
di Giuseppe Munforte
Per quale motivo leggiamo un noir se non per ascoltare una nuova, possibile esecuzione di musiche che già conosciamo bene? Continua a leggere
Archivio mensile:Ottobre 2013
I LIBRI DEGLI ALTRI n.57: Il Classico ritrovato. Evaristo Seghetta Andreoli, “I semi del poeta”
Il Classico ritrovato. Evaristo Seghetta Andreoli, I semi del poeta, con una prefazione di Patrizia Fazzi (“Un’anima etrusca”) e una nota di Carlo Fini, Firenze, Polistampa, 2013
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Evaristo Seghetta Andreoli è funzionario in un importante istituto di credito di Arezzo per mestiere, ma è un poeta per sincera dedizione. Lo si deduce dalla passione con cui si è gettato nella stesura dei versi di questo suo primo libro. Come ha scritto Patrizia Fazzi nella sua intensa Prefazione al volume, il poeta si era realizzato finora solo nella profondità della sua applicazione continuata alla pratica continua del verso:
«Evaristo Andreoli, quasi novello Italo Svevo, pur se calato, come l’autore triestino, nelle stanze dei conti e dei rapporti commerciali, ha mantenuto il “vizio” segreto di scrivere, di annotare e trasformare in poesie l’esercizio altrettanto quotidiano di ascoltare se stesso e di “osservare” la realtà esterna e i fenomeni naturali nella loro mutevole misteriosa epifania» (p. 5).
73. Quanto tempo
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da qui
E fu sera e fu mattina: quanto tempo è passato? Continua a leggere
Vivalascuola. Convegno. “Senza oneri per lo Stato”
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
(Costituzione italiana, art. 33).
Coordinamento Nazionale per la Scuola della Costituzione
Convegno Nazionale di Formazione
SENZA ONERI PER LO STATO
Un principio costituzionale da rispettare: no al finanziamento alle scuole private
MILANO – sabato 26 ottobre 2013 – h. 9:30-17:00
Liceo Classico Carducci, Via Beroldo 9 (Viale Brianza) Continua a leggere
Diritto d’asilo: una proposta politica
Pubblicato da La Poesia e lo Spirito in sintonia con la redazione di Nazione Indiana e con quella de Il Primo Amore
Invece di investire denaro europeo e nazionale per erigere impossibili muraglie all’interno del Mediterraneo, facciamo funzionare, nei paesi extraeuropei colpiti dalle guerre, le nostre ambasciate, recepiamo le domande di asilo e organizziamo il trasporto legale e sicuro nei paesi d’accoglienza. Invece di trovarci costantemente non nell’emergenza immigrazione, ma in quella umanitaria, dovendo ripescare annegati e sopravvissuti, strappiamo agli scafisti l’organizzazione del trasporto dei rifugiati dall’Africa alle coste europee, rendiamo quel viaggio ammissibile e privo di rischi, sottraiamolo ai commerci abietti. Continua a leggere
Assurdo e familiare, di Rosa Salvia

(Dalla raccolta di racconti inedita Le conseguenze dell’amore)
Mezzanotte, le campane della chiesa di Sant’Anna suonano a distesa annunciando la Pasqua. Dai camini corrono nuvole di fumo. Una calca di gente esce dalla chiesa e continua la vita nel gelo dell’ultimo marzo. A Potenza la primavera tarda sempre ad arrivare. Continua a leggere
Guido Michelone intervista Gian Luigi Caron

La provincia riserva spesso gradite sorprese: Gian Luigi Caron, 56 anni, insegnante di Diritto alle superiori nel Vercellese scrive fin da quando era studente. Continua a leggere
72. La mia cena
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da qui
C’è un punto in cui si può verificare quanto il Vangelo sia entrato nella vita: è la concretezza del giorno dopo giorno, gli atti minuscoli seminati ogni momento nella nostra esperienza quotidiana. Continua a leggere
Silvio Raffo, Al fantastico abisso

