Come un profumo

Gesù dice a Gabrielle di apprezzare l’espressione “rendere l’anima”. Aggiunge di averci dato la sua con tanto amore, e invita noi a renderla con tutta la tenerezza e l’affezione possibile. Quando verrà a coglierla, che essa gli doni il suo schianto come un profumo.

Attenzione. Questa non è una poesia.

di Stefanie Golisch

Solo per quelli che non sperano, ci è data la speranza.
Walter Benjamin

Ho sempre pensato che bruciare i libri sarebbe stato il torto più grande che si potesse fare ad essi.
Un crimine contro l’uomo e contro i valori culturali che, nonostante tutto, è riuscito a creare nei secoli.
Uno schiaffo agli scrittori e ai suoi lettori, alle idee, ai racconti, alla poesia, alla fantasia e all’immaginazione che (tra molte altre cose!) appartengono all’uomo da sempre.
Nel 1933 i nazisti bruciavano i libri perché avevano paura di essi: paura del libero pensiero, dell’intimo (e quindi incontrollabile) dialogo tra scrittore e lettore che nel miglior caso si può trasformare in una vera e propria storia d’amore… Continua a leggere

La presenza

Queste parole di Gesù a Gabrielle Bossis posso solo riportarle così come sono, con gratitudine.

Tu non Mi senti sempre allo stesso modo, ma l’oscurità non ti impedisca di camminare. Diventa umile e cammina fedelmente. Cammina. Tu non Mi vedi. Tu non Mi senti, ma Io sono qui, amore totale che tende le braccia verso te. Nulla sulla terra Mi distrae da voi. Le idee, i pensieri degli uomini sono brevi e Mi si giudica nello stesso modo… Io sono l’Essere stabile, quello che non cambia. Sono la presenza. Sono lo sguardo. Sono Colui che contiene tutto. Sono l’istante così come sono l’eternità. Sono la ricchezza d’amore. Sono Colui che chiama perché voi, senza timore, veniate a gettarvi sul Mio cuore. Io chiamo. Almeno tu, sii la risposta.

Condanne

Ci stupiamo che Gesù sia stato condannato a morte. Noi non l’avremmo fatto. Contro quelle autorità, religiose e civili, proviamo un senso di rivolta: fossimo stati noi al posto loro, avremmo assolto, anzi, esaltato il Figlio di Dio. Eppure, dice il Cristo alla Bossis, mi condanneresti a una certa morte se, nel tuo spirito, la confusione dei pensieri della terra oscurasse il pensiero di Me.

La poesia della settimana. Antonio Machado

La strada in ombra. Celano gli alti casamenti

La strada in ombra. Celano gli alti casamenti
l’ultimo sole; echi di luce alle finestre.

Non vedi, nell’incanto del balcone fiorito,
il profilo di rosa d’un volto che conosci?

Dietro il vetro che ambiguo la riflette, l’immagine
sorge e svanisce come un vecchio dagherrotipo.

Altro suono non c’è nella via che il tuo passo;
lentamente si estinguono gli echi del tramonto.

Oh pena! Pesa e duole il cuore… Forse è lei?
No, lo sai bene… Va’… Nell’azzurro, la stella.

Antonio Machado, Il canto dell’uomo, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 25.

Vivalascuola. Lo stato della (delle) università

Con le dimissioni del ministro Fioramonti è stato archiviato il problema delle risorse per l’università e la ricerca. Ci ritorniamo con un articolo ampio e documentato sullo stato dell’università italiana di Andrea Toma, uscito sul n. 70-71 della rivista Gli Asini, che Vivalascuola propone per gentile concessione della redazione, a cui vanno i nostri ringraziamenti. Segnaliamo, sullo stesso numero della rivista, l’articolo Noi e gli zombetti di Livio Marchese, acuto e positivamente provocatorio sugli studenti della scuola secondaria, di cui qui presentiamo un assaggio. Continua a leggere

Leggero

Saremo giudicati sull’amore. Gesù dice a Gabrielle di pesare l’amore che gli ha dato durante la giornata. Un bell’esame di coscienza. Al re che disprezzava la Legge di Dio, nel libro di Daniele (5,27), si recapita questa sentenza: ti ho pesato, e ti ho trovato leggero. Ora si capisce cosa intenda.

