La mobilitazione sociale nelle piazze d’Italia, in questi giorni, per protestare contro i provvedimenti governativi, costituisce una sfida e una speranza, un’occasione storica per i cittadini perché riflettano sul loro status di elettori e di irrinunciabili protagonisti, pur nei complessi meccanismi congiunturali, del cambiamento sociale, anche (o, forse, soprattutto) col silenzio e l’inazione. Essi rappresentano quella “base” a cui la politica e i sindacati non hanno mai dato dignità di interlocuzione, operando scelte quasi mai aderenti alla loro sensibilità e alle loro attese; e questo governo ne costituisce il massimo esempio, a dispregio dell’insistita e corale richiesta di rivedere scelte devastanti per il destino di molte persone. La forza immensa che si sta esprimendo anche trasversalmente, rispetto alle forze politiche di maggioranza e di opposizione, non può spegnersi senza aver prodotto qualcosa; ma per lasciare traccia essa deve organizzarsi – subito – elaborando delle soluzioni migliorative a futura memoria sui grandi problemi dibattuti, dalla scuola alla giustizia, dall’ambiente all’informazione. Continua a leggere
Archivio mensile:Ottobre 2008
Viva la scuola. In sciopero
Notizie sulla protesta, un confronto, un intervento di Marina Massenz, le ultime del governo, segnalazioni dalla rete, appelli… e la risposta alla domanda: a chi dobbiamo il proliferare di università e corsi di laurea in Italia?
La protesta della scuola è esplosa e si diffonde. Qui si possono trovare notizie sugli eventi, una mappa delle proteste, foto, video. Queste sono le leggi contestate. La disponibilità del governo è stata questa (e qui si può sentire dalla viva voce del Presidente; dei tanti commenti, ne propongo uno di Carla Benedetti, uno di Beppe Sebaste e uno di Peter Gomez), poi il Presidente rettifica, poi ci ripensa. Con una lettera il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita al dialogo, mentre l’ex presidente Francesco Cossiga in un’intervista incita al massacro (e anche per Francesco Cossiga propongo un commento; ma c’è anche chi propone una petizione). Intanto una prova di dialogo è fallita e il 30 ottobre la scuola scende in sciopero, mentre per il 14 novembre è fissato uno sciopero dell’università. E c’è anche chi pensa a dopo. Continua a leggere
Cinque poesie inedite di Hernán Felisberto DONOSO

(Salvatore Garau, Rose tra i laghi, 2001)
Rendere visibile l’inespresso equivale ad acquisire
immancabilmente universi esposti alle sirene
dell’abissalità. Equivale a perdersi nelle forme che
intendono restituire le oscure articolazioni dell’essere.
Nella convinzione che solo il riferimento a ciò che
dev’essere manifestato dia al pensiero la capacità di
misurare le segrete (im)possibilità del linguaggio,
sino alla fondazione di altre architetture.
(Anterem, XIV, 39)
Altre architetture
scrivendo di luci appassite in luoghi di visione
straniate nel sabba del risveglio
bivacco immaginario di mercanti di sabbia dal profilo in rovina
abbandonare filamenti d’estasi ai roseti
Arnon Grunberg, Il rifugiato
Arnon Grunberg, Il rifugiato, pp.360, Instar, euro 18
traduzione di Claudia Di Palermo
di Ade Zeno
Non si tratta di ipertrofiche e degeneranti disillusioni nei confronti del mondo, né di un’incondizionata resa agli assurdi conformismi che governano i rapporti tra gli esseri umani; non è questo, non soltanto questo: per riuscire a codificare i movimenti e le speculazioni di un personaggio straordinariamente complesso come Christian Beck, protagonista del sesto grandissimo romanzo firmato Arnon Grunberg, dobbiamo prima di tutto renderci conto che il suo apparente auto-abbandono è appunto solo apparenza, una maschera sottile ma coriacea in grado di nascondere agli occhi dell’universo (e forse anche dello stesso Beck) una devozione totale a principî di fede assoluta. Continua a leggere
Una poesia
Proroga concorso narrativa “fantastic-zen”
In nome della paura
Intervista con il filosofo Luigi Ferrajoli
Il populismo penale che presiede le politiche della tolleranza zero in nome della sicurezza offusca la costruzione in atto di un sistema giuridico che risponde a una visione classista della giustizia. Anche se diminuiscono i crimini commessi, l’ostilità verso i migranti e la piccola criminalità viene alimentata dai media e dai partiti conservatori per costruire il consenso alle norme securitarie.
di Roberto Ciccarelli
Un populismo penale che promuove il diritto minimo per i ricchi e i potenti, e un diritto repressivo per i poveri, i marginali e i «devianti», con l’aggravante delle leggi razziste che colpiscono migranti irregolari e rom. È severo e indignato il filosofo del diritto Luigi Ferrajoli quando commenta le decisioni prese dal governo Berlusconi sulla sicurezza ispirati alla «tolleranza zero». «Per la prima volta nella storia della Repubblica – afferma – la stigmatizzazione penale non colpisce solo singoli individui sulla base dei reati da essi compiuti, ma intere classi di persone sulla base della loro identità etnica». Continua a leggere
Piemonte Noir
Dal 30 ottobre al 2 novembre si svolgerà
a Orta San Giulio, sulle sponde del Lago d’Orta (NO), la terza edizione della manifestazione Piemonte Noir e del Premio Piemonte Grinzane Noir, dedicati alla letteratura di genere “giallo”.
