Lettura romana di Marco Giovenale

Roma, giovedì 17 aprile 2008, ore 18:00

Papyrus cafè
via dei Lucchesi 28 (Fontana di Trevi)

Marco Giovenale
legge da

La casa esposta
(Le Lettere, 2007 – collana fuoriformato)

e

Criterio dei vetri
(Oèdipus, 2007 – collana i megamicri)

Intervengono

Damiano Abeni, Antonella Anedda, Cecilia Bello Minciacchi

§

Papyrus cafè – Via dei Lucchesi 28 – 00187 Roma – Tel. 06.6990949
Aperto tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 23.00
http://www.papyruscafe.com/

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Strofe

kollwitz.gifHans Sahl ( Germania 1902-1993)

Strophen

Ich gehe langsam aus der Welt heraus
in eine Landschaft jenseits aller Ferne
und was ich war und bin und was ich bleibe,
geht mit mir ohne Ungeduld und Eile
in ein bisher noch nicht betretnes Land. Continua a leggere→

Risposta a Vito Mancuso, di Andrea Ponso

LA RESURREZIONE E IL PROBLEMA DELL’ESSERE SACRAMENTALE.

“Credo che l’impresa di dare una spiegazione sia sbagliata già per il semplice
Motivo che basta comporre correttamente quel che si sa, senza aggiungervi
Altro, perché subito si produca da sé quel senso di soddisfazione che si ricerca
mediante la spiegazione. E qui non è affatto la spiegazione a renderci soddisfatti.”
(Ludwig Wittgenstein, Note sul “Ramo d’oro” di Frazer)

“Il nostro modo di riconoscerci eredi di una grande tradizione è meditare
Su ciò che essa esclude e che tuttavia è quello che la rende possibile.”
(L.M. Chauvet, Simbolo e sacramento. Una rilettura sacramentale dell’esistenza cristiana)

Nel suo intervento sull’evento pasquale di Cristo, apparso in questo sito dopo essere stato ospitato ne Il foglio di Giuliano Ferrara, il teologo Mancuso mette in campo una serie di problematiche di non poco conto e di particolare importanza, come del resto ha fatto con la recente e fortunata pubblicazione de L’anima e il suo destino nella collana di Raffaello Cortina diretta da Giulio Giorello. Continua a leggere→

Vittorio Sereni

da Frontiera

Nebbia

Qui il traffico oscilla
sospeso alla luce
dei semafori quieti.
Io vengo in parte
ove s’infolta la città
e un fiato d’alti forni la trafuga.
Chiedo al cuore una voce, mi sovrasta
un assiduo rumore
di fabbriche fonde, di magli.

E il tempo piega all’inverno.
Io batto le strade
che ai giorni delle volpi gentili
autunno di feltri verdi fioriva,
i viali celesti al dopopioggia.
Al segno di luce si libera il passo
e indugia l’anno, su queste contrade.
S’illumina a uno svolto un effimero sole,
un cespo di mimose
nella bianchissima nebbia.

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L’ Adultera di Giuseppe Conte, di Stefania Nardini

Lettura / L’ Adultera di Giuseppe Conte. Dal Vangelo secondo Giovanni viaggio nell’universo femminile

La donna che non maledì mai la passione

E’ lei, l’ Adultera. Quella che si lascia amare dalle onde del mare. Quella che si contorce l’anima nelle sue passioni. Passioni di donna. Di donna adultera. Che nel corpo somatizza la sua colpa. Che si impone il dovere per poi ripudiarlo in nome dell’amore. Che fugge. Mai da se stessa pero’. Perché l’adultera conosce il dolore. Conosce la felicità di un incontro. Conosce l’umiliazione della lapidazione davanti al tempio dove incontrerà il Maestro, quel Cristo che la perdona entrando nella sua anima. Continua a leggere→

Vota Antonio

Antonio ha la barba lunga e una giacca a vento verde, troppo grande per lui. Dorme su una panchina davanti a un giornalaio. Ogni mattina si sveglia indolenzito, si alza un po’ alla volta e arriva all’edicola, dove gli danno il quotidiano, spesso gratis. A volte Antonio allunga la mano con dentro degli spiccioli, e paga come può. Anche oggi ha ripetuto i suoi gesti, sempre uguali. Torna alla panchina, si siede a gambe larghe, con i gomiti appoggiati sui ginocchi. Legge: Berlusconi trionfa, la sinistra crolla. Dà un’occhiata alle pagine interne. Poi ripiega il giornale, si stende lentamente sulla sua panchina, e un po’ alla volta si addormenta. Ogni tanto riesce a ricordare un sogno. Allora se lo tiene stretto, per tutta la giornata.

