Per se…
La mia ora è questa […]
[Franco Tralli]
– 1 – Scrivi Samantha piano
Lo sciogliersi
Dei Santi amori –
L’alce promette
Il miele nel nettare Continua a leggere
Per se…
La mia ora è questa […]
[Franco Tralli]
– 1 – Scrivi Samantha piano
Lo sciogliersi
Dei Santi amori –
L’alce promette
Il miele nel nettare Continua a leggere
da qui
Mi è nato un figlio
e una cosa tutta nuova
che si chiama (come altre) amore
per mancanza di parole.
Così forse
avverrà in noi
una stessa mutazione
quando chiameranno
(a corto di pensieri)
la nostra vita
morte.
Da “A grandezza naturale. 2008-2018” (Arcipelago Itaca, 2020)

La scena dell’omicidio sotto la doccia in Psyco (1960) non è la più citata nella storia del cinema, tra le tante di Alfred Hitchcock, e non solo. Per esempio, nello stesso film, c’è quella iniziale con Janet Leigh alla guida dell’auto. Anche questa è esemplare. La cita Krzysztof Kieslowski in A short film about killing (1988). Ne Il sapore della ciliegia (1997) di Abbas Kiarostami, la ripresa in auto assume la profondità di uno sguardo esplorativo (reciproco) tra universi lontani. Grande riferimento per tutta la nouvelle vague francese, Jean Luc Godard scontorna la visione, l’auto è decappottabile, l’abitacolo entra direttamente in contatto con l’ambiente esterno. La ripresa non è più soggettiva, in Fino all’ultimo respiro (1960) Jean Seberg viene inquadrata di spalle, la telecamera segue indifferente la nuca della protagonista (prima ancora di Psyco, si sente il richiamo a Gun Crazy di Joseph H. Lewis del 1950). Continua a leggere

Sabatina Napolitano é nata nel 1989 a La Maddalena, in Sardegna. Insegna in Toscana, amante della storia dell’arte, adora i musei oltre che i libri. Ha pubblicato sette raccolte di poesie, una prefazione e recensisce autori di saggi, poesie e romanzi anche nel sito ilgiornaleletterario.it. Edita e scrive articoli e racconti e ha già parlato del suo romanzo d’esordio dal titolo «Origami». É una appassionata della letteratura nabokoviana, intervista attivamente autori e scrittori in interessanti dibattiti con temi civili, sociali e letterari.

ITALIA INSULARE. I POETI. Volume secondo
Angelo Mundula e i luoghi dell’anima
A cura di Bonifacio Vincenzi
Macabor (2021)
*
Pochi giorni fa ricorreva il sesto anniversario della morte del poeta Angelo Mundula, avvenuta il 28 luglio 2015 a Sassari, dove era nato e vissuto. Mi sono sempre sentito in debito verso di lui, pur senza avere mai avuto con lui alcun reale debito, ma solo una sincera stima e gratitudine per la sua straordinaria poesia, per il suo essere testimone e modello di un’idea di umanità e di letteratura rigorosa e coerente, e per la sua affettuosa amicizia.
Il mio primo incontro con lui è stato grazie all’amico scrittore Antonio Strinna, nei primi anni novanta; il secondo, intorno al 2000, grazie all’amico e poeta Antonio Fiori. Un legame e una fiducia che sono andate rafforzandosi nel tempo, e la sua dipartita, come avviene per le persone care, ha lasciato un vuoto e un silenzio solo in parte compensati dalle sue opere.
Così quando l’editore Bonifacio Vincenzi (Macabor) mi chiese di collaborare per dedicare una monografia ad Angelo Mundula non potevo che accettare di buon grado la sua proposta. Con Antonio Fiori cominciammo così a prendere contatto coi poeti e gli scrittori che potevano offrire su di lui una testimonianza umana e critica. E le testimonianze sono arrivate, in breve tempo, da poeti, scrittori e critici sardi che lo hanno apprezzato negli anni; ma anche da parte di altrettanti scrittori della penisola ai quali l’editore aveva richiesto un loro intervento.
Così la monografia è uscita, qualche mese fa, all’interno dell’ambiziosa collana di Macabor, Volume secondo, dedicato ai poeti dell’Italia insulare, col titolo: Angelo Mundula e i luoghi dell’anima. Il volume contiene anche un’antologia che raccoglie poesie di autori scomparsi (Voci dal Silenzio) e di autori viventi (Antologia dei poeti delle isole).
Vi hanno collaborato Franca Alaimo, Sandro Angelucci, Efisio Cadoni, Tito Cauchi, Marta Celio, Maria Pina Ciancio, Pietro Civitareale, Mariapia L. Crisafulli, Antonio Fiori, Franco Fresi, Gianni Mazzei, Pasquale Montalto, Giovanni Nuscis, Plinio Perilli, Antonio Spagnuolo, Antonio Strinna, Silvano Trevisani.
La monografia contiene un’ampia bibliografia, compresa quella essenziale della critica, preziosa per conoscere e approfondire l’opera di Angelo Mundula.
Il volume contiene anche una ricca selezione delle sue poesie tratte dai libri pubblicati, e se ne consiglia pertanto la lettura a tutti i lettori di poesia, che resteranno conquistati da questo autore importante quanto, ancora, non sufficientemente conosciuto.
Giovanni Nuscis
Questa felicità promessa o data
m’è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell’unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.
Perché è così difficile la felicità? Perché è così esposta al fallimento, in modi a volte incomprensibili, sottili? Come, dove cercare la salvezza? E esiste una salvezza? La poesia domanda, il lettore cerca di rispondere, talvolta per tutta una vita.
La luna piena riempie i nostri letti,
camminano i muli a dolci ferri
e i cani rosicchiano gli ossi.
Si sente l’asina nel sottoscala,
i suoi brividi, il suo raschiare.
In un altro sottoscala
dorme mia madre da sessant’anni.
Morto d’infarto a trent’anni, Rocco Scotellaro è stato pubblicato postumo. Le sue poesie, nate da un impegno civile intenso e tormentato, portano con sé un incanto che tocca corde intime nei lettori sensibili. Lasciamoci raggiungere dalla sua voce.
Un solo giorno, nemmeno. Poche ore.
Una luce mai vista.
Fiori che in agosto nemmeno te li sogni.
Sangue a chiazze sui prati,
non ancora oleandri dalla parte del mare.
Caldo, ma poca voglia di bagnarsi.
Ventilata domenica tirrena.
Sono già morto e qui torno?
O sono il solo vivo nella vivida e ferma
nullità d’un ricordo?
Qual è il confine tra la vita e la morte? Cos’è che ci fa sentire vivi e cosa, invece, ci spegne? Sereni, come sempre, coinvolge il lettore nelle sue domande.