Archivio mensile:Luglio 2007

POESIA E FILOSOFIA # 2 – Antonio PRETE legge Edmond JAB?S

POESIA E FILOSOFIA – Antonio PRETE legge Edmond JAB?S

jabès

L’esilio dal libro – di Antonio PRETE

Passaggio al libro

La scrittura di Jabès è un’esegesi che muove non dal libro, ma dalla sua mancanza, non dal senso, ma dalla sua indecifrabilità, non dal volto di Dio, ma dalla sua assenza. Assenza che ha consegnato l’uomo alla lotta con il dolore, con la sparizione, con il vuoto. Continua a leggere→

TRE CONSUNTIVI (personali)

PER VIVERE

Per vivere dovevi sperimentare
per vivere dovevi essere ingannata.

Ora che hai fatto tutta l’esperienza
ora che sei pronta
ora che ti protegge tutta la diffidenza
e resta più solo vivere, anima formata,

o potersi sciogliere nell’innocenza!
o di nuovo poter essere ingannata!

Piero Jahier Continua a leggere→

Lessicofilia

Montale e la moglie del professore

Pera o mela?”, disse Marie Luise a Bruciapelo. Finora non aveva proferito verbo, né mi aveva mai guardato. E perché mai avrebbe dovuto guardare lo sguattero che le trotterellava dietro, carico di sporte come un mulo?
“Pera”, risposi, ansimante. Ah, la mia prontezza di spirito di allora!
“Vino o maria?”.
“Vino”
“Poesia o prosa?”
“Poesia”
“Mamma o papà?”
“Mamma, manco a dirsi”
“Coca o vino?”
“Vino”. Adesso mi guardava e sorrideva maliziosa.
“Uomo o donna”
“Donna”
“Petto o coscia? … Tette o bicipiti?… ”
“Coscia, ma anche petto e tette… Ma non correre, dammi il tempo di riflettere…”
“Beatles o Rolling stones?”
“Rolling Stones” (qui ebbi un attimo di esitazione).
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PERCHE’ E’ UN BRUTTO ROMANZO di Valter Binaghi

ammanniti

Il premio Strega a “Come dio comanda” di Ammaniti.
Si sapeva da mesi (inutile la pantomima di ierisera su RaiUno), ma non è questo il problema.
Chiacchiere di corridoio affermano che ce n’era qualche migliaio di copie invendute (il libro non è andato bene, e non fidatevi delle classifiche che sono truccate) e questo è l’unico modo di provare a smerciarle, ma neanche questo è il problema.
Il fatto è che è un brutto libro.
Ammaniti è un artigiano discreto, che ha finora scritto un romanzo solo (Io non ho paura) e per il resto solo post cannibalismo, premiato da una intelligentia sinistrese dominante, che si piange sempre all’opposizione anche se ormai governa paese e società da trent’anni.
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“La classe fa la ola mentre spiego”

 

“La classe fa la ola mentre spiego” (Rizzoli 2006 Euro 10) è una raccolta delle più bizzarre note disciplinari apparse negli ultimi anni sui registri scolastici italiani, collezione compilata da John Beer, oscuro e misterioso autore del sito www.notadisciplinare.it
Negli ultimi tempi, un gran numero di casi di cronaca ha sistematicamente demolito nella mente degli italiani ciò che ancora rimaneva della melensa e posticcia abnegazione umana e studentesta del Libro Cuore di De Amicis. Improvvisamente l’Italia si è accorta che le maestrine dalla penna rossa erano una razza ormai definitivamente estinta e che in compenso, un branco di Franti (non ancora chiamati “bulli”) aveva prepotentemente occupato gli edifici.

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Due poesie di Lisa Sammarco

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Fra-intendimenti

Ci deve essere qualcosa nella mia voce
come un suono di rovina
di foglia d’acanto appassita senza storia
è una pausa
un sud del vuoto
che resta in bilico
e delude le parole come
l’ennesima promessa
che –questa è l’ultima Malboro-
ed ha la stessa nota del fra-intendimento
che interpreta il silenzio di questi versi. Continua a leggere→

“E se poi resto sola parlo con l’albero”

Testo: Francesca Matteoni
Immagine: Cristina Babino
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Brockwell Park

                                                                                     “Gli alberi fanno compagnia”.
                                                                                      (Un mio amico pittore.)

Da quando vivo sola ho imparato
che l’autunno è migliore dell’estate
al suo versarsi sulla terra piega
il chiaro delle voci nell’interno.

