Leggere variazioni di rotta

E’ USCITA “LEGGERE VARIAZIONI DI ROTTA” – L’ANTOLOGIA DI LIBERINVERSI

Dopo i ripetuti annunci a partire dal luglio scorso, è finalmente uscita l’antologia di LiberInVersi. A differenza di quanto ancora a lungo dibattuto nel post del 22 dicembre scorso a proposito delle scelte editoriali per la sua pubblicazione, tutte le nostre perplessità allora espresse sul circuito editoriale sono state dissipate dalla coraggiosa scelta di Fabrizio Bianchi e delle edizioni Le Voci della Luna di proporre una pubblicazione interamente gratuita per l’antologia. Questo ci ha convinto di buon grado a ridisegnare il progetto, a scartare l’opzione print on demand e a lavorare fianco a fianco con Fabrizio per quasi quattro mesi nel discutere fin nel minimo particolare la costruzione dell’opera in stampa, insieme ovviamente alle linee per una sua diffusione e vendita. Siamo ora in grado di dire che nonostante la difficile situazione editoriale italiana sul fronte poetico e non solo, abbiamo prova della presenza di operatori, di persone che non temono il rischio e sanno evitare la consueta, stancante e deleteria politica del pagamento anticipato che copre ogni possibile pericolo di perdita economica, ovviamente sempre a danno dell’autore. Ci sono figure che dimostrano di saper credere in un progetto, in un’opera e sulla base di questo supportare l’iniziativa connessa. Ringraziamo per questo, con sincerità e tutto cuore Fabrizio Bianchi, che con pazienza ci ha seguiti passo passo attraverso ogni mezzo di comunicazione, dimostrando per l’antologia che fortemente avremmo voluto realizzare, un’attenzione e una dedizione che era quella che avremmo desiderato per l’opera in sé.

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Fernando Bandini

da Appena uscito

Zampette d’uccello

E tremo sempre perché sei piccola
e la neve qui intorno così vasta,
tu fuscello di brina
che a toccarlo si spezza.

E la neve non sembra nemmeno
sentire il tuo peso.

Ma a me
ti aggrappi forte, inventi sconosciute
tenerezze carnali
con una voce d’orca che vorrebbe
spaventare anche i grandi,
ardore smisurato con zampette d’uccello. Continua a leggere→

Alfabeti, P come Primavera

Ci sono giorni che precedono la primavera

Ci sono giorni che precedono la primavera,
sotto la neve compatta riposa il prato,
gli alberi suonano di una secca allegria,
il vento tiepido si fa elastico e dolce.

Stupisce il corpo d’esser così leggero,
la casa non si riconosce più,
e la canzone che t’aveva annoiata,
ricanti con nuova emozione.
(Anna Achmatova) Continua a leggere→

Muore un uomo

zoran-music.jpgJohannes R. Becher ( Germania 1981-1958)
Es stirbt ein Mensch

Es stirbt ein Mensch. Er stirbt in deiner Nähe,
Er sitzt mit dir zu Tisch, der Mensch und stirbt.
Er hält sich fest am Essen, i?t so zähe,
Da? ihm der Tod nicht den Geschmack verdirbt.

Er schaut auf dich. Er möcht ein Wort erhaschen,
Vielleicht fehlt ihm zum Leben nur ein Laut.
Er möcht ein Kind sein, Sü?igkeiten naschen,
Dir sein wie einer Mutter anvertraut.

Es stirbt ein Mensch. Du sagst: “Auf Wiedersehen”,
Gewandt schlüpft deine Hand aus seiner Hand.
Du lä?t ihn mitten auf der Stra?e stehen.
Da ist er weg. Wie durch die Häuserwand. Continua a leggere→

L’adultera, Giuseppe Conte, S. Giovanni e J. Lo.

