Il segno della croce ci protegge: è come un’armatura che difende dai colpi, uno scudo resistente a tutti gli urti. Se ne fossimo coscienti, lo faremmo più volte, come memoria di un progetto che non può fallire.
Archivio mensile:Luglio 2021
Recensione di Giovanni Agnoloni a “La forma della felicità”
Frammenti di Cinema # 41

I camei sono nel cinema delle perle, talvolta. Dei vezzi, talaltra. Per esempio, quelli del regista nei propri film. Ma se si tratta di Alfred Hitchcock, allora, diventano un cult. Non è stato l’unico. Martin Scorsese appare in Taxi driver (1976), Francis Ford Coppola in Apocalypse Now (1979), e Roman Polanski in Chinatown (1974). Non poteva certo sottrarsi Quentin Tarantino. Ed anche alcuni registi italiani non hanno resistito alla tentazione di comparire. Federico Fellini interpreta se stesso in C’eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola. Lucio Fulci, il progenitore dello splatter, spesso appare nelle sue inquadrature visionarie. Un discorso a parte va fatto per le comparse di personaggi famosi che con il cinema non c’entrano niente; oppure per gli esordi anonimi delle future star. In questo caso, si tratta di qualcosa in più di un cameo; ovvero di qualcosa in meno. In ogni caso, sono la conferma della grande potenza ludica del cinema, contagiosa e interattiva, in quanto diverte chi agisce davanti alla telecamera, ed allo stesso tempo chi guarda di fronte allo schermo.
Vivere
Luigi Maria Corsanico legge Mario Luzi. 9
La musica
Dare
Non ero profeta, né figlio di profeta, di Raffaela Fazio
Lontananza
Rosa Salvia, Quella strana assenza di gravità.
Rosa Salvia, “QUELLA STRANA ASSENZA DI GRAVITÀ”, Giuliano Ladolfi Editore 2021
Recensione di Davide Toffoli
Due anni di vita… due anni di poesia. Luoghi e opere dell’uomo che divengono fonte di conoscenza empatica, perché “gli oggetti sono vivi e ti osservano con sguardi familiari” e le baudelairiane foreste di simboli sembrano disseminate ovunque. Poesia civile, ma anche echi di Eliot con l’eterna ossessione dell’umanità per il tempo. Scrive Giuliano Ladolfi nella prefazione: “La scrittura rasenta il fianco dell’ombra vicina alla morte e, dopo questo ascolto delle cose, non resta che la vita, la vita autentica, quella sostanziata di speranza, di supplica, di implorazione”. Le parole-chiave sono tempo, silenzio, ombra, grazia. Continua a leggere
Di più
Poesie di Giulia Chianese
Mi chiamo Giulia Chianese e sono napoletana di nascita. Dopo anni in giro per l’Italia, sono
tornata a vivere ai piedi del Vesuvio, terra dove mi sono formata artisticamente e dove ho
cominciato a incontrare parole e versi nel caos armonico e infuocato dei figli della lava. Di
questa città mi sento parte evocativa e scollata (come molti di noi) ed ho vissuto sempre divisa
tra la scrittura e le arti figurative a fasi alterne e, a volte, in una sovrapposizione non sempre
facile. Sono un’illustratrice e arredatrice, frequento la poesia da che ho memoria, poesia come
luogo che mi raggiunge nel luogo fisico che mi accoglie e che mi soccorre. Ho pubblicato i
miei versi e racconti in varie collane e su diversi blog come Formicaleone di Valentina di
Cesare e Un marziano a Roma, su Comunità provvisorie di Franco Arminio e Poesia in azione.
Ho fede nell’arte e in tutto quello che nell’arte trova accoglienza.
