Archivi tag: nadia agustoni

Jodie Foster. Nel cuore e nell’anima

(Jodie Foster)


Jodie Foster. Nel cuore e nell’anima.
di Nadia Agustoni

Attrice tra le più intense e la cui immagine si imprime per qualcosa che trascende i personaggi che interpreta, Jodie Foster è in un certo modo una fuoriclasse ed è un simbolo di riscatto per quelle che non hanno potuto riconoscersi nei modelli di donne proposte dal cinema americano dagli anni ottanta. Non che sia andata meglio da altre parti, ma il cinema con la C maiuscola lo fanno laggiù ed è difficile non tenerne conto. In ogni caso parlare di una delle maggiori interpreti del cinema è sempre un’impresa quasi ardua. La vita reale e i personaggi cui ha prestato il volto si intrecciano. Farle un ritratto per come appare in interviste e articoli è incontrarla nelle sue parole, ma subito arrivano immagini di un film o, al contrario, hai in mente un film e ricordi alcune frasi che hai fermato nella memoria. Cominciamo da qui: Hollywood 1992, Oscar come migliore attrice per “Il silenzio degli innocenti”, in cui offre una dedica: “ alle donne che sono venute prima di me e che, a differenza di me, non hanno avuto nessuna chance, alle pioniere, alle sopravvissute, alle emarginate.Continua a leggere

Juliette Gréco. Saint-Germain-des-Prés e altrove.

( Juliette Gréco)

Juliette Gréco. Saint-Germain-des-Prés e altrove.

di Nadia Agustoni

Nella sua autobiografia “Juliette Gréco” Rusconi 1985, i nomi degli amici si rincorrono nelle pagine (1). Poco male. In fondo come ebbe a dire a chi la rimproverava per quello che sembrava un esibire la propria e altrui celebrità, lei era consapevole di avere vissuto un’epoca rara, con persone che non a tutti è dato incontrare  e tanto meno frequentare. Da Sartre e Simone De Beauvoir, a Camus e Boris Vian, da Kosma agli attori e attrici del jet set internazionale come Errol Flynn, Ava Gardner e Marlon Brando.

Juliette Gréco o Jujube, suo nomignolo, ha però scritto di sé in modo essenziale, scoprendosi apparentemente poco, ma in verità lasciando intuire molte cose. In qualche modo il suo riserbo è legato alla fama, che l’ha accompagnata a lungo, di ragazza che precorre i tempi.

Qualche anno dopo apparirà, anche lei molto francese e molto sopra le righe, un’altra ragazza cattiva: Françoise Sagan,  con le sue intemperanze e trasgressioni che un film della regista Diane Kurys (“Sagan”, 2008) ci ha raccontato. Continua a leggere

Una tazza di tè quasi vuota.

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Una tazza di tè quasi vuota

di Nadia Agustoni

Cinque minuti dopo la mezzanotte tra il due e tre dicembre 1984 a Bhopal si verificò il più grande disastro industriale della storia. Una nuvola di metilisocianato, composto chimico altamente tossico, fuoriuscì per l’esplosione di un serbatoio e uccise complessivamente 30.000 persone ( le prime 8.000 morirono in poche ore). I contaminati furono 500.000 e a 25 anni di distanza il tasso di inquinamento dell’area è sempre altissimo. In una recente intervista apparsa su Il Fatto Quotidiano del 3 dicembre 2009, lo scrittore Dominique Lapierre autore del romanzo-inchiesta Mezzanotte e cinque a Bhopal parla del suo ritorno nella città contaminata e racconta di avere provato a bere l’acqua di un pozzo, ma “ è bastato mezzo bicchiere per far infuocare le nostre bocche per diversi giorni”. Continua a leggere

Dal silenzio.

(In  Chiapas)

Dal silenzio.

di Nadia Agustoni

María del Socorro Vicente González, indicata dalla stampa internazionale come la madre del sub comandante Marcos, è morta il 2 dicembre all’aeroporto di Città del Messico a causa di un infarto, mentre era in attesa dell’imbarco per il volo che doveva portarla a Tampico. Una donna di una certa età muore in un aeroporto e ci dicono che ha un figlio che è il simbolo del più strano esercito apparso negli ultimi decenni in un paese dove i diseredati sono milioni e dove i discendenti dei Maya hanno osato alzare la testa dopo qualche centinaio di anni per dire quanto sono stanchi di oppressione, dolore, miseria, morte e violenza. Continua a leggere

La fine del mondo.