Un romanzo ambientato fra il 32 e il 64 d. C. è, per forza di cose, un romanzo storico. Giuseppe Conte fa il poeta, è critico militante, ma ha scritto e detto più volte e grosso modo: “Se scrivo in prosa, perché raccontare dei fatti miei? La mia è una vita ordinaria, non ha motivi speciali d’interesse. Preferisco le grandi storie, anche i grandi temi”. Di qui, le ovvie accuse di magniloquenza e saccenterìa, che si risparmiano volentieri ai moltissimi narratori di una contemporaneità tanto contemporanea da sembrare antiquaria (Sandro Veronesi, per dirne uno; Maurizio Maggiani, per dirne un altro; il brioso Andrea Vitali, per completare un quasi ideale trittico a contrario). L’adultera sembra l’opera più matura di Conte, ricca dii sfumature e apparenti contraddizioni in oggetto, notevole pas de deux fra due protagonisti drammatici e consapevoli della loro traiettoria umana. Del romanzo, lo scrittore e blogger (http://giuseppeconte.eu) chiacchiera con LPELS, per l’occasione in modalità EP.

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“Sposa del vento” di Roberto ROSSI TESTA

“Sposa del vento” è la quarta raccolta poetica di Roberto Rossi Testa – traduttore e saggista nato a Torino nel 1956 – dopo Stanze della mia sposa (1987), Poca luce (2002) e Eunoè (2005). L’elegante volume, edito da Nino Aragno Editore, raccoglie i componimenti scritti tra 1984 e il 2004 suddivisi in due parti; la seconda, più ampia, contiene i testi più recenti. Continua a leggere→

Il rimbalzo del Rinascimento

I cultori di storia e di economia non dimenticano gli esili ma godibilissimi libretti di Carlo M. Cipolla. I cultori di fisica, ma soprattutto gli esseri pensanti (ci sono, ci sono ancora!), dovrebbero procurarsi una delle cinquecento copie in cui è stato tirato “Rimbalzello” di Antonio Sparzani, e magari costringere l’editore “il grillo lucente” (tel. 030.9103615) a ristamparlo. Continua a leggere→

Sulla strada verso la libertà, la morte è la festa più alta

bonhoeffer.jpg

Manfred Streubel

Fragment Bonhoeffer

Das stemmt sich: stürzend: gegen seine Grenzen.
So sehr bewirkt von widriger Gewalt
weist es hinein in kühnste Konsequenzen:
in eine ganz gelungene Gestalt –

die noch nicht möglich war – in dieser Eile! –
jedoch erkennbar ist als großer Plan:
als letzter Wille des Entwurfs, der Teile.
Und alles Tu-bare ist so getan –

daß es uns zwingt zu stärkerer Bestrebung:
so umzugehen mit dem Material,
das uns gegeben ist zu treuer Hand:

die Gabe zu gebrauchen in Ergebung:
daß noch das Bruchstück zeugt von Wurf und Wahl.
Denn alle Gegenwart heißt: Widerstand. Continua a leggere→

Autoritratto poetico – Piero BIGONGIARI

apollo-p.jpg
(Gianna Pinotti, “Apollo”. Il Maestro/L’ispirazione profetica, 1996)

[piero-bigongiari.doc]

[I testi antologizzati sono tratti da: Piero Bigongiari, Autoritratto poetico, Firenze, Sansoni Editore, “Fonè”, 1985. Il file allegato contiene una esaustiva nota biobibliografica del poeta pistoiese egregiamente curata da Martino Baldi, che ringrazio per la gentile e preziosa concessione.]

Vetrata

O memoria, la terra è il tuo ritorno
negli occhi, le magnolie
in un torno di gridi dai cortili
traboccano, sui lividi ginocchi
spunta l’età più grande come un’alba. Continua a leggere→

Franco Fortini

da Foglio di via

E’ questo il sonno

E’ questo il sonno, edera nera, nostra
Corona: presto saremo beati
In una madre inesistente, schiuse
Nel buio le labbra sfinite, sepolti.

