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Filastrocca degli insetti. Di Nadia Agustoni

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(Disegni di insetti)

Filastrocca degli insetti.

di Nadia Agustoni

 

D’estate è ronzio luminoso

e sciamare come a una festa

la zeta in zzzzzzzz li arruffa

e li intona al gioco d’amore.

 

Ma può amare l’insetto?

O è timido e gira e s’abbuffa?

Che sia tanto turbato

da fare zzzzzzzz disperato?

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SE NULLA ERA SBAGLIATO.

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di Nadia Agustoni

Ma che sarebbero i prodigi in mare e in cielo

senza averti compagno al mio pensiero?”

John Keats , Sonetti

L’hanno definita una delle intelligenze più critiche e lucide degli states, ma nei due libri in cui racconta la morte del marito John e della figlia Quintana, avvenute a breve distanza una dall’altra, Joan Didion di sè dice che per un pò è impazzita e impietosa ci mostra la sostanza del dolore.

Leggendo L’anno del pensiero magico (1) si prova simpatia per questa donna che combatte una battaglia contro la morte della figlia fino a quando le sembra fuori pericolo. Sapremo solo dopo qualche anno che le cose non sono andate a buon fine. La perdita improvvisa dei congiunti è ripercorsa di nuovo in un monologo con lo stesso titolo del primo libro: monologo serrato, dolente e asciutto, senza una sola parola che inviti a una facile pietas. (2)

A Broadway è Vanessa Redgrave a interpretarlo. Le serate fanno il tutto esaurito. (3) Continua a leggere

Donne oracolo

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di Nadia Agustoni

 

 

Viola Amarelli, Notizie dalla Pizia, edizioni LietoColle 2009.

 

Raccontare è far uscire dall’ombra e rivelare qualcosa che non sempre si può cogliere. Un ritratto in versi di figure lontane è uno studio che restituisce una profondità a frammenti sparsi: idee, notizie storiche e costruirsi del mito. La distanza si rifrange in queste voci di Pizie che Viola Amarelli ci presenta nel loro tempo, ma al di là del tempo e direi quasi facendo oracolo la poesia cui le affida. Le evoca, custodi del sacro, ostinate e fragili, attente e consapevoli di una chiamata e forse superbamente isolate nel loro essere state donne del popolo, destinate alla parola-visione, ma anche a un’impotenza maggiore perché consapevoli che: “ so, che sapere non serve/ so l’infelice”.

Questa veggenza se è vocazione lo è anche per lo stupore della bambina cui la propria divinazione è rivelata da un Febo delfino quell’unica volta che lei vede il mare accompagnando il padre con l’asino: “frogi nella brina/ vento di sale e turchese a chiazze lo stupore/ immenso, pari al cuore senza linea”. Continua a leggere

4 MAGGIO 1944 – IN MEMORIA

25aprile

Dall’album: Il seme e la speranza (2006) . The Gang

4 MAGGIO 1944 – IN MEMORIA

All’alba del 4 di Maggio
arrivarono le orde assassine
portavano croci uncinate
la feccia del terzo regime

Li guidavano i cani da guardia
la guardia dei repubblichini
in tanti più di duemila
duemila vili aguzzini
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Mr. FERLINGHETTI POETA LAUREATO

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di Nadia Agustoni

Mr. Ferlinghetti non sapevo che eri il poeta laureato della città di San Francisco, la tua città. E che il Los Angeles Times ti attaccò perché eri il poeta laureato di una città che ha il record di senzatetto o lo aveva, ma credo lo abbia ancora e penso negli ultimi tempi senta la concorrenza di tutte le città americane, del nord e del sud e di quelle sulla costa occidentale e orientale su fino a Seattle, fino al Canada. Ci sono le foto di tendopoli sui giornali, Mr. Ferlinghetti, con dentro i bianchi, biondi e chiari come il grano, come i campi di grano del midwest, della bible belt, dove i pastori di chiese protestanti incitano all’odio e dicono “uccidi un gay” perché altrimenti, prima o poi c’è Sodoma e Gomorra e la nazione ti diventa come a Hollywood con tanti peccati e i peccatori impuniti. Continua a leggere

Il quaderno di geografia di Pinocchio. 4, di Nadia Agustoni

Dei gatti, delle volpi, di Penelope e dei ragni

“Non toccate la scienza.
E se fate le pentole ricordatevi i coperchi”.