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(Utah)

La fine del mondo.

di Nadia Agustoni

La fine del mondo è stata annunciata molte volte. A tal proposito ricordo dei profeti improvvisati che hanno costellato la vita del paese in cui sono vissuta con i loro ammonimenti riguardo a questo “avvicinarsi della fine”. I primi ricordi di una profezia simile risalgono all’infanzia e mi sono arrivati da persone più anziane che parlavano ancora della paura suscitata da uno di questi annunci fatto da un tizio un decennio prima e che trovò molti disposti a crederci. In quel momento ne ridevano perché tutto era passato e forse alcuni ricorderanno il film Il giudizio universale (1961) che racconta una storia simile e mostra l’effetto del panico sulla gente. Film a parte bisogna dire che l’argomento suscita interesse e in diverse occasioni ho parlato con persone che tra una frase e l’altra buttavano lì una data probabile per “l’ultimo giorno”. Continua a leggere

Nadia Agustoni, “Taccuino nero”

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Taccuino Nero di Nadia Agustoni
di Francesco Tomada

Sono pochi, e spesso arrivano da piccole ma validissime case editrici, i lavori in poesia che riescono a scavarsi uno spazio nella vasta produzione odierna grazie alla loro unicità ed alla loro pienezza, e uno fra questi è il Taccuino Nero di Nadia Agustoni (Le Voci della Luna, 2009), una raccolta densa, costruita su una scrittura matura e potente. Continua a leggere

Vivalascuola. La pelle giusta. Bambini. Di Paola Tabet

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(Foto di gruppo)

Questa puntata di vivalascuola è curata da Nadia Agustoni, che ringrazio per questo contributo prezioso e molto istruttivo. Intanto la scuola si prepara allo sciopero del 23 ottobre contro i tagli all’istruzione.

Premessa. Il razzismo si è appreso e si può disimparare
di Nadia Agustoni

Nel 1997 per Einaudi uscì La pelle giusta (1) di Paola Tabet. Il libro è il risultato di una ricerca fatta nelle scuole elementari e medie di tutto il territorio italiano “sul pensiero razzista tra i ragazzi” (2). Il documento che ne è risultato ci ha edotti su una mentalità che, a dodici anni di distanza, molti italiani/e, adulti e ragazzi, palesano senza vergogna. Le leggi sulla “sicurezza” hanno alle spalle un contesto di paura e ignoranza che l’antropologa Paola Tabet riuscì a indicare già allora Continua a leggere

I mostri marini. Di Nadia Agustoni

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(Barchetta di carta sul mare)

I mostri marini

I miei occhi sono due sassolini neri, ma a volte è come se fossero più neri e così brillano. Io li lascio brillare perché vedono di più, guardano le cose come a farle diventare trasparenti e le vedono al centro come quando si guarda un cuore fino in fondo. Quando di notte vado in giro arrivo al mare. Il mare è grande e profondo e non lo vedi tutto e certi colori del mare sono ombre e le ombre sono i mostri marini. Dal mare vengono fenomeni strani e si chiamano onde. Le onde sono più piccole del mare, ma si muovono nell’acqua, si alzano e con la schiuma sbattono contro le case: è tutto un trac alle finestre e un cric e c’è un rumore che è diverso dai rumori che si conoscono ed è il mare. Continua a leggere

Filastrocca del pesciolino. Di Nadia Agustoni

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(Pesci)

Filastrocca del pesciolino

di Nadia Agustoni

 

Nella fontana c’è un pesciolino

un occhio verde uno azzurrino

e vede il mondo di due colori

lo vede dentro e lo vede fuori.

 

Se gli parli non ti risponde,

ma ti manda una letterina:

“ Io sono il pesce che in ogni mare

prima ti insegue e dopo scompare.”

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Filastrocca dei giorni. Di Nadia Agustoni

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(Calendario. Disegno)

Filastrocca dei giorni.

di Nadia Agustoni

 

I giorni allegri sono in festa

e per casa hanno il cielo

ogni giorno non per dire

han qualcosa da gioire.

 

Chi ha avuto forse intero

un giorno triste o solo nero

pensa invece da scontento:

“tutto è storto e molto incerto”.

 

I giorni tristi sono uccelli

in un disegno ad acquarelli

hanno ali nere e uguali

come al fondo sono i mari.

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Io sono un bambino con un mantello nero. Di Nadia Agustoni

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(Il paese dei balocchi. Disegno)

IO SONO UN BAMBINO CON UN MANTELLO NERO.

di Nadia Agustoni

Io sono un bambino con un mantello nero, nero come la notte che è nera e come il buio in cantina che è nero e anche il bosco è nero e neri gli alberi e nera la terra che è ancora più nera nelle grotte e nero il cielo in cima ai rami e le foglie sono nere e neri gli uccelli e la civetta. Questo è il paese nero, con la gente nera e io non ho paura delle cose nere, solo dei cuori neri e di cappuccetto rosso che non capisce nulla dei lupi e fa le cose tanto per farle, ma mi hanno detto e ve lo dico, che solo i bambini veri capiscono i lupi, che solo i bambini neri parlano con i lupi e gli dicono le cose ai lupi come un comandamento e i lupi non rispondono, li guardano e sono lupi che fissano un bambino che è quasi una stella, la loro stellina oscura. Continua a leggere

Fumo. Di Nadia Agustoni

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(Jean Michel Folon. Disegno)

