alcuna facile sirena del mondo, approdando a ciò che resta per sempre: Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Lawrence Ferlinghetti. 3
Indecifrabile
Cari maestri, cari professori. Ricordi di scuola di un insegnante. [Puntata 2/2]
Cari maestri, cari professori. Ricordi di scuola di un insegnante. [Puntata 2/2]
di Gustavo Micheletti
Al liceo
A liceo-ginnasio Niccolò Machiavelli di Lucca il primo ricordo va alla professoressa Ragone, che era simpatica, tutta ingioiellata e con bel sorriso sfolgorante di rossetto. Con il mio compagno di banco, proprio davanti a lei, in prima fila, parlavamo spesso di politica e d’imminenti rivoluzioni. Lei era abbastanza comprensiva e ogni tanto pareva ci ascoltasse anche mentre spiegava. Poi all’improvviso ci diceva un po’ spazientita di smettere, ma non sembrava troppo convinta, e infatti dopo un po’ si continuava.
Sempre al ginnasio un incontro importante fu quello con Don Mattioli, un vero teologo, profondo e dialogico, una persona di grande temperamento e con uno sguardo giovane e vivace, nonostante avesse già una certa età. Aveva fama d’essere stato molto bello e d’aver fatto innamorare in gioventù diverse ragazze. Un giorno ci spiegò che l’essere prete non era in contrasto con l’essere uomo e che anzi aveva un senso proprio in quanto uno non smetteva di essere uomo. Un’altra volta ci confessò che si commuoveva ascoltando le arie di Puccini. Aveva una voce calda e gesticolava bene, lanciando occhiate acute e remote verso la luce che entrava dalle finestre, e ogni tanto si rimaneva a parlare di Dio e del male fuori della scuola. Sapeva ascoltare. Un giorno, nell’atrio, durante la ricreazione, mi chiese all’improvviso perché sembrassi un ragazzo più grande della mia età, e non seppi rispondere, ma mi sentii più vecchio del solito.
Gesti
Cari maestri, cari professori. Ricordi di scuola di un insegnante. [Puntata 1/2]
Cari maestri, cari professori. Ricordi di scuola di un insegnante
di Gustavo Micheletti
Arriva l’1 lungo e secco, poi il 2 con le ciabatte, sembra il 3 un bel gobbetto, e il 4 una seggiolina, pare il 5 un’orecchietta, e il 6 ha un gran pancione… così recitava il sussidiario, e cosi appresi a scuola i primi numeri. Probabilmente tutti abbiamo dei ricordi della scuola: ricordi radi e irregolari, nitidi o vaghi, gioiosi e dolorosi. E tra questi ricordi ci sono quelli degli insegnanti, dato che certe impressioni legate ai più significativi ci accompagnano poi per tutta la vita.
Quel tipo di scuola che io ricordo non esiste più. In quella scuola erano davvero importanti poche cose, che solo in piccola parte si potevano insegnare: l’avere a cuore i propri studenti e amare le proprie discipline, non stancarsi di voler conoscere sempre meglio entrambi e il desiderio di riuscire a trasmettere ai primi il proprio amore per le seconde. Ma ancora oggi, nonostante i molti cambiamenti, tra le persone decisive che si possono incontrare nella vita ci sono i propri insegnanti. A volte maestri di vita, altre volte figure che turbano ancora i nostri sogni, educatori illuminanti o sadici diseducatori, talora ombre fluttuanti e sbiadite, non esiste probabilmente vita che non risenta più o meno marcatamente della loro influenza. Parlare di quelli che hanno inciso sulla nostra esistenza in maniera positiva è un modo di ricordarli, un modo per manifestare loro, anche a distanza di molti anni, una sincera gratitudine, e non parlare di altri una forma di pietà.
Giudizio
Lirico terapia. Leonardo Sinisgalli
La lapide è sul muro
sopra le scuderie.
Il giovane non ebbe tempo
di girare tra gli alberi e le aiuole.
Rapito dalla guerra
radunò le sue carte.
Le trovarono in un tiretto
quando si mise in mare
e annegò. Ai poeti la sorte
vieta di tornare
nelle loro camerette.
Per il poeta tutto diventa simbolo. Sta a noi interpretare: non tanto l’intenzione di Sinisgalli, quanto l’eco che risuona in noi.
Il punto del dono
Il santo realismo
Quale linea politica hanno osservato gli ultimi tre pontefici –Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco – nel delicatomomento storico tra la caduta del muro di Berlino e il post-postmodernismo? È il tema dell’interessante saggio di Matteo Matzuzzi, Il santo realismo (prefazione di Dario Fabbri, Luiss University Press, pp. 162, € 16,00), centrato sul ruolo della Chiesa nel contatto con gli avvenimenti internazionali dal movimento diSolidarno?? all’emergere dei fondamentalismi, sino al rapporto con gli Stati Uniti e la Cina. Condotte diplomatiche apparentemente diverse che hanno richiesto una buona dose di pragmatismo iniettato di santa prudenza (e talvolta anche di santo ardore). Continua a leggere
Il regno del grazie
Intervista a Luca Benassi
Da anni ti occupi di poesia. Lo fai con passione e serietà. Hai letto e conosciuto molti autori/autrici, che hai studiato e presentato con grande sensibilità. Cosa ti spinge a inoltrarti nella scrittura altrui? Ci sono elementi che senti più vicini? Personalmente, parto dal presupposto che l’oggettività pura non esista (e non debba esistere), ma che, oltre agli strumenti del mestiere, siano necessarie onestà, chiarezza, precisione ed empatia. Cosa credi che debba (e possa) fare un buon critico? Continua a leggere
Battito
Un tunnel buio che esiste davvero
Le organizzazioni settarie in Italia
di Rebecca Giusti*
Alcuni mesi fa lessi un libro intitolato “Nella Setta”. La copertina era sui toni dell’azzurro con il semplice titolo centrale, sembrava uno di quei racconti noiosi dove non succede niente per trecento pagine e quando lo chiudi tiri un sospiro di sollievo, perché dai, ti aspettavi di più dalla trama. Credo che questa sia stata una delle situazioni migliori per affermare con certezza che giudicare i romanzi dalla copertina lo fanno gli stupidi o le ragazzette annoiate (quando mi succede penso di trovarmi sempre in una delle due fasi).
In realtà infatti, il libro era di circa duecento pagine e la storia contenuta all’interno era una delle più rocambolesche che si possano immaginare (Indiana Jones versione articoli d’inchiesta e di denuncia). I due scrittori che hanno lavorato al romanzo per più di un anno hanno condotto ricerche su moltissime sette in Italia, viaggiando dal nord della penisola fino alle zone meridionali. Esponendosi costantemente al pericolo, sono riusciti a penetrare in moltissime di esse come falsi adepti e ad ottenere interviste crude, ma illuminanti, da coloro che sono riusciti ad uscirne, con gravi perdite o in situazioni disastrate.
Queste realtà spaziano in moltissimi ambiti, da associazioni che promuovono diete dimagranti estreme per ridurre i membri del gruppo settario a una totale dipendenza fisica e psicologica, fino a organizzazioni più subdole, che agiscono sulla mente e sulla psiche delle persone più fragili per indurle a dedicare anima e corpo a quest’unione di persone falsa, che in realtà mira solo al denaro o allo sfruttamento del singolo individuo.
