(da L’enciclopedia dall’a alla z)

L’entomologia è una scienza che studia anche i ragni. Gli altri insetti a volte sono permalosi, ma i ragni no. I ragni costruiscono tele per catturare le mosche e se per puro accidente gliele distruggiamo, loro fanno finta di niente e ci pungono. Il loro fare finta di niente è una forma di bugia, ma uno scienziato non deve trarre conclusioni generali sui ragni troppo in fretta. Continua a leggere

Il quaderno di geografia di Pinocchio. 3, di Nadia Agustoni

Illustrazione di Arianna Papini da
Collodi Carlo, “Le avventure di Pinocchio”, Fatatrac, Firenze, 2002

Il gallonzio

Il male viene sempre per nuocere, solo chi nuoce pensa serva a qualcosa
da: Il burattino e Mangiafuoco

C’era una volta un re… che mangiava per tre…
e morto un re se ne fa un altro… ma speriamo in una indigestione.

da: Dialoghi di Pinocchio sull’anarchia

La Fata Turchina, buonanima, mi trovò un impiego presso il re dei citrulli. Questi citrulli sono chiamati anche abitanti delle Citrullia. Tutte persone molto a modo, che parlano uno per volta. A conti fatti significa che nell’arco della loro vita parlano all’incirca una volta o due. Continua a leggere

IL CUORE E’ UN CANE SELVAGGIO

 

di Nadia Agustoni

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Immaginiamo una vita che deraglia o meglio, finisce su un binario che non va lontano, non proprio un binario morto, quasi. Immaginiamo questa vita mentre, come in un apprendistato, comincia a specchiarsi in altre vite. Immaginiamo che qualcuno cerchi parole nuove per dire l’amore, la perdita, l’attesa che non è più speranza, ma ostinazione nel trovarsi con altri senza che il fine per cui ci si trova abbia un senso, un significato compiuto. Helen Humphreys (1), scrittrice e poeta canadese, classe 1961, con alle spalle diversi romanzi, raccolte di poesia e premi vari, con Cani selvaggi dà voce a un’umanità sconfitta che si logora in una cittadina di provincia nel Canada di una semisommersa working class. Continua a leggere

Il quaderno di geografia di Pinocchio. 2, di Nadia Agustoni

i cattivi pensieri

Tra avere e essere non c’è differenza a volte.
Chi non ha proprio nulla di solito muore.

da: Dizionario dei burattini

Eh si’, il paese dei balocchi non è il paese dei mandarini.
Piuttosto delle arance.

da: Il Lunario dei Pinocchi

Mi cresce il naso ogni volta che al mattino apro un giornale. Le bugie sono contagiose. Non c’è dottore che abbia un rimedio, ma la cosa grave è che il naso cresce quando ho a che fare con le cose del mondo. Continua a leggere

METROMORFOSI 19

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www.metromorfosi.com

E’ uscito il nuovo numero di Metromorfosi, mensile di infocritica a distribuzione gratuita.

Pane :: Bill T. Jones :: Dianne Reeves :: Garbo :: Guillermo Arriaga :: Antonio Rezza :: Gadda vs Genet :: Giacomo Manzù :: Bill Viola :: Louise Robinson :: Nadia Agustoni

Christiane Rochefort, I Bambini del secolo

CHRISTIANE ROCHEFORT, I BAMBINI DEL SECOLO, BARBES EDIZIONI 2008

di Nadia Agustoni

“Ma la rabbia era un’altra cosa, la rabbia mi parlava, mi faceva reagire, era l’unica cosa che mi avrebbe fatto uscire dal mio gelo e che mi avrebbe riscaldato, l’unica cosa che riusciva ancora a farmi male; e veniva da lontano; dalla notte dei tempi; se di mezzo c’era la rabbia, ecco che io rispondevo “presente”. (1)

