
A causa di una forte incomprensione interna al sito stesso, ero stato costretto a cancellare la pagina elettronica concernente le mie osservazioni sullo psicologo svizzero Carl Gustav Jung. D’altronde non di me si parlava, ma di opera alchemica e di dottrina junghiana.
Cercavo, nei limiti del possibile, di proporre un quadro sistematico dei principali problemi che le due materie, assai complesse, implicano per uno studioso. Da una parte il notevole apporto dato da Jung nelle psicopatologie avanzate, dall’altro l’impegno dell’alchimia tradizionale nel persistere nell’alvo del proprio humus didattico: e cioè, di rimanere fedele a se stessa.
E’ risaputo che Jung si occupò d’alchimia, lasciando – però – profondamente perplessi gli alchimisti stessi. Da qui, in questa sede, ne era nato un piccolo dibattito, credo – anzi sono certo – fondato sull’esclusivo spirito di ricerca che animava gli interlocutori. Tale armonia, mi pare, ad un dato momento è venuta a mancare.
Ricordo solamente che la materia è complessa, e richiede molta attenzione nella lettura dei testi, sforzo forse inadatto per una pagina elettronica.
Seguendo l’antico principio forense che l’obbligo di dare prova spetta a colui che afferma, non a colui che nega, ma senza la medesima pretesa, tento di riproporre la conversazione che si cercava di condurre. Continua a leggere→