Giacomo Leopardi, grande teatrante

Leopardi
di Augusto Benemeglio

1. L’ironia di Leopardi

E poi c’è la patologia di Leopardi. Il pensiero di Leopardi, ora nichilista, ora gnostico, ora progressista; le fonti di Leopardi, gli scritti di Leopardi bambino prodigio, mostruosamente bulimico, come si legge nel libro Entro dipinta gabbia, curato da Maria Corti; infine lo Zibaldone. Tutto si conosce, tutto è stato rivelato, tutto è discusso da troppo tempo. Continua a leggere→

Le memorie di Barry Lyndon da Thackeray a Kubrick

Thackeray William IMMAGINE
di Guido Michelone

Il sottotitolo del libro è lunghissimo, ma già di per sé eloquente: Le memorie del gentiluomo Barry Lyndon, del regno d’Irlanda. Comprendenti un resoconto delle sue straordinarie avventure e sventure; le sue sofferenze al servizio di Sua Maestà il defunto Re di Prussia; le sue visite a numerose corti d’Europa; il suo matrimonio e le sue splendide dimore in Inghilterra e Irlanda; e le molte e crudeli persecuzioni, cospirazioni, e calunnie di cui egli è stato vittima. Continua a leggere→

Nickolas Butler, “Shotgun Lovesongs”

Shotgun Lovesongs, Nickolas ButlerNickolas Butler, Shotgun Lovesongs, Marsilio 2014, pp. 318, euro 18,00

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di Andrea B. Nardi

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Nelle comunità rurali degli Stati Uniti l’espressione shotgun wedding, o shotgun lovers, sta a indicare il fidanzamento e matrimonio riparatore imposto dal padre della ragazza al giovanotto che l’ha insidiata, tramite il più che convincente argomento di una doppietta a canna liscia puntata addosso al malcapitato. Sebbene parecchi siano i temi che vanno a intrecciarsi in questo davvero bel romanzo d’esordio di Butler, quello che ci ha affascinato e pienamente coinvolto è proprio l’ambiente agricolo dei grandi spazi americani, ossia, in pratica, l’intera America, la sua maggiore espressione sociale, al di là delle varie metropoli aliene e distanti.

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FINISTERRE, di Orazio Caruso

di Massimo Maugeri

Un romanzo intimista. Una storia di ritorni e di partenze. Una terra che segna il confine tra un continente e l’altro. Quattro personaggi che si ritrovano in una sorta di incrocio di destini. E poi, la musica: elemento che unisce con il linguaggio unico e universale che riesce a offrire.
C’è questo e molto altro nel nuovo romanzo di Orazio Caruso intitolato “Finisterre” e pubblicato dalla piccola casa editrice siciliana Sampognaro e Pupi.
«”Finisterre” è nato dalla volontà di approfondire l’enigma di un genio infruttuoso», mi spiega l’autore. «Mi interessava esplorare i motivi di un fallimento o di quello che viene percepito dalla gente comune come tale. Mi interessava osservare come una persona di talento possa sottrarsi alla competizione generale, possa “asciugarsi” dal mondo. Come un monaco del XXI secolo.» Continua a leggere→

Groviglio di vipere

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Insisto: com’è possibile la democrazia in un governo che manchi di consenso? La base di un ordinamento democratico è la fiducia reciproca tra istituzioni e società. L’antipolitica è un segnale d’insorgente debolezza, un controsenso per chi tenti la ricostruzione d’un seppur esile tessuto sociale. Il politico d’oggi dovrebbe riconoscersi nei versi immarcescibili di Shakespeare: La vita non è altro che un’ombra vagante:/ un povero attore/ che si pavoneggia/ e si agita per la sua ora/ sul palcoscenico,/ e poi tace;/ è un racconto recitato/ da un idiota/ gonfio di suono e di furia/ che non significa nulla.
Il racconto dell’idiota è un messaggio incomprensibile nel groviglio di vipere dei media; consenso e partecipazione sono schegge impazzite che si scontrano, annullandosi a vicenda.

Vivalascuola. Ciò che i ragazzi devono sapere sul lavoro

Doveva essere il giorno della scuola. Prima il 22 febbraio, poi il 27, poi il 3 marzo. Adesso è diventato il 10 marzo. In realtà il giorno della scuola non esiste. Uno: perché non sanno che pesci pigliare. Due: perché le loro idee sulla scuola sono sbagliate e incostituzionali. Tre: perché il giorno della scuola è tutti i giorni. Allora continuiamo a opporci, con mobilitazioni di docenti e studenti e proposte alternative, e intanto facciamo al meglio il nostro lavoro, perché l’educazione non ammette rinvii. Oggi su vivalascuola ci domandiamo quale formazione sul lavoro è bene che la scuola dia ai ragazzi, anziché prodigarsi, come vorrebbe chi ci governa, per creare manovalanza a basso costo al servizio dell’azienda. O addirittura lavoro gratuito, come pretendono adesso per l’Expo. Pensiamo infatti che la scuola, come sempre (non c’è sapere se non critico), dovrebbe fornire ai futuri cittadini gli strumenti per capire e le competenze per maturare un giudizio sulla società e non dare un’istruzione puramente funzionale ai modelli economici. Dovrebbe fornire delle basi culturali forti per affrontare dei veri lavori domani. Ne parlano Giuseppe Caliceti, Francesco Ciafaloni, Marilena Salvarezza.
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Percorrendo nuove strade: le poesie del terrore di Saverio Bafaro