Silvio Raffo, Al fantastico abisso
di Silvio Aman
Capita, talvolta, che fra poeti ci si intenda fin da subito: è questa l’impressione che ho ricevuto leggendo la prefazione di Marisa Ferrario Denna (curatrice della collana di poesia della Nomos Edizioni) alla raccolta di Silvio Raffo dal titolo Al fantastico abisso. Continua a leggere
Taha Muhammad Ali (Palestina, 1931-2011)
Neither music,
fame, nor wealth,
not even poetry itself,
could provide consolation
for life’s brevity,
or the fact that King Lear
is a mere eighty pages long and comes to an end,
and for the thought that one might suffer greatly
on account of a rebellious child.
My love for you
is what’s magnificent,
but I, you, and the others,
most likely,
are ordinary people. Continua a leggere
71. Per poco
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da quia<
Ecco i farisei, cosa vorranno? In fondo, ti fanno compassione: sempre attenti a rispettare nei dettagli una legge di cui gli sfugge il senso. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 253
Di tre fratelli, il primo era un puro teorico; il secondo, un pratico puro; e il terzo di volta in volta si barcamenava sagacemente fra le posizioni nette degli altri due.
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Vivalascuola. Che Bes pasticcio!

Il susseguirsi, a ogni cambio di ministro, di riforme, circolari, direttive, decreti, distrugge quello che non si è nemmeno finito di costruire. Ogni proclama si ferma allo stadio di annuncio, senza che trovi la strada della realizzazione. Il ministero emette le sue direttive, sempre più approssimative dal punto di vista teorico: compito degli insegnanti realizzarle, senza risorse e senza strumenti. Con aumento di carichi di lavoro e della burocratizzazione. E poiché molti insegnanti prendono sul serio il loro lavoro, soffrono nell’impresa di Sisifo di realizzare quanto lo stesso ministero distruggerà quanto prima. Questo è non solo uno dei motivi del burn out degli insegnanti, ma un ostacolo alla pratica didattica e un danno per gli allievi. E’ quanto è successo quest’anno con i BES: annunciati come una grande rivoluzione, hanno messo in allarme le scuole; poi una circolare annunciata pare ridimensionare l’ennesima “riforma epocale“. In questa puntata di vivalascuola ne parlano, su posizioni diverse, Carlo Avossa, Tullio Carapella e Luisa Formenti. Continua a leggere
Il subentrato, di Franz Krauspenhaar
di Mary Zarbo

Leggere un racconto o un romanzo di Krauspenhaar dona ogni volta un’emozione nuova.
L’autore è uno dei pochi in Italia a saper cimentarsi in modo sicuro ed eccellente in vari generi, usando diverse forme di scrittura, dalla poesia al romanzo biografico, dalla finzione pura al racconto.
L’uso poi che fa delle parole è spettacolare, da vero funambolo. Continua a leggere
70. La chiave per il regno
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da qui
La cosa che ti turba è quando ti sembra di dover ricominciare dall’inizio. Continua a leggere
“Ostaggi” della realtà nel teatro di Gaccione