Per chi si trovasse a passare da quelle parti, venerdì 31, alle 15.00, segnalo la tavola rotonda “Sfondi gialli. I territori del thriller” coordinata da Alessandro Perissinotto, dedicata al contrasto tra ambientazioni metropolitane e non nel genere giallo, con Margherita Oggero, Giorgio De Rienzo, Nicola Fantini, Piero Soria, Bruno Morchio, Paolo Cacciolati.
I fiori della gratitudine – Poesie inedite di Enzo FERRARI

GENOVA E I SUOI TETTI
In questo lento giorno
non è dato sapere
dove siano salute e felicità.
I tetti sono grigi dell’ardesia.
La salsedine si è fermata
alle finestre.
Tu già lontana
poni la mano stanca.
Sui rami carichi di frutti
rossi e maturi
pigramente indugia
il mulinello delle parole.
“O ator, segundo Camus” di Iacyr Anderson FREITAS, con traduzione in dialetto siciliano di Marco Scalabrino
Tudo o que edifico
deverá ruir em breve.
Vede: estou úmido ainda de nascer, nasci agora.
A vida a que me dou
se exerce em duas horas.
Não tenho tempo para o que me transcende.
O perecível me toma em seus braços,
o perecível me sonda, me invade.
Continua a leggere
Sono l’unico scrittore-editore che conosce uno ad uno i suoi lettori Giuseppe Angelillo)
Giuseppe Angelillo: editore, scrittore, poeta poligrafo di origine pugliese.
di Valerio Venturi
Un cavaliere “rock” ha fatto dell’editoria la sua missione. Si chiama Giuseppe D’Ambrosio Angelillo. Chi possiede un libro di Alda Merini, può darsi abbia un prodotto della sua piccola editrice Acquaviva. Lo riconoscerà dall’aspetto artigianale, dall’acquerello in copertina, dalle pagine pubblicate a volte solo fronte. Sono questi i volumi che l’anomalo Giuseppe confeziona in edizione limitata. Scrittore, poeta, poligrafo pugliese d’origine e milanese d’adozione, ha scelto di fare tutto da sé. Scopo unico: la libertà d’azione e di espressione. Laureato in filosofia, studioso e fan non pentito di Marx, si definisce “metropolitano” e “notturno”. Quello che guadagna lo spende per far libri suoi e di altri: un circolo virtuoso. A Milano è un eroe della scena underground. Ma l'”animale strano” – alto, barbuto – ha fan sparsi ovunque: come i ragazzi toscani che gli hanno confezionato uno dei siti internet – tra cui acquavivaedizioni.it – e altri illustri sconosciuti che gli comprano i cataloghi a scatola chiusa, in blocco. Continua a leggere
La miseria dei malvagi impuniti (I)
di
Anicio Manlio Torquato Severino Boezio
Scritta da Severino Boezio nel 524 in prigionia (condannato per tradimento, sarebbe morto poco tempo dopo), La Consolazione della filosofia è una meditazione sul rapporto del filosofo con il male. Secondo una prospettiva più vicina alla saggezza stoica che al magistero della chiesa, esso nasce dall’ingiustizia commessa e patita dagli uomini. Continua a leggere
Appello contro la guerra all’intelligenza (o: La lezione degli studenti)
da qui
Chi si trovasse in questi giorni nelle scuole e nelle università, occupate e variamente animate dalle proteste di studenti e docenti, incontrerebbe persone che incarnano, in spirito e lettera, la vocazione dello studio e del sapere. Studenti e docenti difendono la dignità e l’autonomia della conoscenza dalla semplificazione, leggi distruzione, di una politica finanziaria cieca al futuro. Lezioni all’aperto, apertura delle cittadelle accademiche alla città di tutti: chi protesta non ha nulla da nascondere, anzi. Sono privi di ideologia, ma molto consapevoli: “E’ la politica che si è allontanata da noi. Noi facciamo la vera politica”, mi hanno detto. Continua a leggere
Alessandro De Roma, La fine dei giorni
Alessandro De Roma, La fine dei giorni, pp. 290, Il Maestrale, euro 15.