di Paolo Polvani

845_poesiedelterroreLa prima domanda è: cosa spinge un giovane poeta dotato di talento a deviare dalle consuete battute strade dell’amore, della rabbia giovanile, del disagio esistenziale per allestire un piccolo luna park dell’orrore? Non basta l’orrore quotidiano? Aprire le pagine di cronaca dei giornali? C’era bisogno d’imbastire un percorso notturno in cui stringersi al vicino come in quelle giostre dove nel buio si fa avanti minaccioso uno scheletro, ti striscia una ragnatela, t’insegue uno zombie armato di coltellaccio da macellaio, si spalanca la tomba del vampiro e svolazza il pipistrello?
Vuole forse essere profetico uno dei componimenti posti in apertura delle Poesie del terrore di Saverio Bafaro (La Vita Felice, 2014): «Lividi di fantasmi / vegliano / sul secolo disabitato».

Il primo gesto istintivo è quello di sfogliare un libro appena ricevuto. Qui l’attenzione viene subito calamitata dalle illustrazioni, davvero originali, creative, opera di Piero Crida. Queste inducono al sospetto, nel loro espressivo stridore, che sotto si nasconda un intento parodistico, una sorta di giochino da luna park. Un esempio ne è l’acquerello intitolato Il riso, col suo riportare a mo’ di didascalia la seguente frase: “Il riso maligno ha svelato ogni tuo dente”. Continua a leggere→

Un giorno grande

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Non so quante donne festeggeranno l’8 marzo sapendo che cosa celebrare. Molte riceveranno una mimosa, una poesia, una frase d’occasione o un regalo consigliato dall’esperto. Qualcuna evocherà l’incendio in fabbrica, che con la festa c’entra poco o niente. Chissà quante di loro vivranno la memoria dei diritti conquistati – a fatica – da altre donne. Solo così sarebbe un giorno grande, immune da spettacoli indegni di chi le ha precedute.

I mercanti nel tempio

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Sono convinti che non siamo capaci di pensare, che ormai ci hanno ridotto a macchine, automi, pronti a obbedire al dio mercato. Evaporati i valori, non si crede a niente, tutto è rimesso in discussione, eccetto il dio mercato, che pretende fede, né ammette obiezioni. L’antidoto è uno solo: pensare, rendersi conto delle realtà in cui Dio – quello in cui non crede più nessuno – si comunica ancora: il bello, il buono, il vero. Ha ragione Dostoevskij: la bellezza può salvare il mondo, il bene lo rimette in sesto, il vero ricupera il mistero in cui troviamo la nostra identità. Rinunciate al mercato e a tutte le sue seduzioni? Credete alla gratuità della vita? Ripartiamo da qui: cacciamo i mercanti dal tempio, facciamogli capire che non hanno vinto.

Un muggito

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Lo spread, finalmente, è sotto i cento punti: il popolo esulta, la Tv trabocca di commenti euforici e inneggianti al governo salvatore, Renzi gongola – superato il panico per i noti problemi all’elicottero. Ciò non ha effetti sullo stato della gente, che tra l’altro, da tempo immemorabile, non può eleggere i suoi rappresentanti. Ma il popolo esulta, i commenti entusiasti si moltiplicano sui media più influenti. Un muggito impressionante riempie i cieli, percepibile, persino, da AstroSamantha e dallo studio di Fazio e Gramellini.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.112

Adriana Gloria Marigo, L’essenziale curvatura del cieloAdriana Gloria Marigo, Un biancore lontanoIl cielo è il tetto del mondo. Adriana Gloria Marigo, Un biancore lontano, Faloppio (Como), LietoColle Edizioni, 2009; L’essenziale curvatura del cielo, postfazione di Eros Olivotto, Milano, La Vita Felice, 2012

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di Giuseppe Panella

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Un biancore lontano è il primo libro di poesie di Adriana Gloria Marigo, pubblicato dopo molte riflessioni e una lunga attesa nel 2009. E’ un libro di esordio, certamente, ma che mostra già i caratteri di una maturità linguistica e umana che possono farla considerare alla lettura ben lontana dall’essere un’ “esordiente assoluta”. In questo breve ma succoso grappolo di versi, la densità dei richiami e dei riferimenti, in particolare alla cultura classica e alla mitologia, è tale da imporsi come cifra della scrittura stessa della Marigo. Proprio quel “biancore lontano”, allora, è l’emergenza culturale di un progetto poetico che vede nella scelta a favore della natura e nella passione d’amore vissuta e sofferta il suo punto di riferimento essenziale.