Christiane Rochefort (1917 – 1998) è nota in Italia per il romanzo scandalo, Il riposo del guerriero, uscito nel 1958. Il libro venne trasposto per lo schermo da Roger Vadim e per questo ebbe una notorietà internazionale, ma la scrittrice non riconobbe come aderente al libro la tematica del film. (2) Le reazioni a una storia giudicata viziosa, tra una ragazza borghese e un alcolizzato, impedirono l’assegnazione del premio Fémina all’autrice, nonostante un primo orientamento in tal senso della giuria, ma le fu poi dato il Prix de la Nouvelle Vague. Christiane Rochefort non tradì però la sua vocazione anticonformista. Il suo secondo romanzo, I bambini del secolo (1961), tradotto di nuovo in italiano per le edizioni Barbès, racconta una vita difficile, in bilico tra scoperta di sé e rabbiosa solitudine. (3) Continua a leggere

DA “IL LIBRO DEGLI HAIKU BIANCHI” di Nadia Agustoni

HAIKU.

DA “IL LIBRO DEGLI HAIKU BIANCHI” di Nadia Agustoni

Il Libro degli Haiku bianchi edizioni Gazebo 2007

Nota di Viola Amarelli

“Haiku infedeli” ci avverte l’autrice nella nota introduttiva del libro, e non solo e non tanto per il tradimento – ammesso peraltro anche nella patria d’origine – del classico schema metrico (17 sillabe ritmate in 5+7+5) che hanno reso l’haiku una delle forme poetiche più note nella letteratura mondiale. Infedeli, soprattutto, perché dell’haiku – profondamente radicato nella pratica zen – Nadia mutua la semplicità (L’aria sui rami), l’ascolto della natura (il fiore che s’apre), e l’autenticità istantanea, senza peraltro mai risolverle in visione a-dualista ma, al contrario, conservando la tensione, i dubbi, le incrinature dell’io lirico occidentale. Continua a leggere

Gli Idioti

di Nadia Agustoni

Amare i libri e amare un libro. Questa storia potrebbe iniziare così. Incomincia però negli anni Ottanta quando era difficile vivere in provincia con grandi ideali e con poche prospettive. In parte mi salvò la ricerca interiore a base di letture, camminate in collina, amicizie lontane. Dimenticavo: c’era anche la bicicletta. Dalle mie parti, nei paesi intorno a Bergamo, ci sono state subito ragazze nel ciclismo agonistico. Uno dei miei fratelli seguì da tifoso un giro d’Italia femminile a cui partecipava la figlia di un suo amico. Mi teneva aggiornata. La bicicletta era evasione. Non sognavo gare. Sognavo però delle storie.

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DA FILASTROCCHE MINORI, di Nadia Agustoni

il guardiano delle fabbriche (*)

Il guardiano delle fabbriche le guardava andare in fumo

era un erudito, dice ancora qualcuno, ma lui pur di non darlo a vedere

stava sempre solo stava sempre a sedere e camminava se camminava

con la testa che gli girava con le spalle ciondoloni fischiando alle gonne e ai calzoni…

Se portava bretelle o cintura lo camuffava ben bene

era un guardiano di fabbriche e le elencava intere

stava lì fin dal mattino con cannocchiale e acciarino e una a una

fissava le ciminiere apriva e chiudeva il portale faceva si e no il bene e il male… Continua a leggere

L’attrice e l’icona. Silvana Mangano.

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di Nadia Agustoni

Federico Rocca, Silvana Mangano, L’Epos 2008, euro 28,30

E’ un libro di cui si sentiva la necessità, almeno tra gli appassionati di cinema, quello che Federico Rocca ha scritto su Silvana Mangano. L’autore è un giovane critico cinematografico laureato al Dams in Storia del cinema italiano e dedica all’attrice prematuramente scomparsa nel dicembre 1989 uno studio accurato che mette in luce la Mangano interprete e il suo mito. Federico Rocca sembra, all’inizio del libro, non voler rispondere alla domanda se Silvana Mangano sia stata una grande attrice, ma pagina dopo pagina ci fa rivivere la sua recitazione, rivelando uno sguardo acutissimo e attento ai particolari: siano gesto, voce o pura espressione del volto. Continua a leggere