Lunedì 14 ottobre 2013 alle ore 18.15, presso la Biblioteca Vigentina, Corso di Porta Vigentina 15, Milano (tel. 0288465798), presentazione del libro Ostaggi a teatro 1985-2007 di Angelo Gaccione (Ferrari Editore 2013). Interverranno, assieme all’autore, la poetessa Claudia Azzola, lo scrittore e commediografo Cataldo Russo, Alessandra Paganardi, poetessa e critico letterario, di cui qui presentiamo una nota.
Ostaggi della realtà nel teatro di Gaccione
di Alessandra Paganardi
Che cos’hanno in comune un setting psicoanalitico, una feroce persecuzione antieretica, una crocifissione, una gara d’inganni e tradimenti, un attentato simulato, la scena di uno stupro, il racconto di un abbandono, monologhi di frustrazione o di follia? Continua a leggere
George Trakl, un amore proibito
1. Una sorella per musa.
Cercate nella vita di ogni artista che porta con sé il sentimento dell’angoscia e dell’ossessione e troverete una sorella morta nella prima adolescenza, questo è il caso di Mallarmè, la cui sorella Maria morì a tredici anni , o di Munch , la cui sorella Johanne Sophie morì a quattordici anni. “La parola soeur in Mallarmè – scrive Guido Ceronetti – risuonò sempre come un’agonia” e Munch spiò ( e riprese in decine di opere , come un straziante rito funebre ) la morte della sorella , per tubercolosi, quel bianco spegnersi della fanciulla davanti ad una tendina chiara, come in un pallore boreale. Sembra che non si diventi veramente poeti senza essere passati per la morte di una sorella. “Infanzia e adolescenza creative sono inferni assetati di bambine morte”, conclude Ceronetti. Continua a leggere
69. All’ora nona
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da qui
Ti lasciano ancora insegnare, nelle sinagoghe. Non durerà, lo sai, la tua parola sarà sempre più tagliente e scandalosa, e il tempo rimasto è sottile come un ramo di mandorlo. Continua a leggere
IL TERZO SGUARDO n.46: Pirandello e il suo doppio (critico). Adriano Tilgher, “Pirandello o il dramma di vedersi vivere”
Pirandello e il suo doppio (critico). Adriano Tilgher, Pirandello o il dramma di vedersi vivere, a cura di Pierfrancesco Giannangeli, Chieti, Solfanelli, 2013
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di Giuseppe Panella*
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La fortuna critica (e successivamente l’apprezzamento del pubblico) per Luigi Pirandello è tardato molto a manifestarsi e se su di lui un dibattito più aperto e sensibile alle sue prospettive generali di scrittore è iniziato e ha permesso che lo scrittore siciliano raggiungesse un buon successo anche in ambito italiano (nonostante le stroncature di Croce e il rifiuto pregiudiziale degli intellettuali che lo avversavano, con l’eccezione solitaria delle positive note recensorie di Antonio Gramsci) lo si deve sicuramente ad Adriano Tilgher.
Nonostante una serie piuttosto dura di critiche nei confronti della produzione di Pensaci, Giacomino!, (realizzata nella versione originale in lingua siciliana al Teatro Nazionale di Roma, il 10 luglio 1916, dalla Compagnia di Angelo Musco), non molti anni dopo, nel 1923, pubblicando i suoi Studi sul teatro contemporaneo, il giudizio sul commediografo girgentino sarà radicalmente rovesciato. Se nella recensione al lavoro messo in scena nel 1916, Tilgher aveva scritto: “Gli sciocchi possono scambiare per profondità il sorriso ironico del Pirandello sui suoi personaggi, ma chi ha buon gusto non si lascia ingannare”[1], nel volume di sette anni dopo l’analisi sarà molto diversa e molto più favorevole:
GIOVANNI PAPINI, “CENTO PAGINE DI POESIA”
Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni
Giovanni Papini, Cento pagine di poesia, Quodlibet 2013 (a cura di Raoul Bruni)
Giovanni Papini per me era soprattutto il futurista dell’invettiva contro Firenze, pronunciata in occasione della serata organizzata da Marinetti e dai suoi al Teatro Verdi il 12 dicembre 1913 – della quale mi sono occupato in occasione di una recente intervista allo storico dell’arte Corrado Marsan (su Postpopuli.it). Un autore sanguigno, protagonista centrale della battagliera stagione delle riviste “La Voce” e “Lacerba”.
Leggendo Cento pagine di poesia, opera riproposta in e-book da Quodlibet (collana “Note azzurre”) nella versione originaria del 1915 (edita dalla Libreria della Voce), guidato dell’ottima introduzione del curatore Raoul Bruni – che qui di seguito ho il piacere di intervistare –, sono sceso molto più vicino al cuore dell’ispirazione di uno scrittore capace di fondere, in queste sue prose poetiche, realtà e immaginazione – Borges lo definì un autore “immeritatamente dimenticato” e lo accolse, unico italiano, nell’Antología de la literatura fantástica da lui curata con Silvina Ocampo e Adolfo Bioy Casares (1940). Non solo, ma Papini riesce anche a conciliare paesaggio esteriore e flusso di coscienza, visione soggettiva della vita e liberazione dagli aspetti più soffocanti dell’antropocentrismo, avvicinandosi all’intuitività del mondo animale e alla vibrazioni più sottili delle profondità cosmiche. Continua a leggere