E quel che odi, poi, non sai se ascolti
Da vie di neve in fuga un canto o un vento,

O è in te e dilaga e parla la sorgente
Cupa tua, l’onda vaga tua del niente. Continua a leggere→

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni di Giuseppe Panella (1)

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni

di Giuseppe Panella

«Oggi due cose sembrano moderne: l’analisi della vita e la fuga dalla vita. Poca è la gioia dell’azione, dell’accordo delle forze interne ed esterne della vita, dell’imparare a vivere del Wilhelm Meister e del corso del mondo shakespeareiano. Si anatomizza la propria vita psichica, o si sogna […]. Nelle opere dell’artista più originale che possegga al momento l’Italia, di Gabriele D’Annunzio, queste due tendenze si cristallizzano con una particolare acutezza e chiarezza : le sue novelle sono protocolli di psicopatia, i suoi libri di poesia sono scrigni di gioielli ; nei primi domina la terminologia rigorosa ed oggettiva dei documenti scientifici, ne secondi, invece, un’ebbrezza quasi febbrile di colori e di stati d’animo»

(Hugo von Hofmannsthal, Gabriele d’Annunzio, I)

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Cultura sul web: mentelocale.it. di Marina Rosa.

Spesso ci si arriva con i motori di ricerca, se si cerca uno scrittore, un regista o un artista. Oppure con le parole chiave più strane. Dopo aver letto l’articolo ci si rende conto di essere su un sito che parla soprattutto di Liguria, ma con uno sguardo che lo rende unico. Si chiama mentelocale.it, vi ci sarete già imbattuti certamente, e il suo approccio è poco provinciale, poco italiano. Continua a leggere→

Il gigante, di Cinzia Pierangelini

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– Vatti a coricare un poco, ci sto io qua.
– Non ti scanti?
– No, di che?
– Va bene, solo un pochino… mi appoggio dieci minuti in salotto, ma se ti spaventi chiamami subito. Non dovrei allontanarmi, lo so… ma tutta la confusione di oggi e … mi scoppia la testa.
– Ti dissi che non mi scantu di Salvuccio… – mormorò Emma.
– Salvuccio…- sussurrò di nuovo quando sua sorella, accostata la porta, la lasciò finalmente sola con lui, nella penombra della camera da letto. Lo guardò…
Ricordava ancora l’impressione che aveva avuto vedendolo per la prima volta: – Matri… e questo ‘Salvuccio’ si chiama? – aveva esclamato, facendo ridere tutti. L’ampia porta dell’ingresso nobile, spalancata in attesa dell’ospite, era occupata da una specie di titano che, in controluce, pareva una montagna. Era l’uomo più grande che Emma avesse mai visto e lei era quasi una bambina ed estremamente gracile per di più. Continua a leggere→

David Maria TUROLDO – Poesie

Da: Mia Apocalisse

Tempo verrà

Tempo verrà che non avrete un metro
di spazio per ciascuno:
lo spazio di un metro
che sia per voi. Tutti
vi dovrete rannicchiare:
nemmeno coricati!
Se pure non sarete
accatastati uno sull’altro.
Allora uno resterà soffocato
dal ribrezzo dell’altro.

Non avrà spazio
neppure il pensiero
e tutto sarà nel Panottico:

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Provocazione in forma d’apologo 55

Son momenti difficili ed Erre sogna il sogno seguente.
Ha acquistato un appartamento in un quartiere periferico, dove spera che la sua donna lo seguirà. Si trova in visita all’edificio quasi finito (un edificio monumentale e antiquato, in contrasto coi luoghi) quando si scatena un rumoroso parapiglia: un terrorista armato fino ai denti minaccia una folla che terrorizzata fugge. Solo Erre e un sacerdote dall’aria smarrita non fuggono. Il terrorista fa segno al sacerdote di avvicinarsi e ad Erre di andarsene. Il sacerdote (con scarso entusiasmo) obbedisce, Erre no.
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