di Ade Zeno
Scenario fosco, inquieto, ai limiti dell’apocalisse, la paranoia scalpitante di una città sprofondata nel baratro, uomini mutati in automi truci e inconsapevoli, case vuote, cantine trasformate in catacombe, strade deserte su cui sferragliano tram impazziti e corpi esanimi. E’ questo il futuro che Alessandro De Roma consegna a un mondo non lontano dal nostro, anzi vicinissimo, praticamente a due passi, un futuro che non chiede aiuto a soluzioni fantascientifiche o a immaginari astrusi e decide invece di affidare la paura proprio alla sua spiazzante riconoscibilità. Continua a leggere
Tolkien nella letteratura comparata
Ho da poco saputo, quasi per caso, che e’ finalmente uscita la raccolta in lingua inglese degli atti del convegno tenutosi nell’agosto del 2005 a Birmingham, in Inghilterra, per il cinquantenario de “Il signore degli anelli” (“The Ring Goes Ever On: Proceedings of the Tolkien 2005 Conference” – potete trovare dati piu’ dettagliati sulla pubblicazione su http://www.tolkiensociety.org/2005/proceedings/index.html). Continua a leggere
Ripellino’s Renaissance

Nella quarta di copertina di “L’ora di Praga”( Le Lettere, 2008), raccolta degli scritti di Angelo Maria Ripellino sul dissenso e la repressione nell’Europa orientale nel decennio 1963-1973, campeggia il volto sornione ed ironico di questo critico, poeta, saggista, docente universitario, intellettuale fra i più significativi della cultura italiana ed europea di questo secolo. Il suo destino postumo, dopo una morte precoce avvenuta a soli 55 anni nel 1978, ricordava da vicino ciò che era accaduto al famoso gatto del Cheshire di Alice: di lui c’era rimasto solo il ricordo di quel sorriso dolcissimo ed ineffabile, ma del gatto ( leggi cioè di una produzione vasta e considerevole, riflesso cartaceo di una curiositas pressoché illimitata) era rimasto ben poco. Continua a leggere
Quando il poeta dice : io
Quando il poeta dice: Io
Martedì 28 ottobre, ore 20.45, inizia un ciclo di incontri al Centro Coscienza, Corso di Porta Nuova 16, 20121 Milano.
Spesso il poeta parla direttamente di sé e mette la propria storia personale
al centro dell’attività poetica. I percorsi di vita e la riflessione sulle esperienze compiute si legano così in una ricerca di verità e di senso da affidare alle potenzialità della parola poetica. In questo ciclo di cinque incontri verranno ripercorse significative testimonianze che, a partire dal Romanticismo hanno segnato il rapporto tra il poeta e quella zona di sé che il suo Io lirico rappresenta.
La ricerca si svolgerà prevalentemente a dialogo, con lettura e riflessioni su testi di Browning, Machado, Ungaretti , Montale, Luzi, Szimborska, e altri autori moderni.
Infos: Centro Coscienza, tel. 026552603 – fax 02654959 – www.centrocoscienza.it
«Muoio e vivo» (scuola di poesia, di Massimo Sannelli)
ecco un sogno. ci sono sette piccole foto sul comodino della madre: vi appaiono uomini deformi, forse mummie. il figlio raccoglie le foto, le sovrappone, e le strappa in un colpo. poca fatica, un istante solo, e il lavoro facile è fatto. la madre dice che le sono state donate da altri – il figlio le distrugge. un figlio strappa *le brutte figure*; suo fratello disapprova questa distruzione.
il vecchio il morto il deforme l’inutile sono sul comodino – dove si terrebbe il *livre de chevet*. lì c’è la tradizione ricevuta. lingua data e lingua ricevuta, va bene? e quando si parla in italiano, *quale* lingua si parla?
i vivi non seppelliscono quei morti, ma ne fanno la piccola mostra, nella camera più privata. si diceva «fare dell’avanguardia un’arte da museo», e altri dicevano: bisogna abbattere distruggere bruciare i musei. inscatolare la *merda d’artista* era un gesto una provocazione una risata e un concetto, contemplare la morte riflessa nelle foto è solo pena. Continua a leggere
Dove la luce
I nervi di Berlusconi
(Se le proposte di modifiche alla legge 157/92 hanno ottenuto lo straordinario risultato di unire alcune associazioni di cacciatori con gli ambientalisti, la riforma Gelmini ha generato un movimento trasversale di opposizione che vede uniti studenti e professori. Questo ha fatto saltare i nervi a Berlusconi. Ne parla Carla Benedetti in un intervento su Il primo amore, che ripubblichiamo qui. Dichiarazioni dell’ultima ora dello stesso Berlusconi sembrano contraddire – come spesso è nel suo stile – quanto affermato sull’intervento della polizia. Segno ulteriore di nervi saltati? Intanto la protesta continua)
A molti di noi è venuto in mente, leggendo i giornali di oggi, che a Berlusconi siano saltati i nervi. E’ infatti la prima volta che il governo si trova di fronte un movimento reale e vasto di opposizione. Ed è anche la prima volta che Berlusconi non può usare la sua solita arma: comprare, corrompere, deviare l’attenzione.