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Certi pensieri sono vicoli
pericolosi e malfrequentati
Se entri può cambiare il corso
di una giornata
ed è una guerra
Dovresti
dovrei
evitarli
Prendere quell’autostrada
al centro del cervello
Dovremmo essere nella fatica
di una corsa
da qui alla spiaggia
la riva dei nervi
Morire di stanchezza
ed arrivare a domani
Quasi amanti Continua a leggere
Prisco De Vivo, Qualche riflessione sulla Mater Dolorosa
Mater Dolorosa oppure Vergine Addolorata, così viene definita la Madonna dei sette dolori e delle sette spade.
Quale madre alla morte del proprio figlio non si è identificata nel pianto e nel dolore della Vergine Madre?
«Simeone li benedisse e parlò a Maria sua madre, egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori ed anche a te una spada ti trafiggerà l’anima» (Lc 2, 34). Continua a leggere
Il desiderio
Buona lettura 29: “Il mio amico”, di Daniela Matronola
Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.
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Il mio amico di Daniela Matronola (Manni editore) è una storia di racconti, indugi e ritorni, a cui si partecipa con aria quasi trasognata nonostante ci si muova per lo più in ambienti medici.
Mauro, il “domatore del dolore”, il “soccorritore nato”, è un anestesista ormai in età matura, sposato con figli e alle prese con un problema di salute che lo costringe a sottoporsi ad accertamenti clinici. Continua a leggere
Poesia italiana del XXI secolo

Nazim Comunale è nato a Guastalla (Reggio Emilia) nel 1975. Insegnante di lettere, giornalista musicale e musicista. Sue poesie sono apparse sulle riviste Dea Cagna, Versante Ripido, e on line su Interno Poesia, Diario di passo, Ipoet, e Poetarum Silva. E’ stato tradotto in Venezuela e negli Usa. Ha pubblicato Aguaplano (autoproduzione, 2015), Lei Oceano, Terra d’Ulivi, Lecce, 2017, e Chiamala febbre, Edizioni San Lorenzo, Reggio Emilia, 2020, ed è presente nella collettive Non ancora silenzio, NMZ edizioni, Ravenna, 2019, ed in Emilia Romagna, Bertoni Editore, Perugia, 2020. Ha collaborato e collabora con i musicisti Francesco Massaro, Elio Martusciello e Cristian Maddalena e con il pittore Peter Bartlett. Menzione speciale nel 2019 al premio Raffaele Crovi e vincitore del Premio Pietro Carrera 2021 con la silloge inedita Tu, ira, che uscirà in autunno per i tipi de Il Convivio Editore di Castiglione di Sicilia (CT).
Il nostro compito
Gianluca Barbera, Mediterraneo. Intervista di Guido Michelone
Da alcuni mesi è in tutte le librerie Mediterraneo, il nuovo libro di Gianluca Barbera, che in quest’intervista esclusiva spiega le ragione di un romanzo assai originale.
– Gianluca, pur essendo Mediterraneo, un romanzo leggibilissimo e godibilissimo, per un recensore è difficile da sintetizzare in poche righe. Vuoi provare a farlo tu?
Lo scrittore Giovanni Belisario riceve un’inquietante email dal figlio, che si trova a Creta. Una richiesta di aiuto. Poi più nulla. Belisario parte alla sua ricerca. Una ricerca che lo condurrà attraverso tutto il Mediterraneo, sulle tracce di riti antichissimi, pratiche oscure, apparizioni. Creta, Istanbul, Gerusalemme, il Monte del Tempio o Spianata delle Moschee, il cuore del mondo, o se preferisci del “labirinto universale”. Alla scomparsa del figlio è collegato il ritrovamento di un oggetto misterioso nelle profondità marine, capace di abbattere le barriere del tempo, producendo un mescolamento di presente passato e futuro. L’enigma del tempo è al centro del romanzo. Tappa dopo tappa, Belisario incapperà in omicidi, rivelazioni scioccanti, andando incontro nell’ultimo capitolo a una verità sconcertante, eppure l’unica possibile. Continua a leggere
















