
Giancarlo Consonni, Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025
Molti di voi conosceranno già la poesia di Giancarlo Consonni. Per me, invece, è la prima volta che mi imbatto nei suoi versi. Una scoperta del tutto casuale, nata da una delle scorribande in libreria alla ricerca di qualcosa di nuovo, di diverso, forse anche di antico – nel senso buono della parola – sugli scaffali defilati, seminascosti, nel cantuccio in basso, lontano dagli sguardi dei più. Ormai, la poesia non fa testo. È diventata sempre più di nicchia. Il grande pubblico dei lettori non la legge più e non la legge neppure chi vorrebbe fare e scrivere poesia. Qualcuno ha detto che è meglio essere lettori invece di scrittori di poesia. E non ha tutti i torti. Vogliamo mettere la soddisfazione e il piacere di leggere versus il turbamento, l’afflizione, la fatica nello scrivere, laddove non si persegua la banalità e la miseria della parola? Ma per tornare a noi, mi capita sotto gli occhi questo libro, Il conforto dell’ombra, pubblicato da Einaudi nella Bianca e lo prendo incuriosito e col preconcetto ormai fattosi negli ultimi tempi sempre più forte di trovarmi davanti a poesia- spazzatura e invece, sfogliando e leggendo qua e là, arriva la fulminazione. Continua a leggere



