A vicenda

Che ci stiamo a fare, sulla terra? Per lodare Gesù. Questa è l’occupazione del cristiano. Generazioni e generazioni di credenti hanno fatto, fanno e faranno questa cosa. L’essenziale è ricordarselo a vicenda.

Gioire

Prima del Natale c’era Dio e c’erano gli uomini. Con la nascita di Gesù, Dio è diventato Uno di loro. Quale amore, quale unione possibile tra Lui e noi! Questo dice il Cristo alla Bossis, invitandola a gioire con tutte le sue forze.

Come Eva nacque dalla testa di Adamo (e viceversa)

di Kika Bohr

foto di Giovanni Rainoldi

Quando decisi finalmente di iscrivermi all’Accademia di Brera non ero più una giovanetta, dipingevo e modellavo già da una quindicina di anni, avevo già fatto tre piccole mostre, avevo una laurea e, nonostante il mio modesto lavoro part-time nella Biblioteca dell’Università, mi davo un po’ di arie.

Quindi non fu sempre facile ascoltare e seguire le indicazioni del mio professore di scultura nell’aula 45.

Il primo anno si studiava la testa umana e le sue proporzioni. Si modellavano ritratti degli altri studenti al naturale con l’argilla recuperata da un’enorme vasca posta sotto le finestre dell’aula.

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Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

Tra Irlanda, Italia e Spagna: Intervista a Catherine Dunne

di Giovanni Agnoloni

Catherine Dunne (Photo: Noel Hillis)

Catherine Dunne, grande scrittrice irlandese, è conosciuta in tutto il mondo per i suoi romanzi, che raccontano intense storie di drammi familiari immersi nella storia più e meno recente del suo paese, ma con aperture anche ad altre realtà europee – su tutte la Spagna, la cui lingua e cultura lei ben conosce, anche per gli studi di Lingua e Letteratura spagnola (e inglese) condotti al Trinity College di Dublino.

Già docente di lingue, si è dedicata interamente alla scrittura a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, ed è diventata famosa in Italia con il primo libro La metà di niente e in seguito con altri romanzi come – tra gli altri – La moglie che dorme, Il viaggio verso casa, Una vita diversa, Se stasera siamo qui, Quel che ora sappiamo e i più recenti Un terribile amore e Come cade la luce, tutti editi da Guanda.

Ho avuto il piacere di conoscerla la scorsa estate a Dublino, e di apprezzarne anche la profonda umanità e il grande entusiasmo come operatrice culturale.

Da qui, e dal nostro successivo incontro all’ultimo Pisa Book Festival, l’idea di questa intervista. Prima troverete il testo italiano, quindi quello inglese. La traduzione è mia. Continua a leggere

La buca

Il Cristo chiede alla Bossis se sa cosa significhi essere condannato a morte, e a quella morte. La invita ad accettare di morire per la salvezza delle anime (il rinnegamento di sé, così difficile da accogliere). Poi aggiunge che il rumore della croce, nel momento in cui fu conficcata nella buca, fece trasalire di gioia tutte le anime che erano in attesa. La gioia, conclude, non è del mondo: è Mia e dei miei.

La poesia della settimana. Rosita Copioli

Non ho ancora raggiunto gli anni

Non ho ancora raggiunto gli anni che avevi
Quando ti ho incontrato,
che impressione mi facevi.
Che impressione mi faccio ora io.
Com’è sciocco il mio sguardo
ieri e oggi.
Com’è giusto seguire il fondo
di noi stessi
fino al vulcano sempre aperto
che siamo noi al centro
della terra.

Rosita Copioli, Il postino fedele, Milano, Mondadori, Lo Specchio, 2008, p. 78.