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I Feel Good, l’autobiografia di James Brown

BROWN I Feel God Autobiografia
Il cantante, ballerino, autore, multi-strumentista della black music

di Guido Michelone

Un nuovo libro della collana ‘Minimun Fax Musica’ getta nuova luce su un personaggio-chiave del sound contemporaneo: a raccontarsi è in prima persona James Brown, senza il quale non esisterebbe il novanta per cento della black music degli ultimi quarant’anni. Continua a leggere→

Francesco Tomada, Portarsi avanti con gli addii

E’ uscito da poco per l’editore Raffaelli un libro di poesia che deve essere segnalato con gioia, Portarsi avanti con gli addii di Francesco Tomada. In attesa di tornarci appena possibile, ne presentiamo una poesia e un invito alla lettura di Giorgio Morale. Continua a leggere→

Un giudice

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da qui

La riforma delle norme sulla responsabilità civile dei magistrati fa sorridere. Scatta solo in casi molto gravi di dolo accertato, e implica un risarcimento che non potrà superare la metà di uno stipendio annuo. E’ un ridimensionamento simbolico di personaggi che spesso si ritengono al di sopra di ogni legge, umana e divina, e un buffetto a chi ha fatto del giustizialismo l’unica, misera arma di una politica priva di valori.

Piccola introduzione alla poesia di Beppe Salvia

Cuore

Beppe Salvia opera, nella seconda metà degli anni settanta, un rinnovamento della nostra poesia, un cambiamento di rotta che sarà poi gravido di conseguenze.  Vorrei partire da una breve prosa poetica uscita nel primo numero di Braci, del 1980, intitolata Il lume accanto allo scrittoio, dove nella forma apparentemente banale di un editoriale, è annunciata questa rivoluzione: Continua a leggere→

Vivalascuola. Incontro-seminario. Scuola, riprendiamo la parola

Incontro-seminario, Milano 7 Marzo 2015, ore 14/18,30 – Aula magna Liceo Civico Manzoni

L’iniziativa del governo sulla “buona scuola” ha riaperto il dibattito intorno ai temi dell’istruzione e della formazione nel nostro Paese. Purtroppo le proposte che abbiamo ascoltato sono ancora troppo simili a quelle contro le quali ci siamo battuti negli ultimi dieci anni.

Per questo motivo ha ripreso voce la nostra “Buona Scuola”, quella della Legge di iniziativa popolare (LIP) per una Buona Scuola per la Repubblica, elaborata e presentata alla Camera nel 2006 dai movimenti in difesa della scuola pubblica statale. Da pochi mesi quella stessa legge è stata ripresentata in Parlamento da rappresentanti di diversi schieramenti politici. Continua a leggere→

Quaresima. Un inedito di Maurizio Soldini

Seme
nuoce all’asola quando s’ostina
il dito a forzature di vana aporia
se un destino vuole chiudere spazi

che si lasci allora imbastita la luce
che penetra l’ombra distratta nel cuneo
di occhiuta speranza ai soli di marzo

invetriate oscillano a scatto da un caffè
le parole di un pomeriggio di note
rapprese nell’uggia che allunga i passi

annuncia la radio un futuro crudele
che si lascia andare in bene – omnia peccata mundi –
fiorito come da un seme che ammalia – e monda

27 febbraio 2015

[la foto è tratta da qui]

Il tremore della terra di Enrico Barbieri. Esordio poetico di un attore

Barbieri

*

non per questo poveri e indecenti
occuperemo stanze nuove io e te
questuanti senza passato, soli
e gelosi l’uno dell’altra, la terra
sarà crollata dove l’inverno torna
e ritorna col suo sorriso mite
a gelare le pareti ammuffite
e la tua danza allegra dietro porte
chiuse dalla mia ambizione ignorante
guarda: torna la pioggia sulle case
da noi i colori erano diversi
come le braci nel tuo iride destro
e le fosse nella valle del tuo braccio
e l’abbraccio dalla tua schiena
il ricordo frena il freddo dell’acqua
insieme, e c’era il tuo ballare
spensierato dove milioni di verbi
cristallini come il tuo esserci, ombra
mia ombra che sa di quello che sarò
mia ombra che detesta il risveglio
mia ombra che rivela le colline
il ritorno da una frana che cancella
quella salita fertile, quei calori
quei baci senza il dolore di nascere
quell’umana presenza di un amore
questa cosa che è importante, tu
andata, vibrando, andata…Voi
anche senza la voce di una giuria
al di là del mio muro di quercia, so
che il mio sentiero è poco docile
e da qualche parte, un’amica aspetta
tra le doline e i tuoni, prima che sia
il buio dei un ventre enfiato
il termine di tutto quello che ho pensato.

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