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ultima poesia di Anna

L’andamento a fanculo della vita
relax-relais, davvero molto lieve
quando vuole sviare dai discorsi
ticchettando discreto come un Rolex.
L’andamento a fanculo della sera
relitto arrugginito sulla spiaggia
che si sfarina come cocaina
bucando cartilagini di chiglia.
L’andamento a fanculo di me stessa
che non trattengo quel che mi si dice,
senza ambizioni e con la casa a pezzi,
e che non voglio altro che dormire.
Che ne farò di tutto il mio guardare,
di tanta incontinenza luminosa?
Elementi ordinali e cardinali
per mandare le navi ai quattro venti?
Caramelle di vetro scure e chiare
da tirare sugli abiti da sposa?
Fumo di sigarette da soffiare
come se fosse profumo di rosa?
Che ne farò di tutto il mio andamento
l’affanculite persa nello spazio
che dissolve momento su momento…
che ne farò di tutto quel che sento?
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Gli umarells

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Chi sono gli umarells? Sono gli omarelli emiliani della terza età che vanno in giro, che discutono in capannelli in Piazza Maggiore a Bologna, che curiosano qua e là, che “ciappinano” intorno a casa, che commentano il mondo e la vita, che vanno a ballare il liscio e molto altro ancora: “hanno sempre qualche soldo da parte, ci aiutano a comprare la casa, quando tirano le quoia con la q ci lasciano in eredità denaro e/o immobili, educano i nipotini mentre entrambi andiamo a lavorare in cerca di improbabili realizzazioni mantenendo sia i nipotini, sia noi che andiamo a lavorare. Il PIL non cresce, ma crescono le aspettative di vita per gli umarells, ai quali sarebbe giusto dedicare almeno una festa nazionale”.
Siamo abituati agli umarells perché sono intorno a noi e sono anche nel resto del mondo, solo che non si chiamano umarells. Ora un performer-cantante-blogger-webdesigner bolognese, Danilo Masotti, ha scritto e fotografato questo libro sul mito degli umarells per l’editore Pendragon. Istruttivo per le foto e le didascalie. Utile da regalare a un papà, un nonno, uno zio.

Miserere asfalto – di Marina Pizzi

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71.
con un capitolo nel ventaglio
così per raccontarti l’ultima crisalide
desta sull’asfalto chissà se domani
sarà crisi o sigillo il lungotevere
malato stracco contro il muro del carcere
cerimonia dell’attenti starsene
semivivi seminascosti al mito del veliero
la maglia di rovescio così per sbigottire
il perbenismo dell’angelo possibile

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inedito

(i nostri)

All’artificio del volto trapassato
tributava il vizio vernacolo dei morti,
eppure il cimitero era ventoso
e panoramico – suo padre sempre
si fermava estraneo sul cancello,
lontano dai lumìni. Spazzando petali,
scontando, volti d’altri figli in orazione
astuta, di resa al mondo, di sospetto dio.

POETAS. Racconto a puntate di un viaggio poetico – II

di Alessandro Seri

Svegliarsi in un letto largo quanto la mia stanza da bambino, in una stanza grande quanto il mio appartamento attuale e per di più a Coimbra in Portogallo mette addosso una strana inquietudine da scherzo del destino. Ancora sul letto della sera prima ci sta la sacca con tutto il materiale che il Centro di Studi Anglo-Americani della Facoltà di Lettere dell’Università di Coimbra ci ha fornito: pagine di spiegazioni varie su dove mangiare e come muoversi, il programma di tutta la manifestazione, la cartina della città, un’antologia con i testi di tutti e quaranta i poeti, un piattino di ceramica decorato a mano e una bambolina tipica del luogo che somiglia tanto a un pupazzo voodoo. Continua a leggere→

TONDELLI? PERCHE’, HA MAI SCRITTO QUALCOSA?

di Gian Paolo Serino
(pubblicato in origine su “Il Domenicale”)

serino

Se c’è un lettore che non capisco è il lettore di Pier Vittorio Tondelli.
In realtà, mi correggo, non esiste un lettore di Tondelli: esistono i fan.
Come accade anche per Alberto Arbasino: di Arbasino, però, a occhi chiusi (nel senso che sono contento di non averlo mai letto) riconosco la genialità tipica da “Fratelli d’Italia”. Tondelli, invece, proprio non l’ho mai capito.
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