Alessandra Paganardi, “Tempo reale”

Per un non detto
di Alessandra Paganardi

I
Oggi il cielo è schiacciato sopra i tetti –
somiglia alla tua terra di cavalli
e di sassi spremuti. Qualche treno
fantasma stile City of New Orleans
– ricordi? « Lo conosco anch’io da sempre
Bobby Mac Gees…» . Dentro i muri quadrati
la musica si ferma un po’ più a lungo
si appende alle pareti, non ha fretta
è un ospite distratto che ritorna
a prendere le chiavi che ha lasciato.
Oggi c’è un po’ di cielo nella stanza. Continua a leggere→

Antropologia del mangiare 3

L’Homo Sapiens si distingue fra tutti i mammiferi per lo straordinario onnivorismo, che non ha eguali se si eccettuano, ma a distanza, l’orso bruno e il maiale. Questo è intanto un dato di fatto, che ha una sua Storia, un suo presente e sempre più un futuro, che proveremo brevemente a esaminare. Grazie a questa strategia alimentare molto varia e sempre più varia, è stato possibile per l’Uomo acquisire tutte le sostanze necessarie alle sue esigenze energetiche e strutturali facendo uso delle migliori fonti alimentari disponibili nell’ecosistema di origine e anche a partire da un certo momento della sua evoluzione adattandosi ad ecosistemi remoti. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 56

Nel primo giorno di sole della stagione un uomo stanco decide di andare al parco per passare una mezz’ora di quiete. Con un sospiro soddisfatto si siede e si guarda intorno: mamme che chiacchierano, bimbi che giocano, cani che saltano. Uno di questi attira la sua attenzione. È un cane di taglia media, color crema; si trascina un guinzaglio fatto con un pezzo di corda e porta, come i cani per ciechi, un pettorale cui è collegata una specie di maniglia che gli passa sopra le spalle; il tutto realizzato alla meglio, con materiali di recupero. Continua a leggere→

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni di Giuseppe Panella (3)

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni

di Giuseppe Panella

(La prima parte dell’articolo è apparsa qui, mentre la seconda parte è apparsa qui)

3. La tragedia del Sublime e il recupero del mito: Fedra

Tra il 1908 e il 1909, D’Annunzio concepisce il suo omaggio al mito tragico greco (personalissimo e destinato a un travolgente insuccesso). Concluso nel 1904, per volontà di lei, il rapporto con Eleonora Duse e dopo una serie di relazioni non altrettanto significative come quest’ultima sotto il profilo della collaborazione artistica, stavolta la sua Musa ispiratrice sembra Nathalie de Golouleff :

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Dal Muro di Elinor Wylie

Donna, sii forte di fronte all’amore, arroccati e difenditi.
Distogliti dallo sguardo innocente e dalla lingua arrogante;
Sarai una moneta da quattro soldi per le borse che ti dilapidano.
Imprigiona i tuoi anni come faresti con una collana di smeraldi.

Imprigiona il tuo cuore come un gioiello; sii crudele e astuta;
Donna, sii forte di fronte all’amore, sii di ferro, di pietra;
Mai e poi mai e poi mai e poi mai
Versa una lacrima per le lacrime di un amante.

Copri gli artigli della tua bramosia con un guanto di velluto;
Prendi dal buono se puoi dall’ignobile se devi;
Prendi dall’orgoglioso e solitario, e dall’amante codardo;
Offri le tue mani per la pietà; acconsenti al piacere.

Da Last Poems of Elinor Wylie traduzione di Roberto Sidoli
Trovata su un PANTA dedicato all’amore del dicembre 1998

Cura e Conoscenza di sé

Tra i metodi maiuetici contemporanei su cui oggi si lavora molto e che sono stati molto innovati grazie anche all’apporto decisivo delle neuroscienze dobbiamo annoverare l’arte di raccontarsi o metodo autobiografico, quella pratica di scrittura che al di là di eventuali obiettivi professionali o di ambizioni di pubblicazione mira all’approfondimento di sé. Lo storico e filosofo Michel Foucault si è molto occupato nei suoi scritti e conferenze del rapporto esistente tra cura e conoscenza di sé, ovvero il rapporto che si venne a stabilire al’interno della tradizione greco-romana e cristiana, tra la cura di sé e il fin troppo noto precetto del conosci te stesso. Continua a leggere→

Valentino Zeichen

da Metafisica tascabile

Il gomitolo del tempo

Sul bianco tavolo di fòrmica
una formìca solitaria
gira in senso antiorario
simile alla lancetta vivente
d’un orologio biologico.
Forse è intenta a sdipanare
il gomitolo del tempo.
Il suo è solo un moto perverso
o l’annuncio d’una prossima
inversione generale dei moti?
Già intravedo un’altra formica
intenta a riavvolgere ciò
che la prima aveva svolto;
i movimenti di entrambe
divengono concentrici
come quelli di due centauri
nel giro della morte.
Le loro orbite s’intersecano
con rischio di collisione;
provo a sviarle dal loro
inconsapevole proposito,
nel tentativo di scongiurare
una catastrofe cosmica. Continua a leggere→