FUMO

di Nadia Agustoni

Riempito il sacco di vento e saliti i gradini tre alla volta fin sul tetto, appena giunto, colsi due o tre stelle e lanciai in aria il vento che ricadeva ovunque. Avevo una foglia in ogni tasca e pensavo all’autunno, alla notte che sembrava uno scudo, al tempo che scivolava piatto tra vita e vita mentre mi cresceva il cuore come un pensiero che cresce troppo e avevo paura di ascoltare: chissà se ero un principe o un bambino e chissà se mi ero perduto in un cielo di puntini più chiari e magari stavo per scoprire che non esistevo, che tutto questo non era il mondo e io sognavo senza un altro sogno che mi svegliasse. Continua a leggere

Pogrom

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POGROM

di Nadia Agustoni

Nel Punjab si è consumato uno dei non pochi pogrom che stanno devastando quella parte geografica del mondo che comprende India e Pakistan nelle regioni dove confinano. Articoli scarni ci informano che in un piccolo paese di nome Gojra una festa di matrimonio della minoranza cristiana ( il 2%  in Pakistan) è stata il pretesto di un massacro (QUI). I cristiani accusati, oltretutto ingiustamente, di avere lanciato sugli sposi dei foglietti strappati dal Corano sono stati fatti bersaglio di una rappresaglia crudele. Otto persone sono morte, bruciate vive e solo il fatto che l’allarme era già scattato ha impedito che le cifre degli uccisi salissero di altre unità. Leggendo la notizia, soffermandomi su alcuni particolari ho ricordato gli articoli della scrittrice indiana Arundhati Roy sugli eccidi del 2002 nel Gujarat. E’ subito evidente che non si tratta mai, in nessun caso, di pogrom che nascono da rabbia momentanea qualunque gruppo li compia. La spontaneità dei linciaggi è esclusa per l’uso di una quantità inspiegabile di armi e per l’impiego di gruppi di individui trasportati sul luogo dell’eccidio con autobus. Continua a leggere

Filastrocca del giro-girare. Di Nadia Agustoni

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(giostra con aerei)

Filastrocca del giro-girare.
di Nadia Agustoni

 

Ma non so se a nascere ritorno

se occhi bruni voglio a guardare alti i rami

a circoscrivere il cielo con luce di terra nel cuore

e piantarci i sogni e piantarci parole.

 

Ma non so se a nascere si è nuovi

o se è un giro che gira sempre uguale

e ti perdi e ti sembra di parlare

ed è com’era stato com’era già sbagliato.

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(radio alice)

di Nadia Agustoni

I puri e duri di sinistra che ho incontrato nella mia vita stanno scomparendo. Si estinguono. Disillusi su tutto se ne vanno e io non ho pensieri lucidi a riguardo. Nei brutti anni ottanta mi guardavano come un animale confuso: l’anarchica che non ha compreso la lezione di Gramsci eccetera; oppure la femminista con troppa ribellione in testa, quella che non sa aspettare che qualcosa si allinei: i tempi, l’idea, le circostanze. Non pretendevo di avere la verità in tasca e facevo infelicemente notare che bisognava calarsi nelle situazioni e non mitizzare le persone e tanto meno certe idee che troppe volte erano solo altri luoghi comuni. Negli anni novanta, ed ero in Toscana, venivo presa in giro perché vivevo in Appennino non tanto nell’attesa che cambiasse il mondo, ma cambiando alcune cose mie, mie proprio mie e impegnandomi in un fare queer che non mi facesse sconti nella scelta tra realtà e desiderio. Infine in un nord senza più nebbia, ma dove è difficile avere gli occhi puliti, mi trovo a domandare a chi mi lavora accanto, ai vecchi conoscenti e ai pochi amici, dove mai stanno andando e nel caso siano fermi che cosa aspettano.  A titolo provocatorio lascio intendere: ditemi qualcosa di sinistra! Di un po’ comunista o sindacalista! Nulla. Mi conoscono e intuiscono dove voglio arrivare e non rispondono. Non dicono: no comment, come in tv, ma sono diplomatici. Certi ideali sono morti, forse pure sepolti, ma non si sa mai, a volte ritornano e allora meglio pattinare sulle domande e lasciare cadere frasi su come la si pensa veramente solo ogni tanto. Del resto in rete leggo interviste a ex ben più prestigiosi di qualche sindacalista di paese e comunista del tempo che fu. Ex che si permettono un coraggio che altri forse vorrebbero avere. Continua a leggere

L’azzurro. Di Nadia Agustoni

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(Luigi Ghirri: Ultima foto)

l’azzurro

di Nadia Agustoni

 

l’azzurro

 

l’azzurro è lo stesso

ma nessuno ti chiama

e luce di settembre

è il ricordo

scale che abitavi

porte che aprivi

e quieto il cortile

dove il cane abbaiava al passante

e tu in mezzo alla vita

senza chiedere

con fiori e polvere

e un ridere

come si ride alla morte

senza pensarci.

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