
La poesia di Gianni Marcantoni è un ragionamento, anzi un dialogo con la realtà. Il senso delle parole tende a prevalere sulla forma poetica. È la ricerca di un’umanità smarrita sotto le pietre dello smarrimento e dell’afasia.
(Pasquale Vitagliano)
ZONA REMOTA
Sotto quel che sei – e con te arrivando,
non troverai vie di fuga.
Sfoglia le mille voci che ti riguardano,
non resta che una struttura
epidermica ridotta a un pilastro:
lascialo più sbiadito: lascialo più acerbo:
lascialo più intatto: portalo ai suoi baluardi
inestricabili: ai suoi atterraggi:
fa’ che sia più sicuro e discostato:
noi ci alziamo all’oscuro del mattino
su scialuppe di salvataggio.
Ogni silenzio dialogherà con te soltanto
– con i patimenti di una vita
e sempre troverai
della polvere da rimuovere
nascosta dietro qualche angolo.
Ti sveglierai in una zona remota
e non avrai altre vie di fuga;
i sedili durante il giorno
sono sempre rimasti vuoti:
non sai mai cosa mi rende felice.
*
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