Nabokov a Varenna

Il lago oggi veste blu-grigio.
C’è foschia e solo di tanto in tanto qualche raggio di luce irrompe dal fitto manto di nuvole. L’enorme glicine nella Villa Cipressi è in piena fioritura. Sullo sfondo delle vecchie mura si distingue il suo antico viola elegantemente. Il blu-grigio del lago e il viola del glicine sono una melanconica immagine di bellezza : quella perfezione in pericolo che ognuno porta in sé come una certezza, spesso perduta, ma in attimi come questo,  miracolosamente ritrovata.
Mi accompagna in questa passeggiata domenicale Vladimir Nabokov. Attraverso i suoi racconti, recentemente pubblicati da Adelphi, mi parla della bellezza perduta, ritrovata e di nuovo perduta.
Seduta davanti al vecchio glicine – il mio pellegrinaggio di ogni mese di aprile – leggo uno dei suoi più veri e tristi racconti : Nuvola, lago, castello, scritto nel 1937. Continua a leggere→

Terra bruciata di mezzo – di Mirko SERVETTI

giovan-battista-mazzucco.jpg
(Immagine di Giovan Battista Mazzucco)

Da: “Terra bruciata di mezzo (tra Vespero e Lucifero)”, inedito.

Fra le crespe esitanti,
frizzi di tosse
sghimbesci di fumo a mezz’aria.
La notte ancora da dire
col pigro tramenio
delle creature aeree
che via via avvezzate
all’azzurro opaco
cabreranno stridule
alla cerca d’insetti
nel primo chiarore. Continua a leggere→

YVES BONNEFOY: Il poeta del sogno notturno, di Luigia Sorrentino

YVES BONNEFOY: Il poeta del sogno notturno
Mantova, 6 settembre 2007
di Luigia Sorrentino

“Mi svegliai, era la casa natale,
la schiuma s’abbatteva sulla roccia,
non un uccello, solo il vento ad aprire e chiudere l’onda,
l’odore dell’orizzonte da ogni parte,
cenere, come se le colline celassero un fuoco
che altrove divorava un universo.”

Da: Le assi curve, di Yves Bonnefoy, Mondadori , 2007 Continua a leggere→

Tutto deve crollare. Vibrisselibri. di Carlo Cannella.

Ho chiesto a Carlo Cannella autore per vibrisselibri di raccontarci la sua esperienza umana e letteraria, le sue letture, e di parlarci di questo suo noir duro come la pietra.

Alle mie prime letture è legata la percezione del conflitto di classe. Avevo 9 anni. Succedeva ogni qual volta il maestro distribuiva fra gli alunni i libri della biblioteca. Funzionava così: lui ci mostrava la copertina di un libro, che so, “L’ultimo dei Mohicani” o “Il libro della giungla” o “Le avventure di Robin Hood”. Continua a leggere→

La caduta

di Mauro Baldrati

Recentemente ho fatto una scampagnata a Milano, all’Accademia di Brera, per la discussione della tesi di laurea di una ragazza. Ho fatto un giretto per i corridoi con gli intonaci scrostati, con la tinta ingiallita, annerita, le statue coperte da una spessa patina di polvere nera, rottami di opere d’arte realizzate dagli studenti abbandonate su tavolacci; e le aule, coi soffitti alti otto metri, finestre enormi coi bancali a quattro metri dal pavimento, per cui sono state create nel muro scale rudimentali per potervi accedere: uno stato di manutenzione pessimo, strutture prive dei requisiti di sicurezza per la cottura delle ceramiche ecc. Infatti presto l’Accademia si trasferirà in altra sede. Che peccato però. Mi piace quella trascuratezza, quell’imponenza antica, quella tenace mancanza di modernità. Vecchi stili, vecchia grandeur.
Dopo la laurea siamo andati a pranzo in un ristorante carino, accogliente, incastrato in una periferia desolata, tra enormi rimesse di autobus, muri sbrecciati, mucchi di ghiaia e macerie sparsi qua e là, senza una casa né un negozio né un edificio integro né un passante né un albero, nulla.
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La visita del Papa a Pavia, di Roberto Plevano

Ci prendiamo tardi questa mattina e ci mettiamo in strada di gran fretta con l’agitazione delle cose da fare e già cominciate male. È mezzogiorno di un sole estivo e pesante, eppure questo sole non è alto, non sale nemmeno e pare quasi di toccarlo. C’è afa nella bassa, come se un qualsiasi limpido orizzonte fosse stato cancellato per mancanza di spazio. Continua a leggere→

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni di Giuseppe Panella (2)

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni

di Giuseppe Panella

(La prima parte dell’articolo è apparsa qui.)

2. Il desiderio e l’arte come forme del Sublime: La Gioconda

I temi poi espressi e rilevati nella spesso perfetta campitura di Alcyone si ritrovano, in toni certo più turgidi e sovente solo ammiccanti ed allusivi, in un testo drammatico messo in scena poco prima dell’emergenza lirica della poesia delle Laudi (come si è avuto l’opportunità di dire prima).

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